Capitolo 15
Alexa's pov
<<Oh, come siamo gelose... >> sussurra il moro, mentre afferra una ciocca dai miei capelli e la rigira tra le sue lunghe dita <<Non sono gelosa, semplicemente non mi piace essere rimpiazzata>> puntualizzo, mascherando - ahimè - le mie emozioni contrastanti.
<<Non ti rimpiazzerei per nessuna comunque, volevo solo metterti alla prova>> mi informa, alzando le sopracciglia verso l'alto ripetutamente <<Brutto schifoso! Avrò la mia vendetta.>> dico con sguardo vendicativo, mentre strofino le mani l'una contro l'altra con fare sarcastico, provocando una fragorosa risata da parte sua.
<<Sai che hai veramente una bella risata?>> esordisco cambiando totalmente discorso. Lui si blocca e mi fissa a bocca aperta <<Oh, grazie mille... sei la prima ragazza che mi fa un complimento del genere>> commenta.
Posso giurare di aver visto un leggero rossore nascere sulle guance.
<<Allora, per quale ora dobbiamo essere là, stasera?>> domando in modo da sciogliere la tensione che si era creata tra di noi <<Alle nove e mezza passerò a prenderti>>
<<Perfetto>> mi giro verso l'orologio a pendolo in soggiorno per potermi regolare con i tempi.
Be', sono appena le tre e mezza del pomeriggio, abbiamo ancora un sacco di tempo.
<<Che cosa ti va di fare?>> domando, fissando lo sguardo sul suo <<Mi piacerebbe restare, ma ho un impegno... >> ammette vago mente guarda attentamente le sue scarpe, come se fossero una cosa preziosa.
<<Dove devi andare?>>
<<Sì, ehm... mi devo vedere con Lucy>> comunica con una calma asfissiante, alzando il viso verso il mio.
Inizialmente mi irrigidisco, ma annuisco subito dopo appena noto il suo sguardo confuso nei miei confronti.
<<Allora ci vediamo più tardi>> mormora confermando la mia riposta per un'ultima volta, dirigendosi verso la porta <<A dopo>> sussurro per poi chiudermi in casa, non appena il moro sparisce dalla mia visuale.
...
Zayn's pov
Tra venti minuti ho un appuntamento con Lucy al parco.
Voleva parlarmi urgentemente, o meglio, così dice il suo messaggio.
Arrivo in anticipo al luogo stabilito e mi accomodo su una panchina.
Afferro il mio cellulare e comincio a sistemare alcune foto. Scorrendo, ne trovo una che adoro alla follia: ci siamo io e le mie sorelle seduti in cerchio sul letto, mentre ridiamo.
È una delle foto mie foto preferite, perché rappresenta interamente il nostro legame.
Loro sono la mia felicità. Sono tanto legato alla mia famiglia e per questo faccio di tutto per renderli felici.
Continuo ad osservare altre foto fino a quando sento qualcuno picchiettarmi sulla schiena.
Ruoto il capo di scatto e noto Lucy - in tutta la sua bellezza - sfoggiare un magnifico sorriso.
<<Zayn>> mi saluta ed intanto si sposta, raggiungendomi per farmi compagnia sulla panchina fredda <<Ehi>> sussurro prima di bloccare il cellulare e rimetterlo in tasca, in modo da non aver nulla che possa distrarmi da lei.
<<Come mai mi hai fatto venire qui con tanta urgenza?>> domando curioso, mentre mordo leggermente il mio labbro inferiore <<Avevo bisogno di dirti alcune cose.>>
Rilascia un sospiro e poi riprende a parlare <<Come ben sai, stiamo facendo tutto lentamente... ma sento di voler qualcosa in più. Vorrei poterti chiamare quando voglio, a qualsiasi ora della notte, solo per poter venire e ricevere un tuo abbraccio. Vorrei poter essere gelosa di tutte quelle ragazze che parlano di te, vantandomi di essere l'unica. Vorrei poter passare pomeriggi interi a guardare i tuoi occhi senza mai stancarmi. Vorrei fare tante cose, ma non mi è ancora concesso. Ed è proprio qui che voglio arrivare... sai, ecco, vorrei provarci.>> dice tutto d'un fiato, tenendo lo sguardo puntato sui miei occhi.
Non posso fare a meno di sorridere involontariamente alle sue parole, così dolci e sincere.
È proprio questo che adoro di lei.
Esito qualche secondo prima di rispondere, cercando di prepararmi un discorso logico, però mi limito a fare una semplice cosa.
Unisco le nostre labbra in un dolce bacio.
Posso notare lo stupore da parte sua a questo mi gesto ma non si tira indietro, anzi ricambia subito.
Andiamo avanti per un pò ad assaporarci con le lingue a vicenda, fino a quando decido di staccarmi, esausto.
<<Con questo cosa vuoi dirmi?>> esordisce mentre appoggia una mano sui suoi capelli, spostandoli leggermente dal viso <<Che ci possiamo provare>> affermo prima di avvicinarmi al suo viso per congiungere le nostre labbra un'altra volta.
