王女と漁師 (Ōjo to ryōshi)
In un giorno di primavera, un giovane pescatore, figlio di modesti contadini; preparava la sua piccola barca pronto a salpare. Sull'isola di Jeju era la stagione migliore per la pesca e il giovane pescatore sperava di far cadere nella sua rete molti pesci, per aiutare la sua famiglia numerosa a portare un pasto caldo sulla tavola. Il sole era alto nel cielo, mostrando una giornata proficua, e il volto del pescatore era illuminato da un raggiante sorriso. Sua madre, quella dolce donna, aveva preparato per lui un delizioso pranzo, che avrebbe sicuramente consumato durante il suo viaggio per mare. Suo padre, un uomo burbero, ma dolce di cuore; gli aveva dato una pacca sulla spalla augurandogli buona fortuna.
Sistemò le reti da pesca, cercando di non farle ingarbugliare tra di loro; salutando poi le giovani sorelle con un gesto della mano.
Aveva da poco lasciato gli studi per poter aiutare la famiglia con la vendita del pesce, ma a volte si pentiva della scelta fatta. La sua piccola barca bianca e blue, navigava lungo le onde dell'oceano; cercando con attenzione un punto dove gettare la rete tra i banchi di pesce. Il vento fresco e la salsedine marina riempivano le narici del giovane pescatore, che assaporava quei piccoli attimi di libertà; non che non amasse la sua famiglia, ma gli piaceva molto avere l'opportunità di stare solo con se stesso a riflettere. Fermò la barca, gettando nell'oceano calmo e cristallino, la rete preparata per la pesca. Si sdraiò a poppa della piccola imbarcazione, chiudendo gli occhi per qualche minuto e si lasciò cullare dalle tenere onde, attendendo che la rete si riempisse di pesce fresco. Il vento tiepido primaverile soffiava leggero, riuscendo a far sorridere il ragazzo, che si lasciava coccolare da quelle lievi carezze tiepide. Si rimise a pensare a tutte le decisioni prese, chiedendosi curioso che cosa sarebbe successo se avesse preso decisioni diverse. Gli piaceva fermarsi a pensare, cercando di tenere sempre la mente impegnata, era anche un modo per rilassarsi e distaccarsi dal mondo reale.
I gabbiani volavano indisturbati, producendo il loro verso fastidioso, ma pescando lontano dalla zona di pesca del giovane ragazzo. Si sentiva il rumore dei pesci che nuotavano in acqua, mentre la sua barca continuava a dondolare con dolcezza, cullandolo per condurlo in un sogno profondo. Più il tempo passava e più la rete si riempiva, costringendo il pescatore a spostare tutto il pesce sulla piccola imbarcazione, per metterlo subito in abbattitore. Quando terminò, il suo sguardo venne catturato da nuvole grigie provenienti da nord, ed un vento più forte e spietato cominciò a soffiare irrequieto. Gli occhi del giovane si spalancarono per lo stupore, non aspettandosi una tempesta così improvvisa. Cominciò a tirare le corde della vela per non entrare all'interno di quella tempesta, consapevole del fatto che non se sarebbe mai uscito vivo. Ci mise tutta la forza che aveva in corpo, sino a sentire la pelle dei palmi della mani bruciare, ma il vento continuava a spingerlo verso quella brutale tempesta. Da lontano, tra le nuvole scure, si potevano intravedere anche i fulmini che squarciavano il cielo, terrorizzandolo. Sapeva che non avrebbe avuto scampo e più lui provava a dirottare la barca e più essa andava incontro a quella tempesta mortale. Non poté fare nulla e si arrese alla forza del mare. Le onde si fecero più alte, diventando quasi alte come palazzi. La pioggia batteva con forza sulla nuca del giovane pescatore, mentre i lampi e i tuoni dominava il cielo tempestoso. Si chiuse nella piccola cabina, cercando di domare l'imbarcazione, cercando di non farla capovolgere.
Non seppe quanti giorni rimase a combattere quella tempesta, ma per lui sembrò quasi una vita. Le sue braccia si erano indolenzite e le occhiaie sotto gli occhi si erano davvero profonde, per le troppe ore passate senza prendere sonno. Sapeva di aver rischiato di morire, sapeva che quella tempesta avrebbe potuto ucciderlo. Aveva pregato ogni giorno che tutto terminasse, che potesse tornare dalla sua famiglia sano e salvo, forse le sue preghiere erano state ascoltate. Una mattina, dopo continue ore di lotta contro la tragica tempesta, riuscì a vedere un raggio di sole. Un porto, colmo di imbarcazioni e con attenti pescatori che portavano le loro casse di pesce al mercato per poterlo vendere. Era a conoscenza di non essere sull'isola di Jeju, sapeva che quella non era casa sua, ma era solo contento di aver trovato dopo tanti giorni la terra ferma. I suoi occhi cominciarono a bruciare e il suo corpo cominciò a tremare per la felicità. Attraccò la sua piccola barca al porto e con passo incerto scese dalla sua piccola imbarcazione guardandosi intorno curioso. -Siete nuovo di qui?- domandò una giovane ragazza; i suoi lunghi capelli color petrolio erano legati un elegante acconciatura, mentre il suo corpo era fasciato in un elegante chimono rosso fuoco, con decorazioni dorate. Lo guardava con un bellissimo sorriso radioso sulle labbra, mentre il fermaglio d'oro impreziosito con la giada, brillava ai flebili raggi del sole. -Vi sentite bene? Mi sembrate molto stanco- disse in seguito continuando a guardare preoccupata il giovane pescatore, che si reggeva a malapena in piedi. La giovane, però, parlava una lingua totalmente diversa dalla sua e il pescatore non poté fare altro che guardarla confuso, non riuscendo a capire che cosa la giovane gli stesse chiedendo. -Dove sono?- domandò il ragazzo e la giovane principessa nel sentire quelle parole così familiari sorrise, -siete in Giappone, avete fatto un lungo viaggio per trovarvi qui- disse la bellissima principessa nella stessa lingua del pescatore, in modo da farsi capire. La principessa, grazie alla ricchezza dei suoi genitori, aveva avuto la possibilità di studiare altre lingue per poter comunicare con tutta l'Asia. Si muoveva sinuosamente, come le onde dell'oceano e guardava il povero pescatore dispiaciuta. Lo portò nel suo palazzo, aiutandolo a sistemarsi e per farlo riposare.
Passarono i giorni e dopo aver recuperato tutte le forze i due giovani cominciarono a frequentarsi. Il loro amore cresceva con loro e dopo aver avvisato i suoi familiare con una lettera decise di sposarla, ma la famiglia della giovane principessa non voleva. Ritenevano che fosse un grande disonore per la loro famiglia il matrimonio. Tentarono di separarli, li costrinsero a non incontrarsi, ma il pescatore era molto innamorato della sua principessa. Tentò in tutti i modi di riaverla, ma dopo un lungo periodo di lotte decise di tornare a Jeju, per lasciare la sua principessa libera di sposare qualcun altro. La bellissima ragazza non voleva sposare qualcun altro, lei amava il suo bellissimo pescatore e per poterlo sposare lo convinse a scappare lontano. Lontano da tutti, in modo da costruire una bellissima vita insieme. Fu così che il giovane pescatore e la bellissima principessa di sposarono, costruendo insieme una bellissima famiglia; vivendo in armonie e in prosperità, felici insieme.
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