11-Missione
-Posa quella pistola- disse Bucky con le mani alzate, cercando di avvicinarsi a me, ancora dolorante per il buco alla spalla.
-Credi di farmi paura?-lo intimidii, sorridendogli amaramente.
-Savannah, per favore. Non fare stupidaggini- mi pregò Peter, che era poco più lontano da me. Lo guardai, per poi sorridergli ormai allo stremo.
Puntai la pistola alla mia tempia ma una folata di vento e una scia blu fece sparire l'arma dalle mie mani: Pietro era di fianco a Bucky con in mano l'arma a penzoloni davanti al suo volto.
-Ridammi la pistola, Pietro- dissi, scandendo il suo nome con una voce che non riconobbi nemmeno io.
Mi avviai lentamente verso di lui che guardò per un attimo Bucky che annuì e mi diede un colpo così forte alla testa che vidi solo il buio.
Mi risvegliai su una sedia, alquanto intorpidita.
-Ragazzi è sveglia!- sentii la voce di Peter lontana da me, mentre vidi difronte a me un grande specchio, come quelli che si vedono nei film delle sale degli interrogatori.
Mi resi conto che i miei polsi erano attaccati con delle fasce di metallo rinforzato ai braccioli della sedia in metallo su cui ero seduta, così come le mie caviglie.
La porta di ferro si aprì con un movimento secco, vedendo entrare Bucky da essa, mentre la porta pesante dietro di lui si richiuse con un tonfo che mi fece chiudere per un attimo gli occhi e sobbalzare.
-Che cosa ci faccio legata come una specie di terrorista americano?!- chiesi cercando di smuovere quelle dannate manette di metallo della sedia, ma senza alcun risultato.
-Sedia studiata appositamente per un super soldato come noi, Savannah- mi disse girandomi intorno. Cercai di respirare a pieni polmoni, cercando di calmarmi.
-Ti stai innervosendo? Bene, perché tra poco vedremo di riuscire a toglierti l'HYDRA dalla testa- disse Bucky fermandosi di colpo difronte a me.
- Zhelaniye. Rzhavyy- mi disse con tono duro, gambe divaricate e braccia lungo il corpo, tese.
-NO- urlai, sentendo già la testa scoppiare. Cercai di divincolarmi da quella stretta metallica, ma ero troppo debole.
- Semnadtsat. Rassvet. Pech'- continuò, incastrando il suo sguardo nel mio con forza.
-BASTA!- gli dissi, ruggendo con tutta la voce e la forza che avevo in corpo, vedendolo serrare la mascella e continuare a torturarmi.
POV Narratore
Savannah continuava a sentire un tremendo dolore alla testa, mentre cercava di liberarsi dalla presa metallica della sedia su cui era seduta, cercando di far smettere di pronunciare quelle parole a Bucky, senza nessun risultato.
-Gruzovoy vagon- dopo aver detto tutte le parole che finirono per far scattare l'assassino in Savannah, chinò il capo di colpo, per poi alzarlo con uno sguardo diverso: ecco l'assassino.
-Rapporto- chiese Bucky con voce dura, portando le braccia dietro la schiena a mani unite, mentre Savannah non smetteva di guardare un punto indefinito davanti a sé.
-In attesa di comandi- recitò come un robot Savannah, vedendo i suoi pugni chiudersi in pugni.
-Cancella memoria- disse girando intorno a Savannah, Bucky osservandola con cura.
-Ordine negato- disse con tono duro la ragazza.
-Chiarisci soldat- pronunciò con rabbia Bucky, mentre a braccia conserte, si dispose difronte alla ragazza.
-HYDRA compromessa, missione in sospeso- dichiarò la ragazza per poi distogliere lo sguardo fisso e spostarlo sui suoi polsi: con un scatto veloce di entrambi i polsi ruppe le fasce metalliche che la impedivano di muovere le mani, fece lo stesso con le caviglie, con una tale forza da far volare via le fasce contro il muro.
La ragazza si alzò di scatto guardando per qualche secondo Bucky.
-Bersaglio acquisito- disse a voce alta per poi saltare contro Bucky, pronta a colpirlo ma prontamente il ragazzo con un balzo riuscì a evitare il colpo, vedendo Savannah fare una grossa voragine nel cemento del muro.
Levò il pugno dal cemento per poi correre e afferrare per il collo Bucky, alzandolo da terra. Bucky, mentre stava quasi per soffocare, calibrò il suo braccio di metallo e colpì il punto debole di Savannah: le costole proprio sul fianco, facendola volare contro la parete lontano da lui.
-Abortire missione!- urlò Bucky, andando incontro a Savannah, che si alzò traballante da terra.
-Tu sei la mia missione: missione principale- disse ancora Savannah, cercando di soffocare ancora Bucky che la prese in contropiede bloccandola al muro con la sua presa al collo, mentre le diede un pugno in pieno volto con il braccio meccanico.
Savannah dopo aver subito il colpo, sferrò senza spostare il volto dalla posizione dopo aver subito il pugno di Bucky, un gancio destro contro il volto di Bucky, che dopo averlo ricevuto, non lasciò la presa sputando poi sangue, mentre iniziava a perderne altro dalla bocca.
-Se non puoi abortire la missione, farò ritornare Savannah a suon di pugni. Ho tutto il giorno libero- disse Bucky, iniziando a sferrare pugni con intensità sempre più forte contro il volto di Savannah, che lentamente smetteva di opporre resistenza.
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