Capitolo 11
Alexa's pov
Asciugo le innumerevoli lacrime che solcano le mie guance leggermente arrossate, mentre le mani di Brook contornano ancora il mio corpo.
Questa ragazza ha qualcosa di speciale, ne sono sicura.
<<Devo smetterla di piangere, sembro una bambina>> mormoro a me stessa, ma a quanto pare ho alzato la voce, perché la ragazza davanti a me scuote la testa velocemente staccandosi dal mio corpo per avere un contatto visivo con la sottoscritta.
<<È inutile che cerchi di nascondere il tuo dolore, prima o poi verrà a galla.>> mi ricorda lentamente mentre accarezza il mio viso, allontano i miei capelli bagnati di lacrime dalle guance <<Sì, ma io devo sorridere sempre... gliel'ho promesso>> dico abbasso lo sguardo a terra, cercando di trattenere altre lacrime che minacciano di uscire di nuovo dai miei occhi.
<<A chi l'hai promesso?>> domanda curiosa, abbassando il capo alla mia altezza come per farmi tornare con gl'occhi puntati sui suoi <<Alla donna più importante della mia vita>> sussurro .
<<Un suo sorriso mi rallegrava la giornata e le sue perle di vita mi hanno accompagnata per tutta l'infanzia. Ma si sa, tutto ciò che è bello poi finisce. Se non fosse per lei, io non sarei quella che sono oggi.>> dette queste parole, scoppio in un'altro pianto liberatorio.
Il secondo con lei.
<<Alexa, non volevo farti piangere ancora... sul serio, mi si stringe il cuore nel vederti così. Hai sofferto tanto e non ti meriti tutto questo. Ma sei forte, si vede. Hai coraggio da vendere e soprattutto buona volontà, perciò non bloccarti davanti a questi brutti eventi: riprendi in mano la situazione e reagisci. È solo un brutto periodo, non una brutta vita.>>
Ogni mio movimento cessa ed alzo lo sguardo verso il suo.
<<Non me l'hanno nemmeno detto, ti rendi conto? L'hanno lasciata andare senza darmi il tempo di ricordarle quanto bene le volevo - e che le voglio tutt'ora - .>> continuo, balbettando tra i singhiozzi <<Ma di chi parli?>> chiede, facendomi bloccare il respiro.
Era troppo tempo che non parlavo con qualcuno di lei e se ci ripenso - Dio - rabbrividisco.
<<Mia nonna, Brook.>> sussurro, mentre torturo le mie labbra cercando di non piangere più <<Se vuoi io sono qui, pronta ad ascoltarti. Se non te la senti, fa lo stesso... ma ti farebbe bene parlarne.>> spiega.
Lascio che un sospiro abbandoni le mie labbra.
<<Mia nonna era la donna più buona di questo mondo. Era dolce, paziente, comprensiva e soprattutto c'era ogni volta che avevo bisogno. È l'unica persona che è sempre stata dalla mia parte, andando contro a tutte le idee assurde dei miei genitori... insomma, la mia eroina. Due anni fa se n'è andata: la malattia le ha strappato via la vita. In un battito di ciglia. Quel giorno - me lo ricordo come se fosse ieri - stavo a casa e mi arrivò un messaggio da parte di mia cugina Lola, che mi chiedeva se sarei andata al funerale della nonna a Cambridge - la sua città natale. Sono sbiancata al quel messaggio, io ero all'oscuro di tutto. I miei genitori hanno preferito non farmi sapere nulla, perché non volevano farmi soffrire. Fallirono miserabilmente, penso sia evidente.>>
Passo una mano tra i capelli, mentre il mio corpo viene percosso da una serie interminabile di brividi.
<<Fatalità, dovevo andare a trovarla proprio il giorno della sua morte, perché era passato ormai un mese dall'ultima visita a casa sua, ma mia mamma ha sabotato ogni mio tentativo per andare via di casa quel pomeriggio... sembrava impazzita, te lo assicuro. Ho chiamato la diretta interessata per avvisarla, ma non rispondeva alle mie numerose chiamate. Dunque, mi sono lasciata convincere da mia madre, che insisteva nel ripetermi che magari la nonna stava dormendo. Certo, con la differenza che non si sarebbe più svegliata. Non ho potuto fare nulla per lasciarle un mio ultimo ricordo e - magari - riceverne uno da parte sua.>>
Piango tanto, senza farmi problemi.
<<Nessun bacio, o una carezza... non sono riuscita a ricordarle quanto importante è stata per me quando i miei genitori se ne andavano in vacanza e mi lasciavano a casa con lei. Non le ho pututo dire che le volevo un bene dell'anima e che rimarrà sempre nel mio cuore. Non le ho potuto dire tante cose, anzi troppe.>>
La ragazza continua a stringermi tra le sue braccia e posso giurare di aver visto una goccia calda scivolare via dai suoi occhi scuri.
