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10. 𝑶𝒉 𝒕𝒂𝒌𝒆 𝒎𝒆 𝒃𝒂𝒄𝒌

Oh take me back to the night
we met
The night we met - Lord Huron

Adeline's pov

La camera di Ivy era un vero caos,sembra un campo da guerra.
Vestiti sparsi ovunque, accessori appoggiati su ogni superficie e le mie amiche che continuavano a propormi vestiti.

"Questo è perfetto per te," dichiarò Charlotte con entusiasmo, lanciandomi un vestito direttamente tra le mani.

Alzai un sopracciglio, tutte le opzioni che mi avevano mostrato Charlotte, Ivy e Vanessa finora erano esagerate.
Loro ormai erano pronte da un ora, ma io sono e sarò per sempre ritardataria.

Presi il vestito tra le mani esaminando: un vestito molto corto, argento, la schiena leggermente scoperta e delle bretelle sottili.

"Sei impazzita per caso?"
Dissi rifiutando completamente anche questa scelta.

Oggi è il compleanno dei gemelli, Liam e Logan. E ovviamente, Liam ha organizzato una festa enorme, ha invitato letteralmente tutta la scuola, se non tutta la città, anche se è uscito da una sola settimana dall'ospedale e deve ancora riprendersi del tutto. Ma lui sostiene che sta benissimo e che la festa è la cosa più Importante, Logan invece avrebbe preferito non fare alcuna festa. Opposti.

"Tu lo indosserai, Addie! Ti starà benissimo"
Disse convinta Vanessa.
"Almeno provalo!" Aggiunse Ivy con uno sguardo determinato.

Qualche volta le ucciderò.

Con poca convinzione indossai velocemente quel vestito.
Mi guardai allo specchio per qualche secondo. Il vestito mi arriva alla coscia, la schiena è in parte scoperta.
Devo dire che non mi sta male, ma forse avrei attirato troppi sguardi.

"Stupenda Addie!" Charlotte mi osservò soddisfatta della sua scelta.

"Farai girare tante teste con questo vestito!"
Vanessa mi fece l'occhiolino volendo sicuramente intendere qualcosa.

Tutte finimmo di prepararci e ci guardammo allo specchio. Eravamo tutte perfette e vestite con il color code, cioè argento e nero.
Vanessa aveva un abito argento completamente glitterato, a ogni momento rifletteva la luce. Charlotte, invece, indossava un vestito nero con dettagli argentati. E Ivy, con un abito corto e aderente che attirava subito l'attenzione, probabilmente quella di mio fratello. Ma non lo ammetterà mai.

Il suono del clacson della macchina ci fece sobbalzare. Mio fratello, che ormai stava aspettando da mezz'ora. Ma a noi non è importato più di tanto, eravamo troppo impegnate a fare le foto, non poteva interromperci in un momento così importante!

"Sbrighiamoci, sennò quel coglione di mio fratello non ci porta alla festa"

Ridendo tutte insieme, prendemmo al volo le nostre borse e ci precipitammo giù per le scale, lasciando la camera di Ivy un completo disastro.

Kai ci aspettava fuori, appoggiato al cofano della sua macchina con un'espressione spazientita e il telefono in mano. Quando ci vide uscire, alzò lo sguardo, che si spostò su Ivy.

"Finalmente! Pensavo di lasciarvi qui e andarci da solo. " sbottò, aprendo la portiera per metterci fretta.

"Stai calmo, siamo pronte ora" risposi sarcastica, infilandomi in macchina.

Kai guardò il suo orologio. "Wow che miracolo, invece di un ora di ritardo solo mezz'ora."

Charlotte rise alle parole di Kai, mentre Vanessa si limitò a lanciargli un'occhiata annoiata, come a dire che non avrebbe sprecato energie per rispondergli. Ivy, invece, si sedette accanto a Kai nei sediolini avanti.

"Non rompere, Kai. " sbuffai,aggiustai i capelli. "Aspettare un po' non ti farà male."

"Siamo donne, Kai. " rispose Vanessa. "La perfezione richiede tempo."

Kai alzò gli occhi al cielo, ma fece un piccolo sorrisetto. "Sì, sì, siete tutte bellissime. Ma ora muovetevi, o giuro che vi scarico prima di arrivare."

La macchina partí velocemente, le lementele di Kai adesso sono sostituite dalla musica e una sessione gossip pre-festa.

