Capitolo 71
Alexa's pov
<<Cosa diavolo significa che Zayn non verrà?>> domando leggermente scontrosa, riprendendomi dall'iniziale stato di shock dopo il suo annuncio.
<<Proprio ciò che hai sentito... mi ha appena mandato un messaggio, dicendomi che ha avuto un imprevisto>> commenta, alzando le spalle verso l'alto.
<<È sempre un piacere avere un ragazzo che ti calcola e che ti rende partecipe della sua vita>> mormoro ironica, nascondendo quel filo di rancore presente in me per via della notizia.
<<Dai Alexa, non dire così>> dice la mia migliore amica mentre avanza verso la mia direzione, dopo aver compreso il mio stato d'animo <<E cosa dovrei dire? Oggi siamo stati insieme gran parte del pomeriggio ed andava tutto bene, ora invece non dà retta nemmeno ai miei messaggi e si limita ad avvisare Josh>> spiego, con tono deluso.
<<Sono tonta - lo ammetto- , ma non scema>> concludo.
<<Arriva al punto>> mi sprona a parlare il moro, che mi fissa curioso <<Detto schiettamente, io non credo a questa scusa>> annuncio con tutta la sincerità del mondo <<Qui c'è qualcosa che non va e, fidatevi, ho un sesto senso infallibile in queste cose>> sussurro, puntando il dito contro ad entrambi.
<<Io penso che non sia il caso di ingigantire la questione: magari si tratta di un semplice inconveniente>> risponde vaga Brook, allacciando un braccio attorno alle mie spalle.
<<Mille ipotesi stanno viaggiano nella mia mente in questo momento e non so quale posizione prendere>> porto le mani alle tempie, massaggiandole leggermente.
<<Vi dispiace se vado a cercarlo? Non riuscirei in ogni caso a godermi al massimo il film... >>
La coppia si limita ad annuire e Brook mi mostra un sorriso di incoraggiamento.
<<Forza e coraggio>> lascia un bacio sulla mia fronte e mi abbraccia <<Grazie, più tardi ti farò sapere> dico con tono rassicurante <<Ciao Josh>> scuoto la mano verso la sua direzione in modo da salutarlo e poi mi incamminiamo verso casa.
I pensieri all'interno della mia scatola cranica girano come ingranaggi, tant'è che a momenti si potrebbe udire il rumore di quest'ultimi girare senza sosta anche da fuori.
Nella città di Bradford il sole cala sempre di più, ma non ho paura di nulla in questo momento: ho un obiettivo e finché non andrò fino in fondo a questa questione non metterò piede dentro la mia abitazione.
Cammino velocemente, per quanto mi è possibile a causa dei tacchi, e alla stessa velocità continuano a scorrere imperterriti i miei dubbi.
Un attimo di tregua segue le mie azioni, per via della suoneria del mio cellulare.
Mi fermo e lo estraggo dalla borsa, leggendo sullo schermo cinque semplici lettere: mamma.
Alzo gl'occhi al cielo ed accetto la chiamata.
<<Pronto?>> rispondo abbastanza infastidita, non avendo la più pallida voglia di conversare con nessun essere vivente, fatta eccezione di Zayn.
<<Figlia cara, disturbo per caso?>> chiede, pentendosi delle sue azioni, facendomi salire i sensi di colpa per il tono brusco che ho usato precedente.
<<No no, dimmi pure>> esordisco, portando subito dopo una mano sulla fronte <<Ti rubo giusto un secondo per dirti che siamo incolonnati, a causa di un incidente avvenuto qualche metro più avanti di noi... pensavo ti facesse piacere sapere qualcosa riguardo ai nostri spostamenti>> spiega diretta.
<<Certo che mi interessa, ci mancherebbe. In ogni caso, spero che possiate riprendere la strada verso la vostra meta al più presto>> proferisco sincera, passando le dita sulle sopracciglia per marcare la loro forma.
<<Lo speriamo tanto pure noi, siamo veramente esausti>> commenta <<D'accordo, ora ti lascio in pace... salutami tanto Zayn, Brook e Josh!>> dopo la sua esclamazione, dipingo sul mio viso un sorriso forzato e mi maledico mentalmente per averle esposto il piano della mia serata <<Sì, certo.>>
Detto ciò, concludo la chiamata.
Lascio che un sospiro pesante esca dalle mie labbra screpolate e porto una mano tra i capelli, che tiro leggermente dal nervoso che scorre lungo il mio corpo.
Avanzo sempre dritta per qualche altro paio di minuti e - non appena i miei piedi doloranti cominciano a chiedermi pietà - mi accorgo di essere giunta nel giardino di casa Malik.
Mi faccio coraggio e mi dirigo alla porta, senza aspettare un secondo di più.
Suono il campanello ed aspetto con ansia che qualcuno venga ad aprirmi.
Questo mio desiderio si esaudisce e nell'arco di qualche secondo la figura di Trisha occupa la mia visuale.
<<Alexa! Che sorpresa>> esclama entusiasta, abbracciandomi all'istante <<Buonasera>> mi limito a dire, sorridendo per quanto mi è possibile.
<<Vuoi accomodarti?>>
<<Sinceramente sono venuta a vedere se Zayn è a casa... insomma, avevamo un appuntamento insieme a Josh e Brook, ma tuo figlio ha deciso di darci buca ed ora vorrei sapere almeno il motivo>> spiego brevemente, mettendola al corrente della situazione.
<<Oh, capisco... guarda, in questo momento non c'è.>> ammette, lanciando uno sguardo fulmineo alla lunga scalinata che porta al piano superiore, situata dietro alle sue spalle.
<<Sai per caso se è successo qualcosa? Te lo chiedo, perché - oltre ad aver disdetto tutto all'ultimo minuto - non risponde ai miei messaggi, bensì solo a quelli del suo migliore amico.>>
Incrocio le braccia al petto, scrutandola con sguardo confuso.
<<Non ne ho la più pallida idea, ma non ti scoraggiare... avrà avuto qualcosa di importante da fare e quella di Josh sarà stata una delle sue conversazioni più recenti, perciò - preso dalla fretta - avrà scritto direttamente e solo a lui>> suppone vaga, alzando le spalle verso l'alto <<Giusto, non ci avevo pensato>> ammetto, pensando che la sua scusa regge perfettamente.
<<Bene, allora me ne vado... grazie ancora e perdonami l'intrusione>> mi avvicino e la saluto con due baci sulle guance, che ricambia contemporaneamente.
Volto le spalle e mi dirigo lungo la fine della via, raggiungendo casa mia.
Il destino fa sì che un piccolo, ma allo stesso tempo non insignificante, particolare attiri la mia attenzione in modo negativo: la macchina di Zayn parcheggiata nel retro e la luce della sua camera lievemente accessa.
...
*Il giorno seguente*
<<Fai come se fossi a casa tua, non ti preoccupare per nulla>> invito la mia migliore amica di mettersi comoda, non appena avanza all'interno della mia abitazione.
<<Adoro queste serate tra di noi, già te l'ho detto?>> annuisco sorridente e le faccio strada verso la parte superiore, in cui passeremo la serata tra cibo spazzatura e film strappalacrime.
<<Ho bisogno di piangere e sfogarmi oggi, oltre al fatto che abbiamo un film da recuperare>> ammetto ad alta voce, ripensando alla sera pecendete.
<<Hai parlato con Zayn?>> domanda curiosa non appena entriamo nella mia stanza.
Mi butto sul letto supina, sfinita.
<<No e sinceramente non ho intenzione di cercarlo, dato che è stato lui ad ignorarmi>> sento il letto sbilanciarsi, segno che è arrivata al mio fianco.
<<Sei sicura che era la stanza di Zayn quella illuminata ieri?>> chiede dubbiosa, accigliandosi <<Sicurissima>> dico convinta.
<<Ma se questo non ti convince, la presenza della macchina del moro nel parcheggio è la prova schiacciante della menzogna>> continuo, gesticolando come al mio solito.
<<Non so cosa dire, sono senza parole>> conclude, mentre punta lo sguardo su un punto fisso sula parete tappezzata di foto <<Siamo in due, purtroppo>> affianco la sua opinione, non potendo fare altro.
<<Be', ora però pensiamo a rilassarci... ho trovato un film che fa per noi>> batte le mani euforica e si alza dal letto, correndo a prendere il portatile.
Faccio per parlare, ma mi zittisce in tempo
<<Non ti dirò il titolo, sarà una sorpresa.>>
Richiudo la bocca ed annuisco, stando alla sua decisione.
<<Vado a prendere qualche snack, arrivo subito>> annuncio a gran voce, prima di scendere in cucina con velocità.
Mi dirigo alla credenza e frugo all'interno per lunghi minuti.
Armata di patatine, caramelle e qualche bibita, risalgo le scale per raggiungere la mia camera da letto.
<<Forza, è tutto pronto>> Brook sbatte la mano sul materasso vuoto accanto a lei, facendomi segno di sedermi proprio lì.
Dopo essermi adagiata vicino alla mia migliore amica, appoggio il vassoio sopra alle mie ginocchia e la mora fa partire il film.
Comincio a sgranocchiare qualche patatina seguita da Brook e per poco il cibo mi va di traverso appena scorgo i personaggi: questo è Dear John.
Non ho mai visto questo film, che sia chiaro, ma ho letto il libro... anzi, lo abbiamo letto.
Il famoso libro 'Ricordati di guardare la luna' , scoperto per gioco - ma letto per scelta - ci ha uniti, tanto da farci innamorare dei piccoli momenti tra di noi.
Ed ora, vedere l'adattamento cinematografico sarà un colpo basso.
Il cambiamento del nome - per scelta dell'autore - al passaggio da libro a film non modifica le emozioni che scatena in me.
Infatti, le mie iridi verdi si riempiono di lacrime, amare e pesanti.
Man mano che le scene scorrono, il mio pianto si fa sempre più liberatorio, tant'è che il dialogo tra i protagonisti passa in secondo piano e mi ritrovo con il capo chinato sulla spalla della mia migliore amica a piangere.
Piango ripensando al picnic che ha dato il via alla lettura del romanzo e a come tutto è nato: lentamente, ma profondamente.
La mano di Brook mi scompiglia i capelli e mi faccio cullare da questo gesto, che però non fa cessare le mie lacrime.
Piango continuamente e senza sosta, cercando di sfogare la mancanza che provo in questo momento.
<<Andrà tutto bene, non temere>> sussurra con tono dolce Brook, fermando il film per potermi abbracciare e consolare come si deve <<Non ne sono più così tanto sicura.>>
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