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Capitolo 1 - somewhere only we know - (revisionato)

In copertina: Harry, Theo e Nene

-Non credi sia il caso di accettare la proposta di zia Petunia, questa volta?-
Stesa sulle mie gambe, mentre il dondolo oscillava sotto di noi, Pansy con gli occhi chiusi e le mani intrecciate sul grembo, mi rivolse la domanda che stavo aspettando da quando l'avevo vista saltarmi addosso quella stessa mattina.
Avevamo appena finito di cenare, e mentre tutti gli altri si erano accaparrati i letti e i divani al fresco del condizionatore in salone e in camera da letto, io e mia sorella ci eravamo attardati per lavare i piatti, trovando disponibile solo la veranda.
Il sole cominciava a spostarsi verso il retro della casa, dandoci un po' di tregua, anche se il caldo era comunque opprimente. Misi una mano davanti al viso, per impedire agli ultimi raggi rimasti di accecarmi, poi risposi.
-Pan, sul serio, regalarci una casa sulla spiaggia non rende i Dursley degni di fiducia. Andare a stare da loro ti sembra sul serio un'idea da pendere in considerazione?-
La sentii sospirare.
-Lo sai, io sono la prima a non voler avere nulla a che fare con loro... ma non so. Mi sento come se dovessi dare loro una seconda possibilità. Stiamo comunque parlando della sorella di nostra madre.- Questa volta, Pansy si mise in piedi, sedendosi a gambe incrociate dall'altro lato del dondolo. Per un attimo il suo gesto ci fece muovere pericolosamente verso il basso, ma quando Pansy smise di agitarsi, l'altalena riprese la sua normale attività. Sbuffai.
-E' Draco che sta tentando di convincerti, non è vero?- Lei si rabbuiò.
Non ci fu bisogno di confermare.
-Non pensi che possa aver ragione? Nessuno dei nostri amici ha più una famiglia, e noi che potremmo averne una, la lasciamo andare senza nemmeno lottare.-
-Lottare? Intendi davvero lottare per le persone che ti hanno abbandonata in mezzo ad una strada e hanno trattato me come uno schiavo per tutta la vita? Mi dispiace, ma non posso accettarlo. La mia famiglia è al Manor, ed è l'unica per cui valga la pena lottare.- Non ero arrabbiato con lei, ma non potei fare a meno di alzare la voce.
-Ascoltami, Pan. Abbiamo finalmente trovato un equilibrio nelle nostre vite. – Imposi a me stesso di calmarmi. –Stiamo bene adesso, no? Io ho te, e tu hai me... questo non ti basta?- Le presi le mani, stringendole nelle mie, guardandola in quegli occhi tanto simili ai miei.
-Mi basta, credimi. Vorrei solo poter essere convinta di non pentirmene in futuro.-
Annuii, ma era una certezza che non avrei potuto darle neppure volendo con tutto me stesso.
-Psss Pan!- Un bisbiglio proveniente dall'anta del balcone semi-aperta, fece voltare entrambi.
Hermione, con i capelli ricci racchiusi in una treccia disordinata, adesso tinti di un biondo ancor più acceso di quello passato, gesticolò verso la sua ragazza, in un modo che probabilmente capivano soltanto loro due.
– Torno subito. – Pansy, si alzò e la raggiunse in fretta.
Ovviamente la sua definizione di subito doveva essere differente dalla mia, perché dopo quasi un quarto d'ora, di lei non c'era ancora traccia.
Mi decisi a lasciar perdere e rientrare anche io, ma proprio in quel momento Draco venne fuori, con una sigaretta accesa in bilico tra le labbra ed un'altra già pronta nella mia direzione.
Sorrisi e la presi, mentre lui mi si sedeva accanto.
-Posso parlarti?- Chiese a bassa voce.
Io accesi la sigaretta.
-Se sei qui per chiedermi di andare dai miei zii, puoi continuare a stare in silenzio.-
Lui ridacchiò, scuotendo la testa.