"Liam ha organizzato una festa enorme quest'anno" disse Ivy aggiustando il suo rossetto cercando di evitare Kai.

"Non sa stare lontano dal centro dell'attenzione" commenta Vanessa aggiustando i suoi ricci.

Finalmente arrivammo a casa dei gemelli, già da fuori si poteva sentire la musica, il chiasso delle persone che ridevano e ballavano. Le luci colorate illuminavano anche il giardino.

Caos.

Entrammo in casa e ci trovammo subito immersi in un'atmosfera vivace. La sala era un mix di luci psichedeliche e corpi che si muovevano a ritmo di musica.

Liam, come previsto, era al centro della scena. Si faceva notare, come sempre, con un drink in mano e un sorriso che illuminava il suo volto. Era circondato da un gruppo di amici, accanto a lui c'era anche Logan, ma non era eccitato quanto Liam.

"eccovi!" Liam ci salutò appena ci vide. "Avevo iniziato a pensare che non sareste venuti!"

"non sarei mai potuta mancare alla festa dei miei gemelli preferiti. Auguri!" dissi abbracciando entrambi.

"Grazie !" risposero all'unisco.
"Ora che siete arrivati, la festa può iniziare!" disse Liam prendendomi per la mano e trasinandomi in cucina, dove si trovava un bancone strapieno di alcolici e altre cose che preferisco non sapere cosa siano.

Mi guardai intorno, la festa è davvero enorme, la casa è strapiena di persone e ovviamente alcol, questo compleanno sarà il più pazzo di sempre, ne sono sicura.

"Hai visto che festa?!"
Disse Liam entusiasta, versando in due bicchieri un liquido trasparente che probabilmente sarebbe stato più alcolico di quanto vorrei, me ne porse uno.

"Sei impossibile, Liam! Hai invitato metà città!"
Dissi ridendo e presi un sorso, il liquido mi bruciava in gola, è decisamente troppo forte.

"Beh lo sai, come dico sempre: bisogna fare sempre le cose in grande! "
Mi fece l'occhiolino facendomi scoppiare a ridere.

"Non smetterai mai di sorprendermi."

Liam rise di gusto. "beh, nulla è divertente se non è un po' pazzo, no?" disse, alzando il bicchiere in un brindisi. "E poi, cosa sarebbe una festa senza un po' di caos?"

Lo guardai, divertita, mentre il suono della musica e dei risate ci circondava. "E tu sei il caos" risposi, alzando il bicchiere e bevvi ciò che rimaneva del drink.

"Questo drink fa schifo, hai dei gusti discutibili, Liam"
Dissi facendo una smorfia cercando di non tossire dopo averlo bevuto.

"Oh sta zitta, principessina, è buono!"
Lui roteò gli occhi.

Prima che potessi rispondere, un suo amico si avvicinò e mise il braccio sulle spalle di Liam. "Liam, auguri!"

Liam sorrise e rispose con un cenno del capo. "Grazie, Jax!" Poi si lasciò trascinare dal suo amico e si lanciò nella folla, sparendo nel caos della festa.

Mi appoggiai al bancone, guardandomi intorno. La musica era assordante, il ritmo travolgente. Persone che ballavano, ridevano, chiacchieravano.

I miei occhi vagavano nella stanza, notai Xavier in un angolo, con la bottiglia in mano, riesco a vedere da qui i suoi occhi arrossati, è completamente ubriaco

Lo odiavo, mi odiava, ma la non riesco a tenere a bada la preoccupazione che provavo vedendolo in quelle condizioni. Mi avvicinai a lui,fermandomi a solo qualche passo di distanza.
"Xavier?"

Lui alzò lo sguardo con quel suo sguardo arrogante che col tempo non è cambiato. "Addie, sbaglio o ti ho detto di lasciarmi in pace, di non parlarmi più?"

La sua voce e le sue parole erano taglienti, mi colpirono come un pugno nello stomaco. Ricordai quando nello scorso anno mi disse quelle parole, facendomi allontanate sempre di più.

"Sei ubriaco marcio" dissi cercando di mantenere un tono calmo, di non far notare che le sue parole avevano ancora effetto su di me. "Vuoi che chiami i tuoi amici?"

Xavier sbatté gli occhi, rossi fuoco a causa dell'alcol, più volte mettendo a fuoco la mia figura. Notai la sua mano tremare attorno la bottiglia.

