Capitolo 35
Alexa's pov
<<Eccomi, sono torn - oh, scusate l'interruzione>> la voce di Ricky giunge fino alle mie orecchie, facendomi spalancare di colpo gl'occhi.
Di conseguenza, spingo il corpo di Zayn lontano dalle mie labbra con un gesto scattante - tanto da farlo atterrare al suolo - , nonostante la mia mente stia implorando tutte le divinità così che possano scacciare magicamente il terzo incomodo.
Abbasso la maglia, dal momento che il moro stava massaggiando i miei fianchi fino poco fa, e porto una mano tra i capelli - sperando di riuscire a sistemarmi velocemente - .
<<Ricky, non ti abbiamo sentito arrivare>> balbetto con voce roca, nascondendo l'imbarazzo che d'un tratto padroneggia il mio viso arrossato <<Me ne sono accorto, eravate indaffarati a fare altro da quel che ho visto... >> scuoto il capo e, nel frattempo, Zayn si alza dal pavimento per raggiungerci.
<<Non è come pensi>> aggiungo in mia difesa, avvicinandomi con passo lento a Ricky <<E cosa dovrei pensare? Dimmelo tu, perché non ne ho la più pallida idea!>> sbotta nervoso, oscillando le braccia in alto.
<<Intanto ti calmi, perché non hai alcun diritto di venire qui e farle un interrogatorio, dal momento che non sei nessuno per lei>> ribatte a tono Zayn, posizionandosi davanti a me come per proteggermi da tutto quello che l'altro ragazzo ha detto poco fa.
<<Ti conviene stare zitto e farti gl'affari tuoi: non ho intenzione di litigare inutilmente con una persona come te, perciò lasciami passare e soprattutto discutere con Alexa>> lo ammonisce Ricky, prima di spostarsi leggermente dalla visuale del moro per oltrepassarlo, ma Zayn lo blocca mettendo una mano sul suo petto <<Tutto ciò che riguarda lei è affar mio, quindi se devi dire qualcosa lo fai in mia presenza>> conclude.
Ricky afferra la mano del moro con due dita e la scaccia via, per poi ripulirsi il petto dato che alcune macchie di colore si sono stampate sulla sua maglietta.
<<Ragazzi, manteniamo la calma>> annuncio, mentre mi faccio spazio tra di loro, aumentando la distanza con le mani tra i corpi dei due uomini <<Tenete a bada i bollenti spiriti, non voglio creare incomprensioni tra di voi per colpa mia. So che ti aspetti delle spiegazioni da me, Ricky, per ciò che hai appena visto ma sinceramente non so che dirti: è successo tutto in fretta e nemmeno io ho capito come. Sono convinta del fatto che tutto questo colore ci abbia dato alla testa ad entrambi, finendo per baciarci. Non è significato nulla.>>
Zayn ruota il capo verso la mia direzione e cerca di comprendere dal mio sguardo se le parole che ho pronunciato esprimono la verità o semplicemente una bugia, col fine di liquidare in fretta colui che ci ha interrotti sul più bello.
<<Andiamo Alexa, non penserai di aver di fronte un cretino! Vi ho visti con i miei stessi occhi e posso affermare che quel bacio era tutto tranne che un gesto insignificante: ho sentito l'energia e la passione scorrere tra di voi. Sai, ti credevo diversa. In più, il tuo amichetto è un gran manipolatore: prima si diverte con te, successivamente se ne esce con la storia di Lucy - che ti ha fatto soffrire moltissimo, nonostante la tua testardaggine nell'ammetterlo - e, per finire in bellezza, scarica la sua ragazza sapendo che tu saresti pronta ad accoglierlo a braccia aperte in qualsiasi momento. Con questo voglio solo consigliarti di non farti incantare da qualche frase sdolcinata, gesto carino o qualche bacio... tieni gli occhi aperti e non solo il cuore.>>
Ascolto attentamente il suo discorso e contemporaneamente collego tutti gli avvenimenti nella mia mente, accorgendomi che come ragionamento fila.
Anzi, dirò di più: sto prendendo in considerazione l'idea che forse Ricky ha ragione.
<<Hai finito con tutte queste stronzate? Mi sono veramente stancato di ricevere continue accuse da parte tua: puoi colpevolizzarmi di qualsiasi cosa, ma non della mia falsità nei confronti di Alexa. Per quanto riguarda la storia con Lucy, tutto quel che è successo non ti riguarda affatto e ti prego gentilmente di starne fuori>> la mascella tesa di Zayn mi fa notare il suo stato sempre più elevato di rabbia.
<<Basta così, non voglio sentire nulla. Quello che è successo in passato è andato, ora il bacio tra me e Zayn è stato un errore perciò rimuoviamolo tutti dalla mente e concentriamoci sul lavoro che dobbiamo fare. Sono stanca di puntare la mia attenzione sempre su un determinato argomento, perciò siete pregati di troncare subito la conversazione ed i vari battibecchi annessi. Tornate ad eseguire il vostro compito.>> esordisco autoritaria, accantonando tutti i relativi pensieri scaturiti dopo l'ultimo intervento di Ricky.
Senza aggiungere altro, il moro infila le mani nelle tasche - nonostante siano ancora imbrattate di vernice - ed abbandona la stanza.
<<Zayn?>> lo richiamo, ma non si decide a rispondermi <<Scusa, vado a vedere che gli succede>> metto al corrente Ricky di ciò che sto per fare e - dopo aver ottenuto un'occhiataccia fugace da parte sua - raggiungo il ragazzo cocciuto con grandi falcate.
