Capitolo 13
Alexa's pov
Sento qualcuno dietro di noi schiarirsi la voce diverse volte.
Appena mi giro, i miei occhi incontrano quelli di Lucy, una mia compagna di classe <<Dopotutto quello che ci siamo detti, te ne esci con questa novità? Non ho parole, sul serio.>> la sua faccia è più che sconvolta, quasi schifata.
Zayn stacca le braccia dal mio corpo ed avanza verso la ragazza posta davanti a me.
<<Aspetta, non è come pensi, sul serio... >> non si limita a dire queste parole, infatti comincia ad inseguirla.
Parte spedito verso la ragazza, senza nemmeno avvisarmi, o almeno spiegarmi il perché.
Lascio che un sospiro abbandoni le mie labbra e - svogliatamente - scendo dal banco. Afferro lo zaino celeste e preparo i libri per la lezione di scienze.
Il secondo suono della campanella annuncia l'inizio dell'ora, perciò la nostra insegnante inizia a spiegare il nuovo argomento... tutto ciò, però, non attira la mia attenzione.
Ruoto lo sguardo a destra e a sinistra ripetutamente per cercare Zayn con lo sguardo, ma nulla.
Appoggio il viso sulla mano ancorata al banco e mi abbandono ai miei pensieri.
Cos'ha d'importante quella ragazza da farlo scappare via da me?
Quanto conta Lucy per lui?
Altre mille domande nascono nella mia testa, ma vengo interrotta dalla professoressa Marew <<Signorina Forter, potrebbe degnarci della sua attenzione?>> domanda con tono scontroso dopo aver battuto un paio di volte la mano sulla cattedra - come per risvegliarmi dai miei pensieri - .
<<Sì, mi scusi... >> sussurro a bassa voce, facendomi sentire a stento da me stessa.
Scuoto il capo, ritornando alla realtà, e mi concentro sulla spiegazione dettagliata della mia insegnante, anche se controvoglia.
...
Zayn's pov
<<Lucy! Ti prego, fermati!>> la mia voce riecheggia per tutto il corridoio mentre inseguo la ragazza dai capelli chiari.
Quando mi trovo a mezzo metro di distanza da lei, le afferro il polso così da riuscire a farla girare verso la mia direzione <<Senti, qual è il tuo problema?>> sbotta nervosa, alzando le mani verso l'alto <<Voglio solo chiarire la questione con te>> spiego lentamente, mentre stacco la presa da lei.
<<Ho appena visto che ti dai da fare pure con Alexa, non ho bisogno di altro. Quello che mi infastidisce è il fatto che dici di provare qualcosa di forte per me, quando poi ti atteggi in una determinata maniera con lei... trovo tutto questo troppo incoerente.>>
Ha gli occhi lucidi e ciò mi fa intendere all'istante il suo stato d'animo.
<<Senti, mi dispiace. Alexa la conosco da poco, lo so, ma provo un senso di protezione nei suoi confronti incontenibile. Poi ci sei tu, Lucy, che mi fai sentire bene. Siete due persone caratterialmente diverse, però mi fate provare entrambe emozioni simili. Non ti agitare, tanto io e lei siamo solo amici.>>
Ribadisco il concetto, nel modo più semplice ed efficace possibile.
Vi starete chiedendo cosa c'entra ora Lucy e soprattutto perchè ho detto quelle cose su di lei.
Be', tutto gira attorno al fatto che da ormai un paio di mesi ci stiamo conoscendo, con l'intenzione di creare un rapporto solido.
C'è da dire che ultimamente, però, ho passato gran parte del mio tempo con Alexa - che ancora non sa nulla di questa storia - e per questo motivo Lucy sta reagendo male.
<<Ti sento diverso>> commenta nel momento in cui fissa i suoi occhi arrossati sui miei, facendomi sentire tremendamente in colpa <<Ti sbagli>> rispondo velocemente, mentre mi siedo su una delle sedie poste nel corridoio.
<<Siamo passati dallo scriverci ogni secondo della nostra giornata al sentirci a malapena una volta alla settimana. Tutto questo dall'inizio della scuola>>
<<Sono stato impegnato con lo studio ed il lavoro, dunque non ho trovato il tempo per afferrare il telefono e parlare con qualcuno. Questo non per dirti che non ho tempo per te, è solo che sono abbastanza incasinato con tutto quello che devo fare.>>
Annuisce continuamente ed abbozza un sorriso, alquanto falso <<Oh, allora mi vorresti spiegare gentilmente perché sei andato alla festa della scuola con Alexa e non con me?>> ecco appunto, come pensavo e temevo.
<<É nuova in questo istituto e mi sembrava carino accompagnarla per inserirla al meglio all'interno dell'ambiente scolastico... avrei fatto così con chiunque>> spiego mentre giro il suo corpo verso di me <<Giurami che non devo considerarla una minaccia. Tu mi piaci Zayn e non voglio avere nessuno tra i piedi in questa relazione che stiamo creando lentamente>> confessa, racchiudendo il mio viso tra le sue piccole mani, avvicinandomi sempre di più a lei.
<<Te lo giuro, tra me ed Alexa c'è solo una bellissima amicizia>> appena finisco di pronunciare queste parole, annulla le distanze appoggiando delicatamente le labbra sulle mie.
Non posso dire di non aver pensato di fare lo stesso, la vicinanza che c'era tra di noi fino a poco fa ha fatto sfiorare nella mia testa l'idea di baciarla, ma sentivo - e tuttora sento - di non essere ancora pronto per fare questo passo con lei.
Però, in fondo, è solo un bacio.
Lascio da parte giustificazioni e ripensamenti ed ancoro le braccia sui suoi fianchi, godendomi questo momento al meglio.
Dopo alcuni baci a stampo, prendo in mano la situazione e picchietto la lingua sul suo labbro, come per chiederle l'accesso - che non nega - .
A questo punto iniziamo ad accarezzare le nostre lingue l'una con l'altra: Lucy porta le mani sui miei capelli e me li massaggia dolcemente.
Questo nostro contatto non dura molto, infatti veniamo interrotti da un continuo tossire.
Mi stacco dalla ragazza e ruoto lo sguardo, incontrando due occhi verdi.
<<Ragazzi, mi dispiace interrompere questo momento, ma la professoressa mi ha mandato a chiamarvi... dovete raggiungerci subito in classe, altrimenti vi metterà assenti>> spiega velocemente a bassa voce Alexa, mentre tiene lo sguardo fisso su di me <<Arriviamo subito, grazie>> risponde Lucy al posto mio, dato che non riesco nemmeno a parlare.
Mi limito ad abbassare lo sguardo verso le mie mani.
In qualche modo l'ho delusa, glielo leggo in faccia.
Alexa annuisce e senza aggiungere altro ritorna in classe.
Passo una mano sulla fronte e poi sugl'occhi mentre impreco mentalmente per aver dato spettacolo davanti a lei.
Stacco il braccio restante dal corpo di Lucy e mi alzo, sistemandomi la maglia e i pantaloni leggermente strappati.
Facciamo la nostra entrata trionfale in classe - sotto lo sguardo attento dei miei compagni e della professoressa - e mi avvio al mio banco, affianco ad Alexa.
<<Cos'avete fatto finora?>> chiedo, senza ricevere alcuna risposta <<Alexa, ci sei?>> riprovo, ma silenzio.
Sbuffo - senza dare spettacolo agl'altri - e mi abbasso con la testa verso la sua direzione <<Puoi dirmi che ti prende ora?>> è troppo testarda, infatti resta immobile e decisa nel restare muta.
Decido di rinunciarci, dal momento che sarà sicuramente arrabbiata per quello che ha visto prima... come biasimarla?
Mi sposto leggermente dal suo corpo e comincio ad ascoltare - tanto per dire - la lezione della signorina Marew.
...
Alexa's pov
La stanchezza si impossessa del mio corpo e mi precipito sul divano.
Il mio momento di relax termina in una manciata di minuti quando il mio cellulare suona: lo afferro e rispondo senza preoccuparmi di leggere il nome sul display <<Pronto?>>
<<Alexa, sono Zayn... senti, possiamo parlare civilmente? Non mi hai filato di striscio per tre ore e non hai nemmeno risposto alle mie domande. Vorrei sapere il motivo>> parla velocemente facendomi venire il mal di testa.
<<Non c'è un motivo, semplicemente non avevo voglia di ascoltarti>> rispondo dura, mentre sento la rabbia ribollire nelle vene al ricordo delle labbra di Zayn attaccate a quelle di Lucy.
<<Oh, questa si che è una scusa bella e buona. Non sono stupido, dimmi la verità!>> esordisce e giuro di aver sentito la sua voce aumentare di tono, tanto da farmi allontanare il cellulare dall'orecchio.
<<Zayn, te lo dico col cuore in mano, fingi che non sia successo nulla... tanto farò lo stesso.>> ribatto stanca, mentre mi massaggio le guance leggermente arrossate <<È per Lucy vero?>>
Con tutto la mia buona volontà, mi sforzo di non versare le poche lacrime che ricoprono le mie iridi chiare e prendo un respiro profondo.
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