-Ne abbiamo già parlato a lungo, e so che sarebbe inutile tentare ancora di convincerti.- Mi rilassai.
-Allora di cosa volevi parlarmi?- Aveva tutta la mia attenzione.
Lui si prese tutto il suo tempo prima di rispondere, aspirando profondamente dalla sua sigaretta, per poi lasciare che il fumo uscisse fuori dalle sue labbra sottili in piccoli cerchi concentrici.
Alzai gli occhi al cielo per il suo essere esibizionista, ma non commentai.
Infondo era uno dei motivi per cui mi ero follemente innamorato di lui.
-Verresti a vivere con me?- La sua voce tremò leggermente, mentre i suoi occhi rimasero fissi sul mare, lontani dai miei: era chiaro che stesse faticando a pronunciare quelle parole.
-Co-cosa?- Cominciai a tossire come un forsennato, mentre il fumo mi andava di traverso.
Lui si voltò preoccupato verso di me, sbattendomi la mano sulla schiena per farmi riprendere, allontanandosi poi, nel momento esatto in cui cominciai a respirare di nuovo in modo regolare.
–Devo dedurre che tu non sia d'accordo.-
– Draco... Come diavolo ti è venuta in mente un'idea del genere? Adesso? Senza neppure contare il fatto che io e te già viviamo insieme.- Il cuore mi batteva ancora all'impazzata.
-Non farmi sembrare un idiota. So perfettamente che viviamo già insieme, ma non sarebbe bello trasferirci in un appartamento tutto nostro? Insomma, in un posto dove potremmo mantenere la nostra privacy, ad esempio. - Draco spense la sigaretta e sospirò, voltandosi finalmente verso di me, che ancora lo fissavo sconvolto.
-Noi ce l'abbiamo la nostra privacy.- Mi impuntai, ricevendo in cambio un'occhiata assassina.
-Harry, la settimana scorsa Pansy è entrata in camera nostra nel cuore della notte solo per scattarci delle foto, e Adhane un mese fa è voluto rimanere per forza a dormire con noi, buttandomi giù dal letto... per non parlare del fatto che...- Gli misi una mano sul ginocchio, bloccandolo prima che potesse dire altro.
-Va bene, va bene. Forse non abbiamo molta privacy.- Cedetti. -Ma non voglio andare via dal Manor. Come farei a stare lontano dai bambini? E tu come faresti con le questioni della banda? Vuoi davvero abbandonare tutti, solo per avermi tutto per te?-
Lui si strinse nelle spalle.
-Non dobbiamo per forza andare a vivere ai confini del mondo. Possiamo trovare qualcosa vicino al Manor. Ma, Harry, pensa a quanto siamo stati bene questa settimana. Non ti piacerebbe continuare a vivere in questo modo? Senza far caso a chi ci possa sentire o a chi possa entrare in camera nostra senza permesso?-
–Vuoi andartene dal Manor solo per scopare in pace? Per quello ci sono i Motel...–
–Non si tratta di scopare. Io voglio stare con te... sempre.- Lo disse con tanto ardore da farmi vacillare, così annuii piano.
-Se davvero è quello che vuoi, ci penserò, d'accordo?-
I suoi occhi si illuminarono di pura felicità.
-Non te ne pentirai, sul serio. Cercherò le case più belle, più grandi e magnifiche che tu abbia mai visto. Ti farò vivere come un principe.-
Scoppiai a ridere, prendendo un altro tiro dalla sigaretta, prima di spegnerla e guardarlo negli occhi.
-Non mi serve vivere in un castello, quando già sono fidanzato con un re.- Lo presi in giro con dolcezza. Lui arrossì leggermente, ma si riprese subito, scoccandomi uno sguardo malizioso.
- Quindi io sarei il tuo re eh... mi piace questa situazione. Credi di poter servire il tuo re come merita?- Si avvicinò a me, appoggiando la mano sulla mia coscia, prima di farla risalire piano.
Gemetti leggermente tra le labbra socchiuse, chiudendo gli occhi per un attimo.
-Ho l'impressione che il mio re sia più bravo di me a soddisfare i bisogni degli altri.- Dissi a mezza voce. Lui tornò a sorridere.
-Soltanto perché soddisfare te, farebbe godere anche me.- La sua voce roca mi colpì dritto all'inguine, che tremò, insieme al mio tono, quando ebbi il coraggio di rispondere.
-Che ne dici di andare a vedere se le stanze di vostra maestà sono libere?- Suggerii. Draco annuì, baciandomi con violenza.
-Non ci pensate proprio, ragazzi. Nessuno qui scoperà fino a quando non ci saremo fatti tutti un bagno al mare.- Theo si catapultò davanti all'altalena, tirando via Draco.
Adhane, dietro di lui, fece lo stesso con me, facendo mettere me ed il mio ragazzo ai due estremi della veranda.
-Siete proprio due spudorati. Andare a sfogare i vostri piaceri sessuali in una casa piena di amici che hanno voglia di passare un po' di tempo con voi.- Ci riprese ancora Theo.
Alzai gli occhi al cielo, cominciando a sentirmi infastidito dalla situazione.
-Se continuerete a comportarvi in questo modo, prima o poi passerete da amici a sconosciuti.- Si alterò Draco.
-Harry non lo permetterebbe mai e poi mai.-
Si lamentò Nene, stringendomi un po' più forte a sè, facendomi soffocare dal caldo.
-Trasforma quel ci penserò in un: cazzo sì.- Feci io per tutta risposta, rivolgendomi a Draco, che annuì con fervore, capendo che mi stessi riferendo alla sua precedente proposta di cambiare domicilio.
-Di cosa parlate?- Si informò Hermione, appena uscita anche lei.
-Fate sul serio? Theodhane, vi avevo chiesto di andare a chiamare la Drarry, non di placcarli come in una violenta partita di rugby. Suvvia, un po' di contegno.- Pansy la sorpassò, facendo cenno con la mano a Theo ed Adhane di lasciare la presa. Loro ubbidirono come due cagnolini fedeli.
-Certe volte mi chiedo come faccia mia sorella a non essere già un boss.- Ironizzai. Lei si strinse nelle spalle.
-La risposta ti dovrebbe essere chiara mio caro fratellino: non lo sono perché non voglio esserlo.- Rispose altezzosa. -Mi basta comandare voi piccole menti bacate per essere felice. Non ho bisogno di una balbuziente banda di babbuini. Sarebbe una vera noia comandare qualcuno che non siate voi.- Continuò poi, come se si fosse già posta quella stessa domanda, e avesse già riflettuto in precedenza sulla risposta.
-Dovremmo prenderlo come un complimento?-Sussurrò Nene nel mio orecchio, facendomi balzare per lo spavento.
Si scusò con un'alzata di spalle, mentre io lo guardavo male.
-Avete intenzione di rimanere su quella veranda per l'intera giornata, o possiamo andare in spiaggia?- Blaise, con la sua solita impazienza, si affacciò dalla finestra, non riuscendo nemmeno a mettere un piede sul balcone, pieno com'era.
Mi strinsi nelle spalle.
-Perché non vi avviate? Stasera dobbiamo ripartire per il Manor e non ho ancora fatto le valigie.- Mormorai angelicamente, sperando che i nostri amici avessero il buon cuore di lasciare in pace me e Draco per un po'. Speranza, ovviamente vana, dato che l'intero gruppo mi fulminò con lo sguardo.
-Harry, amore della mia vita, luce dei miei occhi e saliva della mia bocca. E' estate, siamo giovani e liberi... perché non smetti di farti seghe mentali e provi a lasciarti andare?-
Pansy cominciò a fare qualche circonduzione, sciogliendo i muscoli delle spalle, come a farmi capire di dover fare lo stesso.
