Capitolo 38
Alexa's pov
La bolla che ci rinchiude in un luogo tutto nostro si frantuma con un semplice richiamo da parte del mio cellulare, che suona ininterrottamente da qualche secondo.
Sbuffo contrariata un paio di volte, ottenendo dal moro una leggera risata camuffata subito dalle mani che massaggiano la sua mascella con delicatezza.
Alzo gl'occhi al cielo e lo afferro saldamente, notando il numero di mia mamma impresso sul display.
Aggrotto le sopracciglia, stupita e nello stesso momento preoccupata.
Sicuramente sarà successo qualcosa.
Trascino il dito sullo schermo, accettando così la sua chiamata, e di colpo la sua voce stridula mi perfora i timpani.
<<Alexa cara, dove sei?>>
<<Sì, sto bene grazie>> rispondo a tono, beccandomi uno sguardo fulminante da parte di Zayn, che è contrario al mio atteggiamento maleducato nei confronti dei miei genitori.
<<Cosa vuoi insinuare?>> domanda infastidita, usando un timbro più peperino <<Magari alludo al fatto che non mi hai chiamato prima d'ora per chiedermi come sto oppure cosa faccio?>>
<<Intanto signorina, punto primo, cambia immediatamente atteggiamento perché sono tua madre e devi portarmi rispetto... >> mi rivolgo al moro e gli mimo un 'non riesco a trattenermi, la faccio fuori', che in risposta avvolge le mie spalle con le sue braccia cominciando poi a cullarmi dolcemente, allentando il fascio di nervi nel mio corpo.
<<Secondo, ti volevo avvisare del fatto che stiamo facendo ritorno a casa e tra meno di mezz'ora arriveremo>> sbarro gl'occhi dopo questa sua rivelazione e sento la gola farsi sempre più secca, impedendomi così di parlare.
<<Allora, non sei felice?>> continua emozionata, facendomi tirare un sorriso forzato <<Sì, non vedevo l'ora! Ma toglimi una curiosità, come mai quest'improvviso ritorno? Se non sbaglio, avevate detto che sareste rimasti via per tre mesi, che scadranno a metà dicembre>> spero di non risultare sfacciata tramite questa domanda, ma tentar non costa nulla.
<<Per tua fortuna siamo di passaggio, ovvero ci fermeremo solo sta notte perché domani abbiamo un altro incontro... semplicemente, ci sembrava carino trascorrere un paio di ore con nostra figlia, dal momento che è passato un mese e poco più dall'ultima volta che ci siamo vist.>>
Annuisce, nonostante lei non possa guardarmi e porto una mano tra i capelli.
<<Oh, va bene. Ora torno a casa e preparo il pranzo. Avete preferenze per qualche piatto?>> chiedo, sorvolando ciò che ha detto - anche se mi è risultato di vitale importanza sapere le loro intenzioni - .
<<Stupisci i tuoi vecchi!>> scoppio a ridere contagiando pure il ragazzo dietro di me - che non sa il motivo di questa mia reazione - e la mia interlocutrice.
<<A dopo allora>> esordisce prima di mettere fine alla chiamata.
Mi giro verso Zayn appena infilo il telefono sulla tasca della mia felpa e prendo il suo volto tra le mani.
<<Devo andare, purtroppo>> sussurro flebilmente quando le nostre fronti si mettono in contato, appoggiate una sull'altra <<Va bene, possiamo parlare al telefono più tardi?>> domanda alludendo sicuramente al discorso che avremmo dovuto trattenere ora.
<<Mi piacerebbe guardarti negl'occhi. Non prenderla come una frase sdolcinata, più che altro vorrei capire tutta la verità faccia a faccia per poter ricominciare col piede giusto>> spiego imbarazzata, tenendo lo sguardo fisso su di lui. <<Come hai sentito, tra poco arriveranno i miei genitori, perciò concluderemo il discorso domani>> ammetto demoralizzata, proprio perché ho aspettato con ansia questo momento ed ora che è arrivato non possiamo mettere luce sulla situazione.
<<Aspetterò, allora>> ribatte prima di lasciare un dolce bacio sulla punta del mio naso, facendomelo arricciare di colpo prima di sfoggiare un sorriso.
Di conseguenza da parte mia Zayn ne ricevere uno sulla guancia, prima di lasciargli un ultimo abbraccio forte.
Mi stacco dopo infiniti attimi passati avvinghiata al suo corpo e - dopo averlo salutato per l'ennesima volta con un gesto fugace delle mano - corro da Brook e Josh, che risiedono comodamente sul marciapiede.
<<Brook, ti chiamerò più tardi per raccontarti la novità che è appena uscita dalla bocca di mia mamma. Ora devo scappare, buon pomeriggio piccioncini!>> la mia amica mi saluta con un bacio volante che ricambio all'istante e - al contrario - il suo ragazzo si limita ad abbassare il capo <<Non solo quella, mi raccomando... hai delle novità, signorina>> correggere, riferendosi ovviamente alla scena che ha assistito poco fa tra me e il moro.
