Capitolo 56
Scorrendo a sinistra, troverete uno spazio dedicato a delle domande ( chiamato "Q&A") dove potete chiedermi qualsiasi cosa sui personaggi e su di me. Vi aspetto in molte e buona lettura!❤
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Alexa's pov
Capisci che la sincerità è la soluzione a tutti i problemi nei momenti di panico, come questo.
Faccio fatica a mandare giù la saliva e prendere una boccata d'aria, tant'è che pure le mani cominciano a tremare e il battito cardiaco accelera in una maniera allucinante.
<<Dimmi mamma>> balbetto leggermente, cercando di mostrarle un sorriso forzato <<Seguimi>> si limita a dire, portando un'espressione impassibile.
Rimango ferma sul posto per un minuto abbondante, non trovando nemmeno le forze per dirigersi nella sua stessa direzione.
Mi fa strada fino alla cucina e subito mi appoggio al bancone, cercando di stabilizzare il mio corpo.
<<Sai che non sono solita a fare questi discorsi, perché ormai sei grande... >> comincia a parlare con una calma estenuante, capace di far salire la tensione alle stelle <<Ti prego, vai al sodo>> la supplico, stringendo le mie dita in un pugno solido.
<<Non devi far scomodare gli ospiti>> esordisce frettolosamente, alzando le braccia per aria.
Quasi cado a terra dopo la sua affermazione, non riuscendo a capirne il motivo.
<<Scusa, potresti essere più chiara?>> chiedo sincera, prendendo posto su una delle sedie libere che circondano il tavolo.
<<Perché hai lasciato preparare la cioccolata al tuo amico? È maleducazione, ora penserà che sei una sfaticata... >> si allarma, portando le mani sui fianchi.
A parole non riesco ad esprimere la mia felicità, posso solo dire che ho ripreso a respirare.
<<Mamma, non ti preoccupare, è stato lui ad offrirsi>> giustifico le mie azioni <<Non vorrei farne un dramma, ma sappi che preferei non accorgermi mai più di una cosa del genere. Lo dico per te, che sia chiaro.>>
<<D'accordo>> alzo gl'occhi al cielo e lei di rimando afferra il mio capo con entrambe le mani e lo scuote leggermente.
<<Toglimi una curiosità, come hai fatto a capire che non sono stata io a preparare la merenda?>> domando curiosa, dopo aver ricevuto un bacio da parte sua sulla fronte.
<<L'angolo destro della presina da cucina è leggermente bruciato, segno che solo un uomo può fare. Modestamente, noi donne ci sappiamo fare con queste cose.>>
Scoppio a ridere di gusto dopo la sua affermazione e giuro a me stessa che avrei rinfacciato questo piccolo particolare a quella sottospecie di chef fallito che mi ritrovo come ragazzo il prima possibile.
<<A proposito, hai da dirmi qualcosa su di lui?>> altra fitta al petto, diretta verso il cuore <<No, come mai?>> ribatto all'istante, cosa che la fa incuriosire ulteriormente.
<<Sembravate strani, non so se mi spiego... >>
Alexa, questo è il momento giusto: diglielo.
Queste è l'unica frase che si ripete nella mia mente.
Apro la bocca per esprimermi, ma la suoneria del cellulare di mia madre mi batte sul tempo.
<<Perdonami, ma è importante. Torno subito.>>
Annuisco e prendo tutti i libri ancora sparsi sul tavolo, per poi dirigermi verso la mia stanza.
Sarà per la prossima volta.
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*Il giorno seguente*
<<Te l'avevo detto, la verifica di matematica è andata una bomba!>> commenta euforico Zayn, abbracciandomi di colpo e sollevando il mio corpo senza alcuna difficoltà.
<<Festeggiamo, allora!>> esclamo non appena ritorno con i piedi appoggiati al pavimento.
<<Andiamo a prenderci un frullato?>> propone, stampando di seguito un bacio sulla mia fronte <<The happiness?>> aggiungo, facendo riferimento alla caffetteria gestita da sua madre.
Acconsente con il capo e non fa in tempo ad aggiungere altro, perché le mie labbra schioccano un bacio sulle sue.