Il modo in cui vorrei lasciarmi andare non è lo stesso modo che intendi tu... avrei voluto dirle, trattenendo una smorfia di disappunto.
Mi limitai, però, a sospirare.
Draco mi raggiunse, prendendomi per mano.
-Andiamo, forse il demone ha ragione. Avremo tutto il tempo del mondo, una volta lasciato il Manor. E poi, anche i nostri amici sono importanti, dopotutto.- Mormorò sul mio collo, in modo che nessuno potesse sentirci.
-Scatta. Scatta.- Pansy rifilò una gomitata nel fianco di Nene, che senza farselo ripetere due volte, prese il telefono e cominciò a immortalare me e Draco da tutte le angolazioni.
Scattai in avanti.
-Vi conviene correre, prima che vi uccida!-

-Qualcuno vuole una birra?-
Eravamo appena usciti dall'acqua, dopo aver ingaggiato una sensazionale battaglia di gavettoni che aveva visto tutti contro tutti, e che aveva portato alla vittoria indiscussa di Draco, e alle lamentele di metà dei bagnanti, che erano capitati sotto tiro.
Biascicai un sì, mentre mi buttavo sulla mia sdraio, sfinito.
Ci fu un coro di altri sì, così Blaise si allontanò, non prima di aver chiesto a Ron una mano per andare a prendere da bere.
Un attimo dopo, Draco si lanciò su di me. Sentii il suo peso sul mio corpo nudo, mentre i nostri petti si alzavano e abbassavano a ritmo del nostro respiro accelerato.
-Sono troppo vecchio per queste cose.-
Si lamentò, strizzando i capelli bagnati sulla mia faccia, per farmi un dispetto.
Io, al contrario, godetti della frescura dell'acqua sulla mia pelle.
-Vecchio, dici? Se sei troppo vecchio per una mezza giornata di mare, forse non dovremmo esagerare troppo con il movimento fisico stanotte. Potrebbe accorciarti la vita.-
Lo provocai, accarezzandogli il braccio.
Lui spalancò gli occhi, sorpreso.
-Harry Potter, stai cercando di mandarmi in bianco?- Domandò, non riuscendo a trattenersi dal ridere sommessamente.
-E se anche fosse?-
Lui appoggiò le mani ai due lati della mia testa, sollevandosi un po' per guardarmi, prima di calarsi sul mio collo.
-Ti farei cambiare idea.- Senza accorgermene inarcai la schiena verso di lui, mentre le sue labbra pizzicavano dolcemente la pelle del mio collo abbronzato, mordicchiandola leggermente, prima di lasciarla andare.
Quella giornata stava diventando una vera tortura.
-Come fai ad essere così persuasivo? Fanno un corso online o qualcosa del genere?- Non potei fare a meno di dire. Lui sorrise genuinamente, dandomi un bacio sulle labbra e abbracciandomi.
Era confortante sentirlo vicino a me in quel modo, come se ci fossimo soltanto io e lui su quella spiaggia, come se non avessimo bisogno di altro...
-Questo è perché ti amo.-
Il mio cuore accelerò tanto da farmi mancare l'aria. Draco dovette notarlo, perché, appoggiato su di me, mise la mano sul lato sinistro del mio petto.
-Il tuo cuore batte così forte.- Mormorò. Trattenni il fiato.
Forse in quel modo avrebbe smesso.
-Batte per me?- Chiese innocentemente, facendomi sciogliere, e dimenticare persino il mio nome.
-Smetterà di battere, a causa tua, in realtà.- Blaterai, più colpito che imbarazzato.
Lui ridacchiò, e la sua risata vibrò su di me, non aiutando il mio cuore a calmarsi.
-Mi dispiace. Ma potremmo rimanere così per un po'?- Chiese. Annuii.
