Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 5

James conosceva perfettamente Artemis. Tutti sapevano chi fosse e quello che faceva. Lui non avrebbe mai immaginato però che lei potesse avere altri interessi oltre a se stessa.
A Hollowraven tutti conoscevano la figlia di Robert Thornerose, dei suoi straordinari talenti sviluppati nel tempo con il duro allenamento e la disciplina. Lei era la migliore, la più richiesta sul mercato, tanto che le persone avevano cominciato ad affibbiarle dei soprannomi quando parlavano di lei. Death Blossom, la cacciatrice, la vedova nera, abyss...
Nessuno sapeva uccidere come la donna che James aveva davanti agli occhi. Lui aveva sentito parlare anche delle sue cicatrici, così profonde e visibili da far impallidire chiunque.
Robert Thornerose non svelava i suoi trucchi, eppure James poteva solo immaginare che le cicatrici di cui tutti parlavano fossero opera dell'uomo che tutti chiamavano il Generale.
La osservò, come se riuscisse a scorgere oltre la tuta tattica che indossava.
Non riuscì a credere che fosse stato così facile per lei comprendere all'istante chi fosse lui.
Non aveva avuto un attimo di esitazione e questo lo aveva destabilizzato, perché credeva che Artemis non conoscesse nessuno oltre a se stessa.
Credeva che il suo ego fosse tanto smisurato da non accorgersi di quello che aveva sotto il naso e si sbagliava. Artemis era brava nel suo lavoro e non lasciava niente al caso.
Aveva pianificato tutto per fingersi un cadetto della famiglia Thornerose. Era stato proprio suo padre a dargli quel compito non appena due dei loro corridori migliori erano spariti, per poi essere ritrovati mutilati e deceduti.
James così aveva finto di essere un cadetto, cercando di comprendere se la famiglia Thorserose fosse affiliata agli omicidi.
James non aveva calcolato però che Artemis sarebbe tornata alla villa prima del previsto per indagare sugli stessi omicidi sui quali stava indagando lui.
Essere stato beccato era umiliante. Tutto il suo duro lavoro era stato gettato alle ortiche per un imprevisto di calcolo che lui non aveva messo in conto.
I suoi occhi si soffermeranno in quelli nocciola di lei. Il suo sguardo era penetrante e attento, capace di scrutare l'anima di chi aveva davanti.
I suoi lunghi capelli color cioccolato erano stretti in una treccia alta che sembrava arrivarle a metà schiena. E quando si mosse a James ricordò i movimenti di un predatore, di chi sapeva quello che stava facendo e non temeva nulla.
«Cosa ti porta in casa mia Blackfox?»
Il suo tono di superiorità lo infastidì. Non rispose, il silenzio in quel momento era la sua arma migliore.
Stava giocando al gatto e il topo, sapeva di averlo già in pugno e che qualsiasi cosa avesse detto non avrebbe cambiato la sua posizione.
Avrebbe voluto provare a scappare, ma la prima volta che ci aveva provato la giovane alle sue spalle lo aveva steso senza nessuno sforzo. Artemis si circondava solo dei migliori e James lo aveva compreso da come la sua amica lo aveva messo al tappeto senza nemmeno battere ciglio.
La stretta sul suo braccio era d'acciaio, se solo avesse provato a liberarsi non avrebbe esitato a fargli di peggio.
«Vieni in casa mia per rubare informazioni e hai anche il coraggio di non rispondere alle mie domande?» lo schernì Artemis avvicinandosi sempre di più.
Non era molto più bassa di lui, sembrava non essere alta più di un metro e sessantacinque, calcolò velocemente lui. Eppure incuteva timore.
Aveva la voce solida, di chi era sempre stato abituato a dare ordini. La differenza di altezza tra di loro non sembrava nemmeno infastidirla, dava l'impressione di conoscere già quali fossero tutti i suoi punti deboli.
James strinse le labbra in una linea piatta, continuando a osservare la donna di ghiaccio davanti a lui.
«Se sai già per quale motivo sono qui, allora perché me lo chiedi?»
Non riuscì a trattenere la risposta che sembrò uscire dalle sue labbra senza controllo e fu in quel momento che vide comparire di nuovo quel sorriso senza allegria, che non raggiungeva lo sguardo.
«Portalo nella sala interrogatori, magari lì cambierà idea» ordinò alla ragazza dietro di lui, che iniziò a trascinarlo fuori dal laboratorio senza esitazione.
«Vediamo quanto farai il duro dopo che avremo provato le nuove tecniche di persuasione» le parole di Artemis erano affilate come coltelli, ma il tono di voce che utilizzò era simile a quello di morbido velluto, lasciando intendere quanto quella situazione la divertisse.
Fu in quel momento che James Blackfox si rese conto di essere fottuto.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro