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14. 𝑨 𝑺𝒉𝒐𝒕?²

Il confine tra il desiderio e l'odio è spesso più sottile di quanto crediamo
basta poco per perdere l'equilibrio
LuneCaine

Adeline's pov

La mia ansia in questo momento era a mille. Xavier stava aspettando sulla rampa che l' uomo desse il via per entrare nella gabbia. Il mio cuore batteva a mille, avrei di gran lunga preferito non partecipare. Ma non posso tirarmi indietro, non adesso.

"1....2....3 e..." la voce dell'uomo teneva tutti in sospeso, aumentando la tensione e la mia ansia "Via!"

Il rombo dei motori riempì l'aria. Xavier accelerò, così come tutti gli atri ragazzi, lanciandosi nella gabbia con una precisione alquanto spaventosa. La moto iniziò a girare attorno a me, sempre più velocemente, le ruote sfioravano il metallo. Il vento si intensificò, a causa della velocità, avvolgendomi completamente e scompigliando i miei capelli.

Sentivo i suoi occhi bruciare su di me, come se non lasciassero il mio corpo neanche per un secondo.

Mentre continuava a girare, sempre con più velocità, con una mano tenne salda la moto, mentre l'altra si allungò verso di me, avvicinandosi ad ogni giro di più, sfiorando l'aria attorno al mio corpo. Fino a quando non sentii il suo tocco su di me. La sua mano atterrò sulla mia vita, il suo tocco leggero, quasi impercettibile, eppure ciò era abbastanza per farmi rabbrividire.

La sua mano girava attorno a me , seguendo il ritmo della moto, a ogni giro il suo tocco sembrava intensificarsi e diventare più sicuro. Il gioco stava diventando sempre più pericoloso, eppure il suo tocco , in contrasto era delicato. Mi faceva sentire un misto di emozioni che non riuscivo bene a capire.

Xavier lasciò la sua presa su di me e con un movimento fluido cambiò direzione, iniziando a girare in senso opposto. La moto sfrecciava sul metallo a una velocità ancora maggiore, rendendo tutto ancora più pericoloso. Ogni giro sembrava sfidare le leggi della fisica, e il mio cuore batteva forte nel petto.

Il rischio era palpabile, ma Xavier sembrava completamente a suo agio, come se stesse facendo una passeggiata.

Finalmente, dopo quello che sembrò un'eternità, sentii la voce dell'uomo.

"Possiamo dare fine a questo gioco"
Annunciò l'uomo facendomi sussultare tanto che ero persa nel momento.

Xavier rallentò e un ragazzo aprii la gabbia, permettendogli di di uscire. Il rombo del motore si spense, insieme a tutti gli altri.

Mi sentii le gambe tremare mentre uscivo anch'io, cercando di mantenere la calma.

Finalmente è finita.

"E non preoccupatevi, il divertimento è appena iniziato" Annunciò quell'uomo. Va bene, forse mi sbagliavo, non è finita, è appena iniziato.

Mi chiedo chi sia il pazzo che ha organizzato questa festa. E questa dovrebbe essere la cosa 'tranquilla'?

I miei occhi si incontrarono con quelli di Xavier, ancora carichi di adrenalina.

"Non male, vero?" disse, con un tono provocatorio.

"Sei pazzo." mormorai, cercando di ignorare il battito frenetico del mio cuore.

Sulle sue labbra si formò un sorrisetto, che sparì l'attimo dopo. La sua espressione non era più divertita come prima, i suoi occhi erano fissi su qualcosa dietro di me.

mi accigliai profondamente, fin quando non sentii uno sparo.

uno sparo?

Io mi voltai rapidamente, e il mio cuore sprofondò.

Ivy era avanti la sua gabbia circolare, paralizzata, guardando un punto fisso avanti a lei.

Lui era lì, al centro della scena, immobilizzato. Accanto, c'era un ragazzo travestito da Ghostface, che teneva una pistola puntata diritta alla sua testa.

Iniziai a tremare, il panico invase ogni fibra del mio essere.

Kai.

Mio fratello.

Con una pistola alla testa.

Ryan's POV

Cazzo, è la terza gabbia che provo ad aprire, con scarsi risultati.
La mia pazienza, inesistente, sta iniziando a scarseggiare.

Tutti sono in silenzio, l'unico rumore è il battito del mio cuore che risuona nei miei timpani. Mi avvicinò all'ennesima gabbia sperando di riuscire finalmente ad aprirla.

So che Vanessa era presente al centro di questa, ma non posso vedere chiaramente il suo volto a causa delle sbarre, vedo solo il suo corpo teso, immobile. La mia chiave scivola nella serratura.
Girai la chiave e con un rumore metallico, riuscii ad aprire il lucchetto che cadde a terra con un rumore secco che la fece sussultare.

"Ma guarda un po, che scherzo del destino, vero Van?" Dissi ridacchiando. Provai ad aprire la porta che portava ad entrare nella gabbia ma rimase chiusa. La mia espressione tornò seria.

Solo ora notai un'altro lucchetto, posizionato leggermente più giù.

Che palle.

Con la mia stessa chiave provai ad aprire anche questo, ma non ci riuscii.

Guardo la gabbia per un secondo, e noto che nel frattempo William, il mio caro gemello, si avvicina con calma. Non posso fare a meno di lanciargli un'occhiataccia, il mio fastidio evidente sul volto.

Con un sorrisetto, lui prende la sua chiave e la inserisce nella serratura. Il lucchetto si apre con un rumore secco, e la porta finalmente si spalanca.

Sul suo volto c'è quel sorrisetto malizioso che odio, mentre il mio è decisamente più infastidito

Ma è possibile che dobbiamo sempre condividere questa ragazza?! Anche in un gioco completamente casuale.

Sto iniziando ad odiare mio fratello.

La gabbia si spalanco, lasciandomi finalmente vedere Vanessa. Nella sua perfezione che odio, non ha neanche un difetto.

"Guarda un po' che coincidenza, due chiavi, una gabbia. Sembra il destino, non è vero, piccola van?" dico con un sorriso ironico mentre osservo il suo volto teso. Qualcosa in me scatta ogni volta che la guardo.

Per me ormai è diventata una sfida.

Lei continua ad essere innamorata di mio fratello, eppure io quella notte non la dimentico, e so per certo che neanche lei l'ha dimenticata

È solo innamorata del fratello sbagliato, è quando lo capirà sarà troppo tardi.

Vanessa non risponde. È in silenzio, immobile, come se non sapesse bene come reagire. La tensione tra di noi è palpabile.
Il suo sguardo è più concentrato su William. Patetico.

Non li sopporto.

Odio entrambi, che vadano a fanculo.

"Diamo inizio ai giochi" La voce di quell'uomo richiamò la mia attenzione.

Con un gesto deciso, salgo sulla moto e la avvio, il rombo del motore che riempie l'aria intorno a noi. William mi segue subito dopo, e mentre ci avviciniamo alla gabbia, mi rendo conto che, ancora una volta, siamo costretti a dividere questa situazione.

Tutti facciamo partire le moto con un'accelerazione che ci lancia nella gabbia, facendo risuonare l'eco del metallo.

Vanessa è al centro, come una pedina in questo gioco che non ha scelto, ma che ora è costretta a vivere.

Siamo in movimento, e la moto di William gira attorno a lei, facendo lo stesso con la mia. Le velocità aumentano, i giri si fanno più stretti, ma nessuno di noi si ferma.

È più di un gioco, è una sfida per noi.

Ad ogni giro, il rischio cresce, e sento la mia adrenalina salire. Vanessa ci osserva, so che è spaventata, si sente impotente in questo gioco in cui non ha alcun controllo.

Ogni giro che faccio mi avvicino sempre di più a Vanessa, ristringo la distanza tra di noi.

Non è solo la moto che corre, è anche il mio cuore che accelera a ogni centimetro che guadagno intorno a lei.

Allungo una mano, le mie dita sfiorano l'aria che la circonda, notai il suo respiro farsi più irregolare, il suo corpo si irrigidirsi, come se fosse pronta a scappare. Ma sa che non può.