<<Sono stata malissimo i primi giorni: non mangiavo nulla, tanto che mi hanno ricoverata all'ospedale... avevo perso la voglia di vivere. Non sono mai andata a trovarla al cimitero, semplicemente perché morirei nel vedere la famosa lapide che mi sbatte in faccia la crudele realtà. Vuoi sapere l'ultima? Oggi sono esattamente due anni e mi manca da morire, te lo giuro. Mi sono promessa che sarei andata avanti con la mia vita, tenendo conto dei suoi insegnamenti e soprattutto della promessa che le ho fatto quando ero piccola, ovvero che avrei affrontato tutto con il sorriso. Ma non è così facile, te lo assicuro.>>
Durante tutto il mio lunghissimo discorso Brook rimane in silenzio, testa rigorosamente bassa mentre si asciuga alcune lacrime.
<<Non meriti tutto questo, dico davvero. Vorrei aiutarti a superare questi momenti. Sei una ragazza che ha sofferto molto, ma nonostante questo cerchi di sorridere. Con me non devi fingere.
Se hai bisogno di piangere lo devi fare, perché se trattieni le tue emozioni stai male il doppio, sai?
Ora come ti senti?>> domanda infine, afferrando le mie mani gelate tra le sue.
<<Libera.>> rispondo con voce bassa <<Ecco cosa volevo sentirmi dire. Ci conosciamo da pochissimo, ma provo un senso di responsabilità nei tuoi confronti... sento di doverti proteggere - non contro la tua volontà, ovviamente - . È una cosa che mi viene dal cuore. Sarei felicissima di farlo.>> ammette, sfoggiando un sorriso rassicurante <<Ne sarei onorata>> le rispondo sorridente, prima di portare le braccia di nuovo al suo collo per stringerla forte... proprio come ho sempre voluto fare con un'amica.
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*Il giorno seguente*
<<Ragazzi, visto che siete già divisi in file, cominciamo subito il test. Mi raccomando, rispondete a tutte le domande>> esordisce il nostro insegnante d'arte.
Non ho studiato neanche mezza pagina, perché ieri non ero dell'umore giusto per prendere il libro e concentrarmi su una materia, per via della chiacchierata con Brook.
Scuoto la testa eliminando questi pensieri e mi concentro a leggere la prima domanda.
Le parole sembrano scritte in una lingua a me sconosciuta... dov'ero mentre il professore spiegava queste cose?
Porto le mani ai capelli e li stringo cercando di nascondere il nervosismo... ottenendo però il contrario.
Zayn si gira verso di me e alza il foglio facendomi copiare tutte le risposte.
Strabuzzo gl'occhi, sorpresa dal suo gesto, e lui sfoggia un sorriso rassicurante <<Copia pure, ho studiato tutto alla perfezione... sai, è la mia materia preferita> si giustifica, mentre espone di più il suo compito vedo di me.
Cosa farei senza di lui!
Gli mando un bacio volante con la mano come per ringraziarlo e lui alza le spalle, sorridendomi.
Ricontrollo il compito per l'ultima volta, ma appena la campanella suona mi alzo e mi dirigo alla cattedra per consegnarlo.
<<Come mai Alexa non hai studiato? Non è da te... >> chiede Zayn con un filo di sarcasmo <<Ho avuto da fare>> esordisce vaga, andandomi a sedere sopra al mio banco, considerato che abbiamo ricreazione ora <<Cioè?>>
<<Ho conosciuto una ragazza in palestra e - dopo vari discorsi - ho finito per perdere la concentrazione giusta per studiare>> taglio corto il discorso, sperando di non ottenere altre domande da parte sua.
<<Oh, va bene. Che programmi hai per questa serata?>>
<<Nessuno, a dir la verità>> sorrido.
<<Ti va di venire in discoteca con me? Sai, io lavoro di sera e non mi piace stare da solo in quel posto... vorrei avere qualcuno che mi faccia compagnia>> spiega ed intanto passa ripetutamente la mano sui suoi capelli perfettamente sistemati, avvicinandosi al banco nel quale sono seduta.
<<Ci sto>> dico annuendo, torturandomi le labbra con le dita <<Mi raccomando, vestiti lunghezza ginocchio>> suggerisce, facendomi l'occhiolino.
<<E se volessi sfoggiare un vestito più corto?>> ribatto a tono alzando le sopracciglia verso l'alto <<Lo faccio per il tuo bene>> sussurra, prima di avvicinarsi al mio viso.
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