Capitolo 22
Pov. Ronald
È passata una settimana da quando ho saputo che Hermione è tornata con Draco ed anche Harry è tornato insieme ad Astoria, anche se, sospetto che abbiano fatto passare qualche giorno prima di dirmelo visto che Ginny non sembrava affatto sorpresa.
Il risultato adesso è che, il furetto platinato gira sempre in quella che è tornata ad essere casa mia, anche se non la sento più tale da molto tempo. Le poche volte che vedo Draco mi saluta ribadendo il fatto di essere stato molto fortunato a poter tornare con Hermione, che lasciarla è stato un enorme sbaglio, che ha compreso e non ripeterà, che per colpa del suo orgoglio e della sua stupidità ha fatto l'errore più grande della sua vita.
" Ogni volta che me lo ribadisce mi sembra di vedermi e sentirmi. Daphne mi manca come l'aria ed il cibo, che per me è molto importante, ma non posso tornare con la coda tra le gambe da lei, farei la figura dell'idiota che prima concorda su fatto che è giusto che ci si lasci tutti e dopo poco si rimangia ciò che ha detto "
Come se le parole di quel platinato non bastassero, tutti i giorni, ogni volta che siamo insieme, in un modo o nell'altro Harry continua a raccontarmi quanto è felice con Astoria, quanto sia bella e quanto è grato per poterla avere ancora nella sua vita.
Insomma, sono perseguitato dal rimorso, dal pensiero di Daphne e da quanto mi manca, come se prima non fossero sempre nella mia testa, anche la notte ormai non faccio altro che sognarla, è sempre nella mia mente.
Le miei giornate sono monotone, mi alzo presto, vado al ministero a lavoro, svolgo i miei compiti di auror, pranzo con Harry (che vorrei strozzare a causa delle sue parole ), ritorno a lavoro, stacco il più tardi possibile e torno a casa dove ceno e mi rinchiudo in camera.
In questo momento sto chiudendo il mio ufficio, ma oggi sembra che Harry mi perseguiti più del solito visto che è al mio fianco a blaterare qualcosa riguardo al fatto che dovrebbe fare un super regalo a James ed Albus visto che se non fosse stato per il piano del primo e le parole del secondo adesso non sarebbe così felice.
<< Harry ti prego, ho mal di testa... >> gli dico cercando di farlo tacere ma sembra non esserci il verso così appena ho messo tutto apposto mi giro a guardarlo << Dovrai scusarmi ma devo proprio andare >>
<< No! Ron aspetta! >> prova a richiamarmi ma ormai è troppo tardi, mi sono smaterializzato a casa.
Appena mi sono materializzato nell'ingresso mi tolgo la giacca e l'appendo nell'appendi abiti, dove poso anche la valigetta del lavoro, sbuffo muovendomi verso la cucina quando delle voci attirano la mia attenzione verso il salotto.
Mi avvicino al salotto ed apro la porta proprio mentre Harry si smaterializza dietro di me urlando qualcosa che non capisco, resto fermo, senza capire cosa sta succedendo proprio sulla porta spalancata del salotto.
Pov. Daphne
È da qualche giorno che Astoria, Eltanin ed Aida continuano ad insistere sul farmi andare con loro a prendere un tè con Hermione e Rose.
Non è che io ne abbia propriamente voglia, soprattutto perché so già che non faranno altro che parlare del matrimonio da fare prima che inizi il nuovo anno scolastico per i ragazzi, mentre io oltre a non poter più neanche sposare lui, non posso neanche starci insieme.
Sto provando ad andare avanti ma non ci riesco, è davvero difficile, già il fatto che io non riesca neanche a nominare il suo nome è un segno indistinguibile del fatto che mi ci vorrà ancora molto tempo prima di riuscire ad andare avanti.
Basti pensare a quando, una settimana e mezzo fa, sono venuti a casa Rose ed Hugo per gli auguri ad Antares e per ridare l'anello e quel suggerimento a Draco.
Mi è venuto un colpo al cuore quando ho visto Hugo, se non fosse per i ricci e gli occhi d'orati di Hermione, quel ragazzo è davvero simile al padre, anche caratterialmente gli assomiglia tantissimo, infatti è un piccolo grifondoro come lui.
Scuoto la testa e mi do una mossa per finire di prepararmi, sto indossando un semplice abitino azzurro mono spalla che arriva un po' sotto il ginocchio, il trucco è molto semplice, ho messo solo un po' di fard e di rimmel ed hai piedi indosso un decolté nero e basso.
Afferro la borsetta, nera, coordinata alle scarpe. Senza neanche guardarmi allo specchio, visto che non mi importa molto del mio aspetto in questo momento, esco dalla mia stanza e raggiungo la camera di Astoria che è tutta allegra.
<< Daph sei splendida >> trilla tutta allegra.
<< Grazie >> mormoro facendole un sorriso tirato.
<< Non preoccuparti, dopo oggi anche tu sarai più allegra >> la sua sembra quasi una promessa, ma so che non può farci niente.
" E non sarà uno stupido tè a farmi tornare il buon umore. Sono così sollevate nel vedere che mia sorella è nuovamente felice, ma come può essersi rincretinita tanto dietro ad Harry e credere sul serio che dopo oggi pomeriggio sarò allegra? L'amore evidentemente le da alla testa, anche se prima non era così svitata... "
La seguo fuori dalla sua stanza e giù per le scale, la osservo e noto che è davvero bellissima, come non lo era dalla mattina del non-matrimonio, indossa un semplice abitino con lo scollo a barca grigio perla che le arriva sopra il ginocchio ed un bel paio di tacchi bianchi con la borsa coordinata ad essi, mentre i capelli sono raccolti in una ordinata treccia che le scende già in mezzo alle spalle.
<< Siete pronte ragazze? >> domanda con un grande entusiasmo.
<< Si mamma, siamo pronte. Zia, come stai? Lo sai che questo vestito ti sta proprio bene? >> mi saluta Eltanin.
<< Già mamma, Nin ha proprio ragione, il vestito ti sa una meraviglia, soprattutto questo colore >> conferma Aida.
<< Grazie ragazze >> mormoro un po' in imbarazzo.
<< Ma sono sicura che quando torneremo a casa starai ancora meglio >> mi sorride mia figlia.
" Ok, è ufficiale, devono aver messo qualcosa di strano nella loro colazione stamattina altrimenti non si spiega come possano essere impazzite tutte insieme "
<< Allora? Dove dobbiamo andare? >> chiedo lasciando perdere.
<< Andiamo a casa di Hermione >> mi risponde tutta sorridente Astoria mentre io mi irrigidisco.
Sto per dirle che non ho alcuna intenzione di venire con loro quando Astoria mi afferra il braccio e ci smaterializza davanti alla porta di casa di Hermione, proprio come fa Eltanin con Aida e prima che io possa smaterializzarmi via con una crisi isterica, Rose spalanca la porta di casa con un enorme sorriso stampato in viso.
<< Buon pomeriggio! Ben arrivate. Accomodatevi, il tè ed i pasticcini sono praticamente pronti >> dice scostandosi dall'entrata.
<< Astoria cosa stai facendo? Hai deciso di uccidermi? No perché sappi che mi hai appena messo in super extra difficoltà >> le sibilo minacciosa senza farmi sentire mentre varchiamo la soglia di casa Weasley.
Come entriamo in salotto, troviamo Hermione che sistema il tè, biscotti e pasticcini. Appena ci vede entrare ci saluta tutti con un grande entusiasmo ed un sorriso enorme che la fa risplendere.
Ci accomodiamo tutte sui divani e tra le mille chiacchiere passa il tempo ed al contrario di ciò che mi aspettavo riesco a distrarmi, passare un bel pomeriggio ed a conoscere meglio Rose.
<< Io dovrei dirvi una cosa ma prima di tutto vorrei che restasse tra di noi, al resto della famiglia lo vorrei far sapere con calma e quando le cose si saranno sistemate e calmate. Ok? >> attira l'attenzione di tutte Hermione.
<< Certamente >>
<< Nessuno dirà niente >>
<< Dicci tutto Herm >>
Diciamo subito tutte tranne Eltanin che ha lo stesso sorriso che caratterizza lei, i suoi fratelli e suo padre. Qualcosa mi suggerisce che lei sa già cosa vuole dirci Hermione.
<< Ecco, il fatto è che sono incinta. Io e Draco aspettiamo un bambino! >> esclama.
Dopo un minuto di silenzio ed immobilità, scoppiano un sacco di gridolini di felicità, congratulazioni e le classiche domande, se sarà maschio o femmina, di quanti mesi è e come sta.
Proprio mentre stiamo festeggiando e ridendo per questa meravigliosa notizia la porta del salotto si spalanca la porta del salotto rivelando il ritorno a casa di Ron. Come ci guardiamo negl'occhi mi spavento o meglio, mi viene un colpo al cuore e so di star per scoppiare a piangere, così scappo letteralmente, smaterializzandomi via.
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