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13. 𝑻𝒓𝒊𝒄𝒌 𝒐𝒓 𝑻𝒓𝒆𝒂𝒕?¹

Adeline's pov

Oggi è Halloween. E come ogni anno, non può mancare la festa più attesa del mese. Io, Vanessa, Ivy e Charlotte eravamo in chiamata, pianificando i nostri costumi. Quest'anno abbiamo deciso di coordinarci, ma ognuna con un vestito diverso.

"Allora, ragazze, siamo tutte d'accordo? Catwoman?" chiede Vanessa, la sua voce entusiasta.

"Perfetto!" risponde Ivy. "Io indosserò una tuta intera di pelle, semplice ma d'effetto."

"Io invece opto per un corpetto di pelle con una gonna nera" aggiungo, osservando il costume sul letto. "Vanessa, Charlotte, voi?"

"Io? Una Catwoman con un tocco glitterato, un po' più audace" ride Vanessa. "Voglio farmi notare."

Ridiamo tutte, mentre ci scambiamo idee e suggerimenti.

"Charlotte, tu che indosserai?" chiedo, cercando di coinvolgerla.

Lei esita per un attimo. "In realtà... non so se voglio venire..." dice con una voce più bassa, quasi incerta.

"Perché no?" chiede Ivy, sorpresa. "Sarà divertente! E poi, siamo tutte insieme."

Charlotte sospira. "Probabilmente stasera farò qualcosa con Connor. Lui non è un grande fan delle feste, sapete com'è."

"Charlotte, è Halloween!" esclama Vanessa. "Non puoi perderti questa festa per stare con lui. Ci divertiremo un sacco."

"Sì, e poi staremo tutte insieme" aggiungo. "Connor può aspettare una sera, no?"

Charlotte sembra ancora indecisa. "Non lo so... Lui preferirebbe che restassi con lui. Non voglio creare problemi."

Vanessa scuote la testa. "Problemi? Charlotte, non puoi vivere la tua vita in funzione di quello che vuole lui. È una serata, solo una. Devi venire con noi."

"Esatto" dico io, cercando di convincerla. "Sarà divertente, e se lui non capisce, allora forse dovrebbe rivedere le sue priorità."

Charlotte ci guarda, il conflitto evidente nei suoi occhi. Dopo un lungo silenzio, sospira. "Va bene... verrò."

"Perfetto!" esclama Vanessa, soddisfatta. "Non te ne pentirai, te lo promettiamo."

Chiudiamo la chiamata, e per un attimo vedo un leggero sorriso sul volto di Charlotte. Anche se le sue preoccupazioni sono evidenti, almeno per questa notte, è con noi.

Quel Connor non mi piace, neanche un po'. Lei continua a dire che con lui le cose vanno benissimo, ma io non ci credo, la vedo diversa da quando sta con lui e la cosa non mi piace. Spero solo che la tratti bene almeno...

Scuoto la testa, cercando di liberarmi di quei pensieri. Questa è una serata per divertirsi, non per preoccuparsi. Mi alzo dal letto e inizio a prepararmi. Opto per un corpetto di pelle nera che si stringe perfettamente intorno alla mia figura, abbinato a una gonna nera a vita alta che sfiora appena le cosce. Il look è audace, ma elegante allo stesso tempo.

Mi avvicino allo specchio e sistemo i capelli in morbide onde che cadono sulle spalle. Aggiungo un tocco di rossetto scuro e un eyeliner marcato, per enfatizzare lo sguardo. Infine, indosso la maschera di Catwoman, che copre la parte superiore del viso, lasciando intravedere solo i miei occhi. I guanti di pelle nera completano il look, aggiungendo un tocco finale di mistero.

Sento un bussare alla porta. "Addie, sei pronta?" È la voce di Kai, mio fratello, che ha la pazienza di un bulldozer.

"Un minuto!" grido, cercando di sistemarmi il corpetto di pelle, che ormai sembra essere l'unico pezzo di stoffa che indosso.

"Sbrigati!" urla lui dall'altra parte. "Non voglio essere l'ultimo ad arrivare, ok?"

Scelgo di ignorarlo per un altro secondo e mi do un'ultima occhiata allo specchio. La gonna nera si adatta perfettamente, ma il corpetto è decisamente più attillato di quanto pensassi. Spero di non attirare attenzioni indesiderate. Ma dopotutto è halloween.

Afferrai la borsa velocemente e senza perdere altro tempo aprii la porta.

Kai mi guarda dall'altra parte con un'espressione esasperata, ma mi sorride appena mi vede. Entrambi andammo subito di sotto salutando mamma.