-Puoi rimanere così per tutta la vita.-
Gli accarezzai i capelli. Il suo respiro si fece sempre più calmo, fino a quando non lo sentii appisolarsi su di me.
Sorrisi, intenerito.
Forse era davvero troppo vecchio come diceva.
-Non smetti mai di meravigliarmi, sai.- Ron si appollaiò accanto a noi, appoggiando due birre sulla sabbia, e guardandoci con una mano sotto al gomito, come intento ad ammirare un quadro del quale non afferrava il senso.
-Che intendi?- Bisbigliai, per non turbare il sonno del biondo. Ron si strinse nelle spalle.
-Sei cambiato così tanto in quest'ultimo anno. Hai cominciato ad aprirti, a vivere la tua vita, e ad amare sul serio. Non credevo che ne saresti mai stato capace. Quando io ed Hermione ci siamo avvicinati a te, tu eri così restio a mostrarci qualcosa di te. Certo, eri quasi sempre con noi, ma era come se tu fossi irraggiungibile. Vederti così, adesso... mi fa pensare a quanto sarebbe stato brutto averti nella nostra vita come quello che eri una volta, sapendo che nessuno dei due avrebbe potuto mai cambiarti.- Continuava a guardare l'abbraccio mio e di Draco, piuttosto che incrociare il mio sguardo.
-Mi dispiace avervi fatti sentire in questo modo.- Non avrei mai smesso di chiedere scusa a Ron ed Hermione per tutto quello che avevo fatto passare loro. Li avevo trascinati nella mia burrascosa vita senza nemmeno chiedere loro il permesso. Avevo sconvolto ogni cosa.
-Grazie a te ho conosciuto Blaise, e Herm ha incontrato Pansy. Credo proprio che tu debba smettere di preoccuparti per il passato. Se non fosse stato per te oggi non saremmo qui. Ed io non sarei così felice. Blaise è... beh, lui è lui.- Sorrise, quasi rispondendo ai miei stessi pensieri.
-Me ne vado per cinque minuti e già cominci ad essere sentimentale?- Blaise si avvicinò a noi, con il resto delle birre tra le mani.
La sua pelle era diventata ancor più scura a causa del sole, e il costume giallo fluo che indossava, la metteva in risalto.
Ron si voltò verso di lui, mettendo su il muso, come faceva sempre quando il suo ragazzo lo coglieva con le mani nel sacco.
-Non avresti dovuto sentire.-
-Non è mica colpa mia se stavo tornando mentre tu facevi lo sdolcinato, my darling.-
Era chiaro come il sole che Blaise si divertisse da morire a prendere in giro il mio migliore amico.
Continuai ad accarezzare i capelli del mio ragazzo, godendomi la scena.
-My darling? My darling?! Il my darling te lo ficco su per il culo.- Urlò Ron, senza ritegno. Per la decima volta, sulla spiaggia volarono colorati epiteti contro di noi, additati da tutti come disturbatori della quiete pubblica. Se non fossi stato coperto dal corpo di Draco, mi sarei di certo sotterrato sotto la sabbia, in preda alla vergogna.
Molti ci guardavano con disprezzo, altri ridacchiavano sotto i baffi per i nostri modi da casinisti, ma ci fu uno sguardo in particolare che attirò la mia attenzione: ai confini della spiaggia, su un muretto basso, se ne stava seduta una ragazzina dall'aria sbarazzina. Indossava un prendisole rosa fluo, mentre fumava candidamente una sigaretta, con i piedi che ondeggiavano nel vuoto.
Da quella distanza non riuscivo a vedere di che colore fossero i suoi capelli, nascosti in gran parte dal cappellino così come i suoi occhi, che ero certo, però, puntassero verso di me.
Quando la notai, lei sembrò rivolgermi un sorriso appena accennato, prima di spegnere la sigaretta e allontanarsi con calma. Aggrottai le sopracciglia, ma non vi diedi peso.
