Capitolo 39
In primis, ci tengo ad augurare buona pasqua a voi e alle vostre famiglie! Vi mando un forte bacio e abbraccio🌸❤
Colgo l'occasione anche per ringraziarvi del supporto che mi avete dato finora: mi rendete veramente orgogliosa di ciò che sto facendo e questo è estremamente importante per me. Buona lettura❤
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*Un mese dopo*
Alexa's pov
<<Spiegatemi come fate a pretendere da noi professori la garanzia della presenza come accompagnatori alla gita quando non portate rispetto né a noi stessi, né al lavoro che facciamo?>> sbotta spazientita la nostra insegnate di scienze, mentre batte un paio di volte la mano sulla cattedra, infastidendo il nostro udito a causa dell'anello che corona il suo anulare.
Appoggio i gomiti sul banco e porto la testa tra le mani, sperando che la confusione possa placarsi.
Sotto il mio volere, come magia, il silenzio torna a regnare nell'aula.
<<Oh, vi ringrazio per la collaborazione! Per quanto riguarda la gita, mancano esattamente ventidue giorni: ancora non sappiamo bene il programma dell'intera settimana, ma l'attesa è ancora lunga. Cominciate già a decidere il vostro compagno di stanza, perché sarete divisi a coppie. Inoltre, come ben sapete, viaggerete con l'altra sezione del vostro stesso corso>> sento il cuore esplodere dalla felicità a quelle parole.
Ciò significa che ci sarà pure la classe di Brook.
Decoro il mio volto con un sorriso smagliante, battendo le mani tra di loro presa dall'entusiasmo.
<<Ah, prima che sorgano malintesi devo specificare un'ultima cosa: i ragazzi alloggeranno con quelli della loro specie e lo stesso vale per le donzelle>> una risata generale risuona nell'aula - che contagia pure la nostra professoressa - causata dal nomignolo strano che ci ha affidato.
<<Sciocchezze a parte, vi consiglio di non giocare col fuoco: i vostri insegnanti vi resteranno alle calcagna per tutto il tempo, perciò vedete bene di comportarvi adeguatamente>> appena serra le labbra, dopo aver finito il suo discorso, la campanella suona segnalando la fine di tutte le ore scolastiche.
Alla rinfusa, le persone cominciano ad uscire fuori dall'edificio, senza preoccuparsi che risulta poco educato un atteggiamento simile - aggravato dal fatto che non si sono degnati di salutare chi di dovere - .
Nel momento in cui l'aula si libera della buona parte dei componenti, prendo tutto ciò che mi appartiene e mi incammino con calma verso casa, propensa a passare un fine settimana all'insegna del riposo.
<<Alexa, fermati!>> la voce squillante della mia amica Brook mi richiama un paio di volte, facendomi ruotare di scatto <<Come mai di fretta?>> domando appena mi raggiunge col fiatone, intenta a recuperare il fiato consumato durante il tragitto percorso di corsa.
<<Mi sono dimenticata di metterti al corrente di un piccolo particolare: in occasione del compleanno di Ricky che si terrà sta sera andremo in un pub in centro a Bradford e - come al solito - sono rimasta fino all'ultimo senza un abito e mi manca ancora il regalo... ti andrebbe di accompagnarmi al centro commerciale?>>
La sua faccia da cucciolo smarrito colpisce ancora, impedendomi di rifiutare quest'offerta allettante ma allo stesso tempo faticosa.
<<Oh, non ne sapevo nulla... devo fargli ancora gli auguri. In ogni caso, ci sto! Calcola che mi trovo nella tua stessa situazione, quindi dobbiamo darci una mossa>> annuisce energicamente e mi afferra sotto braccio, cominciando a marciare verso la fermata dell'autobus più vicina a noi.
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<<Abbiamo bisogno del vostro aiuto>> ammette la mia amica Brook mentre tiene il telefono tra sue mani, trattenendo una videochiamata con Josh e - di conseguenza - pure con Zayn, visto che passano gran parte del loro tempo insieme.
<<Hai sentito Zayn? Le donne si stanno buttano ai nostri piedi... >> canzona il ragazzo dai capelli biondo cenere, dando qualche gomitata scherzosa sul petto del suo amico <<Senti caro, fai poco il modesto che ci penso io a rimettermi con i piedi a terra! Alza il fondoschiena e vola qui da noi, accompagnato dallo slinguazzatore per eccellenza>> porto una mano sul viso, provando a nascondere l'imbarazzo causato dal ricordo che ha deciso di rivivere la mia amica.
<<Ancora con questa storia? È stato un incidente!>> ribatte il moro, alzando lo sguardo verso l'alto <<Ma certo, ti credo sai? Infondo, è normale girarsi e ritrovare la tua migliore amica baciarsi animamente con il suo caro e fidato amico Zayn. Non senti come suona divinamente? È la rivoluzione della favola della buonanotte... >> il rossore delle mie guance ormai è paragonabile alla maglia bordeaux del moro, che si gratta nervosamente il capo.
<<È stato un bacio innocente... >> sussurra lentamente, risultando quasi timido <<Sì, infatti la lingua che ho visto sbucare da parte tua - ma che sono riuscita a bloccare appena in tempo - è da considerare sempre come un'illusione ottica... o sbaglio?>>
<<Vi aspettiamo tra dieci minuti, grazie>> commento per poi mettere fine alla videochiamata di gruppo, togliendo il cellulare dalle grinfie della mia amica.
<<Ma dimmi cara, ti ha dato di volta il cervello?>> chiedo seria a Brook che si accascia sullo sgabello del camerino a forza di ridere <<Non sai quanto mi sono divertita, è andato nel panico più totale... povero Zayn>> dice con tono balbuziente, sgretolando con estrema facilità il mio momento denominato serietà <<E a me chi ci pensa? Questa me la pagherai cara, sappilo.>>
<<Eh dai, non fare la melodramatica! Volevo solo scherzare un po'.... siete tutti così seri e permalosi>> alza le braccia in segno d'arresa e se ne va <<Vieni qui>> la blocco dal polso e la tiro con forza - in modo da farla girare verso la mia direzione - unendo così i nostri corpi in un abbraccio.
<<Lo sai che ti voglio bene>> le ricordo, cercando di togliere quel broncio dal viso che non le si addice per nulla al mondo <<Anche se sei una stronzetta>> tira fuori di poco la lingua, sorridendo.
<<Sì, forse un po' lo sono>> si vanta, ondeggiando i capelli a destra e sinistra <<Comunque ti voglio bene anche io, timidona!>>
Dopo averle fatto tornare il buon umore, ripetiamo il giro dell'intero negozio bramando l'arrivo dei maschi con tanta ansia.
<<Fanciulle, ci siamo>> come Josh finisce di parlare, la mia amica corre verso di lui e gli stata addosso, circondando la vita del ragazzo con le sue gambe snelle.
<<E tu non mi saluti, principessa?>> la voce armoniosa e soave di Zayn mi risveglia dalla visione della coppia felice.
Esaudisco il suo desiderio e lo abbraccio con forza, schioccando infine un bacio sulla sua guancia - che ricambia all'istante - .
<<Sai, ti dona il leggero colorito rosato su questi cuscinetti>> sussurra tastando poi con un dito i miei zigomi <<Ma quali cuscinetti? La tua è tutta invidia caro mio!>> mi allontano dal suo corpo e mi fingo offesa, sperando vivamente di riuscire a non mollare.
<<Non è invidia, anzi dovresti prenderlo come un complimento. Sai quante donne ricorrono alla chirurgia estetica per risultare belle almeno la tua metà? Ti rispondo io: un sacco. Sappi che ti trovo adorabile e l'unica cosa di cui dovrei invidiarti è il fatto che sei troppo carina e temo che qualcuno - al di fuori di me - possa metterti gl'occhi addosso, stasera in particolare.>>
Il mio cuore comincia a battere sempre più forte di fronte a questi suoi complimenti e di conseguenza le gambe cominciano a tremare.
<<Come farò quando avrò un ragazzo?>> questa mia domanda bruciapelo lo coglie impreparato, infatti manda giù un fiotto di saliva e poi riprende a parlare <<Ne riparleremo quando arriverà il momento giusto... >>
<<Non penserai sul serio che resterò single per tutta la vita, vero?>> corruga la fronte e porta un'intera mano sul mento, per poi passarla un paio di volte sul leggero stato di barba <<Me lo auguro, più che altro.>>
<<Cip e Ciop, potete lasciare il vostro mondo e tornare con la mente qui da noi? Una festa sta per coglierci impreparate>> Brook - con le sue solite buone maniere - ci interrompe, facendomi morire le parole in bocca.
<<Sarebbe meglio dividersi a coppie, così finiremo prima>> commenta la mia migliore amica.
In risposta mi limito ad annuire, seguita dai due ragazzi e - dopo aver preso per mano Zayn - scappiamo in cerca dell'abito perfetto.
...
<<Te lo assicuro, non ce la posso fare: nessun abito si addice a me, perciò stasera resterò a casa con la mia calda coperta di pile e il pigiama rosa con gli orsetti>> affermo convinta, perdendo tutte le speranze <<Alexa, non arrenderti... >> consiglia Zayn prima di massaggiarmi le spalle, come per ricaricarmi di forza e soprattutto tanta volontà.
Mi aggiro per il salone cosparso di vestiti a non finire e scorgo improvvisamente qualcosa che potrebbe esaudire i miei desideri: un corpetto totalmente blu scuro con uno scollo poco pronunciato, unito ad un pantalone elegante lungo fino alle caviglie, in tinta con la parte sopra, ed il tutto è accompagnato da un giacchettino bianco che arriva fino all'altezza del ventre.
