Capitolo 63
Pov Albus
Stiamo uscendo dall'ospedale, papà continua a non essersi svegliato ed alla fine abbiamo dovuto far diventare il letto, sul quale era sistemato, matrimoniale perché da quando Astoria si e sdraiata accanto a lui non si è più volita muovere.
Poverina, mi fa una grande pena, posso solo immaginare quanto sta soffrendo in questo momento, non so come reagirei io se fossi al suo posto con Aida. È anche vero che io ed Aida non stiamo neanche insieme mentre papà ed Astoria sono sposati.
Scuoto la testa scacciando questi pensieri che non aiuteranno assolutamente nessuno.
<< Albus... >> mi giro quando vengo chiamato << posso parlarti? >>
Annuisco ad Eltanin mi afferra per il gomito tirandomi indietro e fa cenno a James di andare avanti seguendo gli altri.
<< Che c'è? >>
<< Aida... >>
<< Uff... Ti assicuro che non ho fatto nulla con Allison, è una stronzata e non ho alcuna intenzione di essere rimproverato >> dico scocciato pronto ad andarmene.
<< Fermati! >> esclama tirandomi per la il colletto della manica << Non volevo assolutamente rimproverarti testone che non sei altro. In realtà volevo scusarmi per quello che ti ho detto qualche tempo fa e rimangiarmelo >>
<< Di cosa stai parlando? >>
<< Sto parlando del fatto che ho sbagliato quando ti ho detto che dovevi lasciare in pace Aida. In realtà sono sicura che tu debba dirle ciò che provi come avresti dovuto fare molto tempo fa >>
Sgrano gli occhi guardandola come se fosse impazzita per poi scoppiare a ridere << ahahah sei davvero divertente Eltanin >>
<< Non sto scherzando, smettila di ridere come un idiota, sono seria >>
<< Allora sei matta se credi che andrò da Aida a dirle... Cosa pensi che le dovrei dire poi? >>
<< Mi sembra scontato, che sei innamorato di lei >>
<< Nessuno ti dice che è così in primo luogo e poi Aida sta con quell'impostore >>
<< Intanto smettila di dire cazzate, sono sicura del fatto che ami Aida, lo vedo da come la guardi, da come le giri sempre attorno, da come cerchi sempre di proteggerla e tante altre cose >>
Trattengo il respiro perché non credevo che qualcuno se ne fosse accorto davvero, fisso Eltanin cercando di capire se farà marcia indietro oppure se pensa davvero quel che ha detto. Quando vedo che non accenna a cambiare idea cerco di rimettere in ordine le idee per capire cosa risponderle.
<< Ok, ascolta è vero, sono innamorato di Aida ma non puoi chiedermi di dirle la verità, lei non ricambia i miei sentimenti >>
<< Ed è qui che ti sbagli, Aida è innamorata persa di te da almeno tre anni, cerca di attirare la tua attenzione a modo suo da sempre >>
<< Che? Non mentire Eltanin, non mi aiuti così >>
<< Non ti sto dicendo una bugia, è la verità >>
La fisso cercando di capirci qualcosa << Ok, diciamo che hai ragione, cosa dovrei fare secondo te? >>
<< Semplice, dovresti prendere Aida da parte e parlarle sinceramente dicendole e facendole comprendere che sei davvero innamorato di lei, che non stai giocando e che lei è importante >>
<< Hai detto poco... >> sbuffo.
Proprio in quel momento veniamo richiamati per tornare a casa e noi ci affrettiamo a raggiungere tutti, ragiono sulle parole di Nin e sul da farsi mentre lei affianca James che lancia occhiate ad intermittenza a lei ed a me cercando di capirci qualcosa.
Il rientro a casa e la cena passano senza che io, quasi, me ne accorga. Fisso le fiamme del caminetto davanti a me, ho la testa piuttosto affollata, con un sacco di pensieri che mi vorticano tutti insieme con una velocità ed una forza assurda.
Quando la porta della biblioteca si apre sobbalzo perché non avevo sentito il rumore di passi avvicinarsi per il corridoio, Aida fa il suo ingresso bloccandosi sulla porta nel momento in cui mi vede.
Tentenna un attico li sulla porta e poi si decide ad entrare, cercando di ignorarmi si infila tra gli enormi scaffali che compongono le file della biblioteca dove sono riposti, con cura ed un certo senso logico, tutti i libri che possiedono gli adulti di questa famiglia.
" Se Eltanin ha ragione non posso lasciarmi sfuggire questa occasione. Ora o mai più "
Mi prendo un secondo, mi alzo da divano e mi inoltro nelle file seguendola in silenzio, quando, finalmente, la trovo è intenta a far vagare lo sguardo su alcuni libri per poi allungarsi ed afferrare un libro dalla copertina nera ed il titolo argentato.
<< Dobbiamo parlare >>
<< Oddio! >> Aida sobbalza spaventata, girandosi e portandosi una mano al petto << Sei impazzito? Mi hai spaventato! >> mi riprende guardandomi in cagnesco.
