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Capitolo 4 - dusk till dawn - (revisionato)

In copertina: Theo e Nene


-Sicuro che per te vada bene? Tornare già a casa, intendo.-
Draco, alla guida della macchina con la quale eravamo arrivati al locale, mi guardò, prima di mettere in moto. Allacciai la cintura ed annuii.
-Tu devi parlare con Sirius, e sinceramente senza di te, non credo abbia senso rimanere... sono tutti in coppia... sarebbe strano.-
Lui sospirò, ma partì ugualmente.
Gli altri del gruppo erano voluti rimanere a bere, avendo in programma di continuare la serata al Dragon insieme ai corvi, ma sia io che il mio ragazzo non eravamo più nell'umore di festeggiare.
Per qualche minuto rimanemmo in silenzio, ognuno immerso nei propri pensieri, poi, però, mi decisi a parlare, mettendomi più comodo sul sedile per guardare Draco in modo diretto.
-Credi che le cose si risolveranno?-
Lui tenne il volante con una mano, prendendo una sigaretta dal pacchetto che aveva nella tasca dei pantaloni e mettendosela tra le labbra, prima di accenderla.
Il fumo circondò l'abitacolo, prima che il biondo aprisse il finestrino, facendolo diradare piano.
-Non è la prima volta che capitano cose del genere... ma il fatto che ci sia la polizia di mezzo rende tutto meno sicuro. Un solo errore e potremmo entrare nel loro mirino anche noi. E il fatto che Marcus si sia lasciato fare tutto questo sotto il naso mi fa decisamente incazzare.- Serrò la mascella.
Le luci dei lampioni illuminavano il suo viso a tratti, rendendo l'atmosfera più cupa, mentre il fresco della notte mi faceva rabbrividire.
-E' così strano... Marcus non mi sembra affatto il tipo di persona alla quale si possa nascondere qualcosa. Soprattutto se quel qualcosa succede all'interno della sua banda.- Mormorai.
Draco annuì.
-E' proprio questo che non mi convince.-
Aspirò dalla sua sigaretta, meditabondo.
-Pensi che ti abbia mentito per proteggere qualcuno?-
-I Corvi non sono una banda come la nostra. Nessuna banda lo è, Harry. Fino a qualche anno fa, era il padre di Marcus a tenere in mano gli affari del gruppo, e non era di certo famoso per la sua gentilezza e magnanimità. Oltre alle armi, si occupava anche di contrabbando di opere d'arte. Trafugava quadri e artefatti e li rivendeva sul mercato nero.-
Mi raccontò Draco, forse per la prima volta, sincero su quello che davvero era il mondo che lo circondava: un mondo che conoscevo benissimo, ma che non avevo mai visto dalla sua prospettiva, dalla prospettiva dei buoni: di quelli che usano la violenza, ma soltanto perché credono sia il male minore, non perché convinti che sia la soluzione.
-Quando suo padre è morto, lui ha voluto orientare i suoi affari verso cose meno rischiose, voleva tenere i suoi compagni al sicuro, ma...- Draco non finì la frase.
-Ma sospetti che sia ricaduto nelle vecchie abitudini.-
Draco si strinse nelle spalle.
-È facile per qualcuno come lui, fare errori di questo genere.- Rispose soltanto, senza confermare o smentire la mia teoria. Sospirai.
-Se fossi stato ancora nei Tassi, la scelta sarebbe stata facile.- Borbottai.
Draco parve rabbuiarsi.
-Qualcosa come: a morte i traditori? Occhio per occhio? Oppure abbandona il più debole per salvare te stesso?- Chiese, sprezzante. -Cedric ti avrebbe detto di prendere la pistola, e di sparare Marcus alla testa. A lui non sarebbe importato se fosse stato un traditore o meno. E' così che si sarebbe risolto, per te, il problema?- Mi lanciò uno sguardo truce, prima di tornare a guardare la strada.
Incrociai le braccia al petto.
-Ho detto che la scelta sarebbe stata facile, non giusta.- Sussurrai.
Lui finì di fumare la sua sigaretta e la lanciò fuori dal finestrino, proprio mentre la strada della città lasciava il posto al viale principale del Manor.