William è ancora lì, girando come un dannato in circolo. Ma io non lo guardo. Ho gli occhi solo per Vanessa, la sua presenza è l'unica cosa che conta in questo momento.

Continuò a girare velocemente attorno a lei, ma stando più vicino a differenza di mio fratello.

Vedo la paura nei suoi occhi, la stessa paura che mi fa sorridere dentro. La sua tensione è palpabile, la percepisco a ogni giro che faccio attorno a lei.

"Possiamo dare fine a questo gioco"
Finalmente l'uomo diede fine al gioco,
il rombo delle moto si fa sempre più debole. Fin quando io e William non ci fermiamo definitivamente, ai lati opposti di Vanessa.

Appena aprono la gabbia, William esce e io lo seguo. Posai la moto sul lato e con gli occhi cercai lei.

Vanessa uscii dalla gabbia e io mi avvicinai a lei, con calma che non credevo di avere. Il battito del suo cuore è forte, quasi lo sento nel petto, e so che mi sta guardando. Le prendo la mano, la stringo con fermezza. È strano, ma la sua pelle contro la mia mi dà una sensazione di potere, un controllo che mi fa sentire superiore.

"Tu vieni con me. " le dico, senza alcuna esitazione.

Non è una domanda, non è un invito. È un ordine

Senza dire una parola, la prendo per il braccio e la conduco via. La sua reazione fu immediata, come pensavo.

"Dove stai portando?" chiede, cercando di mascherare la sua preoccupazione.

"Tranquilla, non mordo" rispondo, mantenendo il tono scherzoso.

"Non è questo il punto" ribatte lei, guardandomi con uno sguardo che sfida ogni mia intenzione. "E poi non è che tu sia così rassicurante."

"Chi ha detto che voglio rassicurarti?" dico con un sorriso, fermandomi davanti alla porta del bagno. La spingo delicatamente dentro. "Non ti preoccupare, è solo una chiacchierata tra amici."

Lei si ferma sulla soglia, i suoi occhi sono pieni di dubbio. "Non sembri il tipo di persona che fa chiacchierate amichevoli."

"Beh, forse dovresti smettere di avere così tanti pregiudizi" rispondo, entrando nel bagno e trascinando la con me.
Chiudo la porta dietro di noi con un leggero rumore, ma la tensione nell'aria cresce subito. Lei sembra essere ogni secondo più agitata.

"pregiudizi eh?" dice, il tono sarcastico. "Parliamo di cosa?"

"Sei carina stasera, piccola Van," commentai, facendo scivolare lo sguardo sulle curve del suo corpo. Mi avvicinai lentamente, passo dopo passo, fino a costringerla a indietreggiare. La sua schiena colpì il bancone, il freddo del lavandino che la fece sussultare.

Il silenzio che seguì era pesante. Lei non si spostò, ma potevo sentire la tensione crescere tra di noi. I suoi occhi si fissarono nei miei, con quella stessa sfida di sempre. Ma stavolta, c'era qualcosa di diverso. Il suo respiro diventò più rapido, non mi sfuggì.

"Non sembri molto a tuo agio, piccola Van" dissi, con un sorriso, avevo l'intenzione di trarre reazioni e le sto avendo. "Hai paura di qualcosa?"

Lei rimase in silenzio, ma il suo sguardo diceva tutto. Non voleva cedere, ma non riusciva nemmeno a nascondere l'effetto che avevo su di lei.

Mi avvicinai ancora di più, fino a sentirla quasi respirare contro di me. La sua mano si aggrappò al bancone, cercando qualcosa a cui tenersi.

"Ryan, perché continui?" disse con voce rotta e tremante, come se neanche lei credesse a ciò che stava per dire. "ti ho detto di lasciarmi in pace. Sono innamorata di tuo fratello."

Quelle parole mi colpirono, lo sapevo già, ma sentirmelo dire, è come un proiettile conficcato nel cuore.

"Innamorata? Ma certo... Eppure quella volta sembrava il contrario"
Le ricordai ciò che era successo tra di noi, non posso semplicemente superarlo. Non posso.

Che coglione che sono, la sto ancora aspettando anche se non ho alcuna possibilità, mio fratello è migliore. Lo so.

