Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

❀ Epilogo ❀

Moodboard di fletcherssmile98

❀❀❀

Luke


«Allora, sei pronto per partire?», mi chiese Ashton mentre, mano nella mano, aspettavamo il treno che mi avrebbe portato a Cambridge, Massachusetts, dove sarebbe cominciata la mia avventura universitaria. Ero entrato all'MIT con il massimo dei voti - come volevasi dimostrare - e nonostante la paura, l'ansia data dal distacco da casa e la paranoia che Ashton avrebbe potuto lasciarmi a causa della lontananza mi ero buttato a capofitto in questa nuova esperienza, perché l'MIT era il mio sogno da sempre e sarebbe stato un peccato non viverlo appieno, paure ed ansie permettendo.

Ashton, ovviamente, era stato accettato alla Columbia - così come Calum, sorprendentemente - e mi aveva già promesso che mi sarebbe venuto a trovare ogni weekend, anche se a dirla tutta avrei preferito andare io a New York (perché, insomma, vuoi mettere Cambridge con New York?). Ma lui era stato inamovibile, più che altro perché avrebbe preso casa con Calum e voleva evitare battutacce di pessimo gusto. A me non sarebbe dispiaciuto vedere anche Calum, a dirla tutta. Nel corso dei mesi eravamo diventati quasi amici, visto e considerato che la storia tra lui e Marlene procedeva a gonfie vele. Non avrei mai pensato che le nostre vite potessero incrociarsi così; e se me l'avessero detto mesi fa, sarei scoppiato a ridere per l'assurdità di una cosa del genere. Beh, alla fine mi ero dovuto ricredere eccome.

«Sono emozionato», dissi in risposta ad Ashton, poggiando la mia testa sulla sua spalla, «E mi mancherai un sacco».

Ashton rise, avvolgendo le mie spalle con il suo braccio. Mi posò un bacio sulla testa. «Dai, settimana prossima ci rivediamo già. Riesci a resistere?».

Sospirai. «Mmh, credo di sì. Però voglio sentirti il più possibile, quindi tieni sempre il telefono a portata di mano», mi raccomandai, alzando la testa, «E poi... potresti avere bisogno di Skype, sai? Ho messo qualcosa di molto rosa e con molto pizzo in valigia e non vedo l'ora di mostrartelo», aggiunsi, sorridendo malizioso.

Ashton deglutì. «F-fai sul serio?».

Annuii, accarezzando il petto di Ashton. Lui fece scorrere gli occhi dalle pupille dilatate su di me. «Mai stato così serio in vita mia, amore».

«Cazzo. Ti va di fare un giro nei bagni prima che tu parta?», borbottò, guardandomi completamente rosso in viso.

Scoppiai a ridere ed Ashton mi guardò male. «Ashton, c'è mia madre a due passi da noi. E lo sai che crede che il sesso sia salutare ed è anche - stranamente e in modo molto inquietante - contenta che la nostra vita sessuale vada a gonfie vele, ma ti sembra il caso di sparire e tornare dopo ore, tutti e due stravolti, facendole capire che facciamo sesso in un luogo pubblico? Suvvia».

Ashton sbuffò. «Sei uno stronzo. Prima mi provochi, poi mi lasci a bocca asciutta!», si lamentò, facendomi ridere.

«Scusami, tesoro. Beh, potrai pur sempre punirmi quando ci vedremo settimana prossima», borbottai, facendogli un occhiolino a cui lui rispose deglutendo.

«Ti consiglio di smetterla prima che ti prenda e ti trascini in bagno con la forza», sibilò lui, a denti stretti.

Io alzai gli occhi al cielo, posandogli un bacio sul collo che lo fece rabbrividire. «Puoi sempre farlo, io non mi lamento».

Prima che Ashton potesse fare una mossa, però, una figura molto alta si stagliò davanti a noi, facendo sbuffare Ashton (che tra l'altro era ancora geloso di lui nonostante cercasse di non darlo a vedere) e sorridere me. Mi alzai per abbracciare Michael, il quale mi strinse forte - giusto per fare un dispetto ad Ashton. Tra i due era partita una sottospecie di competizione, e nonostante a me la cosa non mi piacesse, mi divertiva un sacco vederli farsi la guerra fredda a vicenda, erano davvero divertenti (e poi Ashton quando è geloso scopa meglio del solito, quindi ne avevo approfittato più di una volta).

«La mia principessa parte per l'università! Non ci posso credere, mi sembra solo ieri che eri ancora un ragazzino pelle ossa e timidino e guardati adesso!», esclamò Michael, facendomi arrossire veemente. Il fatto che ancora mi chiamasse "principessa" era dannatamente inquietante, specialmente di fronte ad Ashton - quasi sentivo la gelosia irradiare dal suo corpo.

«Purtroppo questo momento è arrivato. Mi mancherai, Michael», borbottai, improvvisamente intristito mentre lo riabbracciavo. Certo, avevamo avuto le nostre divergenze nell'ultimo anno, ma Michael restava il mio migliore amico e lo sarebbe stato per sempre (o almeno finché lui non si sarebbe stufato della situazione, ovvio. Quel momento mi sembrava sempre fin troppo vicino, comunque).

Quando ci staccammo, Michael fissò Ashton in tono di sfida ed io alzai gli occhi al cielo. «Mi mancherai anche tu, Lukey. Oh, hey Ashton», lo salutò, sorridendo malizioso.

Ashton fece un sorrisetto seccato. «Michael».