-E' sempre una questione di scelte, alla fine dei conti. Ma, Harry... non esiste scelta giusta o sbagliata, esiste solo la strada che vuoi percorrere e la direzione che vuoi seguire. Quando programmi un viaggio, segui le indicazioni per arrivare alla tua meta. A volte sbagli, ma se cerchi davvero di arrivare dove vuoi, chiederai indicazioni e sbaglierai, fino a quando non sarai arrivato.-
Il suo tono era tornato dolce.
Fermò la macchina davanti all'ingresso e spense il motore, voltandosi completamente verso di me.
-Quello che sto cercando di dire, è che, anche se Marcus ha sbagliato, adesso ha avuto il coraggio di chiedere il nostro aiuto, e questo significa che sta cercando di recuperare. E' questa la differenza, Harry. Cedric vede tutto o bianco o nero, mentre noi consideriamo l'intera scala dei colori. Basiamo i nostri affari sulle persone, non sul potere che potremmo acquisire da esse.- Mi spiegò. Sorrisi.
-Stai dicendo che anche se sospetti di lui, lo aiuterai a occhi chiusi?-
-Sto dicendo che non posso fidarmi di lui, ma posso fidarmi di me stesso. Fino a quando crederò nelle mie capacità, ed in quelle dei miei compagni, non c'è niente che possa andare storto.- Ammise.
Mi morsi il labbro, sentendo le farfalle nello stomaco.
-E' terribilmente eccitante sentirti parlare in questo modo.-
Tolsi la cintura per scavalcare il sedile e sedermi su di lui. Nel mentre, urtai il volante e anche il cambio delle marce, ma non mi interessò, perché le labbra di Draco trovarono le mie, e io non sentii più nulla che non fosse lui, e il suo profumo mischiato al sudore.
-Ti amo più della mia stessa vita.-
Mi afferrò per il mento, stringendolo tanto forte da farmi gemere, mentre il mio bacino si avvicinava istintivamente al suo corpo.
-Cazzo se ti amo anche io.- Mugugnai, desideroso di avere di più.
Draco sorrise, soddisfatto dalla mia reazione, ma invece di avvicinarsi nuovamente alle mie labbra, appoggiò la sua bocca sul mio collo, lasciandovi un innocente bacio.
-Ti conviene scendere da questa macchina, mentre sono ancora in grado di controllare me stesso.- Suggerì.
Io sbuffai, contrariato.
-E se non volessi?-
-Nemmeno io vorrei, Harry, ma devo davvero andare a parlare con Sirius.- Ammise.
Io per tutta risposta crollai sul suo petto, respirando a fondo il suo odore, e lasciando che le sue braccia si stringessero teneramente a me.
-D'accordo. Forse posso aspettare ancora un po'.- Borbottai, e godendomi l'ultimo secondo di lui, poi scesi dall'auto.
-Ci vediamo in camera.- Lo salutai, anticipandolo sulle scale che portavano al secondo piano. Lui mi fece un breve cenno della testa, prima di dirigersi verso la direzione opposta.
Aspettai che la porta fosse chiusa alle mie spalle, prima di lasciarmi andare ad un sospiro, sedendomi sul pavimento.
Se Draco mi avesse visto in quel momento, probabilmente mi avrebbe sgridato per la mia pigrizia ed esortato a raggiungere il letto o la poltrona, ma era uno dei miei vizi sedermi sul pavimento quando avevo un pensiero nella testa, e sfortunatamente per me, in tutta la mia vita avevo passato più tempo a terra di quanto mi sarebbe piaciuto ammettere.
Presi il cellulare e diedi un'occhiata veloce ad Instagram, assicurandomi che mia sorella ed i miei amici si stessero divertendo, poi lo appoggiai sulle mie gambe, sospirando nuovamente.
Non potevo fare a meno che essere preoccupato per quello che Marcus ci aveva detto, e a dispetto dell'impegno che Draco ci stava mettendo per dimostrarsi fiducioso, sapevo che anche lui non si sentiva affatto tranquillo.
Lo schermo del cellulare si illuminò, avvisandomi di una videochiamata in arrivo. Sorrisi e trascinai il dito sul tasto verde per rispondere. Subito, un coro di voci e di suoni, invase la stanza, rimasta fino a quel momento silenziosa. Il sorriso si allargò sul mio volto.
-Come è possibile che facciate tutto questo baccano quando siete solo in due?-
Presi in giro Adhane e Theo, impegnati in una specie di lotta per conquistare il posto migliore davanti al cellulare. Non appena li richiamai, si fermarono, e guardarono verso la telecamera, imbarazzati. Le loro figure si muovevano a scatti, a causa della scarsa connessione, facendomi stringere lo stomaco per la tristezza.
-Harrreeeeeeh! Hai risposto finalmente!-
Urlò Nene, e la sua voce arrivò qualche secondo dopo il movimento delle sue labbra. -Theo voleva convincermi a lasciarti in pace, ma a quanto pare ho fatto bene a non dare retta alle sue parole.- Continuò, dando un piccolo schiaffo sulla coscia del compagno. Scossi la testa.
-Ti risponderei anche se fossi in fin di vita.- Theo alzò gli occhi al cielo, abbracciando gelosamente Nene.
-Potresti smettere di flirtare con il mio ragazzo davanti a me?- Chiese acido, facendo scoppiare a ridere il diretto interessato, mentre io mi stringevo innocentemente nelle spalle.
-Come sta andando? Vi siete già ambientati? Com'è il nuovo appartamento?-
-E' tutto stupendo, Harry... è come se questo posto non fosse mai cambiato. Come se tutto qui fosse rimasto immobile nel tempo, in attesa che vi facessimo ritorno.- Disse Nene, sentimentale, ed io non potei fare a meno che sorridere insieme a lui, in riflesso al suo stato d'animo.
-Parli del formaggio scaduto nel frigo?-
Ci pensò, ovviamente Theo, a rovinare l'atmosfera, uscendosene con una delle sue sparate. Adhane lo spintonò lontano dall'inquadratura, offeso.
-Sei veramente un troglodita. Cercavo di essere romantico.-
-E tu sei troppo melenso. Siamo qui per studiare, non per contemplare i mobili di casa.- Theo gli fece una linguaccia, infantile.
-Stronzo.- Lo insultò Nene.
-Coglione.- Replicò Theo.
-Vaffanculo.- Il mio migliore amico si sporse verso il ragazzo, baciandolo con foga, a discapito delle parole appena pronunciate. Tossii, attirando la loro attenzione.
-Avete finito? Non so se lo ricordate, ma io sarei ancora qui.- Mi lamentai.
-Oh, già. C'è Harry con noi.-
Theo fece finta di guardarmi male, prima di farmi l'occhiolino e appoggiare la mano sulla gamba del compagno.
Quei due non riuscivano proprio ad evitare il contatto fisico, pensai...
-A proposito, dov'è Draco? Credevo foste insieme.-
Nene si affacciò verso lo schermo, quasi riuscisse con quel gesto a guardarsi intorno nella mia stanza.
-Infatti è così, ma è sceso in cucina a prendermi qualcosa da mangiare.- Mentii. Sarebbe stato inutile allarmarli con la faccenda dei Corvi, e se anche avessi voluto, probabilmente non sarei nemmeno stato nella posizione di farlo. Infondo Marcus aveva fatto una confessione a Draco, e fino a quando Sirius e gli altri non avessero deciso di rendere la banda partecipe, quella situazione rimaneva tra loro due.
Il mio migliore amico sembrò rifletterci per un attimo, quasi avesse percepito che ci fosse qualcosa che non andava, ma poi semplicemente annuì.
Continuammo a parlare del più e del meno per almeno venti minuti, prima che Theo esternasse la sua voglia di andare a dormire, costringendoci a troncare la chiamata, con la promessa che ci saremmo sentiti nuovamente l'indomani. Mi trascinai sul letto e sbuffai tra le coperte, annoiato.
-Credevo di trovarti addormentato.-
Alzai la testa, quel tanto che bastava per vedere Draco avvicinarsi al letto. Analizzai il suo viso rilassato, e mi dissi che probabilmente la sua espressione era un segno migliore di quello che mi sarei aspettato.
Sospirai, poi sprofondai nuovamente con la testa tra le lenzuola.