Fa proprio al caso mio.
<<Che te ne pare di questo?>> chiedo titubante, sperando in una sua risposta positiva <<Lo trovo perfetto... corri a provarlo, il tempo stringe>> faccio come dice e mi avvio con estrema velocità nei camerini, dopo aver cercato tra le varie taglie la mia.
Afferro il primo paio di tacchi che corrisponde allo stile proposto dai vestiti che tengo tra le mani ed indosso tutto.
Quando mi accorgo che la cerniera deve esser chiusa alle spalle mi allarmo: non vorrei sembrare una gatta morta a chiedere a Zayn di tirare la zip verso l'alto, ma non ho scelta.
<<Zayn, mi serve aiuto>> senza farselo ripetere un'altra volta, apre la tenda ed entra nel camerino assieme a me <<Wow, sei uno schianto>> sussurra prima di passare la lingua sulle labbra, leggermente screpolate.
Come ogni complimento che si rispetti, arrossisco e lo ringrazio con un dolce sorriso.
<<Ehm, ho un problema perché non riesco a chiudere il vestito... non vorrei sembrare u - >>
<<Ehi, va tutto bene... >> mi rassicura.
Annuisco e seguo ogni suo movimento: con estrema delicatezza abbassa il capo per cercare la zip, l'afferra saldamente tra le sue dita affusolate e la alza piano fino alla fine, scorrendo di proposito il dorso della sua mano sulla mia schiena nuda.
Rabbrividisco a quel contatto, ma cerco di non dare all'occhio visto che non toglie lo sguardo da me.
<<Ti sta d'incanto, proprio come pensavo>> mi lascia un bacio sulla spalla scoperta, perché la giacca alloggia ancora sull'appendino.
Chiudo gl'occhi nell'attimo in cui le sue labbra toccano un centimetro del mio corpo, risvegliando un milione di emozioni nella parte restante di quest'ultimo.
...
<<Tanti auguri Ricky!>> urliamo in coro al ragazzo che - per l'occasione - indossa uno smoking nero lucido <<Grazie a tutti della presenza. Ed ora, scatenatevi in pista!>>
Detto questo, la maggior parte dei presenti prende posto sul palco dalle dimensioni ristrette rispetto a quelli che ho visto finora.
Mi avvicino al festeggiato e lo abbraccio di colpo <<Auguri!>> dico con un tono elevato, sperando di superare il volume del musica <<Alexa, hai intenzione di andare ad una sfilata di moda? Sei bellissima>> mi allontana con una mano e mi fa ruotare su me stessa, per ammirare il mio outfit.
Sorrido al suo complimento e sistemo i capelli sulle spalle <<Non esagerare, Ricky. Piuttosto parliamo di te: ti sei dato una bella tirata a lucido, eh? Su chi vuoi far colpo?>>
<<Ognuno ha le sue prede>> alza ed abbassa le sopracciglia continuamente con un ritmo stancante, facendomi salire un'ansia pazzesca.
<<E sentiamo, dove si trova la tua preda?>> domando curiosa <<Proprio davanti ai miei occhi>> si avventa su di me, ancorando le sue braccia attorno al mio collo e cominciando a mordermi le guance che chiedono pietà anche a causa delle risate.
Goffa come sempre, finisco per tirare un calcio dritto sullo stinco con lo spillo dei miei décolleté.
Geme a causa del dolore e si accascia quasi a terra <<Ricky, scusami, non volevo! Oh mamma, tirati su che ti accompagno in bagno>> con difficoltà si alza dal suolo e gli faccio passare un braccio attorno alla mie spalle, cercando di riuscire a condurlo qualche metro più in là.
Arrivati a destinazione lo faccio sedere sull'unica sedia che troviamo a portata di mano.
<<Scopriti fino al ginocchio così potrò bagnati con dell'acqua la zona dorante>> segue le mie istruzioni e mi piange il cuore quando noto che una piccola macchia si sta formando lentamente.
<<Guarda che ho combinato, sono tremenda!>>
<<Tranquilla, non sento più nulla>> queste sue parole recano un senso di conforto in me, rasserenandomi di poco.
Mi accovaccio e poggio un pezzo di carta umida sulla parte colpita, sentendolo sussultare al solo contatto... porto lo sguardo verso il basso, pentendomi di aver fatto più attenzione.
<<Va tutto bene, non ti preoccupare.>>
Stiamo un paio di minuti in queste posizioni, finché di sua spontanea volontà si alza <<Mi è passato, andiamo di là altrimenti si faranno strane idee>> lo fisso confusa all'inizio, ma appena ricordo dove siamo collego tutto <<Se te la senti... >>
Butto la carta consumata sull'apposito cestino e lo seguo fuori dal bagno, dirigendoci dal resto degli invitati.
D'un tratto, un braccio mi copre la bocca e l'altro mi afferra dai fianchi <<Staremo insieme adesso, solo io e te.>>
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