<< Mi spiace, non volevo. Però ho davvero bisogno di parlarti >>
<< Cosa c'è? >>
<< Pensi davvero che abbia avuto rapporti intimi con Allison? >>
<< Uff! No, ne ho parlato con Eltanin ed ho capito che effettivamente non faresti mai una cosa del genere, puoi stare tranquillo, tutte le accuse che ti ho lanciato sono cadute. Contento? >>
<< No, perché ho bisogno che tu capisca perché non avrei mai potuto fare una cosa del genere >>
<< Perché Allison ha la stessa età di Lily ed è troppo piccola, lo so >>
<< Ti sbagli. Cioè, è anche per questo ma non è il principale motivo per cui non farei mai una cosa del genere >>
<< Ok... >>
<< Posso spiegartelo o hai intenzione di trattarmi come una merda ancora per molto? >>
Mi fulmina con lo sguardo << Spiega così posso andare a leggere questo romanzo >>
<< Sai, il motivo è piuttosto semplice, non è neanche troppo difficile da immaginare o da capire, infatti qualcuno se ne è già accorto e mi stupisce molto il fatto che, evidentemente, non te ne sei ancora resa conto. Probabilmente non mi crederai subito ma alla fine ti convincerò della veridicità delle mie parole. Aida, io provo qualcosa per te >>
<< Cosa? Ma di che diamine stai parlando?! >> dire che mi sta trucidando con lo sguardo è dire poco << Smettila di dire cazzate! Provi qualcosa per me... Tzè bella stronzata, è questo che ti dicevi mentre scopavi a giro con la prima che capitava? >>
<< Per niente visto che ti amo da un po' ormai, me ne sono reso conto da qualche tempo, infatti da quando l'ho compreso ho smesso di frequentare ragazze >>
<< Se è vero, perché non me lo sei venuto a dire prima? EH? >>
<< Perché sono una serpe, avevo paura di un tuo rifiuto e di rendermi ridicolo >>
<< Allora perché diavolo me lo stai dicendo ora? >>
<< Perché se non mi do una mossa rischio di perderti senza neanche averci provato! Allora si che ti rimpiangerei fino alla fine dei miei giorni >>
Mi fissa con lo sguardo smarrito, non sa più dove battere la testa e sicuramente sta cercando di capire se può fidarsi di ciò che le dico o no per cui ricorro alla mia ultima possibilità nella speranza di riuscire a non farle capire che non la lascerò entrare del tutto.
<< Usa il leggimens, entra nella mia mente. Solo allora ti convincerai che dico il vero e che tu sei davvero importante per me >>
<< Non posso invadere così la tua privacy >>
<< Sono io a chiedertelo per cui fallo >> indietreggio di un passo ed aspetto.
Lei sembra molto combattuta ma dopo poco più di un minuto appoggia il libro su una mensola ed estrae la bacchetta puntandomela addosso, non la sento neanche pronunciare l'incantesimo.
Mi ritrovo catapultato a King Cross, la prima volta che l'ho vista, nel suo vestitino viola e con un'aura di bellezza incredibile. La seconda visione che ho è di lei che viene smistata a serpeverde e la sensazione di sollievo che provo quando vengo smistato anch'io nella sua stessa casa.
Al secondo anno la rabbia e la gelosia nei confronti di Jhonatan il giorno in cui ci ha provato spudoratamente con lei, per poi " convincerlo " a lasciarla stare.
Terzo anno, mentre la osservavo di nascosto ed il piacere immenso che ho provato quando mi sono reso conto che anche lei faceva lo stesso con me.
Quarto anno, la mia prima volta con una tassorosso, di cui non ricordo neanche il nome, mentre continuo a pensare ed a vedere costantemente Aida.
Quinto anno, tutte le ragazze che mi passano davanti, nessuna sembra essere abbastanza perché, finalmente, a metà anno comprendo i miei sentimenti e capisco perché tutte quelle ragazze non mi sono mai bastate, ero innamorato di una ragazza che mi sembrava inavvicinabile e di cui non mi sentivo all'altezza.
Ed infine, la gelosia cieca che mi ha fatto parlare in quel modo lo scorso mese quando Aida è rientrata a casa dal suo appuntamento con quell'imbecille patentato.
Le immagini finiscono e torno al presente, a casa, non la perdo d'occhio mentre la vedo cercare di calmare il respiro, fissare il pavimento nella speranza di capire qualcosa di difficilissimo, rialzare lo sguardo, guardandomi con quegli occhi blue come se mi vedessero per la prima volta.
Trattengo il fiato perché so che questo è il momento della verità e per quando io sia sicuro di me ho paura di sentire l'esito visto che questa volta gioco in prima linea e rischio di essere messo al tappeto per bene.
<< Sei un idiota >>
<< Scusa? >>
<< Sei un cretino >>
<< Ah bhè grazie... >>
<< Un deficiente patentato >>
<< Bhè mi stai facendo arrossire con tutti questi complimenti >>
<< Proprio un coglione >>
<< Ok ora basta >>
<< Decerebrato e babbeo. È vero, non sono un mostro di espansività ma cazzo, è dal terzo anno che ti corro dietro e vuoi dirmi che non te ne sei accorto? Lo sanno tutti! >>
<< Vuol dire che sei una cretina anche te visto che non ti eri accorta che ti amo! >>
<< Ripetilo >>
<< Cosa? Che sei cretina? >> sono parecchio confuso.
<< Uff... No! Ripeti che mi ami >> quando finisce la frase le sue guance sono leggermente arrossate.
<< Ti amo testona >> dicendolo mi avvicino portandole una mano sulla guancia.
<< Albus... Ti amo anch'io >>
<< Lo speravo con tutto me stesso >>
Mi avvicino con calma pregustando il momento che aspetto da molto, mi sono chiesto più volte come sarebbe potuto essere baciarla ma non avevo mai sperato, fino ad oggi, di poterlo fare davvero.
<< Aspetta... >> mi ferma ad un centimetro dalla sua bocca.
<< Che c'è? >>
<< Sto uscendo con un altro ora >> mi ghiaccio immediatamente intimorito.
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