"Non male, Addie." Kai mi lancia uno sguardo divertito mentre salgo sulla sua moto. "Ma sarò sempre e comunque io il fratello poi bello"

Rido, sistemando il casco. "Sei geloso della mia bellezza, ammettilo."

Con una scrollata di spalle, Kai sale sulla moto avanti a me. "Nessuna gelosia Addie, dovresti accettare ma verità anche se a volte non piace"

"Oh ma per favore, kai. Smettila"
Con un'ultima risata, acceleriamo e ci dirigiamo verso il punto dove si sta svolgendo la festa.
Quando arriviamo, il prato è già pieno di gente. L'aria è fresca, ma il suono della musica fa dimenticare di tutto. La festa si tiene all'aria aperta. Le luci sono brillanti, sfumando in colori psichedelici che illuminano gli alberi e il grande spazio aperto. La musica è alta, creando un'atmosfera elettrica. Le persone ballano, ridono, si mescolano, mentre il rumore della festa invade ogni angolo.

Scendiamo dalle moto e, mentre facciamo strada tra la folla, vediamo Charlotte, Vanessa, Ivy, Alex, Liam e Logan che ci aspettano.

"Finalmente!" esclama Vanessa, abbracciandomi. "Siamo tutte stupende stasera!"

"Ragazze, siamo perfette!" dice Ivy, osservando Vanessa, Charlotte e me . "Guardate quanto siamo coordinate. Non c'è una Catwoman più figa di noi!"

Vanessa sorride e fa un giro su se stessa. "Direi che siamo proprio il gruppo migliore!" Aggiunge, poi rivolgendosi a me: "Addie, sei una bomba. Non avevo dubbi che avresti fatto la scelta giusta con quel corpetto di pelle!"

"Cazzo, dopo un anno intero di preparazione eccoci qui!" disse Charlotte e tutte scoppiamo a ridere.

Nelle casse esplode la voce di Travis Scott con la canzone "FE!N". Liam era sparito da un po' ormai...

"Che fine ha fatt-" prima che potessi finire la frase, lo notai. Stava saltando su un tavolo con due ragazzi, cantando "FE!N" a squarciagola.

Il solito Pazzo.

"Non cambia mai," commenta Logan, ridendo mentre lo guarda.

Liam come sempre attira l'attenzione di tutti. È così imprevedibile, sempre pronto a fare qualcosa di folle.

La musica rimbomba attorno a noi, l'atmosfera è frenetica, eppure, in mezzo a tutta la confusione, il mio sguardo si fissa su una figura che vedo da lontano, appena entrata nell'area illuminata.

Xavier.

Lo riconosco subito, anche se è travestito. Indossa un costume da Batman, ma il suo sguardo è inconfondibile, anche se mascherato dalla maschera scura che gli copre metà del viso. La sua presenza, però, è impossibile da ignorare anche se così lontana. È con un gost face, probabilmente uno dei suoi migliori amici, sembra essere Archer.

Improvvisamente, le luci si spengono. Il battito della musica si ferma, come se il mondo fosse stato messo in pausa. Un silenzio strano avvolge la festa, e tutti si fermano, incerti su cosa stia per succedere. La tensione è palpabile, e nessuno osa fare un suono.

Poi, una voce potente riecheggia nel buio, amplificata dai microfoni:

«È l'ora dei giochi!»

Un fremito di eccitazione percorre la folla. Le luci si accendono tutte insieme, illuminando il cortile come un'esplosione di colori vivaci. Le urla di eccitazione si mescolano con il suono crescente della musica, che riprende in un ritmo frenetico. Tutti sembrano ansiosi di vedere cosa succederà dopo.

Con un movimento rapido, 4 ragazzi si avvicinano a noi. Io, Ivy, Charlotte e Vanessa e altre due ragazze, veniamo prese dal polso e trascinate. Il contatto è fermo, deciso, ma non violento. Ormai siamo dentro, anche senza volerlo.

Siamo come pedine in un gioco che non conosciamo.

Ognuna di noi venne accompagnata a una gabbia di ferro a forma circolare.
Sono quelle per fare le esibizioni con le moto...

Cazzo, siamo fottute.

Mi guardai intorno con ansia a mille,sette ragazzi erano disposti in fila sulle loro moto, ognuno di loro aveva delle chiavi in mano.
Al centro, c'è un uomo alto con un sorriso pericoloso. Prende il microfono e inizia a parlare, la sua voce che rimbomba forte attraverso i megafoni.

"Ok, ragazzi e ragazze! Benvenuti al primo gioco di una serata tutt'altro che tranquilla, come avevamo fatto credere" La sua voce cattura l'attenzione di chiunque.

Sono convinta che questa serata finirà male.

«Abbiamo scelto sei ragazze che saranno al centro del nostro gioco. Tutte loro verranno rinchiuse nella propria, ci sono sette ragazzi, ognuno con la chiave per una di queste ragazze."

La tensione cresce, e i ragazzi cominciano a scambiarsi sguardi rapidi. Li scrutai uno a uno, cercando di riconoscerli, ma era difficile, tutti erano travestiti.

L'uomo ci accompagnò, una alla volta, al centro delle nostre gabbie e chiuse il lucchetto con un suono metallico che rimbombava nell'aria.

Mi sento intrappolata, lo sono davvero. Ogni movimento sembra più difficile, come se la gabbia fosse diventata parte di me. Il respiro mi si fa più pesante, e il battito del cuore accelera.

I ragazzi scendono dalle moto e si avvicinano alle gabbie, uno dopo l'altro, con le chiavi strette tra le mani. Ogni passo è carico di anticipazione, ma non sembra esserci fortuna. Tutti alla festa erano concentrati sul gioco, la musica, le risate adesso sostituiti dal rumore metallico delle chiavi che girano nei lucchetti, ma per nessuno riesce ad aprire il mio lucchetto.

Il cuore mio cuore batte più forte, il nervosismo cresce con ogni istante che passa. Cazzo.

Poi, all'improvviso, uno dei ragazzi, che fino a quel momento sembrava piuttosto in disparte, si avvicina con determinazione. La chiave scintilla nelle sue mani, e con una calma sorprendente, la inserisce nel lucchetto della gabbia. Un istante di silenzio totale. Un clic. Poi il suono metallico del lucchetto che si sblocca.

Un mormorio scorre tra la folla, tutti si fermano a guardare. Il ragazzo, visibilmente soddisfatto, spinge lentamente la porta della gabbia, che si apre.

Qualcuno finalmente ci è riuscito, ma questo è solo l'inizio del gioco.
Il ragazzo rimane fuori ad osservarmi, come da regolamento,aspettando che gli altri ragazzi aprissero le altre.
Il ragazzo era travestito da scheletro, con solo un trucco a coprire la sua faccia.

"Ansiosa?" chiese il ragazzo ridacchiando, non credo di conoscerlo ma probabilmente è nella mia stessa scuola.

"Un po' " risposi sincera guardandomi intorno volendo vedere le mie amiche nelle altre gabbie.

"Tranquilla piccola, sono esperto con le moto" disse facendomi un occhiolino. Un pervertito? Perfetto direi...

Stavo ancora fissando il ragazzo davanti a me, un senso di nervosismo crescente mentre i suoi occhi continuavano a studiarmi. Ma prima che potessi dire o fare qualcosa, qualcosa attirò la mia attenzione.

Il ragazzo che mi stava guardando con quel sorriso arrogante venne improvvisamente spinto indietro, come se una forza invisibile lo avesse allontanato con violenza. Non riuscii a capire cosa stesse succedendo, ma lo vidi sbattere contro le sbarre della gabbia con un'espressione sorpresa e un po' dolorante a causa dell'impatto.

Un altro corpo si piazzò davanti a lui, e ora, solo in quel momento, riuscivo a vedere chi fosse. Era Xavier.

La mia mente si illuminò. All'inizio non avevo capito cosa stesse succedendo, ma ora era tutto chiaro.

"Togliti, lei è mia. Se provi solo ad avvicinarti a lei, ti spacco la faccia." La voce di Xavier era ferma e decisa, intendeva davvero ciò che diceva.

Il ragazzo, visibilmente infastidito, cercò di protestare. "Che diavolo credi di fare? La mia chiave ha aperto la sua gabbia!" disse il ragazzo sulla difensiva, dal suo tono si percepisce la sua rabbia.

Con un passo deciso, Xavier si avvicinò ancora di più al ragazzo, la sua figura imponente facendo sembrare il ragazzo ancora più piccolo di quanto fosse in confronto a lui. Dalle sbarre non riuscivo a vedere bene ciò che faceva.

"E credi che mi importi di quella fottuta chiave?" rispose Xavier, emettendo una risata amara.
"Non amo condividere ciò che mi appartiene, quindi ti conviene di andare via se non vuoi finire in ospedale. O peggio."

Il ragazzo, che aveva tentato di sfidare Xavier, sembrò per un momento sul punto di ribellarsi, ma poi le parole di Xavier lo colpirono come un pugno. Lo vidi vacillare, il suo corpo che si irrigidiva per un attimo prima che facesse lentamente un passo indietro, alzando le mani in segno di resa. Non osò nemmeno guardare Xavier negli occhi. La minaccia era chiara, inconfondibile, e l'effetto su di lui fu immediato.

