Capitolo 48
16 Dicembre 2017.
Alexa's pov
<<Forza, attraversate le strisce pedonali in fretta altrimenti perderemo il resto del gruppo>> ci invita a velocizzarci il professore, facendo segno alle macchine di fermarsi.
Siamo diretti alla prima visita guidata, che comprende le zone più famose di Venezia.
Le mie dita sono incastrate con quelle di Zayn, che sbuffa continuamente a causa del tempo pessimo nella città.
<<Certo che potevamo venire verso Aprile! Senti che freddo... >> sussurra stringendo di più la presa <<Ti andrebbe di riscaldarmi?>> continua, rivolgendosi a me questa volta <<Certo>> avvicino la sua mano alla mia bocca e comincio a a soffiare su essa.
Tramite questi piccoli gesti, arrossisco.
Dopo ciò che è successo ieri qualcosa tra di noi è cambiato: una tensione insostenibile ci travolge e tutto questo ci rende diversi.
Non so più come comportarmi.
Ho paura di osare e prendermi troppa confidenza, affezionandomi eccessivamente di conseguenza.
Non voglio soffrire, questo è sicuro, ma nemmeno rimanere con le mani in mano ed aspettare un aiuto divino.
<<Non intendevo questo, ma grazie lo stesso>> ammette sghignazzando Zayn, prima di grattarsi il sopracciglio destro <<Ehm, che vuoi dire?>>
<<Ci sono altri modi per scaldare una persona: tra questi troviamo gli abbracci, le carezze ed anche i baci... >> sento il cuore martellare forte dentro al petto a sentire la sua ultima parola.
<<Accomodati, allora>> apro le braccia, aspettando il suo arrivo.
Non se lo fa ripetere due volte ed in men che non si dica mi ritrovo schiacciata al suo addome.
Ci fermiamo e così i nostri compagni ci sorpassano, lasciandoci da soli.
Sarà la mia timidezza o la paura di poter dare troppo all'occhio, ma decido di staccarmi in fretta.
<<Che succede?>> domanda indicandoci <<Si stanno allontanando gli altri e non vorrei sentire le lamentele da parte del professore, sai com'è>> cerco di convincerlo, ma la sua faccia quasi delusa mi rattrista.
<<Non è nulla di personale, capis - >>
<<Tranquilla, è tutto a posto>> pone la mano sulla mia guancia e la strofina leggermente, rassicurandomi.
Sorrido prima di afferrare il suo polso e correre lungo le strade trafficata di Venezia, cercando di aggangiarci al gruppo.
Porto lo sguardo a destra ed a sinistra, scorgendo un grandissimo ponte moderno che permette di passare il canale.
<<Ora facciamo i biglietti e poi potremmo arrivare alla basilica di San Marco: mi raccomando, state tutti uniti e - >>
<<E fate attenzione alle borse, perché certa gente ha le braccia lunghe>> noi alunni, in coro, concludiamo la frase, facendo ridere i nostri insegnanti.
<<Come crescete in fretta>> sussurra il signor Philips - professore di religione - ricevendo alcuni sghignazzi da parte nostra.
<<Alexa!>> la mia migliore amica si avvicina a me con passo felpato seguita da Josh, che ci mostra un'espressione distrutta <<Che succede amico?>> chiede Zayn, battendo con la mano la spalla del ragazzo.
<<Sono stanco di camminare e, tanto per cambiare, ho un sonno pazzesco>> risponde.
<<Caro mio, la notte si dorme>> a questa affermazione, le guance di Brook prendono le sembianze di due piccoli pomodorini e il moro le lancia uno sguardo fulmineo.
<<Noi abbiamo dormito alla grande. Voi, piuttosto, avete passato una bella nottata?>> ribatte Josh, alzando le sopracciglia in alto verso il moro.
<<Ci siamo addormentati stamattina alle due, siamo stati attenti però... >> la gomma che sto masticando nella mia bocca mi va quasi di traverso e mi volto da Zayn con sguardo severo.
<<Bugiardo! Non dovete credergli! Io... lui... no, ma cosa andate a pensare!>> proferisco immediatamente, mettendo fine alle facce incredule della coppia.
<<Cosa c'è di male, i fidanzati fanno anche questo.>>
Noto Zayn sbarrare gl'occhi.
<<Fidanzati?>> ripete, mancando ancora di più il concetto <<La porta era socchiusa e abbiamo assistito ad un bacio, che poi si è ripetuto parecchie volte durante la serata, quindi pensavamo vi foste finalmente degnati di realizzare il nostro desiderio>> spiega Brook.