Sorride prima di dare inizio ad un altro bacio passionale, che viene però fermato da una passante.
<<Giovanotti, certe cose non si fanno in pubblico!!>> ci rimprovera severa. Siamo entrambi sul punto di scoppiare a ridere, ma ci tratteniamo in modo che non continui la sua ramanzina.
Appena scompare dalla nostra visuale, diamo libero sfogo alle nostre risate, fino a farci venire il mal di la pancia.
<<La sua faccia era il massimo, sembrava come se non avesse mai visto due persone baciarsi>> dico tra le risate, portando una mano all'altezza dello stomaco.
Dopo una manciata di minuti - dopo esserci ripresi - torniamo entrambi a fissare il terreno.
<<Quindi, noi... >>
<<Stiamo insieme>> la precedo convinto, per poi cominciare ad accarezzarle i capelli.
Di colpo, afferra lo zaino con cui è venuta ed estrae un indelebile nero: mi manda un ultimo sorriso prima di cominciare a scrivere sulla panchina.
Quando conclude la sua opera d'arte si sposta e mi fa segno di leggere: un '27 settembre' scritto in grassetto attira la mia attenzione, seguito da le lettere iniziati dei nostri nomi scritte con una bellissima calligrafia appena affianco alla data.
Mi lascia senza parole.
<<Questo è il luogo dove abbiamo deciso di iniziare questa relazione, perciò mi sembrava una cosa carina da fare.>> spiega prima di portare le ginocchia al petto, nascondendo quel leggero imbarazzo che stava crescendo in lei, visibile dalle sue gote leggermente arrossate.
Annuisco soltanto, lasciando il comando della conversazione al silenzio... non molto dopo una telefonata, per me, c'interrompe.
È Alexa.
Mando giù un fiotto di saliva e rivolgo l'attenzione alla ragazza che mi sta aspettando sulla nostra panchina <<Scusami, devo rispondere, è importante.>>
Si limita ad annuire, così scorro il dito sullo schermo per accettare la chiamata.
<<Ehi Alexa>>
<<Ciao Zayn, disturbo?>> senza farlo apposta, sposto lo sguardo dalla mia maglia nera a Lucy e la vedo sbuffare ripetutamente, prima di incrociare le braccia al petto, irritata sicuramente dalla persona che ha interrotto il nostro incontro.
<<No no, tranquilla... dimmi tutto>> scuoto la testa portandomi una mano sul viso, pentendomi di aver detto il suo nome ad alta voce <<Sono indecisa su cosa indossare stasera, sei libero per venire a darmi una mano con la scelta?>>
Ecco, ora cosa faccio? Passo del tempo con Lucy, la mia ragazza, o con Alexa?
Sento l'ansia crescere, sempre di più, facendomi scappare la risposta <<Scusa, ma sono con la mia ragazza>> appena mi accorgo del termine che ho usato per definire Lucy strabuzzo gl'occhi e mi tappo la bocca, incredulo delle mie stesse parole.
Sento un lungo silenzio da parte sua durare un'eternità.
<<La tua ragazza?>> domanda titubante in un sussurro leggerissimo <<Volevo dire Lucy... >> sbatto la mano sulla fronte, facendola scendere fino al collo... ricevere una notizia del genere in questo modo non è il massimo.
Lei, dal canto suo, non fiata.
Ecco a voi signori, Zayn Malik, la persona più imbranata di questo mondo.
Volevo dirglielo in faccia e sono sicuro che ora se la prenderà di sicuro.
<<Senti Alexa io->>
<<Mi sono appena ricordata di avere un impegno, perciò non potrò venire con te... sono sicura che la sostituta già ce l'hai. Nulla, divertitevi!>> sento il suo tono freddo, ma soprattutto ferito, e mi dispiace molto perché non era mia intenzione.
<<Aspetta, voglio sp->> non riesco a finire la frase per la seconda volta perché vengono ancora interrotto da lei <<No, stai tranquillo, sul serio. Va tutto bene.>> risponde decisa ed impassibile.
<<Non ci credo per niente... ho notato il tuo tono cambiato quando ti ho annunciato di Lucy. Ho sbagliato, okay? Non volevo dirtelo in questa maniera, ma doveva andare così a quanto pare.
Posso capire se sei arrabbiata perché ora sto con lei piuttosto che venire a dare una mano a te, ma capiscimi... >> con queste parole cerco di far tornare il buon umore ad entrambi, ma la sento inspirare un paio di volte prima di parlare.
<<Senti, tu puoi fare quello che ti pare, non sono nessuno per impedirtelo. Stai con Lucy? Buon per te, ti auguro tutta la felicità di questo mondo perché te la meriti.
Ora lasciami in pace, sono occupata e non ho tempo da perdere per stare qui a discutere su cose che non includono me. Ciao e buona serata.>>
Detto questo, mette fine alla telefonata, facendomi morire le parole in bocca.
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