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Capitolo 19

Zayn's pov

Tengo lo sguardo fisso sui suoi occhi e cerco di pensare più velocemente.

La mia vocina interiore mi suggerisce di non affrettare le cose: come si suol dire, bisogna dare tempo al tempo.

In più, dovrei parlare con Waliyha, come ogni sera: abbiamo questa specie di usanza che consiste nel parlare venti minuti - obbligatori, a costo di raccontare anche solo la nostra giornata - ciascuno di quello che vogliamo, in modo da sfogarci e trovare consigli tra di noi... è una cosa carina, ma sopratutto rilassante da fare e mantiene vivo il nostro rapporto fraterno.

Sposto la mano dal suo fianco ai capelli, che comincio a toccare dolcemente <<Scusa, ma ho promesso a mia sorella di tornare a casa stasera>> all'istante Lucy assume un'espressione triste, ma annuisce lo stesso, cercando di forzare un sorriso rassicurante.

<<Non prenderlo come un rifiuto, lei c->>
<<Tranquillo, sul serio... va tutto bene>> afferra il mio viso tra le mani e lo avvicina al suo, lasciando quella poca distanza tra di noi, necessaria per farmi venire una gran voglia di assalire le sue labbra, così invitanti in questo momento.

La ragazza che risiede sopra al mio corpo sta cercando di sedurmi in tutte le maniere possibili, mordendo continuamente il labbro oppure sfregando sbadatamente - o forse no - il bacino sul mio.

Sorrido pensando a questa specie di tentativo da parte sua per farmi cambiare idea e le blocco i fianchi leggermente in alto - in modo da alzarmi dal divano - per qualche secondo prima di posarla al mio posto.

<<Dove vai?>> domanda preoccupata mentre si alza leggermente, facendo leva sul gomito <<Si è fatto tardi, non vorrei tornare a casa e non trovarla sveglia>> cerco di giustificarmi con questa scusa assurda e fortunatamente la ragazza, che mi fissa con sguardo perplesso, ci crede dato che lascia dondolare la testa verso il basso - come per annuire - .

<<Ciao e grazie per avermi invitato>> mi avvicino a lei e lascio un dolce bacio sulla guancia, seguito da un altro a stampo sulle sue labbra rosate <<Dolce notte>> sussurra appena si stacca da questo piccolo nostro contatto.

Si alza dal divano per accompagnarmi alla porta d'entrata, che richiude non appena mi allontana dalla sua abitazione.

...

<<Con chi sei capitato amico?>> mi domanda curioso Josh, il mio miglior amico.

Ci conosciamo da una vita, sin da quando siamo nati per l'esattezza: abbiamo un legame fantastico che devo tutto a mia mamma, perchè ha un rapporto altrettanto meraviglioso con Ashley, la madre di Josh.

Inizialmente non mi stava tanto simpatico, probabilmente per via del suo ego sconfinato che lo porta ad avere più nemici che amici... ma vi assicuro che infondo ha un cuore d'oro e si farebbe il mille pezzi per le persone a cui vuole bene.

D'un tratto ritorno alla reltà, placando i miei pensieri che stavano per ripercorrere tutti i momenti belli che ho passato con Josh.

<<Chad mi ha riferito che sono con Alexa, ma si sa che non bisogna sempre credere alle sue parole... tu invece?>> riferisco con toni vago <<Non lo so, detto sinceramente. Appena arriveremo davanti alla classe scopriremo il nome dela fortunata>> rido alla sua affermazione e sgancio un pugno - non forte, bensì con fine ironico - sulla sua spalla.

<<Oh Malik, tu si che sei un gran bullo! Picchi i tuoi amici nel bel mezzo dei corridoi! Eh no, non va affatto bene... prendi esempio da me>> canzona divertito, prima di ricevere una sberla da parte mia <<Parli proprio tu, Berris>> batte le mani approvando la mia affermazione e poi scoppia a ridere, proprio come il sottoscritto.

Tra altre battute e risate non ci accorgiamo di essere arrivati davanti alla porta, perciò Josh si precipita a vedere la sua compagna di lavoro e io decido di seguirlo <<Ecco qui! Violet Clark è la fortunata>> nemmeno il tempo di dire qualcosa la diretta interessata - che sta giusto passando affianco al mio amico - si ferma <<Fortunato lo dici solo tu!>> esordisce con tono schifato.

Alla sua esclamazione, mi copro con la mano la bocca cercando di non scoppiare a ridere in faccia al mio migliore amico, che ha il volto tinto di bordeaux dall'imbarazzo.

Si gratta nervosamente la testa e, senza parole, afferra lo zaino per poi entrare in classe in silenzio.

Dopo aver smesso di ridere insieme a Violet, decido di seguire Josh - dato che tra poco dovrebbe suonare la campanella - , ma per mezzo secondo la mia iride finisce sulla riga in cui il mio nome è stampato.

Un segno nero fatto dall'inchiostro di una penna segna che io ed Alexa non siamo più in coppia per questo lavoro... vi dirò di più, ora al mio posto c'è Ricky Jones.

Frustrato, batto una mano sulla porta facendola sbattere rumorosamente contro al muro e mi dirigo in classe su tutte le furie.

Appena scorgo la figura di Alexa in fondo mi precipito da lei, senza calcolare minimamente i miei compagni che mi salutano in coro con il solito 'Buongiorno'.

Quando la mia mano si scontra con il banco freddo provoca un gran spavento alla diretta interessata, che sobbalza portando una mano al petto <<Ma ti sembra il modo?>> domanda confusa, alzando le braccia in aria mentre si mette composta sulla sedia <<Perchè l'hai fatto? Hai paura di affrontrarmi?>> esista qualche secondo, probabilmente starà pensando a cosa mi sto riferendo.

Nel momento in cui capisce tutto, strabuzza gl'occhi e manda giù un groppo di saliva.

Si sistema i capelli tutti da una sola parte, ma non accenna nessuna risposta.

<<Il gatto ti ha mangiato la lingua ora?>> sputo acido, togliendomi il cappotto intanto <<Qual è il tuo problema? Hai praticamente preso le distanze da me in tutti i casi e ora hai la faccia tosta di venirmi a chiedere il perchè del cambiamento di coppia? Mio caro, mi sono decisamente stancata dei tuoi giochetti! Non ho tempo da perdere, percìo lasciami vivere come mi pare e piace, smettila di intrometterti in tutto quello che faccio! Ho preso una decisione, quella è e quella rimane. Non ti va bene? Te la fai passare, perchè io sono più felice così. Ora vai a sederti al tuo posto, questo ormai non ti serve più>> sbotta furiosa indicando il banco affianco al suo alla fine della sfuriata.

Quelle parole sono come una doccia gelida per me, non me le aspettavo.

Vedo la vena del suo collo leggermente in evidenzia, ciò significa che l'ho fatta proprio arrabbiare... senza aggravare la situazione, riprendo tutte le mie cose e seguo le sue indicazioni.

...

Alexa's pov

La mia testa è appoggiata sul banco freddo e gelido, mentre cerco di rilassare i miei bollenti spiriti.

Quel ragazzo ha superato ogni limite: sono buona e comprensiva fino ad un certo punto, però quando qualcuno cerca di impormi ciò che devo o che non devo fare divento una iena.

Con quale coraggio si è presentato qualche secondo fa tutto arrabbiato per il cambio?

Tutta questa situazione è nata per colpa sua:poteva fare a meno di cambiare posto, non penso che Lucy sarebbe morta per il semplice motivo che il suo ragazzo era a due metri di distanza da lei.

Rilascio un paio di sospiri pesanti e mi asciugo alcune lacrime traditrici, nascondendo il viso con le braccia.

Improvvisamente, sento un mano scorrere dolcemente lungo la mia schiena facendomi rilassare.

Dal profumo capisco che si tratta della mia amica Brook <<Un uccellino mi ha detto che una certa persona si è fatta valere>> sussurra al mio orecchio svegliandomi dai miei pensieri <<Scusa, ma non ce la facevo più a starmene zitta: mi ha aggredito in una maniera tale che mi ha fatto salire il nervoso... se ci penso, mi arrabbio di più!>>

Lei senza dir nulla porta le mani attorno alla mia vita e mi stritola tra le sue braccia <<Forza, ora smettila di fare la forte e butta giù quella maschera>> rimango sbigottita appena quelle parole escono dalle sue labbra.

<<Che intendi dire?>> domando confusa, mente ricambio l'abbraccio <<Te lo si legge negl'occhi che hai voglia di piangere... puoi farlo. Fai finta di essere sola in casa con me: sfogati Alexa. Dillo a te stessa che a quel ragazzo tieni e che ti dispiace per tutta questa situazione.>>

Un leggero velo di lacrime comincia a pizzicarmi gl'occhi - nuovamente - , perciò mi stacco dal corpo della mia amica per dirigermi velocemente verso il bagno.

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