Ero abituato alle occhiate che le persone mi rivolgevano, soprattutto in quella città che una volta era stata casa mia. Non importava quanto tempo fosse passato, o quanto distante me ne fossi andato: lì sarei rimasto per sempre il nipote orfano di Vernon Dursley.
-Ehi... tutto bene?- Guardai verso il basso. Draco mi guardava con occhi assonnati.
-Certo, tutto bene. Torna pure a dormire.-
Lui scosse la testa.
- Tranquillo, stavo solo riposando gli occhi.-Brontolò. In effetti non erano passati nemmeno dieci minuti da quando li aveva chiusi. Annuii.
-Non provare a cambiare argomento. Perché quell'espressione triste?-
Si puntellò sui gomiti, per guardarmi meglio. Mi strinsi nelle spalle.
-Niente di che. Soltanto i soliti pensieri.- Lo rassicurai, dolcemente. Lui annuì, lasciandomi un bacio a fior di labbra.
- Se sei sveglio perché non ti alzi, così posso bere la mia birra?-
Lo spinsi a terra, facendolo finire in mezzo alla sabbia, gemente per il dolore. Ridacchiai innocentemente.
-Oddio, mi dispiace, non era mia intenzione ferirvi, mio re.- Finsi un mezzo inchino. Lui alzò gli occhi al cielo.
-Tu e il romanticismo siete agli antipodi. Non potresti cercare di essere più carino?-
-Se fossi più carino, poi non sarei più l'Harry Potter di cui ti sei innamorato.-
Draco sospirò, sapendo di essere già stato sconfitto in partenza.
-Ti odio.- Brontolò offeso.
Io per tutta risposta, cominciai a bere la mia birra in tranquillità.
Hermione e Pansy erano a qualche ombrellone di distanza, a discutere animatamente su chissà quale argomento, mentre Theo e Adhane se ne stavano seduti sul bagnasciuga, come la più classica delle coppie.
Ero felice che le cose tra loro andassero così bene. Vedere Adhane felice, rendeva felice anche me.
Sentendo il mio sguardo addosso, Nene si voltò verso di me, salutandomi con la mano, come un bambino che cerca di attirare l'attenzione del fratello maggiore. Sorrisi e lo raggiunsi.
-Ehi.- Mi sedetti accanto a lui.
Dall'altro lato, Theo mi rivolse un sorriso, prima di tuffarsi in acqua. Mi chiesi se fosse perché non voleva stare con me, ma quando Adhane cominciò a parlare, mi resi conto che probabilmente aveva chiesto al suo ragazzo di lasciarci soli per un po'.
-Stavo aspettando il momento giusto per dirtelo.- Cominciò a giocherellare con la sabbia sotto si sé. –Io e Theo abbiamo deciso di ricominciare gli studi.- Sorrisi.
–Ma è fantastico! – E lo era davvero, ma allora perché lui sembrava così triste?
– Adhane qual è il problema? – Appoggiai la birra a terra, come se fosse quella ad ostacolare il nostro discorso.
– Ci trasferiamo in Italia. – Trattenne il respiro, preoccupato dalla mia reazione. Reazione che tardò ad arrivare, dato che le sue parole erano state tanto definitive da spiazzarmi.
-Dici sul serio? Voi... ve ne andate?-
Adhane si strinse le gambe al petto, guardando verso il mare.
-Theo ha lasciato gli studi di musica per colpa mia, e io sono tornato qui senza finire l'accademia. Abbiamo entrambi qualcosa in sospeso da concludere lì.- Mi spiegò, mentre i suoi occhi seguivano la figura del suo ragazzo, che si muoveva tra le onde.
Rimasi in silenzio per un po'.
-Quando lo avete deciso?-
-Ci stavamo pensando da tempo, ma in questa settimana di viaggio abbiamo preso la nostra decisione.- Confessò.
Ero deluso dal fatto che non me lo avesse detto prima, ma non potevo avercela con lui. Non quando stava perseguendo qualcosa che desiderava nel profondo.
