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Capitolo 75

*Due mesi dopo, metà Settembre*

Alexa's pov

Avete presente quella sensazione di vuoto incolmabile e quella rabbia allucinante che ti fa addirittura tremare il corpo?

Avete presente cosa si prova nel passare tutte le giornate a piangere in silenzio per la mancanza di qualcuno che ha deciso di abbandonarti?

Sono delle situazioni orribili, tanto per la cronaca.

Se devo essere sincera, non ho fatto altro che piangere e stare da sola dal famoso giorno in cui Zayn ha deciso di mettere un punto alla nostra storia.

Non c'è stato un giorno che io non l'abbia pensato, nemmeno mezzo.

A casa, nei pochi momenti d'incontro con la mia migliore amica, con i miei parenti durante i pranzi di famiglia, al supermercato e pure al mare.

Ogni particolare mi fa dannatamente pensare a lui e tutto questo fa male.

Nella mia mente ancora rimbomba il suo della sua voce spezzata dal pianto mentre sfilettava il mio cuore in tanti piccoli pezzi, caduti a terra come tutte le mie certezze.

Ha detto che potevamo rimanere amici, ma penso intendesse che possiamo essere quei tipi di estranei che si scambiano sguardi pieni di ricordi e qualche sorriso forzato.

Le mie notti insonni le ho passate a pensare a quest'ultimi mesi insieme, sdraiata nel letto supina a fissare il vuoto più totale: ho viaggiato tra i ricordi per vivere da capo ogni abbraccio dato dal bisogno di un contatto, ogni sorriso che è riuscito strapparmi anche nelle giornate storte e pure tutti i baci che ci siamo scambiati, causando un dolore atroce nel mio petto.

Sono sempre finita a piangere tra le coperte, sopprimendo i singhiozzi e le lacrime con le mie stesse mani.

Me l'avesse detto prima che stavo sognando non mi sarei abbandonata alla dolcezza di questa bugia.

Ora, però, basta: quel che è fatto è fatto.

Tra qualche minuto comincerà un nuovo anno scolastico e questo rappresenta il mio punto di partenza.

Posiziono lo zaino dietro alle spalle e rilascio un sospiro prima di uscire dalla porta della mia abitazione.

L'aria fredda - ma non troppo, ovviamente - mi colpisce direttamente il viso e così facendo scompiglia di poco i miei lunghi capelli ondulati.

Non ci faccio molto caso e proseguo il mio tragitto fino alla scuola, affrettandomi per arrivare in anticipo.

Giungo di fronte all'edificio e mi faccio forza, ricordando a me stessa che fortunatamente è l'ultimo anno.

Non so se essere felice o meno, se devo essere sincera, ma poco importa.

Cammino lungo il corridoio e raggiungo la mia classe nel giro di qualche minuto: la porta è socchiusa perciò non esito un secondo di più e la apro.

Il destino - o il karma, sono punti di vista - vuole che all'interno dell'aula non ci sia nessuno.

Sola come stile di vita, sussurro a me stessa.

Alzo gl'occhi al cielo e mi posiziono in una delle ultime mie file, com'è mio solito fare durante i primi mesi dell'anno scolastico.

Appoggio la cartella sopra al banco e mi accomodo su una delle sedie libere, appoggiando le spalle al muro.

Infilo le mani dentro alla felpa e chiudo le palpebre, cercando di rilassarmi e non perdere il controllo.

Tra poco vedrò Zayn, dopo due mesi, e non sono per niente pronta.

Accolgo sorridente alcuni miei compagni di classe ed ignoro totalmente il genere femminile che occupa l'aula, dal momento che ho avuto delle esperienze negative in passato - la falsità non mi è mai piaciuta - .

Mi sentirei meglio se solo avessi la mia migliore amica Brook al mio fianco, ma ciò non è possibile dal momento che frequentiamo due corsi differenti.

Il mio banco rimane libero fino a quando il professore entra nell'aula, invitandoci a prendere posto.

<<Siete stanchi di avere sempre l'insegnante di religione alla prima ora di lezione del primo giorno di scuola?>> domanda ironico, strappando una risata a tutta la classe.

<<È una tradizione che ci portiamo dalla prima, è un dovere ripeterlo anche quest'anno dato che è l'ultimo>> risponde Chad, dondolando sulla sedia.

<<Sempre se verrai promosso... >> mormora Josh, dando una pacca sulla spalla al ragazzo che poco fa ha parlato <<La simpatia è andata sempre più ad aumentare durante queste vacanze, eh?>> ribatte a tono, ovviamente scherzando, battendo il cinque con il migliore amico di Zayn.

<<D'accordo ragazzi, riprendiamo il nostro discorso... >> il professor Philips attira l'attenzione su di lui <<Per questa lezione andremo leggeri: ho promesso a mia moglie che avrei lasciato parlare più i miei alunni - abolendo la mia indole da logorroico per qualche momento - ed è proprio questo che voglio fare. Ad uno ad uno prenderete parola e racconterete a me e a tutta la classe cosa avete fatto durante questi tre mesi infiniti.>>

Questo non mi piace, proprio per nulla.

Mi perdo a disegnare qualche figura astratta sul mio quaderno ed intanto un paio di persone espongono le loro attività, sottolineando il divertimento e la felicità provata durante il periodo di vacanza.

Qualcuno bussa alla porta e successivamente la figura possente di Zayn si fa strada all'interno della classe.

<<Scusi il ritardo>> sussurra diretto verso il professore <<È fortunato signorino Malik perché è il primo giorno, ma da domani dovrà fare attenzione all'orario>> canzona il nostro insegnante mentre il moro annuisce.

Il ragazzo si guarda attorno, cercando di scorgere i posti liberi e perdo qualche battito nel momento in cui i nostri sguardi si incrociano.

Avanza verso la mia direzione, visto che il banco al mio fianco è libero, ma Josh precede ogni sua azione.

<<Zayn, ti ho tenuto il posto>> annuncia.

Il ragazzo che viene richiamato si gira e - dopo aver capito la situazione - lo raggiunge.

Sono sollevata dall'azione del ragazzo della mia migliore amica, perché se il moro si fosse seduto accanto a me i buoni propositi di ricominciare la mia vita si sarebbero estinti in qualche secondo.

Saranno passati pure mesi, ma mi fa sempre un certo effetto.

Dopo essersi seduto, il professore lo invita a parlare.

<<Mi sono rilassato, ma verso la fine qualcosa non è andato proprio secondo i piani>> risponde frettolosamente, lasciando l'intera classe con vari punti interrogativi.

<<Oh, d'accordo... >>

L'uomo capisce di aver calpestato il terreno sbagliato, perciò cambia persona e continua il giro fino ad arrivare a me.

<<E tu Alexa, cosa ci racconti?>> lo fisso annoiat, priva della voglia di parlare <<Ci sono stati degl'alti e bassi e per questo non vorrei dare spiegazioni>> commento, abbassando lo sguardo verso la mia matita dalla punta consumata.

<<E va bene, direi che possiamo concludere... >> si gratta il capo, girandosi attorno alla cattedra.

<<Ah, fate quel che volete ora... siete troppo grandi per seguire queste mie lezioni! Vi auguro una buona giornata>> afferma.

Subito dopo la classe si lancia alla pazza gioia, chiacchierando a più non posso.

Sarà una lunga giornata.

...

<<Te lo assicuro, il tempo non passava mai chiusa in quell'aula>> esordisco alla mia migliore amica mentre usciamo dalle porte della nostra scuola, raggiungendo il giardino <<Ci credo, guarda un po' che razza di demente ti ritrovi in classe>> ribatte a tono.

<<Ehi, non dire così>> dico a bassa voce, sedendomi su una delle panchine libere del retro della scuola.

<<Lo difendi ancora? Alexa, ti rendi conto di quello che ti ha fatto? Oppure hai scordato tutto? Io mi ricordo ogni singola cosa e ti assicuro che se fossi al tuo posto non userei questo tono premuroso nei suoi confronti>> spiega, puntandomi un dito contro.

<<Hai perfettamente ragione, ma non sono quel genere di persona che porta rancore... certo, sono consapevole del fatto che ci siamo lasciati, però sono stanca di pensarci. È finita? Bene, mettiamoci una pietra sopra.>> alzo le spalle e volto lo sguardo verso la sua direzione <<D'accordo, come vuoi>> sussurra.

Dopo questo, finiamo per parlare di cosa abbiamo fatto durante questa prima giornata.

Tra un racconto e l'altro, veniamo interrotte dall'arrivo di Josh.

<<Ma ciao ragazze>> ci mostra un sorriso mentre si avvicina verso di noi, o meglio il suo obiettivo è la bella mora al mio fianco.

Si scambiano un bacio a stampo e poi pure lui prende posto sulla panchina.

<<Stanche?>> domanda, passando intanto le dita tra i capelli della sua ragazza <<Abbastanza>> rispondiamo insieme, scoppiando poi a ridere <<E siamo solo al primo giorno>> valuta Josh, ridacchiando.

<<Alexa, come stai?>> chiede premuroso <<Tutto bene grazie.>>

<<Sicura?>> continua, accigliandosi <<So che ti stai riferendo alla situazione con Zayn e sì, sto bene... ne è passato di tempo e devo voltare pagina.>> ammetto a gran voce, nascondendo quel pizzico di rammarico e delusione.

<<Quando parli del diavolo, spuntano le corna.>>

La mia amica ci annuncia l'arrivo del moro tramite questo proverbio e di colpo comincio ad agitarmi.

Mi guardo attorno, cercando un modo per andarmene, ma - pensandoci bene - risulterei patetica.

Si avvicina con passo felpato e subito sento il respiro mancarmi.

Tengo lo sguardo rivolto verso il basso, controllando un'infinità di volte l'orario dal display del cellulare.

<<Ciao>> sussurra timoroso Zayn, ricevendo un saluto da parte dei presenti - eccetto me, ovviamente - .

<<Come mai da queste parti?>> domanda Brook, incrociando le braccia al petto <<Torno a casa con Josh>> si giustifica.

Un silenzio imbarazzante ci avvolge ed è proprio in questo momento che alzo lo sguardo verso l'alto.

Fisso i suoi occhi e il suo viso, proprio come sta facendo lui.

Fa male da morire, ma non posso fare altrimenti.

Il luccichio dei suoi zaffiri color caramello mi colpisce ancora come il primo giorno e vengo percossa da una scarica di adrenalina.

Inquadro ogni suo singolo particolare, proprio come ho fatto l'ultimo giorno che ci siamo visti, e subito un velo di tristezza copre le mie iridi chiare.

Sii forte Alexa, non mollare.

Vorrei dirgli un sacco di cose in questo momento, come mi sono ripromessa di fare.

Vorrei liberarmi di questo peso sul petto per poter dare un colpo secco a questa storia che mi sta opprimendo.

Vorrei fargli sapere che ripercorrerò ogni luogo che abbiamo visitato insieme, a partire da Venezia, per poter scorgere le nostre ombre scorazzare liberi ed innamorati per le strade trafficate della città.

Vorrei fargli sapere che - nonostante tutto - continuo a cercare il suo viso tra la folla, perché sono ancora innamorata.

Vorrei fargli sapere che mi manca e che senza di lui non ci posso stare.

Infinite cose vorrebbero uscire fuori dalle mie labbra come missili, ma rimane tutto all'interno della mia testa. Ogni pensiero ed ogni sfogo.

Mi alzo dalla panchina scricchiolante e corro via, sotto lo sguardo attento degl'altri tre presenti, non appena il moro scorge una lacrima amara solcare il mio viso.

...

Zayn's pov

<<È iniziato tutto il giorno della partenza dei genitori di Alexa: io e la ragazza in questione stavamo vivendo serenamente un pomeriggio estivo - abbracciati sul divano, come al nostro solito - e se n'è dovuta andare per poter salutare i genitori prima della loro ennesima partenza per lavoro. Proprio qualche ora prima suo padre mi aveva confermato che avrebbe accettato la nostra relazione, dopo mesi e mesi di profondo odio nei miei confronti, e penso di non essere mai stato così felice quanto quella volta. Ma era tutta una falsa.>> spiego a mia sorella Waliyha.

<<Someone told me I should take
Caution when it come to love>>

<<Non mi dire ch - >>

<<Sì, sono stati loro. Sin dal primo messaggio intimidatorio mi hanno fatto capire di essere una coppia che sa il fatto proprio... ma non pensavo che sarebbero mai arrivati a tanto.>> commento ferito.

<<Quel pomeriggio ho avuto visite: erano venuti per salutarmi, così hanno detto per i primi dieci minuti. Li ho fatti accomodare, per educazione, e hanno colto l'occasione di congedare anche mamma e papà... tra una parola e l'altra sono finiti sul discorso riguardante me ed Alexa. Hanno cominciato a farmi il lavaggio del cervello, facendomi passare per una persona orribile. Mi hanno convinto che non fossi adatto a lei, che l'avrei fatta soffrire.>>

<<And you were stronger and I was not>>

<<Ho cercato di non dargli retta, ma avevamo argomenti a loro favore: si sono aggrappati al fatto che Alexa li ha odiati per un periodo, tant'è che siamo scappati a fare una breve vacanza al mare proprio per pensare il meno possibile alla situazione scomoda con i suoi genitori. Hanno affidato tutta la colpa a me e nel momento in cui mi sono sentito dire 'rovina famiglie' ho capito che non avrei più continuato.>>

<<And now when all is done
There is nothing to say>>

<<Non ho pensato a me, capisci? Ho messo Alexa in primo piano: insomma, la sua famiglia mi ha detto che avrebbe abbandonato la figlia se solo non avessi decideso di lasciarla. E, per come sono cresciuto, so perfettamente che la famiglia è la cosa fondamentale.>> prendo fiato, sentendomi parecchio agitato nel rivivere quei momenti.

<<Io ero dannatamente felice con lei! Non sai minimamente quanto mi dispiace aver visto la sofferenza nel suo viso poco fa, mi ha fatto ricordare il brutto giorno in cui ho messo fine a tutto. È la persona migliore che io abbia mai conosciuto e mi si spezza il cuore nel vedere lo stato in cui si è ridotta per colpa mia.>>

<<Tell them I was happy
And my heart is broken>>

<<Perché non le hai spiegato le cose come stanno? Avresti potuto cambiare le sorti della vostra storia>> pronuncia, avvicinandosi a me per afferrare le mie mani <<Chi sono io per rovinare un intero rapporto famigliare? Si tratta di un adolescente contro due persone ben più grandi. Non avevo alcuna possibilità di vincere.>> commento e sento una lacrima rigare il mio zigomo.

Mia sorella raccoglie la piccola goccia e mi abbraccia.

<<Cosa avresti voluto dirle oggi quando l'hai vista?>> chiede curiosa, strofinando la mano sulla mia schiena.

<<Avrei voluto solo abbracciarla ancora una volta, per lasciare lo stampo del suo corpo inciso sul mio e il suo profumo tra i miei abiti. Le avrei voluto dire tutto, ma allo stesso momento niente, perché i nostri silenzi valevano più di mille parole.>> sussurro addolorato.

<<Falling out of love is hard>>

<<Avrei voluto ricordarle ancora una volta che la amo, perché è così e mai smetterò di farlo. Le avrei detto di continuare la sua vita e di trovare qualcuno che le faccia tornare il sorriso che tanto amo. Nello stesso attimo avrei voluto riprendermi tutto di lei, perché sono geloso della sua anima... era mia, ma ora non più. Le avrei voluto raccontare quante notti ho pianto per quel 'noi' che ho distrutto in un attimo e quanto vorrei tornare indietro, per poterla amare incondizionatamente di nuovo.>>

Mi interrompo per scoppiare a piangere, con tutto il dolore che provo da mesi ormai.

<<Sei ancora in tempo, sai?>> mia sorella mi fissa negl'occhi, come se mi volesse leggere dentro.

<<È tutto perduto, fidati. Ho tradito la sua fiducia. Mamma e papà mi hanno suggerito caldamente di seguire le indicazioni dei genitori di Alexa, così da non aggravare la situazione... non voglio deluderli, perciò le cose resteranno così. Dispiace a me più di tutti quanti, perché avrei avuto ancora molto da darle. Mi ricorderò di lei come la mia miglior cosa che mi sia capitata durante il perido della mia adolescenza, per sempre.>> balbetto tra i singhiozzi, abbandonandomi ad un altro pianto liberatorio.

<<All we had is gone now.>>

●THE END●

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