Visto e considerato che siamo nel corridoio principale della scuola non ci spingiamo oltre, proprio per non dare spettacolo.
<<Josh ha qualcosa che non va: mi ha salutato frettolosamente stamattina e non si è nemmeno fermato come al solito per scambiare qualche chiacchiera. Niente di niente. Brook ti ha detto qualcosa?>>
La voce di Zayn arriva triste alle mie orecchie e capisco che il comportamento del suo migliore amico lo infastidisce a dismisura.
<<Pure il concentrato di pazzia e bellezza comunemente chiamata Brook non mi ha rivolto la parola... chissà, magari stanno attraversando un periodo di crisi>> tento di essere il più seria possibile, ma le risate stanno cercando di uscire allo scoperto.
<<Lasciamoli perdere, pensiamo a noi due>> sussurra al mio orecchio, baciandomi subito dopo la mandibola.
A quel gesto rabbrividisco.
Incastro le dita della sua mano con le mie e ci dirigiamo verso il posto felice di Trisha.
Giungiamo alla nostra meta in poco tempo - essendo abbastanza affamati, abbiamo aumentato il passo - e prendiamo posto nel nostro tavolino.
<<Che piacere vedervi qui, insieme>> la madre di Zayn ci accoglie con un sorriso smagliante ed un abbraccio forte.
<<Trisha, tutto bene?>> domando premurosa.
<<Certo cara! Tu invece? Come stanno i tuoi genitori?>> impossibile ignorare il suo ultimo punto interrogativo, ma rispondo comunque con scioltezza <<Stanno bene.>>
<<Mi fa piacere... allora, cosa vi porto?>> afferma il block notes dal grembiule rosa pastello e ci invita a parlare <<Due muffin al cioccolato e il solito frullato>> mi affretto a dire, lasciando il mio ragazzo con l'amaro in bocca.
<<Autoritaria... mi piaci.>> ridacchio, tanto da finire ad appoggiarmi al suo petto e nascondo il viso nell'incavo del suo collo.
<<Siete adorabili, sapete?>> mi sono completamente dimentica della presenza di Trisha e sono ancora più stupita da me stessa per non essere minimamente preoccupata di questo particolare <<Uhm, grazie... >> rispondiamo contemporaneamente io e Zayn.
La signora se ne va, diretta a preparare le nostre ordinazioni, e ci saluta con un gesto scattante della mano.
<<Ah, mi potresti accompagnare al centro commerciale? Intendo quello che si trova appena fuori Bradford, non dista molto da qui>> mi appoggio con la schiena alla parete bianca ed accavallo le gambe <<Come vuole lei, signorina.>>
Mi fa impazzire quando usa questo tono ironico ed allo stesso tempo dolce.
Lo fisso inerme e mimo un 'Grazie' con un filo di voce, perché la mia attenzione è catturata dalle sue azioni: porta una mano tra i capelli e li scompiglia leggermente, creando quel look disordinato che lo rende ancora più bello.
Successivamente, sentendo le labbra screpolate, passa la lingua su tutta la superficie gonfia rosa con una lentezza estenuante.
I suoi gesti possono sembrare pieni di malizia se visti da qualcuno di esterno, ma non è il suo caso.
Quel che fa non vuole avere un secondo fine, ormai lo conosco troppo bene.
Non abbiamo bisogno di lunghe ed estenuanti conversazioni, basta un semplice sguardo per spiegare all'altro cosa ci turba oppure cosa ci rende felici.
<<Ecco qui ciò che avete ordinato>> a servirci non è più Trisha, bensì una cameriera nuova che - all'apparenza - sembra avere la nostra stessa età.
Lunghe ciocche scure le contornano e decorano il viso piccolo e il suo corpo formoso non attira l'attenzione del mio ragazzo, stranamente.
La ragazza sperava nella reazione inversa e cerca di sfiorare il braccio del moro mentre appoggia il frullato, ma Zayn si avvicina a me.
Finisco sopra alle sulle sue ginocchia e mi perdo tra le risate, non potendo più farne a meno.
Appena la ragazza scompare dalla nostra vista, il moro scoppia a ridere insieme a me.
<<Te lo giuro, hai tutta la mia stima: tu sì che hai capito il vero significato della parola fidanzato>> affero il suo viso a coppa con le mie mani e stampo un bacio sulla sua guancia <<C'è poco da dire: in confronto a te, le altre sfigurano.>>
...
<<Si è fatto buio fuori, non pensi sia arrivato il momento di fare ritorno a casa? Chissà se le corriere sono ancora in giro... >> Zayn si affretta ad uscire dall'edificio e mi guida verso la fermata dell'autobus.
Mi guardo attorno, cercando una scusa degna del suo nome per portarlo in mezzo al bosco.
<<Devo fare la pipì, seguimi>> faccio segno a destra, indicando gli arbusti, e lui strabuzza gl'occhi di colpo <<Stai scherzando, vero? Andiamo in un bagno pubblico piuttosto!>>
<<La differenza non c'è, fidati della tua cara Alexa.>>
Scoppia a ridere dopo la mia battuta - che contiene una parte di verità - e mi segue.
Cammino spedita davanti a lui che, a causa delle borse pesanti, è costretto a tenere un passo lento.
Finisco per seminarlo, lasciandolo solo per il bosco e mi limito a ridere mentre sento i suoi richiami.
<<Alexa? Dove sei? Non mi giocare questi scherzi di cattivo gusto, perché mi preoccupo>> tappo la bocca con entrambe le mani, ma mi riesce comunque difficile non ridere <<Forza, è pericoloso girovagare per i boschi a quest'ora.>>
Mi nascono meglio dietro ad un albero e continuo ad ascoltare le sue parole <<Giuro che questa me la paghi>> commenta e sento qualche busta cadere al suolo.
Si è seduto.
Avanzo e mi sporgo a lato del tronco, pronta per la sorpresa.
D'un tratto accendo le luci che illuminano tutto l'ambiente che ci circonda.
L'insegna realizzata apposta da me in onore di questo giorno lampeggia una semplice frase: ti amo.
<<Potrò sembrarti scontata o palese, lo so, ma per me significa molto. Non ho ancora avuto il coraggio di dirtelo, proprio perché pensavo di non avere ancora il potere di farlo: voglio andare lentamente con te, in modo da vivere al cento per cento ogni istante.>>
Mentre io rimango immobile lungo la sua visuale, lui mi raggiunge lentamente.
<<Proprio oggi mi sono decisa, però, in modo da ringraziarti per tutto quello che fai per me. Sei una persona fantastica e non avrei potuto desiderare di meglio per me, assolutamente. Ti sono grata per aver scelto al tuo fianco questa ragazza strana e riservata che ti ama alla follia e che ora non ha più timore di ammetterlo. Sono grata a chiunque lassù ci ha fatti incontrare. Sono grata a Yaser e Trisha per avere messo alla luce un angelo e proprio per questo ultimo motivo oggi mi trovo qui, pronta a dirti a gran voce: buon compleanno, amore.>>
La sua espressione muta nel giro di pochi secondi: lo spavento di qualche minuto fa lascia spazio allo stupore, che successivamente si trasforma in commozione.
È una visione struggente vedere un ragazzo piangere, ma se le lacrime sono di gioia tutto cambia.
Con un braccio avvinghiato al mio collo mi attira a lui e con l'altro comincia a massaggiarmi la base della schiena.
L'emozione è talmente forte perché accompagnata da una delle nostre canzoni preferite, River Flows In You, un'intera melodia al piano che culla i nostri corpi uniti.
<<Io non so come ringraziarti, non dovevi fare tutto questo>> indica la scritta lampeggiante e la serie di lanterne posteggiate dalla sottoscritta lungo il cammino, in modo da poterci illuminare il panorama in un secondo momento.
<<L'ho fatto con piacere ed amore. Desidero solo una piccola cosa da parte tua... >>
<<Tutto quello che vuoi>> si affretta a dire.
<<L'insegna appendila nella tua stanza, così solo guardandola potrai ricordarti di me e di quello che provo.>>
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