Io sono per tutti uno stronzo senza cuore, mentre lui il contrario.

"Ero ubriaca, tu eri ubriaco..." ripeté, cercando di giustificarsi, ma le parole le morivano in gola. Il suo sguardo si abbassò, cercando di nascondere un'emozione che non riusciva a controllare.

"Lo so che non ero io quella notte," disse a bassa voce. "E lo sai anche tu."

Le sue parole mi fecero incazzare, ma c'era anche qualcosa di diverso. Che però mi rifiuto di ammettere.

In un istante, senza pensarci troppo, afferrai i suoi fianchi, tirandola su. La spinsi delicatamente sul bancone, facendo in modo che si sedesse, le mani si spostarono sulle sue cosce accarezzandole. Mi fermai un attimo, il mio sguardo fisso nei suoi occhi, cercando una reazione, ma lei non si mosse. Distanziai le sue gambe, sistemandomi tra di esse con la consapevolezza di quello che stava succedendo, eppure c'era qualcosa in me che non voleva fermarsi. "No"

Il mio sguardo scese sulle sue cosce, notai dei segni rossi sulla pelle. Mi accigliai. Cosa diamine sono?

Sembrano dei tagli, anche abbastanza profondi, il mio sguardo andò dalle sue cosce ai suoi occhi più volte. Notai il fatto che stava cercando di nasconderle. Ebbi un colpo al cuore.

Lei... Si fa del male?

I suoi occhi trovarono i miei, come se mi stesse implorando di non toccare quel discorso.

Deglutii a fatica e continuai su quell'argomento...

"Continui a dirlo, ma sappiamo entrambi che non era solo l'effetto dell'alcol," dissi, con voce bassa, sentendo il mio stesso respiro agitato, come il suo.
"La tua bocca dice che ti devo lasciare in pace, ma il tuo corpo tutt'altro."

Lei mi guardò, gli occhi incerti, come se cercasse di trovare una risposta.

"Non è così semplice," disse, la sua voce bassa. "Non è una questione di di quello che il corpo vuole. È più complicato di così."

"Complicato eh?" Ripetei avvicinando il mio corpo al suo, facendo sì che lo spazio tra di noi fosse inesistente. Le mie mani si spostarono sulla sua vita, la mia faccia a pochi centimetri dalla sua. "Cosa è complicato, piccola Van?"

Sentivo il suo corpo tremare sotto le mie mani, le sue gambe piano si avvolsero al mio bacino. "Perché sono innamorata di William, da anni, mi dispiace Ryan"

"Il tuo corpo ti tradisce"
La distanza tra noi era ormai inesistente, il respiro si mescolava,le sue labbra erano così vicine alle mie che ogni battito del mio cuore sembrava sentire il peso della tensione.

Non avevamo bisogno di parlare, tutto quello che dovevamo dirci era chiaro nei nostri occhi, nel nostro respiro, nell'intensità di quel momento.

Ma lei non lo ammetterà mai.

Il suo corpo teso, le sue labbra si avvicinarono quasi involontariamente alle mie.

Ma proprio quando ero sicuro che sarebbe successo, la porta del bagno si spalancò facendoci sussultare.

"Che cazzo state facendo?" La voce di William ci raggiunse, senza preavviso.
Vanessa cercò di allontanarsi immediatamente, il respiro affannoso, mentre io rimasi immobile ancora tra le sue gambe , incapace di reagire, con una sensazione strana che mi bloccava.

William, con il suo solito sorrisetto, ci guardò, potei notare l'irritazione sul suo volto. "Non mi avete invitato alla festa?" disse, ma la sua espressione tradiva una leggera preoccupazione, come se qualcosa di più serio stesse succedendo.

"Mentre voi scopate, fuori ci sono persone in pericolo, sbrigatevi"

Spazio autrice
In ritardo come al solito, ma ecco il secondo capitolo della festa di halloween ✨

Cosa ne pensate?

Kai in pericolo ⚠️
Secondo voi chi è il Ghostface?

A presto stelle 🩶

Se vi va, ig: lune._caine

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