"Non ne ho bisogno" rispose roteando gli occhi e bevendo un altro grande sorso di alcool dalla bottiglia di vetro. "Posso fare tutto da solo, non sono un bambino"

"Xavier, non ne sei in grado in questo momento" il mio tono adesso più fermo e serio, anche se la mia voce tremava. Avrei voluto strappargli la bottiglia dalle mani.

"Invece si, non aspettarti che io accetti aiuto, soprattutto da te" mi guardò con disprezzo e disgusto, come se anche solo la mia presenza gli dia fastidio, prese un altro sorso.

"Ti stai distruggendo, Xavier, smettila." non voglio vederlo così, non posso lasciare che si autodistrugga senza almeno provare.

Lui scoppiò in una risata sarcastica, riusciva a malapena a stare in piedi, infatti, si appoggiò al muro. "E tu cosa pensi di poter fare, Adeline? Non c'è niente che tu possa fare, sei stata tu la mia rovina."

Le sue parole mi fecero gelare. Io, la sua rovina. Quelle parole arrivarono diritte al cuore come un coltello, forse è vero, se sono stata io la sua rovina come posso aiutarlo?

"Non è vero" sussurrai con un filo di voce, cercando di suonare convinta ma il mio tono di voce mi tradiva.

"Lo sei, Lo sei" ripeté Xavier, la voce incredibilmente tagliente,la freddezza nel suo tono quando lo dice mi fa pensare che lui probabilmente ha ragione. Quelle parole mi colpirono più di quanto avrei mai voluto ammettere.

Senza dire una parola, strappai la bottiglia di vetro dalle sue mani prima che potesse prenderne un altro sorso. Non potevo permettergli di continuare a distruggersi, e non potevo farmi sopraffare dalle sue parole. In quel momento, dovevo solo aiutarlo. "Vado a chiamare i tuoi amici"

Mi voltai per andare, ma prima che potessi fare anche un passo, lui afferrò il mio polso, fermandomi bruscamente. Con forza mi tirò verso di sé, facendomi scontrare con il suo petto.

Il suo respiro era affannato, il suo corpo teso come una corda di violino, e per un attimo il mondo intorno a me si fermò. Il calore del suo corpo contro il mio mi paralizzò. Non riuscivo a muovermi, non sapevo cosa fare. Stare così vicina a lui è una sensazione strana ormai.

"Non chiamare nessuno" disse, la voce più bassa, ma ancora piena di rabbia. "Non c'è niente che possono fare"

"Si invece, Xavier, sei troppo ubriaco"
Il suo respiro caldo sfiorava il mio orecchio facendomi impazzire.

"Ho detto di no" ringhiò nel mio orecchio rafforzando la presa sul mio polso quasi facendomi male.

La sua mano libera si spostò nei miei capelli, portando una ciocca dietro al mio orecchio delicatamente. Il gesto mi fece rabbrividire, i miei occhi incontrarono i suoi, che erano interpretabili.

"Ti faccio schifo, vero, stella?"
Venni presa alla sprovvista a quella domanda. Adesso sembra così vulnerabile, persino la sua voce sembra tremare...

"n-no" sussurrai con il respiro accelerato.

No, non mi fa schifo neanche un po.

Non mi ha mai fatto schifo.

Lui per me è sempre stato qualcosa in più.

Lui non lo sapeva prima, non lo sa ora,

E non lo saprà mai.

Vanessa's pov

La musica pulsava nelle vene, e io non potevo fare a meno di lasciarmi trasportare. Mi muovevo senza pensare, solo il ritmo e il divertimento che mi facevano sentire viva. Le ragazze attorno a me ridevano e chiacchieravano. Nessun pensiero, solo la musica e l'adrenalina, mischiata all'alcol, che mi scorreva nelle vene.

"Vanessa, vieni a ballare!" urlò Ivy, stringendo la mano di Charlotte e lanciandomi uno sguardo malizioso.

Ballammo insieme per un po', rimanendo a ridere e a fare battute tra una canzone e l'altra. Il mio corpo si muoveva, a ritmo della musica.
Nella vita di tutti i giorni sembravo essere perfetta, senza preoccupazioni, ma la verità è tutt'altra. Nessuno lo sa e nessuno deve saperlo.
Ma in questo momento, davvero mi sento libera da tutto.

Poi, mi accorsi di qualcosa. O meglio, di qualcuno.

