Capitolo 1
Pov. Rose
Appena il magitassista si ferma, resto un attimo ferma a guardare la struttura che dovrebbe essere la mia nuova casa.
<< Scusi, ma è certo che questo sia l'indirizzo che le ho dato? >> gli domando perplessa.
<< Si signorina, è questo >> afferma sicuro di se.
Senza fare altre domande pago la corsa e scendo dalla vettura avvicinandomi all'imponente cancello nero, questo, appena gli sono davanti, si apre, percorro tutto il viale continuando ad osservare la grande struttura in stile liberti.
È tutta in bianco e nero, si espande su una grande superficie ed ha tre piani, giusto al centro del primo piano c'è un grande portone. Mi avvicino un po' titubante.
" Insomma, so che mamma e papà dopo aver vinto la guerra magica e con il lavoro che fanno guadagnano tanti soldi, ma anche prima non vivevamo mica in una reggia simile! Con chi cavolo si è messa mamma? "
Come sono davanti al portone, afferro il battente con la mano destra e busso un paio di volte, attendo arretrando un po'.
Dopo pochi secondi sento dei passi avvicinarsi alla porta, che, viene aperta una donna dai capelli biondi scuri con un taglio a caschetto, con occhi verdi, alta, ma comunque sui tacchi ed un bel tajer grigio con una camicetta bianca.
Nessuna delle due ha il tempo di dire niente che dalle scale dietro la signora delle urla ci interrompono.
<< Mamma non aprire la porta! >> urla infatti una ragazzina, entrambe non capiamo il motivo fino a quando, dopo che la donna ha provato ad aprire la bocca per chiederle qualcosa, vedo un liquido nero scendere a cascata addosso alla donna sporcandola completamente.
" Meno male che mi sono allontanata... "
<< Mi dispiace... Non era per te, era per l'arpia! Insomma, lei è la prima a rientrare a casa dopo di te. Non sapevo aspettassimo qualcuno, così... >> prova a giustificarsi la ragazzina dai capelli neri che le arrivano poco sotto le spalle, un bel paio di occhi blu e gracilina.
<< Allison... >> la voce della donna è palesemente infuriata.
<< Mi spiace, giuro non era per te. Ho provato a fermarti ma ormai era troppo tardi... >> tenta ancora Allison.
<< Sei appena tornata da Hogwarts ed indovina un pò? SEI IN PUNIZIONE! Parlerò con tuo padre, che non sarà affatto felice dell'accaduto, ti assicuro che troveremo la punizione adatta te! Ora fila in camera e non scende prima di cena! >> le urla indicandole le scale con il braccio.
Dopo avermi lanciato un'occhiataccia Allison abbassa il capo mormorando delle altre scuse per poi incamminarsi velocemente su per le scale.
<< Oh ma guarda qui che schifo... Uff, va bhè. Scusa la scenetta orribile. Cosa posso fare per te? >> mi domanda cercando di sorridermi ed io non posso fare altro che ricambiare cercando di non scoppiarle a ridere in faccia.
<< Ehm salve, stavo cercando mia madre, in una lettera mi ha scritto che questo era il nuovo indirizzo di casa, ma è molto evidente che si sia sbagliata quindi... scusi il disturbo >> dico facendo il primo passo indietro prima che lei mi blocchi.
<< Prima di andare via, potresti dirmi chi è tua madre? Forse abita davvero qui >> afferma mentre io la guardo un po' perplessa.
<< Hermione, mia madre si chiama Hermione >>
<< Oh tu sei la figlia di Hermione e Ron! Rose! È un piacere conoscerti >> esclama allungandosi come per abbracciarmi ma prima che ci riesca mi ritiro.
<< Scusi, ma oltre al fatto che non so chi sia lei, è completamente ricoperta da qualcosa di ancora non identificato e preferirei non sporcarmi >> le ricordo.
<< Già scusa, che sciocca. Io sono Daphne. Entra pure >> mi invita facendosi da parte.
L'ingresso è molto accogliete.
<< Sono appena tornata da lavoro e direi che è il caso che mi vada a cambiare e fare una doccia. Prima ho sentito dei rumori dal soggiorno >> dice indicandomi una porta alle mie spalle << Quindi c'è qualcuno, magari aspettami li e se trovo qualcun altro mentre salgo lo mando giù da te. Siamo tutti contenti che tu sia finalmente tornata a casa Rose >>
<< Ehm grazie >> dopo averle fatto un ultimo sorriso mi avvio verso la porta che mi ha indicato sperando che mia madre o mio fratello siano li mentre Daphne si avvia su per le scale.
