7 - cambio stanza
《Patty muoviti!》batto sulla porta del bagno e allontano poi la mano dolorante. Le nocche sono arrossate a forza di bussare. La mia simpaticissima compagna di stanza è rinchiusa in bagno da circa mezz'ora. La mia lezione inizia fra poco e non ho il tempo di aspettare che si muova.
Afferro il cellulare che si trova a poca distanza da me
《Lyla, hai il bagno libero?》chiedo salterellando qua e la sperando in un si.
《Si, perché? Cosa succede?》sbalordita continua a farmi domande, ma io riattacco correndo a prendere la borsa. Esco all'appartamento recandomi in quello di Lyla.
Inizio a bussare, ormai non sento più la mano.
《Chloe che problemi hai?》Sbotta leggermente arrabbiata e confusa
《Lasciami il bagno due minuti e poi ti spiego》entro facendo quello che devo, per poi chiamare la mia amica
《È questa la tua spazzola vero?》indico il pettine nero con una scritta dorata e lei annuisce. Non ho nemmeno avuto il tempo di pettinare i capelli.
《Ora ti spiego》la precedo mentre sistemo le ciocche ribelli
《Patty è chiusa in bagno e io ho avuto solo il tempo di lavarmi la faccia e i denti, da brava persona l'avevo lasciata entrare perché aveva urgenza di fare una doccia, il problema è che poi non è più uscita》sbuffo ripensando all'inciviltà di quella ragazza, io non mi comporto così e cerco di essere carina. Lei invece crede di essere a casa sua.
《Dovreste parlarle》cerca di calmarmi, ma io non ho intenzione di farlo.
《Voglio cambiare stanza, altrimenti torno a casa》rifletto velocemente
《Non pensarci nemmeno! Tu rimani qui》scuoto la testa.
《Ci penserò su》esco dal bagno e me ne vado all'appartamento della mia amica.
Dopo aver seguito la lezione di Letteratura inglese mi dirigo decisa in segreteria.
《Ciao, hai bisogno di qualcosa?》annuisco alla giovane segretaria che scuote i molti bracciali tamburellando una penna sulla scrivania.
《Vorrei fare una domanda per cambiare appartamento》pronuncio decisa. Non è possibile vivere con una che torna alle due di notte e usa il bagno per ore, non tenendo conto di doverlo condividere.
《Certo, dammi i tuoi dati》rispondo alle domande della donna, che segna tutto sul computer.
《Ci potrebbe volere un giorno, come un mese, ti facciamo sapere noi》la ringrazio e spero che ci vogliano pochi giorni e non un mese o più.
Me ne vado soddisfatta, ora mi sento più motivata a rimanere.
《Chloe!》mi volto quando sento il mio nome.
《Ciao》scuoto la mano ed il ragazzo si dirige nella mia direzione
《Come mai qui?》
《Potrei farti la stessa domanda》rispondo velocemente
《Ma te l'ho chiesto prima io》mi punzecchia mentre ho ripreso a camminare
《Niente di che, dovevo compilare un modulo. Tu?》faccio spallucce, dopo tutto non sto mentendo.
《Sono solo di passaggio, sto andando ad allenarmi》
《Bene, ci vediamo》lo sorpasso ma lui mi blocca.
《No signorina, hai un esame, come credi di prepararti? Se vai male ci vado di mezzo io》sembra mio padre, ma non lo è quindi non gli permetto di parlarmi così. Inoltre ieri abbiamo lavorato davvero sodo per l'esame e stessa cosa i giorni precedenti.
《Samuel non ho cinque anni, so come si studia》mi blocco guardandolo per fargli capire che non scherzo
《E io sono il tuo tutor e so cos'è meglio per te》inizio a ridere portandomi le braccia ai fianchi
《Tu non sai niente e nemmeno te ne frega niente》sbotto guardandolo fisso negli occhi, non dovrebbe arrivare a toccare alcune corde.
《Senti ragazzina, se tu vai male io vengo convocato in presidenza e rischio la mia media》il tono di superiorità con cui mi sta parlando mi da ai nervi, chi crede di essere?
《Lo fai solo per i voti eh? Cos'è ti hanno promesso dei crediti in più?》tutto torna, uno come lui ha un secondo fine in ogni cosa
《Cosa credevi?》assume la stessa espressione di quando mi ha intimato di non dire a Patty che ci vedevamo.
I suoi occhi scuri e decisi mi fanno capire che non sta scherzando.
《Sei uno schifoso!》corro via furiosa. Che fastidio! Trattengo le lacrime in procinto di scendere.
Entro nell'appartamento molto arrabbiata
《Hey, qualcosa non va?》ignoro la ragazza e mi vado a cambiare, lei è l'ultima a dover parlare.
《Chloe, che problemi hai?》entra in camera con un tono di voce un pò troppo alto
《Che problemi ho? Beh direi che per colpa tua la giornata è iniziata male: ti chiudi in bagno continuamente e non pensi al fatto che ci sia qualcun altro che vive con te. Torni di notte e non ti comporti da persona normale》inizio ad urlare esasperata per l'affronto avuto con il suo ragazzo, mi fa maledettamente imbestialire.
《Scusa》il suo tono dolce mi è nuovo. Esce dalla stanza e sento la porta d'entrata sbattere. Meglio così.
Mi stendo a letto cercando di sbollire la rabbia respirando a fondo. Dovrei studiare e invece la mia testa pensa a tutt'altro.
Odio quel ragazzo, è sempre pronto a mentire e non capisco il perché, è solo uno stupido a cui non importa niente di me.
Patty non è tornata per cena e sono ormai le otto e mezza, più tardi torna meglio è. Inizierei ad urlarle contro di nuovo.
Il telefono vibra e sblocco lo schermo. Un messaggio di Samuel
"Come va?"
Non rispondo e cestino. Non passa nemmeno un minuto che ne arriva un altro
"Stai studiando?"
ma che problemi ha? Cosa dovrei fare? Andare ad una festa come fa la sua fidanzata?
"Perché non rispondi?"
che coraggio.
Qualcuno bussa alla porta: dev'essere il cibo che ho ordinato dalla pizzeria interna al campus. È una vera attività commerciale in cui i ragazzi hanno la possibilità di lavorare come fattorini per guadagnare.
Afferro il portafoglio ma quando apro la porta la richiudo immediatamente.
《Chloe apri!》sbraita al di là della porta. La brutta figura in corridoio se la fa lui, non io.
《Butto giù la porta!》ridacchio alla sua affermazione. Sento un forte colpo scagliato sulla porta e mi affretto ad aprirla
《Ma sei stupido?》si precipita dentro e gli corro incontro. Il ciuffo corvino gli ricade sugli occhi ed è subito sistemato con un movimento scaltro.
《Chi ti credi di essere!?》stava veramente tentando di buttare giù la porta e se avesse continuato ci sarebbe riuscito.
Mi blocca i polsi e gli tiro un calcio su una gamba ma non si piega di un millimetro, tenendo lo sguardo puntato nel mio
《Smettila ok?》alzo un sopracciglio alla sua affermazione osservando il movimento delle sue labbra.
《Smetterla io? Sei tu il problema!》sento una lacrima scendermi sulla guancia e la lascio correre lungo il collo, voltandomi quando cerca di asciugarla.
《Fai schifo!》lascia la presa per poi circondarmi con le braccia. Lo respingo ma non si allontana e cedo.
《Ora ti calmi e poi studiamo》rimango intrappolata in un abbraccio. Le sensazioni in me sono contrastanti. Mi appoggio al suo petto che si muove su e giù ad intermittenza. Chiudo gli occhi inspirando profondamente.
Mi passa la mano sulla schiena e non capisco perché non ho la forza di respingerlo, ma sento solamente il bisogno di essere sostenuta.
Angolo autrice
Come vi sembra questo capitolo? Vi sta piacendo la storia in generale?
Credete che sia stata una buona decisione chiedere di cambiare stanza o no?
qotd: Siete in vacanza?
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