永遠に友達 (Eien ni tomodachi)
I ricordi stavano cominciando a farle troppo male dopo la piacevole chiacchierata che aveva avuto con Moonbin e non riusciva più ad avere il controllo su di essi. Se prima era facile, ora stava diventando tutto troppo difficile, tanto che non riusciva a respirare regolarmente, come se i suoi stessi ricordi la stesso soffocando. Chiuse gli occhi, cercando di lasciare che questi le passassero davanti, cercando di riavvolgerli come un nastro, ma non ci riusciva. Tutto si bloccava nello stesso punto e lei non riusciva a far scorrere i suoi pensieri, andare al lavoro in quel modo le sarebbe stato impossibile, ma sapeva che il suo continuo far finta di nulla non faceva altro che farla soffrire maggiormente. Si alzò in piedi e si diresse verso la sua stanza, prese un lungo respiro profondo, avvicinandosi successivamente al suo letto. Le mani cominciarono a tremarle, ma era stanca di continuare a scappare, se avesse continuato a farlo avrebbe sofferto molto di più. Si accovacciò accanto al suo letto e guardò sotto di esso, osservando quella maledetta scatola azzurra, quella che conteneva tutta i suoi ricordi. Allungò la mano verso quell'oggetto, accorgendosi successivamente che stava tremando; forse avrebbe dovuto tirare indietro la mano e fare finta di nulla, non era obbligata a rivivere tutti i suoi ricordi. Se lo avesse fatto, però, la sua mente avrebbe cominciato ad affollarsi e non avrebbe più avuto il controllo su nulla. Scosse il capo e trascinò la scatola verso di sé, alzandosi successivamente in piedi. Le mani continuavano a tremarle mentre guardava quell'oggetto. sentiva il rumore del battito cardiaco. Si diresse in cucina e si sedette al tavolo dove era solita pranzare e cenare da sola. Osservò quella scatola come se fosse il vaso di Pandora, sapendo che se lo avesse aperto non avrebbe più avuto la possibilità di tornare indietro. Era davvero troppo, ma sapeva che questo l'avrebbe aiutata ad affievolire tutti quei ricordi che ora la stavano soffocando. Tolse il coperchio alla piccola scatola azzurra e fece un lungo respiro profondo, estraendo da essa un vecchio album di polaroid. Sorrise, guardando quel piccolo album con la copertina piena di piccoli Sakura dalle diverse sfumature di rosa. Sfiorò con le dita la copertina, mentre gli occhi cominciavano a riempirsi di lacrime salate. Lo aprì, leggendo con attenzione la dedica che si trovava al suo interno, "Per ricordare tutti i momenti che stiamo vivendo insieme!" era una semplice frase, ma per Yuki racchiudeva tutta la sua adolescenza e la sua infanzia. Sotto quella dedica, scritta con inchiostro nero di una penna stilografica; vi erano due firme, la sua e quella della persona con la quale aveva condiviso gran parte della sua vita. Sfiorò con le dita quella firma a lei così familiare, per poi voltare pagina per evitare che le lacrime prendessero il sopravvento. All'interno di quell'album vi erano diverse fotografie che la raffiguravano quando era bambina e frequentava per la prima volta la prima elementare. Nel banco accanto a lei, vi era un bambino con folti capelli neri e due grandi occhi curiosi che la guardavano sorridendo allegramente. La sua era sempre stata una bellezza particolare e Yuki poteva giurare di non aver mai visto un bambino così particolarmente bello. Continuò a scorrere quelle fotografie, lasciando che la sua mente venisse assalita dai ricordi e lasciando che questi prendessero il sopravvento. Solo così poteva davvero andare avanti. Fotografia dopo fotografia ricordava per quale motivo la sua vita a Tokyo fosse stata bellissima e che aveva dimenticato tutti i momenti belli che aveva condiviso con quella persona: dalla prima volta insieme in un luna park, al loro primo giorno di liceo insieme. Quelli erano stati i momenti più belli, quelli che l'avevano fatta sorridere che le avevano regalato i ricordi più belli in sua compagnia. Chiuse l'album di foto e prese dalla scatola una polaroid rosa, era piena di diversi sticker che avevano attaccato insieme; oltre a quello all'interno della scatola vi erano altri oggetti, come ad esempio un cofanetto di velluto nero, dove al suo interno vi era una collana con un ciondolo a forma di un fiocco di neve; sotto il cuscinetto dove era poggiato il ciondolo vi era un bigliettino. Lo lesse, lasciando che questa volta le emozioni prendessero il sopravvento; "al mio fiocco di neve preferito" a quella frase Yuki sorrise, cercando di asciugare le lacrime che le stavano rigando il volto. Non riusciva a non pensare a quanto fosse stata fortunata a condividere gran parte della sua vita in sua compagnia, gli doveva davvero molto. Estrasse dalla scatola diverse lettere che si erano scritti quando lui era partito per la Corea del Sud, tutte che raccontavano di una realtà diversa, che le chiedevano di venirlo a trovare e di vivere insieme in quel paese così lontano dalla loro città natale. Aveva sognato di poterlo fare, aveva sempre cercato di prendere il massimo dei voti a scuola per poter vincere delle borse di studio, ma tutto quello in cui lei credeva, tutto quello a cui si era sempre aggrappata, gli era stato portato via troppo in fretta. Era sempre stato l'unica persona che gli fosse stata vicino, l'unica che sapesse davvero come renderla felice e sapeva quali fossero gli argomenti che con lei non dovevano essere toccati; con lui aveva fatto tutto e aveva condiviso gran parte dei suoi momenti. Rileggendo quelle lettere si accorse di quanto le fosse mancato, non lo aveva mai sentito così vicino come in quel momento. Le mancava, le mancava il Giappone, ma sapeva che doveva andare avanti e che doveva farlo per lui.
Moonbin guardò attraverso la vetrina del suo negozio, notando il ciondolo a forma di fiocco di neve che portava al collo. Brillava come i suoi occhi e sembrava felice, non vedeva più tristezza e rimpianto nei suoi occhi, c'era ancora dolore, ma riusciva finalmente a vedere un sorriso sincero sulle sue labbra. Quando entrò all'interno del negozio, Yuki si voltò a guardarlo, mostrando quello che gli sembrò il più dolce dei sorrisi. Non sapeva che cosa fosse cambiato in lei, non sapeva che cosa l'avesse aiutata, ma vederla così gli fece capire quanto realmente fosse innamorato di lei. Non riusciva a pensare al giorno in cui non avrebbe più avuto la possibilità di frequentare quel negozio, ma sentiva che aveva bisogno di vederla costantemente. Si sedette al solito tavolo, aspettando come al solito l'orario di chiusura e quando questo accade, la ragazza smise di lavorare e andò a sedersi di fronte a lui, servendogli una fetta di torta. -Come stai Bin?- gli domandò lei mostrandogli una dolce espressione del viso, costringendo il ragazzo a ricambiare quel sorriso. Era bellissimo vederla così felice, avrebbe voluto vederla così più spesso, ma sapeva che c'era ancora molto che teneva nascosto.
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