Ruoto gl'occhi per evitare le occhiate maliziose da parte di entrambi ed afferro il mio zaino, rimasto a terra ancora tempo prima, avviandomi con estrema velocità verso casa.
...
<<Piccola mia, da quanto tempo>> scorgo la figura di mio padre farsi spazio lungo il soggiorno, impedendomi il passaggio dal momento che le sue braccia bloccano il mio corpo in un abbraccio tale da potermi soffocare.
<<Mi sei mancata un sacco!>> afferma deciso, scogliendo di poco il mio cuore di ghiaccio.
Mio padre è sempre stato quello più dolce della coppia, perché a differenza di mia madre tende a mostrare più apertamente i suoi sentimenti e questo mi ha portata ad avere un legame più stretto con lui - non accentuato ovviamente - , visto che è sempre in viaggio per questioni lavorative.
<<Anche tu>> sussurro dopo essermi staccata.
Poggia un mano sulla mia spalla e mi guida in giardino, dove trovo mia mamma intenta a scaricare dal bagagliaio una sola valigia, probabilmente da rifornire questa sera con gli abiti che alloggiano ancora nei loro armadi.
<<Alexa!>> esordisce entusiasta prima di raggiungermi, attaccandosi come una cozza <<Come sei cresciuta! Mi sembri molto più grande>> rivela, allontanandomi con una mano e facendomi ruotare su me stessa con l'altra, innescando un imbarazzo totale sulle mie guance.
<<Non penso, al massimo sarò ingrassata a forza di mangiare continuamente pizza>>
<<Mi dispiace interrompervi donne, ma avrei bisogno di farmi una doccia. Prometto che farò presto>> annuisco debolmente, seguita da mia madre e ritorno in cucina per controllare a che punto si trova il pollo nel forno.
<<Bambina mia, hai per caso riordinato i nostri armadi? Non trovo la mia tuta, quella che di solito uso in giardino... >> sentendo le parole di mio padre la mente vola tra i ricordi, o meglio da Ricky.
Ha deciso di portarsi a casa i vestiti che gli avevo prestato in modo da poterli lavare, ma non ho avuto l'occasione di incontrarlo tra i corridori oggi per farmeli dare.
<<Probabilmente non avrai controllo bene. Se permetti, ti consiglio di indossare quelli che ti avevo regalato l'anno scorso per il tuo compleanno, ti stanno una favola!>> cerco di sistemare questo mio incidente di percorso con una piccola bugia, sperando che mio papà - nell'arco di tempo che è rimasto fuori casa - non sia cambiato, diventando un uomo testardo e determinato.
<<Hai ragione, sai che ormai sto diventando vecchio e quindi la vista va a diminuire sempre di più... >> scoppio a ridere dopo questa sua affermazione e scuoto la testa, ringraziando chiunque lassù per non avermi giocato alcun brutto scherzo.
...
Dopo due ore estenuanti al telefono, la mia migliore amica ha deciso bene di andare a dormire, considerando il fatto che sono le undici e mezza della sera e che tra meno di sei ore comincerà un'altra giornata scolastica.
In tutto ciò, il sonno però non ha ancora bussato alle mie porte e per questo penso che sarà una lunghissima notte, propensa a guardare con attenzione il soffitto della mia stanza.
Come da abitudine, porto le coperte fino la collo in modo da non avere freddo e chiudo gl'occhi, cercando in qualche modo di prendere sonno.
A rovinare il mio attimo di concentrazione ci pensa un leggero rumore proveniente dalla finestra, causata da alcuni sassi di piccole dimensioni che vengono scagliati su quest'ultima per richiamarmi.
Balzo fuori dal letto ed appena raggiungo l'enorme apertura che conduce nel piccolo poggiolo la spalanco con estrema calma, temendo di poter svegliare qualcuno.
Mi affaccio al balcone e quando noto Zayn farmi un'occhiolino, mi rassereno.
<<Cosa ci fai qui a quest'ora?>> domanda curiosa, portando le braccia incrociate al petto <<Ho bisogno di chiarire tutto questa sera stessa, quindi sono venuto di persona>> spiega velocemente, sussurrando con tono altalenante.
<<Su dai, sali sul tetto del garage - che fa da angolo al mio balcone - e raggiungimi: la tua idea mi ha conquistata>> ammetto, facendogli vedere dove di trova la scala a pioli.
Con grande agilità si arrampica per poco tempo e appena approda alla sua meta, ovvero affianco a me, mi riscalda con le sue grande e calde braccia.
<<Rimaniamo qui oppure entriamo?>> esito prima di rispondere, pensando a quale delle due proposte sia più fattibile per non farci scoprire <<Fuori si sta meglio... >> annuisce e stacca la presa da me, cominciando a guardarsi attorno.