Corro per i corridoi dell'istituto e con difficoltà afferro il suo avambraccio, facendolo voltare <<Si può sapere che ti prende ora?>> domando confusa, lasciando dopo poco la presa <<Va tutto alla grande, mi sto avviando a completare il mio lavoro proprio come hai chiesto>> commenta dopo essersi schiarito la voce, portando le spalle al muro.
<<È solo una mia impressione o sei arrabbiato?>> esce con un sussurro dalle mie labbra, sperando di riuscire a rimuovere quell'espressione spenta dal suo volto <<No, sto bene>>
<<Non ti azzardare a dirmi bugie: so riconoscere ormai quando sei felice o meno e in questo momento effettivamente non lo sei>> dichiaro sicura, portando le braccia conserte sul petto <<Spiegami solo una cosa: è vero quello che hai detto riguardo al bacio?>> porto lo sguardo sui suoi occhi e noto un leggero strato di tristezza.
<<Mi sono fatta prendere dalla collera, ma effettivamente... >>
<<Perfetto, per me è tutto chiaro>> si da una spinta con il busto e si allontana dalla parete, dirigendosi verso in una stanza vuota <<Aspetta!>> urlo in modo da farmi sentire, riuscendo a bloccare i suoi passi.
Compie mezzo giro su se stesso e mi lancia un'occhiata veloce prima di rilasciare un sospiro e continuare il suo cammino diritto alla sua meta, senza lasciarmi il tempo di concludere la frase.
...
Esito qualche secondo prima di bussare alla porta che sostiene una piccola in segna di legno marchiata 'Malik'.
Le mie mani - e non solo - tremano come delle foglie sotto il controllo dell'ansia.
Aspetto qualche secondo in più e subito dopo una donna sulla quarantina d'anni si fa spazio lungo la mia visuale <<Buon pomeriggio, come posso esserle d'aiuto?>> il suo tono dolce e confortevole accresce in me il bisogno di una figura materna al mio fianco, che purtroppo non ho a causa degli impegni lavorativi.
<<Scusi il disturbo, signora Malik. Piacere, mi chiamo Alexa e sono una compagna di classe di Zayn, nonché vostra vicina di casa. Vorrei sapere se vostro figlio si trova in casa perché avrei un urgente bisogno di parlargli... >> spiego imbarazzata, trattenendo un dolce sorriso sulle mie labbra.
<<Oh, quindi tu saresti la famosa Alexa? Accomodati pure cara e dammi del tu>> si sposta dall'entrata, in modo da farmi passare e poi accomodare nel salotto.
Cosa vuole dire con 'famosa Alexa'?
Scuoto la testa ed abbandono questo pensiero, sapendo di poter risultare invadente nel chiedere il perché ha usato quell'aggettivo prima del mio nome.
<<Gradisci una tazza di tè, o altro?>>
<<La ringrazio, ma sono apposto così>> annuisce soltanto e si sbilancia dalla sedia per poi rivolgere lo sgaurdo verso le scale <<Zayn, c'è qui una tua amica... la faccio salire?>> entrambe rimaniamo col fiato sospeso aspettando una risposta da parte del moro, che però non arriva.
<<Zayn?>> riprova la madre, ma ancora nulla <<Signora, posso andare su a controllare?>> domando preoccupata, usando comunque un tono educato.
<<Certo! Però guai a te se mi dai del lei un'altra volta, mi fa sentire vecchia. Chiamami Trisha tesoro...>>
<<Oh giusto, scusami Trisha>> annuisce contenta e mi incita a salire, indicandomi velocemente la posizione della stanza del moro.
Prendo coraggio e raggiungo il piano superiore in punta di piedi, sentendo il parquet scricchiolare sotto il tocco delle mie scarpe.
Finita la rampa di scale proseguo dritta, raggiungendo l'ultima porta in fondo del corridoio leggermente socchiusa.
Quando mi decido ad irrompere nella stanza, sento Zayn parlare con Waliyha perciò blocco le mie azioni e - ahimè - comincio ad origliare.
<<Non so cosa mi sia preso oggi: ero sul punto di scatenare una rissa con Ricky e, se non fosse stato per Alexa, gliene avrei tirate di santa ragione. E sai perché? In fondo tutto quello che ha detto è dannatamente vero. Ho chiuso facilmente con Lucy perché so di avere Alexa e - quindi - eviterò di ritrovarmi solo.>>
Sento gli occhi pizzicare, anche se sono dell'idea di aver consumato tutta la riserva di lacrime.
Quindi lui si atteggia in una certa maniera con me esclusivamente perché non vuole rimanere solo.
Dopo ciò, posso dire con certezza di non volerne sapere più nulla di lui.
Faccio inversione su me stessa e scendo le scale alla velocità della luce, cercando di lasciare l'abitazione il più veloce possibile.
Trisha, però, intralcia improvvisamente il mio passaggio <<Com'è andata?>>
<<Non è andata e mai andrà. Ho sbagliato a venire qui, a tuo figlio non importa, perciò me ne vado>> commento scontrosa.
Mi dispiace aver usato un tono brusco e spazientito con sua madre che è esterna in tutto ciò, ma non posso controllarmi quando sono in preda all'ira.
Passo di lato al corpo della donna amorevole e cortese, sistemo meglio il cappotto attorno alle mie spalle e corro più veloce che posso verso casa mia, promettendo a me stessa che sarà l'ultima volta che sentirò parlare di Zayn Malik.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro