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-Ragazzi, non credete di star esagerando?- domandò Annabeth, osservando Percy che saltava sul divano, mentre Luke accusava Jason di aver favorito il suo amico, consentendogli la vittoria.
-Luke, hai perso. Dovresti accettarlo.- disse Talia, beccandosi un'occhiataccia dal ragazzo e un cenno di approvazione da parte di Piper.
Osservò l'orologio alla parete. 23,34.
-Ragazzi, credo che sia ora che io torni a casa. Domani mi aspetta una giornata pesante e dovrò alzarmi presto.
-Non vorrai mica lasciare me e Piper in balia di questi pazza scatenati, vero?- disse Annabeth.
-Purtroppo sì.
-Cosa devi fare domani?
-Stamattina mi ha chiamato Clarisse la Rue. Domani devo andare a deporre in commissariato, poi andrò al lavoro. A quanto pare hanno finito oggi pomeriggio di fare i rilevamenti del locale, quindi domani si riapre. O almeno è quello che quel pazzo di mio fratello vuole fare.
Dopo una cosa del genere, chiuderei tutto e mi darei all'ippica.
-Cosa è successo?- domandò Luke all'improvviso, dopo aver tossito.
-Non posso non averti detto nulla- rispose Percy, allibito.
-Non so nulla di questa storia. Ultimamente le uniche parole che mi dici sono "Annabeth" e "mi piace troppo quella ragazza". Ovviamente nella stessa frase.
La diretta interessata scoppiò a ridere, seguita a ruota dagli altri. Percy squadrò il suo amico, alzandosi in piedi e dirigendosi verso il bagno, dove si chiuse dentro a chiave.
-E adesso fa anche l'arrabbiato? Mi ha battuto tre volte e si permette di tenere il broncio?- Luke sorrise, colpevole. Poi volse lo sguardo verso Talia:- Hai ragione. Il tuo gioco è proprio divertente. E non mi sento in colpa nemmeno un pochino.
Talia lo fissò interrogativa. Poi capì. Luke aveva utilizzato quello che sapeva su Percy, individuando le debolezze e usandole contro il suo stesso amico. L'aveva copiata.
La ragazza lo guardò malissimo. Non poteva permettere che Luke la emulasse. Quel gioco lo aveva inventato lei, e ne era la regina indiscussa. Luke era solo un novellino. Non avrebbe mai potuto batterla.
Si avvicinò alla porta del bagno, bussando:- Percy, non fare il bambino ed esci fuori. Comportati d come se non ti fossi bruciato l'unico neurone che hai con i videogiochi.
In quell'istante la porta si aprì, e Talia si ritrovò la faccia e la maglietta fradicia.
Suo cugino le aveva veramente appena lanciato un gavettone?!
Le urla provenienti dalla sala le confermarono che sì, Percy aveva proprio avuto una splendida idea.
Uno armato contro cinque disarmati? Decisamente sleale.
Entrò in bagno, lasciando la porta aperta.
Si chinò per aprire il mobiletto sotto al lavandino e trovò altri gavettoni. Sorrise.
La porta si chiuse all'improvviso, facendola saltare dallo spavento e facendosi male alla testa perché aveva sbattuto sotto al lavandino.
-Ti sei fatta male?- domandò Luke.
-Tu che dici? Cosa ci fai qui?
-Non vorrai mica divertirti da sola, vero?- indicò con il mento il gavettoni ancora vuoti che Talia teneva in mano. La ragazza non replicò. Luke prese una scodella dove Percy teneva le saponette, capovolgendola e facendo si che cadessero per terra, senza curarsene troppo.
Talia si massaggiò ancora un po' la testa, poi attaccò al rubinetto il gavettone.

***

Furono spietati, insieme. Uscirono insieme dal bagno, e dopo pochi istanti Percy si ritrovò bagnato come se fosse stato per ore sotto un temporale. E che temporale!
-Jason, dovrei andare ora.- disse a quel punto Piper. Il fratello di Piper si alzò immediatamente dal divano, come se gli avesse dato la scossa. Si precipitò a prendere il giaccone di Piper, e dopo due secondi era già fuori dalla porta.
Talia sbadigliò, quindi si alzò in piedi e andò verso la porta anche lei.
-Posso accompagnarti.- disse all'improvviso Luke.
-Non è necessario. Ho la macchina.
-Non dovresti andare in giro da sola a quest'ora. Potrebbe essere pericoloso.
-Ho lo spray al peperoncino nella tasca dei jeans e un coltellino a scatto della borsa. Penso di essere in grado di difendermi da sola, non pensi?
-Serve una richiesta scritta, oppure vieni con me?
-Vada per la richiesta scritta.
-Non sei divertente.
-Sapessi quanto lo sei tu.
-Dammi le chiavi della tua macchina.
-Non ci penso neanche.
-Allora allora vorrà dire che andremo con la mia.- rispose Luke, afferrandole velocemente le gambe e caricandosela in spalla.
-LUKE!- urlò lei, colpendolo su una spalla. Lui trasalì leggermente, ma Talia non se ne rese conto.
-Percy, non divertirti troppo con Annabeth!- strillò Luke, chiudendosi la porta alle spalle.

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