感謝 (Kansha)
Era una giornata di prove come tante e a Seoul il sole brillava di una luce intensa. La sala prove non era molto affollata, ma lui continuava a rimanere in un angolo pensieroso, come se ci fosse qualcosa di più importante da pensare del suo traine come idol. MJ, un ragazzo più grande di lui, stava continuando a fare baccano insieme a JinJin, mentre Rocky continuava a ballare davanti allo specchio indisturbato, come se loro non esistessero. Sapeva che quelli sarebbero stati componenti del suo gruppo e a lui piaceva che fosse così, erano le uniche persone che si era fatto amici durante quegli anni faticosi di traine e non voleva che a debuttare con lui fossero persone con il quale non aveva nemmeno stretto un legame. Eunwoo e Sanha era seduti uno accanto all'altro con la chitarra in mano, cercando di eseguire degli accordi sui quali il maggiore stava lavorando da parecchi giorni; se avesse continuato a lavorare in quel modo sarebbe uscita anche una bella canzone.
Non era facile per loro in quei giorni. Il gruppo era stato formato e gli allenamenti aumentavano, i loro impegni aumentavano, ma a lui mancava la sua famiglia. Era davvero molto tempo che non la incontrava e sapeva che per gli altri membri era lo stesso, ma in quel momento aveva davvero bisogno che qualcuno gli desse la carica per spingerlo a fare del suo meglio. -Buongiorno- il loro insegnante di ballo entrò all'interno della sala prove, costringendo tutti i presenti ad alzarsi in piedi velocemente, per mettersi tutti in riga di fronte a lui. Moonbin si ricordava delle loro lezioni di ballo, ma l'insegnante era arrivato molto in anticipo quel giorno ed era curioso di sapere che cosa gli avrebbe annunciato. Non erano soliti ricevere visite, ma quello che stava per dire il loro insegnante sembrava davvero importante e utile alla lezione di quel giorno. -Vorrei presentarvi una persona che potrebbe esservi molto utile per imparare qualcosa in più- disse l'uomo costringendo tutti e sei i ragazzi a voltarsi verso la porta per guardare chi stesse per entrare. Una ragazza dai lunghi capelli neri come la notte, con le punte di un intenso blu elettrico entrò all'interno della stanza, inchinandosi educatamente per salutare tutti i presenti. Era una bellissima ragazza alta e snella; indossava un paio di pantaloni di una tuta neri, con strisce bianche ai lati esterni della cucitura. Sopra indossava una maglietta bianco latte che le arrivava nemmeno sotto la gabbia toracica e lasciva intravedere il reggiseno sportivo nero. I suoi lunghi capelli erano legati in una coda di cavallo alta e Moonbin poté giurare di non aver mai visto ragazza più bella di lei. Sorrise e sembrò quasi illuminare la stanza da quanto fosse bello, -potresti presentarti?- le domandò l'insegnante di danza e la ragazza annuì con un cenno del capo, per poi inchinarsi educatamente. -Ciao a tutti, il mio nome è Yuki, vengo da Tokyo e sono una delle ballerine di HyunA Unnie- disse la ragazza salutando poi tutti con un tenero gesto della mano; -Yuki è una delle migliori ballerine e coreografe, nonché anche la più giovane. Ha ideato alcuni passi delle coreografie di Hyuna e degli Shinee, quindi credo che potreste imparare molto da lei- disse loro l'insegnante, per poi voltarsi a dire qualcosa a Yuki a bassa voce e uscire successivamente dalla sala prove. -Spero potremo lavorare bene insieme oggi- disse Yuki guardando tutti e sei i ragazzi, che annuirono con un energico cenno del capo entusiasti. Non avevano mai conosciuto qualcuno che provenisse da un gruppo diversi o che fosse il loro coreografo; lei sembrava davvero così giovane, bella e piena di talento. La domanda a Moonbin sorse spontanea, perché anche lei non si stava allenando per diventare idol? Perché voleva essere solo una coreografa?
-Quanti anni hai?- le domandò lui senza pensarci, come se non avesse avuto il controllo delle sue parole. Tutti i presenti si voltarono a guardarlo curiosi, compresa lei. Aveva due grandi occhioni che sembravano in grado di leggerti l'anima, ma subito dopo la sua confusione, sulle sue labbra nacque un tenero sorriso e a quel gesto sembrò arrivare la primavera all'interno di quella sala prove. -Di che anno sei tu?- le domandò la ragazza senza che il sorriso abbandonasse le sue morbide e rosee labbra; -mi chiamo Moonbin e sono nato nel 1998- rispose lui titubante, quasi messo a disagio da tanta bellezza tutta in una sola volta. -Caro Moonbin io e te abbiamo la stessa età- rispose lei cercando di mostrarsi autoritaria, ma successivamente rise, non riuscendo a mantenere un'espressione troppo seria.
-Okay! Oggi ci alleneremo su una coreografia che ho ideato apposta per voi- continuò la ragazza battendo le mani e mettendosi subito al lavoro. Lavorare con lei non era come lavorare con il loro insegnante di ballo, ascoltava i loro consigli e insieme a loro perfezionava i passi, cercando di adattarli ad ogni componente del gruppo. Le piaceva quello che faceva e si vedeva da come lo eseguiva. Ogni passo, ogni volta che si fermava ad ascoltare quello che Rocky le diceva, gli faceva capire che non le importava credersi superiore, voleva semplicemente che il lavoro che stesse facendo venisse bene. Non poté fare a meno di osservarla per tutta la lezione, cercando di non farsi notare. Era bella come i fiori che sbocciavano in primavera ed era ironico, perché il suo nome, da quello che aveva studiato di giapponese, significava neve. Eppure la sua bellezza non era nemmeno comparabile a quella della neve, perché per lui era anche molto più bella.
-Abbiamo finito- disse alla fine del loro allenamento cercando di riprendere fiato, -fate del vostro meglio per il vostro debutto- continuò poi guardando tutti i presenti allegra. -Fighting!- disse in seguito e tutti gli altri ripeterono la stessa cosa, inchinandosi successivamente per salutarla. Lei ricambiò il salutò con un gesto della mano, per poi uscire dalla sala prove per tornare nuovamente alla casa discografica dove stava lavorando. -Yuki!- gridò lui cercando di attirare la sua attenzione e quando la ragazza udì il suo nome, si voltò a guardarlo curiosa. -Moonbin?- domandò lei sorpresa e lui annuì con un cenno del capo sorridendo allegro, -grazie per il tuo aiuto, secondo te riusciremo a debuttare presto?- le domandò Moonbin e Yuki a quella domanda sorrise teneramente, togliendosi successivamente dal polso un braccialetto di perline nere, mettendolo al polso del ragazzo. -Ne sono sicura e quando questo accadrà, torna da me e restituiscimi il braccialetto, così sarò sicura che avrai lavorato sodo per raggiungere il tuo obbiettivo- disse lei e Moonbin alle sue parole annuì con un cenno del capo allegro. La guardò allontanarsi, ma dopo il suo debutto non fu più in grado di incontrarla di nuovo. Era sparita, era arrivata sulla scena come la neve e se n'era andata via come essa, senza dargli la possibilità di ringraziarla come si doveva.
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