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Primo incontro con Mayuri

Questa storia è ambientata nel manga e anime di bleach. Buona lettura ^-^

Quando mi svegliai era notte, Non sapevo dov'ero... poi realizzai di trovarmi nel Seireitei, ero finita nella Soul Socety!

"Cosa ci faccio qui? Ma soprattutto come ci sono finita!?" pensai vagamente confusa.

Avevo la vista annebbiata e i palazzi che mi attorniavano mi mettevano ansia; capii fin da subito che mi ero irrimediabilmente persa. Non sapevo cosa fare e mentre mi guardavo intorno vidi una strada che conduceva ad uno strano edificio, non che gli altri sembrassero normali, ma quello era di gran lunga il più strano di tutti. Era distaccato dagli altri e mi incuriosiva, così decisi di avvicinarmi per vedere se c'era qualcuno che potesse aiutarmi... penso che non avrei potuto fare scelta peggiore, ma in quel momento ancora non potevo saperlo.

Più mi avvicinavo più mi sembrava una pessima idea, però andai avanti e presto mi ritrovai davanti alla porta dell'edificio, provai a spingere la porta e scoprii che era aperta.

Mi trovai davanti un corridoio buio in fondo a cui si intravedeva un'altra porta aperta da cui filtrava una luce strana, entrai e mi trovai in una specie di laboratorio in penombra, purtroppo però non potei stare a esplorare più di tanto perché dopo che ebbi fatto pochi passi all'interno della stanza la porta alle mie spalle si chiuse all'improvviso e da dietro di me sentii una voce irritata:

-Chi sei e cosa ci fai nel mio laboratorio?-

Mi girai di scatto e mi trovai davanti Mayuri, il capitano della dodicesima divisione del gotei 13...

-M-ma lei non è il capitano Kurotsuchi!?- chiesi in preda all'ansia e al panico.

-Si hai indovinato, ma mi pare di averti fatto una domanda... hai intenzione di rispondermi oppure no? Sto cominciando a perdere la pazienza ti avverto.-

Aveva un tono di voce calmo... fin troppo calmo, stavo iniziando ad avere paura sul serio.

-M-mi chiamo Crystal, mi sono persa all'interno del Seireitei e camminando in cerca di aiuto sono finita qui... non avevo idea che fosse il suo laboratorio, mi dispiace!-

Lui mi guardava dall'alto in basso pensieroso, sembrava che stesse decidendo se uccidermi o no per aver invaso il suo territorio.

-Umh, daccordo ho capito, siccome non l'hai fatto apposta ti do una possibilità. Vattene e non azzardarti a tornare , non voglio più vederti qui, sono stato chiaro?-

-S-si signore mi scusi se l'ho disturbata.-

Mi sbrigai ad uscire di lì, mi allontanai il più velocemente possibile e mi misi a cercare un modo per uscire dalla zona abitata.

Fortunatamente il laboratorio di Mayuri era vicino alla foresta, così mi diressi da quella parte e mi addormentai tra le radici di un albero abbastanza grande.

La mattina dopo fui svegliata dai raggi del sole, non sapendo cosa fare mi misi a girare per la foresta e mi misi a pensare a quello che mi stava succedendo, ma mentre cercavo di concentrarmi sul capire la situazione in cui mi trovavo, e magari sul trovare una soluzione per tirarmi fuori dai guai, continuava a tornarmi in mente il laboratorio di Mayuri... quel posto mi incuriosiva, soprattutto perché non avevo avuto il tempo di vederlo bene.

"Forse potrei tornare a dare un occhiata..." pensai.

-A ma cosa mi viene in mente, sarebbe un suicidio tornare lì, è già tanto se l'ho passata liscia la prima volta.-

"Mmmm però in fondo se do solo una sbirciatina non dovrebbe accorgersene... devo solo stare attenta che non si accorga si me."

Alla fine decisi di tornare a dare un'occhiata durante la notte e verso sera mi diressi di nuovo verso il laboratorio.

Quando arrivai nei pressi dell'edificio vidi Mayuri che usciva.

"Che fortuna!" pensai"Così non si accorgerà di me, mi basta andarmene prima che rientri."

Mi fregai le mani, sentivo l'adrenalina che mi scorreva nel corpo, con il cuore a mille entrai di nuovo lì dentro, percorsi il corridoio e mi ritrovai ancora una volta nel suo laboratorio.

Quel posto era enorme, pieno zeppo di ogni tipo di esperimenti assurdi, corpi deformati, barattoli contenenti organi e ogni genere di schifezza o strano macchinario... eppure aveva un che di affascinante. Rimasi lì a girare, ispezionando tutto quello che riuscivo a raggiungere con lo sguardo, cercando di trattenermi dal toccare qualcosa, ma... purtroppo persi la cognizione del tempo e invece di starci pochi minuti ci rimasi almeno un ora.

Quando mi accorsi che era passato più tempo di quanto avessi calcolato era troppo tardi, perché me ne resi conto solo quando sentii una voce adirata dietro di me sussurrarmi:

-Mi pareva di averti detto che non saresti più dovuta tornare qui.-

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