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暗い過去の真実 (Kurai kako no shinjitsu)

Rimasero seduti in quel parco fino a tardi, guardando il tramonto che spariva dietro gli edifici della capitale. Stare con Moonbin l'aveva resa libera, libera dal suo lavoro, libera da qualsiasi preoccupazione e per la prima volta dopo tanto tempo aveva smesso di avere paura delle sue emozioni. Non sapeva spiegare che cosa lui avesse di diverso per riuscire a renderla felice, l'unica cosa di cui era certa, era che con lui stava bene e si divertiva. Riusciva a farla sorridere anche con piccole cose e piccole frasi, anche nei piccoli gesti, aveva uno strano e piacevole effetto su di lei. Sentiva che il loro legame presto o tardi si sarebbe intensificato e non le sarebbe per niente dispiaciuto. L'unica cosa che la teneva a distanza da lui era il suo lavoro, capiva che il suo desiderio fosse sempre stato quello di diventare un idol, ma aveva abbandonato quella vita tanti anni fa e non voleva tornare a frequentare quell'ambiente. Le persone erano false ed indossavano troppe maschere, non le piacevano i loro atteggiamenti e non voleva più avere a che fare con qualcuno che potesse obbligarla a debuttare come idol. Quella non era la vita che faceva per lei, non voleva fan scatenati che gridavano il suo nome, non voleva cantare davanti a nessuno, non voleva ballare per nessuno, non voleva sentirsi obbligata... essere idol voleva dire essere legati a dei vincoli a dei contratti dove non puoi fare nulla e lei non voleva limitazioni, voleva vivere la sua vita appieno, godendosi ogni istante, senza dover dipendere da nessuno o sottostare ad inutili regole. Nel suo negozio era lei che prendeva le decisione, faceva tutto lei e nessuno poteva darle degli ordini, era per questo che le piaceva il suo lavoro e lo faceva volentieri. -Dove vuoi andare la prossima volta?- le domandò Moonbin distraendola dai suoi pensieri, costringendola a voltarsi per guardarlo; -un parco divertimenti- rispose lei senza realmente pensarci. Da quando viveva in Corea non aveva mai avuto occasione di visitarne uno, si era sempre dedicata al suo lavoro e non aveva mai avuto del tempo per divertirsi. Aveva perso tutta la sua vita di adolescente quando si era trasferita e tornare a fare qualcosa che potesse farla sentire di nuovo una ragazzina l'avrebbe sicuramente fatta stare bene. Voleva visitare un parco divertimenti, stare tutto il giorno fuori e mangiare qualcosa di delizioso all'interno del parco. Voleva comprare un cerchietto con la forma delle orecchie di qualche animale e divertirsi. Erano le stesse cose che aveva fatto con Takeshi quando viveva a Tokyo, quando cominciavano le vacanze estive lui la portava sempre in un parco divertimenti diverso, con la scusa che volesse visitare tutti quelli del Giappone. Gli piaceva assecondarlo e forse era anche per quel motivo che come secondo appuntamento voleva andare in un parco divertimenti. Voleva rivivere bei momenti e cercare di crearne di nuovi, voleva che nella sua mente rimanessero solo i momenti belli e non quelli brutti; ne aveva davvero bisogno. -Mi piacciono i parchi divertimento- disse Moonbin con un allegro sorriso sulle labbra, mentre il cielo cominciava a farsi sempre più scuro. -E poi è da molto tempo che non ci vado- continuò il ragazzo cercando di intrattenere una conversazione con lei, sapeva che era molto chiusa e che avrebbe avuto bisogno di tempo prima di aprirsi completamente, ma lui avrebbe aspettato tutto il tempo necessario, non aveva fretta. Quella giornata era trascorsa più velocemente del previsto e vederla sorridere, mangiare, sorridere nuovamente sincera alle sue battute e vederla finalmente felice, gli aveva riempito il cuore di gioia. Non desiderava altro che questo, le piccole cose e la semplicità che potevano rendere un momento magico. Non voleva strafare, sapeva che se fosse andato oltre i suoi limiti non avrebbe mai catturato il suo interesse, voleva che tutto scorresse come se non dovesse essere lui a decidere come dovesse andare, come se stesse lasciando quegli appuntamenti in mano al destino. -Tu volevi diventare idol?- domandò Moonbin e a quella domanda Yuki si irrigidì nelle spalle, ma non era una domanda che andava a toccare profondamente la sua vita privata, quindi poteva rispondere. -No, io volevo diventare medico- rispose la ragazza sincera, ricordando quando al liceo aveva vinto la borsa di studio per l'università di medicina. La sua media dei voti era sempre stata molto alta, aveva sempre studiato più degli altri per poter vincere quella borsa di studio e mantenere la sua media scolastica molto alta. Si era sempre impegnata e i suoi genitori non l'avevano mai oppressa, ma l'avevano sempre sostenuta, cercando di aiutarla il più possibile quando ne avesse avuto bisogno. -Perché non hai continuato?- le domandò Moonbin cercando di non sembrare scortese, ma sapeva che stava camminando su un campo minato e un solo passo falso avrebbe rischiato di far esplodere tutto. -Avevo vinto una borsa di studio quando ero al liceo, era proprio qui a Seoul, ma sono successe molte cose e ho abbandonato tutto- rispose Yuki cercando di non piangere, ma sapeva che forse era arrivato il momento di dire la verità a qualcuno che potesse davvero aiutarla, che forse avrebbe trovato il modo di farla sorridere ancora. Moonbin non si azzardò a fare altre domande, non voleva obbligarla a dire nulla, voleva che se avesse avuto bisogno di parlare con lui lo avesse fatto quando si sarebbe sentita pronta. -Moonbin- lo chiamò lei costringendo il ragazzo a voltarsi per guardarla dritto negli occhi, -ho molte cose da raccontarti, ti piacerebbe venire a prendere una tazza di the a casa mia?- gli domandò Yuki con un dolce sorriso sulle labbra e lui annuì con un cenno del capo, sorpreso da quella proposta. -Mi piace il the- rispose semplicemente lui alzandosi in piedi per poi tenderle la mano e a quella sua affermazione Yuki sorrise divertita, per poi stringere la sua mano e alzarsi in piedi per aiutare il ragazzo a sistemare le cose. -Che tipi di the hai?- continuò lui per cercare di alleggerire la tensione e Yuki rise, -tutti quelli che vuoi- rispose lei mettendo tutte le cose all'interno della cesta. 

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