Draco ridacchiò, prima di venirsi a sedere accanto a me. Sentii l'abbassamento della superficie del letto, mentre si posizionava al mio fianco, e lasciava che le sue mani accarezzassero teneramente i miei capelli.
-So quello a cui stai pensando, e non devi preoccuparti.- Disse, semplicemente.
Tornai a guardarlo: i suoi occhi erano sinceri, così come le sue parole.
Morsi il labbro e annuii. Se c'era una certezza nella mia vita, era la mia fiducia nei suoi confronti.
-Vieni qui ad abbracciarmi.-
Sospirai, allora, rivolgendo le braccia verso di lui.Draco non se lo lasciò ripetere due volte, e calciando via le scarpe per non sporcare il letto, si mise più comodo al mio fianco, trascinandomi sopra di sé, e stringendomi forte al suo petto.
Lo sentivo alzarsi ed abbassarsi al ritmo regolare del suo respiro, mentre il suo alito leggero scompigliava leggermente i miei capelli, facendomi il solletico.
-Pensi mai a quanto debba essere strana la vita, per aver permesso a due come noi di incontrarsi?- Mormorò ad un certo punto il biondo. Ridacchiai. Ci avevo pensato spesso, ed ero quasi certo che lo avesse fatto anche Draco... forse ad un certo punto della nostra relazione, ci eravamo interrogati sulla stessa questione, proprio come in quel momento.
-Penso che quelli strani siamo noi. La vita ci avrà pure fatti incontrare, ma stiamo insieme solo per nostra volontà.- Borbottai.
Lui mi strinse più forte, quasi fino a farmi perdere il fiato.
-Awwww, ho un fidanzato così romantico.-
Mi prese in giro, stritolandomi come avrebbe fatto una bambina con la sua bambola di pezza preferita. Puntellai i gomiti sul materasso e appoggiai le mani sotto al mento, in modo che i miei occhi fossero puntati nei suoi.
-Lo sai che sei l'unico a tirare fuori questo lato di me. Non avrei il coraggio di dire queste cose a nessuno che non sia tu.-
Il suo sorriso fu tanto tenero da farmi sciogliere, mentre prendeva a dimenarsi sotto di me, borbottando frasi sconnesse su quanto fosse fortunato ad avermi, trascinandomi con sé nel suo momento caotico in un intreccio di gambe e braccia che si concluse con lui che mi abbracciava nuovamente. Questa volta eravamo distesi di lato, e la mia schiena appoggiava sul suo petto.
Eravamo ancora vestiti, ma sapevo che in meno di due minuti ci saremmo addormentati.
Finiva sempre così, infondo.
La conferma arrivò quando il respiro di Draco si fece più pesante sul mio collo, e la sua mano si strinse sul mio fianco, possessiva anche nel sonno. Sorrisi, accarezzando con leggerezza il suo braccio, fino a prendere sonno anche io.

-Qualcuno può spiegarmi come fate a dormire sempre nei modi più strani e teneri?-
Pansy mi rivolse un'occhiata in tralice, prima di tornare a guardare con gli occhi a cuoricino il suo telefono, sul quale c'era la foto che aveva scattato a me e a Draco poco prima.
-E tu puoi spiegarmi come fai ad entrare in camera nostra anche quando chiudiamo a chiave?-
Versai del caffè nella mia tazza, rubando una ciambella dalla scatola della pasticceria, aperta al centro della tavola.
Mia sorella si strinse nelle spalle.
-Se te lo dicessi, tu troveresti il modo di impedirmelo, e i vostri fan si perderebbero un botto di contenuti inediti.- Mi rispose, maliziosa. Lasciai perdere, concentrandomi sulla mia colazione.
-Amore? Dove hai messo la mia felpa bian...?- Hermione, in reggiseno e pantaloncini, si affacciò in cucina, ma la sua voce sfumò, quando si rese conto che quello che stava cercando, era l'indumento che la stessa Pansy stava indossando in quel momento.
-Come non detto.- Sospirò, allora, entrando ugualmente nella stanza, e sedendosi accanto a me.
Pansy la fissò con gli occhi che le uscirono quasi dalle orbite, e si precipitò su di lei come una furia, coprendola con il suo stesso corpo. Inzuppai la mia ciambella nel caffè, ignorandole.
