Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

❀ IX ❀

Luke


Ashton aveva lasciato il letto soltanto per mettere un cd nello stereo. Al momento eravamo entrambi abbracciati, io avevo la testa contro il suo petto e la musica dei The 1975 scorreva nelle nostre orecchie, riempiendo la stanza. Mentre sceglievamo cosa ascoltare avevo scoperto che io ed Ashton avessimo moltissime cose in comune in fatto di musica.

«Mmh, qual è la tua preferita?», mi chiese Ashton, accarezzandomi i capelli. Non aveva smesso di farlo da quando mi ero messo sotto le coperte con lui, e gli ero grato per questo. Avevo una strana fissazione nel farmi accarezzare i capelli, non ne avevo mai capito il motivo; solo, adoravo quando qualcuno mi toccava la testa - il che era strano, ma comunque io sono il re delle stranezze.

Socchiusi gli occhi, sospirando contento. «Credo Settle Down o Robbers. Settle Down è stata la prima che ho ascoltato», spiegai, proprio mentre la canzone di cui stavo parlando finiva e la riproduzione casuale lasciava il posto a Me, un'altra delle tante canzoni di quella band che amavo alla follia. «La tua, invece?».

«If I Believe You. L'ho adorata dal primo istante in cui l'ho ascoltata e... uhm... posso dirti una cosa un po' personale?».

Alzai la testa, fronteggiando Ashton. «Dimmi pure».

Ashton arrossì, distogliendo il suo sguardo da me. «Mi piacerebbe tenerla come sottofondo mentre faccio sesso», mi rispose, passandosi le mani in faccia, «Lo so, è strano da dire, ma quella canzone fa pensare a questo!».

Scoppiai a ridere. «Oh no, tranquillo. Insomma, penso sia una cosa normale», lo rassicurai, scoprendo il suo volto, «Se proprio vuoi saperlo, a me non dispiacerebbe poi così tanto fare sesso con Matty Healy che canta in sottofondo. O con Matty Healy, se proprio devo essere sincero».

Stavo per baciarlo ma Ashton mi fermò, posando un dito davanti alle mie labbra. Alzai un sopracciglio. «Quindi preferiresti Matty Healy a me? Mi offendi così», borbottò, indispettito.

Mi morsi il labbro inferiore per trattenere una risata. «Scusa Ash, ma Matty Healy è la priorità. Andiamo, non dirmi che tu non preferiresti lui a me!».

Ashton mi guardò male. «Di certo non te lo direi in faccia! Sei cattivo», mormorò, facendo il broncio.

Spazzai via quella smorfia con le mie labbra, sorridendo mesto mentre Ashton sospirava. «Se proprio pensi che sono cattivo perché non mi metti in riga?», soffiai seducente, facendo sgranare gli occhi ad Ashton.

«Non l'hai detto sul serio», borbottò, facendomi scoppiare a ridere, «E non ridere! Io sono scioccato!».

«Hey, mi hai visto mentre mi masturbavo vestito da donna sul pc del tuo migliore amico che fino a due giorni fa mi prendeva in giro, ormai non dovrebbe scioccarti niente», lo presi in giro, facendolo accigliare.

«Aspetta».

«Cosa?».

Ashton deglutì. «Che vuol dire che eri vestito da donna? Sul pc di Calum eri nudo...», borbottò, accigliato.

Arrossii. «Oh, giusto... beh, Angel è un crossdresser», spiegai, alzando le spalle.

Il riccio mi sembrò più confuso di prima. «Spiegati meglio».

Alzai gli occhi al cielo. «Vuol dire che indosso abiti da femmina. Gonne, magliette corte... mutandine di pizzo, ecco, questa roba qui», dissi, arrossendo. Era la prima volta che parlavo a qualcuno che non fosse Michael di Angel, la cosa era abbastanza imbarazzante, specialmente considerato che ne stavo parlando con un ragazzo che mi piaceva da morire.

«Mmh, chi l'avrebbe mai detto che avevi questo lato così nascosto, tu che sembri così innocente...», mugugnò Ashton, accarezzandomi un fianco e facendomi rabbrividire, «Cos'altro mi nascondi, angelo?».

Arrossii. «Mi piacciono le manette», me ne uscii di getto, facendo scoppiare a ridere Ashton. Io nascosi la testa nella sua maglietta per l'ennesima volta, «Dio, non volevo dirtelo! Adesso penserai che sono uno psicopatico».

Ashton mi accarezzò la nuca prima di afferrarmi il mento con le dita, costringendomi ad alzare la testa. Quando lo feci mi ritrovai le sue labbra sulle mie, premute in modo dolce e possessivo allo stesso tempo. «Non penso che tu sia psicopatico, certo sei un po' strano, ma credo che adesso tu mi piaccia anche di più», borbottò quando ci staccammo, prima di baciarmi di nuovo.

«Ti piacerò anche quando scoprirai che a casa ho un cassetto del comodino chiuso a chiave che custodisce gonne, mutandine, calze e giocattoli sessuali?», mugugnai, arrossendo veemente (ormai ero sicuramente violaceo), «Perché ti dico queste cose?».

«Già, perché me le dici se poi non me le fai vedere?», borbottò Ashton indispettito, a pochi millimetri dalle mie labbra, «Vorrei tanto scoprire come ti sta il pizzo».

Socchiusi gli occhi. «Magari un giorno te lo farò vedere».

Ashton sorrise. «Ci conto, angelo», soffiò seducente, incollandosi nuovamente alle mie labbra.

Mi lasciai andare contro le sue labbra, finendo di schiena sul letto e con il suo corpo fra le gambe, le nostre labbra impegnate ad incastonarsi le une alle altre con lentezza. Sapevo che Ashton non avrebbe preteso altro da me, che avrebbe rispettato la mia richiesta di aspettare il momento giusto, ma in quel momento, sotto le coperte del suo letto, con Fallingforyou dei The 1975 che accompagnava dolcemente i nostri baci, desiderai soltanto che mi prendesse e mi facesse suo, che facesse l'amore con me per tutto il pomeriggio. E mi sentivo stupido, perché ero stato io a chiedere ad Ashton di aspettare, eppure adesso ero io stesso a desiderare che accadesse qualcosa più forte dei baci tra di noi; non ero mai stato una persona coerente, in fondo.

«I don't wanna be your friend, I wanna kiss your neck», canticchiò Ashton con voce roca, staccandosi dalle mie labbra per baciarmi il collo con lentezza. Un gemito risalì dal fondo della mia gola alle sue attenzioni, per niente abituato a riceverle. Era la prima volta che una persona fosse così intima, con me, motivo per cui avevo così tanta confusione nella mia testa. La parte razionale di me non voleva affrettare troppo le cose, voleva andare con calma, la parte più impulsiva invece voleva che le labbra di Ashton fossero altrove, imponeva che i miei vestiti finissero sul pavimento, desiderava soltanto il corpo di Ashton a coprirmi. E l'erezione che sentivo benissimo premere sulla mia coscia stava ad indicare che Ashton desiderava le stesse cose che desideravo io.

Preso da una consapevolezza che non era mia, feci scivolare la mia mano tra i nostri stomaci, arrivando a sfiorare il cavallo dei pantaloni di Ashton. Il riccio gemette, alzando la testa dal mio collo e fissandomi preoccupato, ma con una punta di eccitazione negli occhi che lo tradiva.

«Luke, non devi se non vuoi», mi rassicurò, mordendosi il labbro inferiore.

Scossi la testa. «Voglio farlo - posso?», chiesi, arrossendo imbarazzato. Ecco che rovinavo un bel momento con le mie paranoie. Complimenti, Luke!

«Vuoi farmi venire precocemente? No, perché chiedendomi il permesso di toccarmi mi hai quasi steso del tutto», sbottò Ashton, ridacchiando, «Ti ho detto già che potevi mettere le mani dove volevi».

Arrossii, sospirando prima di lasciare che la mia mano scivolasse più giù, infilandosi nei pantaloni di Ashton. Il riccio sembrò apprezzare le mie azioni dai mugolii che lasciarono le sue labbra. Il suo volto divenne completamente rosso mentre, prendendo coraggio, oltrepassai anche i boxer, toccando il pene di Ashton con le mie dita che successivamente lo avvolsero prontamente - seppure con la solita insicurezza che mi contraddistingueva.

Ashton sibilò al contatto con la mia mano. «Uh, hai le mani fredde», mi fece notare in un ansito, mentre poggiava la testa nell'incavo del mio collo.

Ridacchiai leggermente. «Scusa».

«N-non scusarti, angelo - anzi, continua così», mi incitò, baciandomi il collo mentre la mia mano continuava a dargli piacere con lentezza. Nonostante fosse la prima volta che lo facevo, mi sembrava la cosa più naturale del mondo. Forse Angel era troppo presente nella mia vita, ormai, così tanto da prendere il sopravvento in situazioni del genere.

«Sei sicuro di non essere mai stato con nessuno? Cazzo», gemette Ashton nel mio orecchio, facendomi rabbrividire.

«Non mi credi?», borbottai, accelerando i movimenti della mia mano.

«Dio, non parlarmi più con quella voce così sexy- mmh», borbottò in protesta il riccio, mordendomi il collo e facendomi gemere.

«Mmh, e se io ti disobbedissi?», chiesi suadente, passando il pollice sulla punta bagnata del pene di Ashton.

Ashton gemette in modo acuto, mordendosi le labbra subito dopo. «Pagheresti delle conseguenze, angelo. Non ti conviene giocare con il fuoco, poi ti scotti», borbottò sotto sforzo, alzando la testa per baciarmi. Gemette nella mia bocca mentre io continuavo a dargli piacere in modo sempre più insistente, costringendolo all'orgasmo. Mi sentii fiero di me, in un modo alquanto contorto, per aver fatto avere un orgasmo ad una persona in carne ed ossa - e soprattutto come Luke Hemmings. Finalmente mi rendevo conto che potevo essere attraente anche come Luke, senza trucchetti o mutande scomode.

Ashton aprì gli occhi lentamente, sorridendomi stanco. «Grazie, angelo», borbottò, chinandosi per baciarmi, «Adesso però tocca a te».

