1-Ritorno a scuola
-Ma sei...IMPAZZITO!?- urlai contro Flash che mi buttò tutta la vernice addosso, invece che pitturare il muro della palestra della nostra scuola, per il ballo delle quinte compresi noi, di fine anno.
-Scusami tanto spilungona!- disse ridendosela Flash. Ero più alta delle ragazze di tutta la scuola, arrivavo perfino all'altezza di Parker, che era più alto di quel nano di Flash.
Gli buttai il mio secchio di vernice contro, vedendolo colorarsi di rosso, sentendo qualcuno dietro di me ridere.
Mi voltai, vedendo Parker e Ned, ridere sotto i baffi.
Alzai la mano con il pennello in mano, ancora tutta sporca e li indicai.
-Se non volete ritornare a casa multicolore, smettetela e iniziate a dare una mano- dissi con tono duro e sguardo truce. Ned e Peter smisero di ridere e si misero a lavoro.
-Sì signora!- disse Peter facendomi sorridere e scuotere la testa.
Andai in bagno cercando di ripulirmi, dato che la vernice era ancora fresca, levandomi la maglia rimanendo con il top sportivo e i pantaloni ancora sporchi.
Passai più volte le braccia sotto l'acqua fredda, lavandomele.
-Savannah...- disse una voce per poi fermarsi.
Mi voltai a vedere chi fosse, vedendo Peter fermarsi a pochi passi da me, osservandomi con cura.
Aveva i capelli scompigliati e la bocca semiaperta, con i suoi occhioni nocciola fissarmi.
-Chiudila la bocca, Parker. Non vorrei che qualcosa entrasse e ti andasse di traverso- dissi ridendo, vedendolo tossire e fare finta di niente.
-Volevo farti sapere che abbiamo finito.- disse poi avvicinandosi a me e prendendo la maglia sporca che avevo fatto cadere poco prima, poggiandola sul lavandino.
-Cosa ti metterai ora?-mi chiese continuando a fissarmi, mentre mi toglievo l'ultimo po' di vernice sul braccio.
-Uscirò dallo spogliatoio e andrò a prendere dal mio armadietto una maglia pulita...e smettila di fissarmi, mi consumi- dissi schizzandogli l'acqua addosso, scoppiando a ridere insieme mentre lo vedo alzare una mano per evitare l'acqua.
-Okay, okay vado!- disse indietreggiando, ridendo e correndo via.
Scossi la testa, divertita. Una volta cambiatami, con ancora il pantalone sporco, presi lo zaino e mi diressi verso casa.
Ero davanti ad un semaforo aspettando che scattasse il verde e appena scattò, iniziai a camminare sulle strisce, ma qualcosa mi disse di voltarmi e così feci: vidi volare verso di me un camion e di colpo mi abbassai evitando a pelo di morire.
Di colpo vidi una persona con una tutina rossa e blu cadere in volo davanti a me.
-Ei che riflessi!- si complimentò con me Spider-Man, mentre mi rialzai ancora sorpresa.
-E tu dove diavolo eri per salvarmi?!-gli urlai incazzata nera. Se non me ne fossi accorta sarei morta.
-Scusa se ero a evitare che rapinassero la banca!- mi urlò con voce ovvia, aprendo le braccia e vedendo i suoi occhi tecnologici aprirsi e richiudersi.
-Scusa un corno! Sei solo un ragazzino che combina solo guai!- gli urlai per poi continuare verso la mia strada.
Ma sentii qualcosa appiccicarsi alla mia schiena e venire tirata e roteare contro il petto di Spider-Man: il mio viso era ormai a un palmo dalla sua maschera.
- Chi hai chiamato ragazzino?- mi chiese con voce bassa, mentre inclinava lentamente il suo volto.
-Tu- dissi con tono di sfida- vidi i suoi occhi stringersi e di colpo voltarsi verso destra, guardando altrove. Mi staccò bruscamente da lui.
-Devo andare, ci si vede bellezza- disse puntando la sua mano contro un palazzo e volando via.
-Alla prossima ragazzino!- urlai divertita.
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