Non mi sarei mai opposto ai suoi desideri, anche se questo significava allontanarmi di nuovo da lui.
-Sono davvero contento per voi.-
Avrei voluto sembrare più felice, più sincero... ma la verità era che non volevo che Adhane andasse via.
–Harry...–
-No, non preoccuparti per me. Tu e Theo meritate di essere felici. Sono solo sorpreso che tu me ne abbia parlato soltanto adesso.-
-Lo so. Mi dispiace, Harry. E' solo che fino ad ora non c'era mai stato nulla di sicuro, e... non volevo vederti triste.- Si scusò.
-Non hai nulla di cui scusarti. È della tua vita che stiamo parlando. – Cercai di alleggerire l'atmosfera, circondando le spalle del ragazzo con il braccio. –E poi, non sarà per sempre... insomma, tornerete prima o poi.-
Lui sembrò riacquistare un po' della sua innata, ottimistica propensione alla gioia.
-Tornerò sempre da te, Harry. Sei il mio migliore amico. Non potrei starti lontano neppure volendo.-
Sorrisi.
-Quando partite?- Mi arrischiai a chiedere.
- Abbiamo un volo prenotato per la fine del mese.-
Probabilmente sarebbe stato meglio non domandarlo.
-La fine del mese? Ma manca poco più di una settimana. Non è troppo presto? E poi siamo ancora in piena estate, i corsi non dovrebbero ripartire a settembre?-
Adhane ridacchiò nervoso.
-Normalmente sì, ma avendo abbandonato gli studi, io e Theo abbiamo bisogno di un corso supplementare per recuperare, prima di riprendere a studiare normalmente.- Spiegò pazientemente.
Non mi restò altro che sospirare, e rimanere in silenzio.
Rimanemmo così per qualche minuto, fino a quando Theo non uscì gocciolante dall'acqua, scambiandosi uno sguardo eloquente con il ragazzo accanto a me. Doveva aver notato che avevamo finito di parlare, così era tornato a riva.
-Tutto bene?- Chiese, sulla difensiva.
Io sbuffai, offeso.
-Certo, se togliamo il fatto che due dei miei migliori amici scappano via in luna di miele, abbandonandomi con la metà più deviata del gruppo.- Lo sgridai bonariamente.
-Migliori amici? Parla al singolare, se non fosse per Nene non ti parlerei neppure.- Mi prese in giro Theo, facendomi la linguaccia. Gli ringhiai contro.
-Stronzo.-
Nene cominciò a darmi delle pacche sul ginocchio, chiedendomi indirettamente di calmarmi.
Misi il muso.
-Promettetemi solo che tornerete almeno un weekend al mese, e che faremo videochiamate tutte le sere.-
Nemmeno io sapevo quando fossi diventato così sentimentale, ma davvero non riuscivo a pensare ad un futuro in cui Adhane e Theo non ci fossero.
-Sei così melo–drammatico. Guarda che non andiamo mica in guerra.- Theo calciò dell'acqua, facendomela finire addosso.
Sputacchiai, infastidito dal suo comportamento infantile.
-Sono serio. Promettetelo o sarò capace di legarvi al cancello del Manor.-
Theo sbuffò, ma Adhane scoppiò a ridere, abbracciandomi.
-Te lo prometto, Harry. E se non riusciremo a tornare, spedirò a te e Draco dei biglietti per venirci a trovare.- Ricambiai l'abbraccio, ora meno agitato.
-Lo hai promesso.- Mormorai.
-Promesso.-

Angolino autrice:
Ecccooooomiiiiiii quiiiiii con il primo capitolo di Arcadia. Siamo ancora agli inizi, ma spero che vi sia piaciuto. Fatemi sapere cosa ne pensate, e ovviamente segnalatemi eventuali errori o incongruenze. Un bacione e alla prossima 🥰💚💚💚
Vi lovvo leoncini del mio cuore. 🦁🦁💛

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