Il momento di gioia, però, doveva pur finire. Ed infatti, quando Ashton disse quelle parole, l'ansia si impossessò di me e la confusione tornò ben presente. Lasciare che Ashton mi toccasse era la cosa che più volevo al momento, ma l'avrei sopportato senza farmi prendere da mille paranoie? Avrei soltanto dovuto fidarmi di Ashton, il che sembrava una cosa da niente, soprattutto considerato cosa facevo io davanti ad un computer, eppure mi sembrava uno sforzo immane farlo. Ma Dio, perché devo essere per forza così complicato?

«Ash... io non so se-».

«Non vuoi che io ti tocchi?», mi chiese interrompendomi, guardandomi con un sopracciglio alzato, «Beh, è comprensibile...».

«A dire la verità non lo so», risposi, leccandomi le labbra, «Io voglio che tu lo faccia, ma allo stesso tempo non voglio per chissà quale motivo ed è fottutamente strano e stressante», spiegai, facendo ridere Ashton.

«Beh, tu hai un'erezione», mi fece notare il riccio, passandoci la mano sopra - gesto per il quale divenni paonazzo e gemetti ad alta voce, «Mi sembra un peccato lasciarla insoddisfatta, sai?».

Dalla bocca mi uscì un verso simile a fusa che mi fece arrossire. «Mmh, sì, f-forse hai ragione, sì», balbettai, facendo ridacchiare Ashton che posò un bacio sulle mia labbra ormai martoriate mentre mi sbottonava i jeans.

«Risposa esatta, angelo», sibilò sulle mie labbra, mordendole mentre mi toccava con lentezza.

«Più veloce», ordinai, serrando gli occhi mentre Ashton mi accontentava, accelerando i movimenti della sua mano e facendomi venire decisamente troppo presto. Beh, a mia discolpa, era la prima volta che qualcuno mi toccava. E i suoi gemiti e le parole che aveva sussurrato al mio orecchio non erano state proprio d'aiuto alla causa...

«Oh mio Dio», sbottai completamente senza fiato, facendo scoppiare a ridere Ashton.

«Vedi che ne sarebbe valsa la pena?», mi prese in giro, baciandomi, «Okay, il cd è finito da un bel quarto d'ora. Che ne dici di mettere qualcos'altro?», mi propose, alzandosi dal letto e dirigendosi allo stereo.

Io restai imbambolato a fissare il soffitto mentre il mio respiro tornava regolare, pensando soltanto a quanto mi sentissi bene, leggero, come se la realtà fosse tutto un mondo a parte. Ma la realtà, purtroppo, era proprio dietro l'angolo. E bastò soltanto lo squillo del mio cellulare a riportarmi con i piedi per terra. Sbuffando, afferrai il mio cellulare dal comodino, trovando un messaggio inviato da Marlene in cui mi chiedeva di andare urgentemente a casa sua e di portare del gelato. Sospirai. C'erano guai in vista...

«Hey, che succede?», mi chiese Ashton, facendomi alzare la testa verso di lui.

Mi alzai dal letto scuotendo la testa. «Marlene mi ha chiesto di andare da lei urgentemente, credo che le sia successo qualcosa - o forse l'è venuto il ciclo e non ha voglia di andare a comprarsi del gelato, di solito mi usa come fattorino», spiegai, facendo ridacchiare Ashton, «Che c'è?».

Ashton fece spallucce. «Niente, è che ti ci vedo a comprare assorbenti e roba da mangiare», spiegò, facendomi arrossire, «Quindi, uhm... suppongo tu debba andare da lei. Vieni, ti accompagno alla porta».

Fui affiancato da Ashton che, prima che uscissimo dalla sua stanza, mi inchiodò al muro, incollando le sue labbra alle mie febbrilmente. Io ricambiai il bacio, incorniciando il volto di Ashton con le mie mani prima che ci staccassimo. «Questo di là non potevo farlo», spiegò Ashton, pungolando le mie labbra un'ultima volta prima di staccarsi del tutto, «Andiamo?».

Ignorai le farfalle nel mio stomaco mentre sorridevo, annuivo e seguivo Ashton di sotto, sentendomi come se stessi camminando sulle nuvole ad ogni passo. Era così che ci si sentiva, ad essere innamorati?


❀❀❀


[A/N] Lukey is in love 😻

Buonasera! Okay, questo capitolo è stato un parto, principalmente perché l'ho scritto "a scatti" (ho dovuto interromperlo per tipo due/tre volte nell'arco di una giornata) e perché in alcuni punti mi sono persa ad ascoltare il self-titled dei The 1975 (come penso avrete notato) ed altre canzoni un po' sconce per entrare nel mood 😏 io ve l'avevo detto o no, che forse ci sarebbero state cosacce in questo capitolo? AHAHAH

Settimana prossima scoprirete perché Marlene era triste nel capitolo precedente (per la gioia di besideclifford, tivibi Sara) e niente, forse potrebbe esserci Michael (dico forse perché non ne ho la minima idea. Staremo a vedere). A domenica prossima! ♥

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro