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-Non capisco...-risposi guardandolo. Lo vidi uscire per un attimo i canini e alzarsi di scatto, mentre io mi sedetti, mentre lo vidi girare più volte sul posto, mentre notavo la gamba stare già meglio rispetto i giorni prima.
-Non capisci cosa, Ney'ite?!- si fermò di scatto alzando la voce, guardandomi con durezza. Continuai a fissarlo senza dire nulla.
-Ti ho detto che ti vedo. Io ti vedo, Ney'ite. Quanti significati possa mai avere?- mi ringhiò contro mostrando i suoi canini, evidentemente irritato.
-Non ti hanno spiegato che vuol dire?- mi chiese ancora, mentre io annuii appena.
Non è solo una frase per esprimere il proprio rispetto, ma è qualcosa di più.
Va oltre il vedere qualcuno, è il guardare nell'anima, connettersi con essa.
Mi alzai dal letto, raccogliendo tutte le forze che avessi e mi avvicinai a lui, che mi stava dando fuoco con il suo sguardo penetrante.
-Vuoi dire che...- iniziai con calma, mentre lo vidi annuire.
-Oel ngati kameie Ney'ite- mi disse, inclinando leggermente il capo, mentre una sua mano si posava sulla mia guancia, accarezzandomela. Sorrisi appena, guardandolo.
-Oel ngati kameie, Neteyam- risposi, vedendo i suoi occhi quasi risplendere, vedendolo abbozzare un sorriso.
La sua mano libera si avvicinò alla mia, stringendola tra la sua, mentre sentii di nuovo quel calore al centro del petto.
Si avvicinò a me, facendo unire la nostra fronte, mentre chiusi gli occhi, godendomi finalmente quel momento dopo tante discussioni e situazioni spiacevoli.
Aprii gli occhi, mentre sentivo il suo respiro caldo scontrarsi con la mia pelle, vedendo i suoi occhi guardarmi con tale intensità indescrivibile mentre lo vidi avvicinarsi sempre di più a me, guardando le mie labbra.
Potevo quasi sentire le sue labbra vicine alle mie ma qualcuno bussò alla mia tenda e subito lui si allontanò da me, facendo finta di toccare i bendaggi che mi stava applicando.
Rimasi ferita da quel gesto, mentre poi spostai lo sguardo su Lo'ak che appena mi guardò mi corse incontro stringendomi in un abbraccio, che mi tolse letteralmente il fiato.
Chiusi gli occhi e lo strinsi, ricambiando l'abbraccio.
-Credevo di averti persa...-mi sussurra contro l'orecchio, mentre sento qualcosa di bagnato sulla mia guancia, notando Lo'ak piangere silenziosamente contro di me.
-Sono qui...sono qui- ripetei sotto voce, accarezzando i capelli raccolti di Lo'ak, vedendo poi Neteyam buttarci un'occhiata per poi lasciare la tenda. Si staccò da me un momento per guardarmi interamente.
-Stai bene?- mi chiese ancora preoccupato. Annuii abbozzando un sorriso, mentre lo vidi ricambiare e stringere le mie spalle con le sue mani.
-Vado che ci sono delle cose da sistemare dopo l'attacco al villaggio. Non fare sciocchezze- mi disse ammonendomi, fissandomi con preoccupazione.
-Non preoccuparti- dissi accarezzandogli la spalla.
Annuì ed uscii dalla tenda.
Mi incamminai, avevo bisogno di fare due passi ma mi imbattei in una discussione tra Toruk e suo figlio, insieme alla sua compagna.
Sbirciai da un buco della tenda, vedendoli gli uni difronte agli altri.
-Sei riuscito a mettere in pericolo per la seconda volta di fila, la tua vita- disse in tono duro Jake, verso Neteyam che lo guardava senza distogliere lo sguardo.
-Non potevo rimanere qui- sentenziò, mentre vidi sua madre sorridere leggermente.
-Sei un incosciente, non ragioni. Sai che conseguenze poteva portare se fosse successo qualcosa?!- urlò contro il figlio, che strinse i pugni e rispose al padre.
-Non mi interessava, dovevo salvarla!- urlò di rimando, sfidando il padre che rabbioso lo guardò. Sua madre prese un braccio del compagno, come a calmarlo.
Mentre io sussultai a quella frase.
-Neteyam...- cercò di calmarlo la madre ma lui scosse la testa.
-Madre, io la vedo...- sentenziò portandosi una mano al petto, mentre il padre strabuzzò gli occhi e guardò per un attimo la sua compagna.
-Ci sono volte in cui vorrei letteralmente ucciderla per come si comporta, e altre in cui vorrei solo fosse al sicuro tra le mie braccia- disse, mentre i due compagni si scambiarono uno sguardo di intesa, sorridenti.
-Anche io la prima volta provai ad uccidere tuo padre- sentenziò divertita la madre, mentre anche Jake sorrise a quel ricordo.
-Se è lei, allora sai cosa fare- disse il padre, cambiando sguardo, capendo la situazione. Mi sentii di troppo e mi allontanai più veloce che potessi.
Mi ritirai nella mia tenda, prendendo l'ago, cercando di ricucirmi il taglio del braccio sinistro, procurato da uno dei proiettili che non sono riuscita a schivare.
-Da chi cerchi di scappare?- sentii una voce dietro di me, voltandomi e trovando Kiri, che mi guardava a braccia conserte.
-Da nessuno- risposi velocemente, ritornando a prestare attenzione all'ago e alla cucitura che stavo provando a fare, con scarsi risultati. Irritata buttai sul mobile l'ago, ringhiando.
-Si vede lontano un miglio come vi guardate e come vi cercate- disse Kiri avvicinandosi a me, prendendo poi l'ago che avevo precedentemente scansato via, riprendendo a cucirmi il taglio. La osservai: aveva gli occhi grandi e un viso molto dolce.
-Siamo fregati, vero?- gli chiesi, mentre la vidi abbozzare un sorriso e guardarmi.
-Ne verrete a capo- mi disse, chiudendo la cucitura. Per i seguenti giorni, cercai di evitare del tutto Neteyam, mentre avevo la figura costante di Lo'ak affianco a me: era molto protettivo nei miei confronti e me ne accorsi anche da come si metteva sempre davanti a me.
Entrambi ci riprendemmo dalle nostre ferite e quando mi fui ripresa del tutto andai all'entrata dell'albero madre e richiamai il mio Ikran.
Appena si posò davanti a me, potei vedere alcune sue cicatrici mentre buttò il suo muso contro di me, felice di vedermi, mentre lo accarezzai e lo sorrisi.
-Piano...piano, piccolo- gli sussurrai unendo il mio tsaheylu.
Montai sentendomi libera appena spiccai il volo.
Avevo bisogno di risposte e solo un posto poteva darmele.
Mi recai all'albero delle anime, atterrando sotto il grande glicine, facendomi spazio tra le varie code che ricadevano dall'albero.
Mi inginocchiai e guardai in alto.
-Eywa, spirito della grande madre, dammi delle risposte- dissi, chiudendo gli occhi e intrecciando la mia treccia ad un paio di code del grande albero.
Chiusi gli occhi e tutto ciò che sentii erano voci di bimbi giocare felicemente e canti.
Nessuna risposta. Staccai la mia coda, sconsolata, guardando in basso.
-Per quanto ancora hai intenzione di scappare da me?- mi chiese una voce dietro di me.
Mi voltai di colpo, vedendo Neteyam scendere dal suo Ikran, camminare verso di me con un'attitudine diversa dalle solite.
Mi alzai di scatto, sentendomi quasi in trappola. Si fermò a qualche passo da me, guardandosi intorno e sorridendo, per poi ritornare con lo sguardo su di me.
-Che ci fai qui?- mi chiese osservandomi con cura.
-Cercavo risposte.- dissi guardandolo, cercando di sostenere il suo sguardo così diretto e intenso.
-Riguardo cosa?- continuò, facendolo sembrare quasi un interrogatorio. Sospirai, chiudendo un attimo gli occhi per poi riaprirli e fissarlo inclinando il capo.
-Su di noi.-
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