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Capitolo 17

<< Sono duecento anni
che il nostro popolo
è diviso nelle cinque
Fazioni.
Questo tipo di organizzazione
permette di mantenere
una pace stabile
e duratura.
Purtroppo,
sono successi alcuni avvenimenti
che mi portano a pensare
che la pace non durerà
ancora a lungo.
Una Fazione
è macchiata
di una colpa
attribuitale
da alcuni dei suoi componenti
più illustri.
Per questo motivo,
noi riteniamo che essi
non siano effettivamente
più in grado di governare
sulla nostra città.
Non voglio che quello che sto per fare
sia visto come un abominio,
è solo la nostra ultima risorsa
per salvare Chicago.
Oggi, 25 di settembre,
sarà una data da ricordare.>>

Era Jeanine a parlare.
Il suo volto era proiettato su ogni palazzo della città e la sua voce si sentiva per tutta Chicago.
Mi diressi verso casa di Tris; quando arrivai, lei era fuori e correva verso di me.
L'abbracciai, poi le presi il polso e iniziai a correre per raggiungere il Palazzo degli Intrepidi. "Dove vai Tobias? Fermati!" "Dobbiamo prendere le armi, sicuramente attaccheranno tra poco, dobbiamo essere pronti Tris." dissi, senza smettere di correre. "Fermati Quattro!" gridò. Non volevo che mi chiamasse Quattro, ma se aveva intenzione di attirare la mia attenzione irritandomi ci era riuscita perfettamente.
"Io non sono pronta" disse "e tu lo sai più di chiunque altro." Le presi i polsi e l'avvicinai a me; quasi sussurrando le dissi: "Tris, ci siamo allenati poco e la tua esperienza è scarsa ma hai un'ottima mira e poi... io non conosco nessuno intelligente e così pieno di buon senso come te. Ce la farai, senza alcun dubbio. Io credo in te." Lei arrossì appena e mi sorrise. Quanto era bella. Avrei tanto voluto mandare al diavolo tutto e restare solo con lei, prendere il treno e partire per andare lontano, in nessun posto in particolare: solo io e lei, come nel mio sogno.
____________________

Arrivati al Palazzo, fummo accolti da Uriah e Zeke che ci portarono nella palestra di nascosto e ci fornirono delle armi. Arrivarono di corsa, trafelate, anche Lynn e Marlene che mi prestarono dei "vestiti più adatti alle circostanze"; a differenza della prima volta che avevo visto Marlene, i suoi folti capelli biondi erano ridotti ad un taglio corto che non raggiungeva nemmeno le spalle. "È più pratico, così non mi vanno negli occhi o roba del genere..." spiegò, mentre mangiava uno dei suoi muffin ai mirtilli. Poi aggiunse, ancora con la bocca piena: "Vuoi che dia un taglio anche ai tuoi di capelli Rigida?" Annuii. Lei prese un paio di forbici e tagliò via tutta quella massa di capelli che avevo sempre odiato; quando ebbe finito, i miei capelli erano lunghi all'altezza del mento. Marlene non si complimentò con se stessa né con me, semplicemente alzò le spalle con aria soddisfatta e mi lanciò quello che era rimasto del suo muffin, a cui diedi un gran bel morso e che passai poi a Tobias. Iniziavo a sentirmi a mio agio con loro.
Da lontano scorsi due chiome che mi giungevano familiari. Erano Christina e Will, i ragazzi Intrepidi che avevo aiutato qualche settimana prima.
"Loro sono Chris e Will: sono i migliori e i più simpatici tra i trasfazione e ci saranno sicuramente d'aiuto." Fu l'esordio di Lynn che stranamente non aveva ancora parlato da quando era entrata nella stanza. Chris mi salutò affettuosamente e poi, senza badare a convenevoli, ci avviammo verso il quartiere degli Abneganti. Lì incontrai mio fratello, Caleb che mi informò di aver portato mamma e papà al sicuro, nascondendoli in un qualche magazzino ai limiti della città.

"Siamo armati fino al collo. Ora che dobbiamo fare?" Chiese impaziente Chris. Non fece in tempo ad ottenere una risposta, che partì un nuovo video messaggio di Jeanine:

<< Oggi sarà un giorno
Glorioso

per tutti coloro
che sanno di essere nel giusto.
Essi vanno protetti e tutelati.
Gli altri, verranno abbattuti
e pagheranno per ogni loro colpa
a cominciare dagli Abneganti corrotti
e da chi nasconde e protegge
il male maggiore per la nostra città:
i Divergenti.
Se siete colpevoli fatevi avanti
e confessate:
La verità vi renderà liberi.
Non siate codardi o sciocchi
o ne subirete le conseguenze.>>

Stanno cercando me.
Metteranno a ferro e fuoco la città per trovare quelli come me.
I miei pensieri furono interrotti da un'orda di soldati armati che si scorgevano in lontananza: erano Intrepidi ma erano schierati dalla parte di Jeanine.
Iniziarono a sparare.
Vidi la gente morire intorno a me e fui costretta ad uccidere per la libertà dei poveri innocenti.
Vidi Tobias che voleva colpire un soldato Traditore e vidi che quello stesso proiettile finì accidentalmente nel petto di Uriah, dopo che il nemico l'aveva evitato.
Vidi un ragazzo che aveva tutta la vita davanti, crollare a terra.
Vidi la sua esistenza sfumare, divenire polvere e lasciarsi trasportare dal vento.
Sentii l'urlo straziato di un fratello che ha perso tutto e di un amico afflitto dal senso di colpa, quella sensazione che ti lacera e ti fa morire dentro anche se sei ancora fisicamente in vita.
Vidi Caleb correre, il viso arrossato e pieno di lacrime: "Li hanno trovati" disse tra i singhiozzi. " Li hanno portati via, li uccideranno."
Lo portai in un luogo sicuro e gli dissi di stare tranquillo, che avevo tutto sotto controllo, che si sarebbe sistemato tutto.
"So cosa vuoi fare Beatrice. Vuoi consegnarti vero? Sei una Divergente non è così? Se tu ti consegni dovrò farlo anche io, per tutti io ti ho nascosto." disse Caleb. Piangeva ancora.
"No Caleb, tu non potevi saperlo; devi restare qui, ci andrò da sola."
"No. Siamo una famiglia, dobbiamo farlo insieme. Le nostre vite in cambio della libertà di mamma e papà."

Il sole splendeva e c'era una guerra.
La natura era avversa oppure voleva solo dirci che tutto si sarebbe sistemato?
Avevamo paura, ma dovevamo farlo.
Ci presero e ci portarono in celle buie dove ci picchiarono.
Non ricordo nient'altro.
Solo le urla di Caleb e il dolore che provavo, poi si è spento tutto e ho visto il mio corpo a terra.

La domanda mi sorgeva spontanea:

Sono morta?

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