-Che cazzo fai?-
Quasi urlò mia sorella, con il panico nella voce. Hermione sembrò confusa.
Mi rivolse uno sguardo dubbioso, ma io strinsi nelle spalle, segnalandole il mio più genuino disinteresse.
-Sei scesa nuda in cucina! La cucina di un covo pieno di pervertiti!- Pansy ribadì il concetto, abbracciando Hermione, in modo che le sue forme fossero nascoste.
-Pan, tesoro. La prima e unica pervertita qui dentro sei tu.- La consolò lei, a metà tra il divertito e il preoccupato.
Pansy scosse la testa.
-Nonono, tu non puoi stare qui così. Cosa succederebbe se ti vedesse qualcuno? Come potrei sopravvivere sapendo che hanno visto le tue tette?- Fece disperata.
Alzai gli occhi al cielo.
-Ma è estate, hanno già visto tutti le mie tette, amore. Due giorni fa ero in costume da bagno, e dai Corvi ieri sera abbiamo fatto il tuffo in piscina... in intimo. Credo sia davvero troppo tardi per tenere le mie curve a riparo da sguardi indiscreti.- Herm cominciò a pettinare i capelli di Pansy con le dita, cercando di tranquillizzarla, ottenendo, però, l'effetto contrario.
-Tuffo in piscina? INTIMO?- Questa volta rimase tanto scandalizzata da allontanarsi dalla sua ragazza, che rimase di nuovo scoperta.
-E io dove cazzo ero?-
Provai a chiudere le orecchie con le dita, chiedendomi quale Dio avessi fatto arrabbiare, per meritarmi un risveglio del genere, ma la mia tattica ebbe il solo effetto di farmi addormentare i polpastrelli.
-Dormivi come un sasso in camera di Ana, insieme ad Alessandra.-
Anche Hermione prese una ciambella, addentandola con calma.
-Tu... mi hai lasciata da sola con la mia ex... in un letto... probabilmente ubriaca, e sei andata a fare un bagno in piscina da sola? Per di più nuda?- Il cambio di espressioni sul viso di Pansy era qualcosa di comico: stava passando dallo sconvolto al malinconico, dall'arrabbiato al triste... tutto nel giro di pochi attimi.
-Ti stai infiammando per nulla, Pan. Mi fido di te, e so che non faresti niente con Alessandra nemmeno se qualcuno vi chiudesse a chiave nella stessa stanza per giorni. E poi non ero sola, ero con Blaise e Ron, e non ero nemmeno nuda...- Hermione stava tentando di mantenere un tono di voce contenuto, mentre mangiava con cura la sua colazione.
Sorseggiai frettolosamente quel che rimaneva del mio caffè e decisi di battere in ritirata. Le volte in cui Pansy ed Hermione avevano litigato si potevano contare sulle dita di una mano, ma erano rimaste nella storia come eventi esplosivi dai quali bisognava mettersi in salvo, e che di solito terminavano con un'unica e brillante conclusione: del sesso estremo.
Abbandonai, quindi, la mia tazza nel lavello, e sgattaiolai fuori dalla cucina, andando però a sbattere contro Draco, che assonnato si stava grattando l'occhio destro, ancora semi-chiuso. Non appena gli finii addosso, lui mi rivolse uno sguardo confuso, al quale risposi con una scrollata di spalle, porgendogli una ciambella che ero riuscito a prendere prima della fuga.
-Codice diciassette, non credo sia il caso di entrare in quella stanza.-
Draco parve risvegliarsi completamente.
-Diciassette? Vuoi dire che...- Provò a sbirciare dietro le mie spalle, ma io lo spintonai verso le scale con urgenza, giusto in tempo per evitare la felpa bianca che Pansy aveva indossato fino a quel momento, che veniva scagliata in corridoio. Draco scoppiò a ridere.
-Non fate troppo rumore! Siete in un'area comune!- Urlò, facendo ridere anche me.
-Dai, andiamocene. Potrei essere anche io in vena di un codice diciassette.- Alzai e abbassai le sopracciglia, in modo esageratamente malizioso.
Draco si morse il labbro, dandomi corda.