<<Oh, quindi ci avete spiati? Che gran bei migliori amici, i miei più sentiti complimenti>> annuncio, prima di cominciare ad applaudire <<Dissero quelli che non hanno comunicato mezza lettera riguardo alla loro relazione.>>
<<Forse perché non esiste?>> sbotta subito Zayn, facendo rimanere a bocca aperta tutti e tre.
<<Ehm, okay... >> dicono Josh e Brook insieme.
Richiudo le spalle e continuo a ripetere a me stessa di aver sentito male: ieri non sono stata l'unica a provare quella emozione, vero?
Provo a non dare peso a quelle parole, ma mi risulta abbastanza difficile farlo.
I due si voltano, come ordinato dai nostri insegnanti, e aspettano di ricevere il famoso biglietto per poter arrivare alla basilica.
Incrocio le mani al petto e batto il piede a ritmo, cercando di allontanare i pensieri negativi e godermi la gita.
<<Non ancora>> sussurra Zayn al mio orecchio, cogliendomi alla sprovvista.
...
<<Mi sento malissimo, questa cosa traballa troppo>> esordisco impaurita, porta le mani in testa <<Respira profondamente, andrà tutto bene>> ripete Zayn per la milionesima volta in un minuto.
Sono molto agita, perché ho la fobia che il battello possa rovesciarsi in acqua. Sarò pazza, ma mai dire mai.
<<Zayn, hai mai sentito dire in giro che suggerire ad una donna di stare calma aumenta lo stato d'ansia di quest'ultima?>> chiedo nervosa <<Non succederà nulla, ci sono io con te... okay?>> mi afferra i fianchi e poi avvolge le braccia su di essi, compiendo movimenti circolari con i palmi.
Sono appoggiata alla finestra con la spalla e solo a guardare il paesaggio sento la testa girare in una maniera impressionante.
Chiudo gl'occhi e massaggio le tempie, ma un baccano tremendo causato dallo scontro improvviso con la staccionata di ferro che segna l'arrivo al nostro punto di raccolta da il colpo di grazia alla mia paura.
Mi ancoro maggiormente al corpo del moro e comincio a tremare, tanto sono spaventata che pure una lacrima abbandona i miei occhi.
<<Shh, è finito. Siamo arrivati>> mi spiega affettuosamente, lasciando poi un bacio sui miei capelli.
Asciugo velocemente la mia guancia ed afferro la sua mano, dirigendomi velocemente a toccare la terraferma.
Dalla fretta dimentico il mio zaino sul sedile e a ricordarmelo è proprio Ricky, che mi raggiunge in fretta.
<<Ecco la mia smemorata preferita!>> mi richiama euforico, passandomi ciò che mi appartiene <<Cosa farei senza di te?>> mi affretto ad abbracciarlo, ma la mia azione provoca fastidio al moro che - rimanendo zitto zitto - mi abbandona.
Saluto Ricky e corro spedita dal gelosone, tirandolo dal cappotto.
<<Giuro che la prossima volta ti incateno al mio polso. Smettila di essere geloso di Ricky: possibile che tu sia l'unico a non aver ancora capito che a lui non importa minimamente di me in quel senso?>>
<<Sono estremamente geloso, lo ammetto, però sei tu che mi provochi>> enuncia schietto <<Un abbraccio non significa nulla... o almeno, questo vale per i suoi.>>
Sorride.
<<Questa è la mia Alexa.>>
...
<<Comunicazione importante: dato che abbiamo già visitato le zone indicate nel nostro percorso per oggi, avete la possibilità di trascorrere la pausa pranzo da soli. Non temete, Venezia è una delle mete turistiche più famose in Italia e non troverete difficoltà a comunicare con gli altri. Il punto di ritrovo è proprio questo, davanti alla Basilica di San Marco. A dopo e siate prudenti!>>
Annuiamo felici e contenti: due ore e mezza di svago, proprio ciò che serve.
Faccio segno a Brook e Josh di avvicinarsi a noi, così da muoverci tutti e quattro insieme.
<<Una domanda essenziale: avete fame?>> domanda la mia migliore amica, dopo aver visto che l'orologio segna appena mezzogiorno <<Sinceramente no>> rispondiamo contemporaneamente noi altri, ridendo.
<<Perfetto, allora che ne dite di fare un giro per i negozi?>> mi si illuminano gl'occhi e comincio a saltellare <<Assolutamente sì.>>
I due ragazzi si stringono la mano a vicenda, disperandosi.
<<Ti ho voluto bene>> dicono l'uno all'altro e poi si abbracciano.
La visione dei due migliori amici mi fa esplodere il cuore dalla felicità, ma alla stesso tempo scoppio a ridere per quanto siano esagerati.
Si sa, le donne sono famose per la loro lentezza nel fare shopping e i due si stanno preoccupando prima ancora della partenza.
Afferro il braccio di Zayn - Brook fa lo stesso con il suo ragazzo - e ci dirigiamo così al primo outlet.
Durante il nostro viaggio, una struttura coglie la mia attenzione.
<<Woah, complimenti all'artista! Aveva proprio del tempo libero>> valuta il moro, affiancandomi.
Scoppio a ridere seguita dagli altri due piccioncini e da Zayn <<Devi apprezzare l'arte e non diffamarla in questa maniera>> consiglio, pizzicandogli la guancia.
<<Per tua informazione, io sono appassionato d'arte>> afferma deciso <<E so anche a chi si è ispirato... >> continua.
Io, Brook e Josh ci fermiamo stupiti di fronte alla statua.
<<Illuminaci, sapientone>> sorrido lievemente e mi avvicino così da poterlo ascoltare per bene.
<<Il leone è la tua rappresentazione animale, mentre il signore dietro di cui non ricordo il nome simboleggia me... soprattutto ripensando alla scena di poco fa sul battello!>> alzo gl'occhi al cielo e scoppio a ridere, seguita dalla coppia.
<<E sentiamo, da quale pulpito?>> domando ironica <<L'artista che ha realizzato quest'opera prediceva il futuro, ecco che ti dico: a quel tempo aveva già immaginato che noi due saremo venuti qui e ha deciso di materializzare la sua visione. Dove lo trovi un ragazzo studioso quanto me?>> sbatto una mano sulla fronte e sento i nostri amici sghignazzare.
<<Un ragazzo che mi da del leone, ovvero dell'animale? Davvero, tanto di cappello>> si gratta nervosamente il retro del collo mentre avanzo verso di lui.
Scappa via in men che non si dica, sapendo che se fosse finito tra le mie mani l'avrei conciato per le feste.
...
<<Buon appetito!>> afferriamo il nostro cibo fumante e cominciamo a sfamarci.
Diversamente da tutti i turisti, abbiamo deciso di pranzare al McDonald's.
Sarà perché siamo ragazzi, ma sinceramente il cibo tradizionale qui costa veramente tanto e non possiamo permetterci di spendere gran parte dei nostri soldi in una sola giornata.
I due ragazzi si sono presi due panini alti quanto un grattacielo a forza di aggiungere strati, mentre Brook ha optato per un semplice toast.
Ed io che cosa ho ordinato? L'immancabile Happy Meal.
È la mia più grande vergogna, ve lo assicuro, perché - a quasi diciassette anni - non è normale prendere ancora questa scatoletta contenente pure un giocattolo scadente.
Apro il cartoncino ed estraggo il mio cibo, cominciando ad addentare prima le patatine e poi il panino.
Regna il silenzio tra di noi, siamo tutti occupati ad abbuffarci: dopo aver visitato una decina di negozi, nei quali io e Brook siamo riuscite a comperare qualche capo, siamo stremati e per questo il cibo ci sta ricaricando.
<<Vado un attimo in bagno, mi accompagneresti?>> domanda Brook alla sottoscritta <<Se solo mi alzo, comincerò a rotolare... scusa, ma non me la sento>> rispondo prima di toccarmi la pancia gonfia.
<<Amore, ti aspetto io dai>> si offre volontario Josh, facendola sorridere.
I due se ne vanno, lasciando me ed il moro soli.
Zayn afferra la scatola che conteneva il mio cibo e scoppia a ridere.
<<Guarda che mi offendo>> lo metto al corrente, puntandogli un dito contro <<Scusa>> dice prima di tapparsi la bocca con il dorso della mano.
Continua a fissarla e poco dopo lo sento respirare profondamente, come se si stesse trattenendo.
Non passa molto prima che la sua risata si diffonda nel piano per la seconda volta, contagiando pure me.
<<L'hai combinata grossa, sai che mi metti a disagio così. Già la cosa è imbarazzante di suo, non aggravare la situazione... >> balbetto tra le risate, cercando di fare la seria.
<<Alexa, io ti accetto così come sei>> mormora ironico, accarezandomi la mano.
<<Simpatico> gli mostro una smorfia e di seguito il dito medio, che si affretta ad afferrare <<Sono serio, non importante se mangi ancora l'Happy Meal, leonessa.>>
<<Perché questo soprannome?>> chiedo <<Sai, la statua di prima e per la tua capigliatura... >> tocco i miei capelli e lui sorride.
<<Non c'è nulla di male nel mangiare del cibo adatto ai bambini>> annuncia <<Non voglio essere considerata una bambina, tienitelo bene a mente>> dico, spostando una ciocca di capelli dal mio viso.
<<Io non sono piccola.>>
<<Infatti, sei la mia piccola>> ribatte, aumentando la presa sulla mia pelle <<E cresceremo insieme.>>
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