Effettivamente dalla stanza si sentono chiaramente dei rumori, quindi senza neanche bussare apro la porta entrando nella stanza.
<< Oh Merlino! Ma non avete una camera? Dove diavolo sono finita? >> domando retoricamente.
<< A casa mia bambolina >> mi risponde il ragazzo che neanche si prende la briga di coprirsi, come sta facendo la sua compagna, mettendosi in posizione eretta solamente in boxer.
<< Primo non chiamarmi bambolina! Secondo... >> non riesco neanche a finire la frase perché la mora mi interrompe.
<< Scorpius! Chi sarebbe questa puttanella?! >> sbraita la ragazza dopo essersi rimessa il vestito.
<< Ehi vacci piano, vorrei ricordarti che quella che si è fatta beccare mentre era pronta a farsi scopare sul divano in una casa piena di persone sei tu, non io, quindi la puttana tra le due forse forse sei tu, che dici? >> mentre parlavo ho sentito la porta riaprirsi ma ero troppo impegnata a rispondere per le rime alla ragazza davanti a me.
<< Vedo proprio che oltre che fisicamente sei cambiata anche caratterialmente Rose... >>
Spalanco gli occhi, quella voce è la voce di una persona che non sento da almeno cinque anni ed anche se con il tempo è cambiata diventando meno acuta e più profonda, riconoscerei a miglia e miglia di distanza il proprietario.
<< AL!! >> urlo girandomi e saltando addosso al mio cuginetto preferito, oltre che il mio migliore amico, e lui mi prende al volo.
<< Anch'io sono felice di rivederti, la tua è una splendida sorpresa visto che non hai avvertito nessuno >> dice stringendomi di più a lui per poi rimettermi a terra.
Ci sorridiamo, è cresciuto molto anche se è rimasto tale e quel a zio Harry, alto, moro con gli occhi verdi. Se avessero la stessa età e se Al avesse la cicatrice e gli occhiali come zio sarebbero irriconoscibili.
<< Albus vedi di tenere la tua puttanella lontana dal mio ragazzo ed insegnale un po' di buone maniere, sembra che non sappia cosa voglia dire rispetto >> la voce irritante della ragazza di prima mi arriva alle orecchie e non posso trattenermi da alzare gli occhi al cielo, faccio per risponderle ma Al mi precede.
<< Marika, credo che sia l'ora che te ne torni a casa. Vorrei presentare al mio migliore amico la mia migliore amica, oltre che mia cugina, quindi fammi il favore e va a spaccare i timpani a qualcun altro. Per inciso, qui, quella che ha bisogno che le insegnino un po' di buone maniere sei te visto come l'hai trattata. Eppure sei una purosangue, non siete voi quelli che dovrebbero avere un educazione eccellente? >> le domanda sfottendola palesemente.
La guardo bene, è una di quelle bellezze fredde e che ti vengono a noia dopo poco, corpo perfetto, mora con gli occhi azzurri ed un bel paio di labbra piene.
Guarda il biondino che non dice niente, anzi, mi fissa sorridendo, così Marika prende le ballerine accanto al divano, sbatte un piede a terra ed entra nel camino tornando, suppongo, a casa sua.
<< Scorp non è che ti potresti rivestire? A noi non interessa vederti praticamente nudo >> gli chiede con sarcasmo Al.
<< Forse a te non interessa lo spettacolo, ma a tua cugina si >> asserisce Scorpius ammiccando nella mia direzione.
<< Sei senza dubbio un bel ragazzo, e lo sai, ma non sei ne il primo ne l'ultimo che vedrò quindi grazie, ma puoi rivestirti >> dichiaro senza troppi problemi.
Effettivamente è un bel ragazzo, alto, non troppo muscoloso anche se sono sicura che con l'età si svilupperà ancora, biondo, un bel sorriso ed un paio di occhi di un coloro che non avevo mai visto, grigi.
<< Mmm forse dovrei offendermi, non sei molto gentile bambolina >> continua mentre si infila la maglietta.
<< Tel'ho già detto, non chiamarmi bambolina >> gli rispondo più calma rispetto a prima.
<< Non preoccuparti ti ci abituerai... Bambolina >> alzo gli occhi al cielo e dopo aver sbuffato mi accomodo sul divano, accanto ad Albus, di fronte a quello di Scorpius, mentre lui finisce di abbottonarsi i pantaloni e si risiede sul divano.
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