-Uhhh... mi piace.- Mi prese per la vita, trascinandomi su di lui. Andammo a sbattere sulla balaustra delle scale, ma non sembrò importargli, mentre si avvicinava dolcemente a me e posava le sue labbra sulle mie.
Sentii la sua lingua scivolare sul mio labbro inferiore, prima di entrare nella mia bocca, lentamente. La mia lingua non fu da meno, e per un secondo non capii più dove finiva il mio corpo ed iniziava quello di Draco.
-Mi fai impazzire.-
Si staccò da me quel tanto che bastava per parlare.
-Ragazzi, sul serio siete vomitevoli. Insomma, anche io e Ronald stiamo insieme, ma non siamo mica così spudorati.-
Blaise spintonò Draco con una spallata, facendolo allontanare da me di qualche passo. Indossava ancora gli abiti del giorno prima, e dalle borse che aveva sotto gli occhi, era chiaro che avesse dormito poco quanto niente. Dietro di lui, Ron alzò gli occhi al cielo. Lui, al contrario del compagno, si era cambiato, indossando una semplice tuta nera, anche se il viso tirato, a causa della stanchezza, confermava le poche ore di sonno.
-Se fosse per te, lo saremmo eccome. Sono io ad impedirti tutte le volte di passare il limite in pubblico.- Fu la sua spietatamente sincera risposta.
Blaise si imbronciò, ed io mi trattenni dallo scoppiare a ridere.
-Non essere triste, raggio di sole. Ti capisco... l'astinenza non è mai facile per nessuno.-
Lo presi in giro. Lui mi diede un pugno sul braccio.
-L'unica astinenza che mi preoccupa è quella da cibo, Potter. L'ultima cosa che ho mangiato è stata un pezzo di pizza stantio che ho trovato nel frigo dei Corvi.- Blaise, si appoggiò alla balaustra, ripensando alla sera prima.
Ron assunse una faccia schifata.
-Mi sono rifiutato di baciarlo per le tre ore successive.- Ricordò, rabbrividendo.
-Non vorrò vedere pizza per un bel po'.-
Annuì Blaise in accordo.
-Beh... mi sa che non vedrai niente di niente. La cucina è stata presa d'assalto e al momento non è cauto mettere piede lì dentro.- Draco sventolò la ciambella che gli avevo dato, davanti alla faccia di Blaise, prima di cacciarsela tutta in bocca, masticando rumorosamente.
Ron mi guardò, in cerca di spiegazioni.
-Pan ed Herm.- Dissi semplicemente. Lui sospirò, scuotendo la testa.
-E' per ieri sera, vero? Sapevo che Pansy se la sarebbe presa per la faccenda di Niall.-Borbottò. Aggrottai le sopracciglia.
-Niall? Chi è Niall?- Chiese Draco, risparmiandomi di aprire bocca.
-Quello che ha buttato Herm in piscina, dopo averci provato con lei per tutta la sera. Ha persino provato a baciarla con la scusa che fosse una specie di tradizione della sua banda.- Blaise si mordicchiò un'unghia, quasi avesse troppa fame per evitarlo.
-Non credo sia questo il motivo per cui abbiano litigato.- Confessai.
Ron sbarrò gli occhi, d'un tratto consapevole di quello che significavano le mie parole.
-Cazzo.- Sbottammo, insieme.


Angolino autrice:
Ed eccomi qui leonciniiiiiii, sono ancora vivaaaaaa.
Mi siete mancati tanto tanto tanto. Vi chiedo scusa per la lunga assenza, e per il capitolo brevissimo. Devo tornare a fraternizzare con la tastiera, dopo tutto questo tempo 😓😓...
Cooooomunque, fatemi sapere cosa ne pensate, e aggiornatemi un po' su quello che mi sono persa. Avete passato una buona estate? Avete ricominciato la scuola/università?
Io, come ormai saprete a memoria, ho lavorato per tutto il periodo estivo, e probabilmente farò lo stesso questo inverno. Spero solo di riuscire a conciliare il lavoro con la scrittura, così da non abbandonarvi nuovamente 😭😭😭
Fatemi sapere come al solito se ci sono errori o buchi di trama e provvederò subito a correggerli. Detto ciò, ciò detto... un bacione e alla prossima 🥰❤

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