12
Appena la porta si fu chiusa alle sue spalle, Luke sbattè il pugno addosso alla parete.
Cosa aveva fatto di male?
Si portò poi la mano dolorante alla bocca, dove si era irrimediabilmente ferito grazie alla pietra ruvida e irregolare.
Avvertì subito un profumo forte, inimitabile.
Talia.
L'aveva stretta così forte da avere ancora il suo profumo addosso.
Imprecò sottovoce.
La porta si aprì di nuovo, lasciando entrare Percy.
-Luke, stai bene?- domandò - Perché se ho interrotto qualcosa...- poi scoppiò a ridere.
-Smettila.- urlò Luke.
Percy rimase sbigottito. Non lo aveva mai visto arrabbiato.
-Tua cugina- disse Luke, stavolta ad un tono di voce normale- la tua carissima, adoratissima cugina...
-Che ha fatto?- rispose il ragazzo, chiudendosi la porta alle spalle e appoggiandosi contro.
Aveva le mani incrociate e guardava fisso Luke.
Era il momento di fare il serio. Il suo amico aveva bisogno di lui.
-Mi stuzzica, mi porta all'esaurimento.
Percy sorrise. Luke era cotto di Talia e non se ne rendeva nemmeno conto:-Ti piace.
-COSA?! NO!
-E ti piace anche tanto... e brava la nostra Talia che fa conquiste.
Luke sbuffò.
Non poteva piacergli Talia, per tanti buoni motivi.
-Te come va con Annabeth?- domandò il biondo, per togliersi dalle spine.
-Non lo so.- Percy si passò una mano fra i capelli corvini- A volte mi sembra quasi assente, come se fosse da un'altra parte. Mi guarda ma è come se non mi vedesse.
Altre volte invece è completamente diversa. Si lascia andare, ecco.
È come se esistessimo solo noi, ed è una sensazione fantastica, indescrivibile.
Luke sentì un masso sul petto.
Percy teneva veramente ad Annabeth, ma lei? Se fosse stata ancora innamorata di lui?
-Hai provato a parlarle?
-A dire il vero no. Ho pensato che fosse solo lei, il suo carattere.
Ha gli esami dell'università, sta preparando la tesi di laurea... a mala pena trova il tempo per vederci.
Sai, quando uno ha tanti pensieri per la testa è assente... - si interruppe quando sentì chiamare il suo nome dal piano superiore- Scusa, devo andare.
Probabilmente il nuovo assunto ha combinato qualche disastro...
Si voltò, dirigendosi verso le scale.
-Chi è il nuovo assunto? - domandò Luke.
-Un certo Leo. Leo Valdez, mi pare.
Lo conosci?
***
Qualcuno bussò alla porta.
Talia distolse per un attimo lo sguardo dalla TV.
Chi poteva essere? Percy? Jason?
O... forse Luke?
Si alzò, impaziente di scoprire se fosse davvero lui... e aprì la porta, ritrovandoselo davanti.
-A che gioco stai giocando?- domandò, andando dritto al punto.
-Veramente non stavo giocando. Guardavo la TV. Ma ho parecchi giochi da tavolo, e anche un paio di mazzi di carte... penso. Forse ne ho uno solo. O forse non ne ho nessuno.
-Talia Grace- rispose Luke, a denti stretti e trattenendo a stento la rabbia- non ti permetterò di prendermi in giro.
-Bene, Luke Castellan, passiamo ai fatti.- Talia incrociò le braccia al petto, attendendo che Luke proseguisse.
-Perché ti sei comportata in quel modo?
-Perché ti ho stuzzicato? Volevo divertirmi. Poi mi hai baciata e mi sono divertita ancora di più. Fine.- rispose la ragazza, chiudendogli la porta in faccia e ignorando i colpi ripetuti contro di essa.
Si sedette a terra, chiudendo gli occhi.
Rivide tutta la scena, e le sembrò quasi di riuscire ancora a percepire la pressione delle labbra di Luke sulle proprie.
Si portò un dito alla bocca, sorridendo.
Sapeva che non avrebbe dovuto farlo, eppure aveva ignorato la testa, seguendo il suo istinto.
Le era piaciuto quel bacio?
Anche troppo per essere lecito.
Avrebbe voluto che Luke la baciasse ancora?
Forse, anzi sicuramente sì.
Glielo avrebbe lasciato fare?
Assolutamente no.
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