Lo vidi,William. Stava parlando con alcuni ragazzi, ma quando i suoi occhi incontrarono i miei, mi sorrise. Quel sorriso. Un angolo di labbra che faceva scattare qualcosa in me. Non potevo evitarlo, e nemmeno volevo. Mi avvicinai, lasciandomi trasportare dalla musica, e lui, senza dire una parola, si fece spazio tra la folla per venire verso di me.

Oh mio dio! Davvero sta venendo da me?

Se è un sogno,non svegliatemi.

Aggiustai i miei capelli e il mio vestito cercando di risultare perfetta, almeno ai suoi occhi. Il battito del mio cuore accelerava mentre la sua figura si avvicinava. Il mondo attorno a noi sembrava svanire, il suono della musica si faceva distante, e tutto ciò che vedevo era lui.

Si fermò giusto qualche passo distante da me e mi sorrise. Quel dannato sorriso!

"Ti va di ballare?" chiese con voce dolce e calma, esattamente l'opposto di suo fratello, mi porse la mano.

"certo" sussurrai.
Senza esitare un istante presi la sua mano, con una presa forte lui mi trascinò al centro della sala.

"Sei bellissima sta sera, Vanessa"
Il mio cuore prese a battere velocemente, come se volesse scoppiare.

Mi ha fatto un complimento? Anche se non gli crederò mai, mi sento la persona più fortunata in questo momento.

"Non dire sciocchezze. " risposi, ridendacchiando nervosamente e abbassando lo sguardo, sentii le mie guance avampare, andare a fuoco. Non sapevo se fosse l'atmosfera, il caldo a causa delle tante persone oppure lui.

"Non sto scherzando. " rispose, il suo naso sfiorò il mio, le sue mani si strinsero sui miei fianchi attirandomi ancora più vicina al suo corpo. "Te lo dico sul serio."

Ero completamente persa nel momento, nel ballo, con lui è tutto così diverso... I nostri corpi si muovevano in sintonia con la musica, i suoi occhi erano fissi nei miei, e in quel momento non esisteva nessun altro al mondo. Il suo tocco, il calore della sua presenza, la sicurezza che trasmetteva...

Tutto ciò che desidero e sogno da anni.

Ma poi, sentii un respiro caldo dietro il mio collo, seguito da un soffice bacio proprio sulla mia spalla scoperta. Sussultai sorpresa e affondai le unghie nel braccio di William involontariamente. Una scossa percosse la mia spina dorsale, tempestando la mia pelle da brividi.
Chi...

"Wow, che bella coppia" chi se non Ryan... Disse interrompendo il nostro momento. La sua voce era completamente sarcastica.

Anche William si irrigidì guardando dietro di me guardando Ryan. "Ryan" sussurrò con tono calmo, ma nei suoi occhi si vedeva il fuoco. "cosa vuoi?"

Ryan fece un sorrisetto compiaciuto come se stesse aspettando solo questo. I suoi occhi erano inchiodati in quelli di suo fratello gemello, le mani di Ryan si poggiarono appena sotto quelle di William, attiramdomi verso di lui, come se fosse una sfida tra i due. Sentii il suo petto sodo contro la mia schiena e il petto di William contro il mio.

Mi sento come schiacciata tra i due. Deglutii a fatica, il mio respiro sempre più corto. "Cosa state facendo?"

"Stiamo solo ballando, non è vero William?" disse Ryan con il suo solito tono divertito. La mascella di William si serrò, il suo sguardo bruciava si rabbia.
"Ryan, va via" disse William con una calma che mi fece rabbrividire.

"E perché dovrei andare via? È solo un po' di divertimento, fratellino" Ryan si lasciò andare a una risata profonda. Le sue mani accarezzavano i miei fianchi facendo irriggidire ogni parte del mio corpo.

Il respiro caldo di Ryan sfiorò il mio orecchio lasciando una scia di baci sul mio collo, facendomi battere il cuore ancora poi velocemente di prima

Mi troverete morta.

"Dopotutto io e te sappiamo bene cos'è successo, no?"

Spazio autrice
Ciao stelle!

Spero tanto che il capitolo mi sia piaciuto, mi farebbe piacere ricevere un opinione.
Se vi va lasciate una stellina!

A presto, stelle. 🌟

Se volete vi aspetto su
Ig: lune._caine
Tiktok: lunecainee

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