Entro nella mia stanza, prendendo due cuscini da mettere a terra - così da non avere un contato diretto tra i nostri vestiti e il pavimento - ed una coperta per riscaldarci, nonostante non faccia tanto freddo.
Mi appoggio sul suo petto, mentre lui con le spalle al muro ingloba entrambi con la trapunta.
<<Chi dei due comincia a parlare?>> Zayn spezza il silenzio causato da un velo di imbarazzo che si è impossessato del controllo tra di noi <<Se ti va, puoi cominciare>> propongo, ricevendo un accenno positivo con il capo da parte sua come per acconsentire.
<<Premetto che sarà difficile spiegare tutto quello che frulla nella mia testa, ma sono qui per buttarmi del tutto. Negl'anni precedenti, all'incirca verso la terza media, ho avuto a che fare con delle persone false: hanno finto di essere miei amici in una maniera a dir poco perfetta, facendomi credere che la mia presenza nella loro era necessaria. È bastato solo l'arrivo di qualcuno a farmi uscire di scena, senza lasciare un secondo di tempo a me in primis per capire cosa stava succedendo. Da quel giorno è nata una delle mie più grandi paure: la solitudine. Potrà sembrare una sciocchezza o una cosa da femminucce, ma per uno come me è un affar serio. Mi spaventa rimanere solo, svegliarmi il mattino e non avere un punto di riferimento, non avere una bussola che mi guidi verso il bene e la felicità. Crescendo sono cambiato e la gente pure, ma questa paura è l'unica cosa mi è rimasta, sfortunatamente. Entrando più nello specifico, quando ancora non ci conoscevamo, ho adocchiato Lucy e fin da subito l'ho trovata una ragazza bella e tutta da scoprire... mi attirava. Però, da quanto hai fatto irruzione nella mia vita, ho abbandonato leggermente la questione della solitudine, perché la tua presenza mi infonde costanza perenne. Sei l'unica mia sicurezza, se proprio devo centrare il discorso. Lucy è passata in secondo piano nel mio cuore in confronto a te, nonostante la maggior parte delle volte sia risultato il contrario, semplicemente ho dovuto pensarci bene prima di riuscire ad ammetterlo. Più andava avanti la mia storia con lei e più sentivo il terrore impossessarsi del mio corpo, perciò ora il capitolo è definitivamente chiuso: lei andrà per la sua strada e io per la mia.
Un altro chiodo fisso della mia mente è Ricky: ho il timore che quel ragazzo possa portarti via, e per me sarebbe l'ennesima delusione perdere anche te. Inoltre, so per certo che sarò risultato arrogante e presuntuoso quel giorno a casa mia quando stavo parlando con mia sorella riguardo al fatto che tu saresti pronta ad accogliermi a braccia aperte in ogni momento, sopratutto dopo Lucy... voglio farti capire che le mie parole dipendono tutte dal mio passato, non sono di certo campate in aria per fare lo sbruffone nei tuoi confronti. Non mi permetterei mai. Tengo tanto a te, addirittura l'idea di perderti mi spaventa.>>
Mi ritrovo con il cuore in gola, a causa del suo discorso così profondo, che rispecchia esattamente il suo stato d'animo.
<<Mi hai lasciato senza parole, non so che dirti: hai toccato tutti i punti che mi interessano e sono rimasta a bocca aperta di fronte al tuo racconto che mi spezza molto, perché di certo non meriti di soffrire. Da quel che ti conosco, sei una persona dall'animo immenso e daresti tutto te stesso per gli altri... oer questo hai bisogno, a tua volta, di qualcuno che ti insegni il significato delle parole 'per sempre'. So che potrà sembrarti una mossa azzardata, ma io mi sento nelle condizioni di poterti dare ciò che realmente desiderti. Sempre se me lo permetterai.>>
Sento la mia spalla farsi sempre più umida, così mi giro colpo e noto qualche lacrime uscire dai suoi occhi.
<<Zayn, non piangere... >> sussurro flebilmente, invertendo la mia posizione in modo da avere il viso davanti al suo <<Sono lacrime di gioia, non ti preoccupare>> si giustifica, cominciando ad asciugarsele con le maniche della felpa.
<<Comunque, ti ringrazio ed accetto con piacere la tua proposta>> gli mostro un sorriso che però non riesce più a vedere nel momento in cui la sua spalla circonda il mio collo, imprigionandomi al suo petto.
Restiamo immobili ed in silenzio per lunghi attimi, udendo come sottofondo il fruscio del vento.
<<Ricominciamo da capo?>> chiede d'un tratto, alzandomi con l'indice il viso <<Senza alcun dubbio>> ribatto prima di incollare le mie labbra sulla sua guancia, ricoperta da alcuni accenni di barba scura.
<<Cosa sarai disposto a per fare per mantenere viva la nostra amicizia?>> domando curiosa, volevo dare una risposta al restante punto interrogativo della mia mente.
<<Qualsiasi cosa... >> sussura con voce bassa e roca << ... che ti possa rendere felice.>>
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