Le parole di Xavier rimbombavano nella mia mente. "Non amo condividere ciò che mi appartiene, quindi ti conviene di andare via se non vuoi finire in ospedale. O peggio."

Mi odia, allora perché si comporta così?

Mi sentii un po' stordita per un attimo, come se le sue parole avessero un potere che non riuscivo a ignorare.

Non sono sua, non lo sono mai stata e soprattutto non lo sarò mai.
Non c'è speranza, l'odio che ci divide è come un muro indistruttibile.

Guardai il ragazzo che ora si allontanava, visibilmente intimidito.

Xavier, nel frattempo, si posizione dinanzi la mia gabbia con un sorrisetto, prendendo il posto del ragazzo che c'era prima.

"Oh guarda un po', sembra che Batman abbia trovato la sua Catwoman" disse con un sorrisetto, guardando il mio outfit.

"Molto divertente. " risposi, cercando di mascherare il nervosismo dietro un sorriso sarcastico, commentai il suo travestimento. "Noto che sei originale,Batman."

Il suo sorriso si fece più largo, come se fosse esattamente quello che stava aspettando. Mi guardò con quegli occhi di sfida, uno sguardo che mi faceva quasi ribollire dentro.

Xavier si avvicinò, il suo sorrisetto divertito non accennava a scomparire. "Che posso dire? Mi piace mantenere le cose interessanti."

"Interessanti?" ripetei, incrociando le braccia davanti al petto. "Direi più prevedibili."

"Oh, Catwoman," disse, la sua voce tagliente, "Se pensi di potermi sfidare così, ti sbagli di grosso."

"Mai sottovalutare, Batman, dovresti saperlo"

Xavier rise piano, un suono basso e profondo che sembrava risuonare nell'aria. "Mai sottovalutare, eh? Interessante." incrociò le braccia al suo petto, lasciando indugiare il suo sguardo sul mio corpo.

"Da quando sono tua proprietà, Xavier?" Cambiai argomento, sentendo le mie guance bruciare al suo sguardo su di me. Le sue parole rivolte al ragazzo, erano ancora impresse nella mia mente.

Xavier non rispose, stette solo a guardarmi e notai la sua mascella irrigidirsi. Come se a quella domanda non sapesse dare una risposta. O magari non vuole...

Il silenzio tra di noi si fece pesante, ma Xavier non si mosse, continuando a fissarmi con quegli occhi che sembravano taglienti. Non c'era traccia di incertezza nel suo sguardo, non mostrava alcuna emozione.

Ad interrompere il silenzio tra di noi non fu una sua risposta. Ma una voce metallica, l'uomo al centro che parlò al microfono di nuovo.

"Adesso che ognuno ha sbloccato il prorpio lucchetto... Diamo inizio ai giochi!"

Le urla della folla che stava a guardare si intensificarono. Tutti erano eccitati, l'adrenalina saliva alle stelle. Il momento tanto atteso era arrivato.

Era giunto il momento di aggiungere quel pericolo e rischio che tutti desideravano, di entrare nel cuore della sfida.

Xavier e gli altri ragazzi si diressero verso le moto, l'energia elettrica nell'aria diventava palpabile. Le luci tremolanti dei fari delle moto illuminavano l'oscurità mentre i motori ruggivano, pronti a scatenarsi.

Ognuno si posizionò davanti alla propria gabbia, con le moto pronte per l'esibizione. Una rampa era posizionata davanti a loro per entrare nella gabbia circolare. Il rombo dei motori riempiva l'aria, mentre l'adrenalina saliva alle stelle.

Xavier si preparò a salire sulla rampa, il motore della sua moto che ruggiva sotto di lui, carico di potenza. Alzò la visiera del casco, mantenendo il contatto visivo, prima di fermarsi a metà della rampa, come se volesse mantenere la tensione.

"Ti fidi di me?" chiese, la voce bassa, ma un sorriso malizioso brillava nei suoi occhi.

"No" risposi, la mia voce ferma, mentre restavo al centro del cerchio, il cuore che batteva forte nel petto, un misto di nervosismo e adrenalina.

"Fai bene"

Spazio autrice
Eccoci, finalmente con i capitoli di halloween ✨🩶

Vi avviso che questo è solo l'inizio, non è successo ancora nulla 🎀

Cosa ne pensate? Spero vi sia piaciuto questo capitolo, se così fosse lasciate una stellina

A presto stelle 🩶

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