La situazione era talmente tragica che mi ritrovai a fare una risatina che avrebbe dovuto smorzare la tensione ma che non fece altro che aumentarla esponenzialmente. Per fortuna, fu l'arrivo di Marlene a calmare le acque. La mia amica corse verso di me urlando improperi fino al momento in cui mi abbracciò, stringendosi a me. Marlene era davvero piccola, rispetto a me - sia di statura che di età - ma in quel momento mi sembrò così dannatamente adulta e consapevole, mentre mi stringeva come a non voler lasciarmi andare, che quasi mi venne da piangere.

«Non ci posso credere che mi lasci sola! Adesso chi mi rimprovererà perché fumo troppo? Chi mi aiuterà a studiare? Chi mi terrà la fronte mentre vomito l'anima? Chi?!», sbottò, dandomi deboli pugni sul petto che mi fecero ridere.

«Suvvia, non sarà così tragica... ma stai piangendo, Marlene?», sbottai, staccandomi da lei e fissandola sconvolto quando notai la sua matita per gli occhi sbavata sulle sue guance.

Marlene si asciugò le guance, singhiozzando leggermente. Era magicamente tornata la ragazzina che io adoravo alla follia. «È tragica invece, Luke! T-tu sei il mio migliore amico e a-adesso mi lasci sola e te ne vai! Come diamine farò senza di te?», mugugnò in risposta, respirando pesantemente.

La strinsi di nuovo a me, posandole un bacio sulla fronte. «Marlene, tesoro, io ci sarò sempre. Sarò lontano, sì, ma insomma, abbiamo cellulari e computer, possiamo vederci quando vuoi. Puoi anche venire a trovarmi, ed io comunque verrò qui regolarmente. Questo non è un addio, lo sai».

Marlene scosse la testa. «Ma non ci sarai tutti i giorni, non è la stessa cosa. E se Calum dovesse tradirmi mentre è a New York? Con chi potrei sfogarmi?».

«Hey! Perché pensi che io sia infedele?», sbottò Calum alle parole della sua ragazza, facendomi alzare lo sguardo verso di lui. Non pensavo sarebbe venuto con Marlene, a dirla tutta.

«Forse perché sei uno stronzo», borbottò Michael, facendo calare di nuovo la tensione tra di noi. E io ancora dovevo capire perché si odiassero, ma non mi importava più di tanto. Erano affari loro, e se Michael non me l'aveva mai detto un motivo c'era.

«Era una situazione ipotetica, dai», mugugnai io, cercando di calmare le acque, «Marlene sa che non la tradiresti, Calum. L'ha detto soltanto per accentuare la cosa che io sarò lontano da lei».

Calum incrociò le braccia al petto, sospirando. «Marlene... non devi temere, lo sai. Io non ti tradirei, beh... come devo dirlo? Io- io ti amo», rivelò, arrossendo.

Io lo guardai sconvolto mentre Marlene si staccava da me per abbracciarlo. Insomma, Calum Hood aveva un cuore! Provava dei sentimenti! Era un essere umano! Questa era un'altra di quelle cose a cui non avrei creduto mesi fa, quando ero soltanto un ragazzino timido che andava bene a scuola e che nascondeva una doppia vita. Adesso, beh, di certo non ero più così timido, tutti gli sforzi a scuola cominciavano a dare i suoi frutti e la mia doppia vita era quasi del tutto sparita, ma non dimenticata. Non sarei mai riuscito a dimenticarla perché io, alla fine, dovevo molto ad Angel. Angel mi aveva fatto uscire dal guscio, mi aveva reso consapevole di ciò che davvero fossi in grado di fare e, cosa più importante, mi aveva fatto avvicinare ad Ashton, la mia anima gemella, la mia ancora di salvezza. Forse il modo in cui c'eravamo conosciuti era del tutto inusuale, ma io non l'avrei cambiato per niente al mondo.

«Sai, a volte penso a come sarebbe stata la mia vita se quel pomeriggio non avessi sbirciato sul computer di Calum», borbottò Ashton, adesso accanto a me.

Io sorrisi. «Probabilmente avresti fatto molto meno sesso».

Ashton scoppiò a ridere, cingendomi le spalle con un braccio. Io mi accoccolai a lui. «Beh, oltre quello, non avrei neanche incontrato l'amore della mia vita. È assurdo che ci siamo avvicinati perché ti avevo visto mentre ti masturbavi sul pc di un mio amico, quando poi andavamo a scuola insieme ed io non avevo il coraggio di avvicinarmi a te».

Io ridacchiai. «Beh, allora dobbiamo ringraziare Calum che si segava guardandomi ballare vestito di rosa».

«Ew, non me lo ricordare», rabbrividì Ashton, facendomi scoppiare a ridere, «Però sì, in effetti è merito suo se ci siamo trovati - merito suo e del tuo delizioso sedere che mi mancherà tanto», aggiunse, abbracciandomi.

«Mi mancherai tanto anche tu, Ashton», borbottai io, accigliato, «Come farà il mio delizioso sedere senza le tue deliziose mani a tenergli compagnia?».

«Non tentarmi così, angelo», implorò Ashton, cedevole, «Ti prego, non farlo».

Io, di tutta risposta, sorrisi malizioso. «Ma ad Angel piace provocarti», mugugnai, sbattendo le ciglia innocentemente, «Ad Angel piace l'effetto che ha su di te».

«Beh, dì ad Angel che se continua si ritroverà con un paio di impronte belle evidenti sul sedere, e non mi va di rendergli la partenza tanto scomoda».

Strinsi la camicia di Ashton in un pugno. «Beh, magari è ciò che Angel vuole ottenere, non credi?», mugolai, facendo le fusa nell'orecchio di Ashton. Il ragazzo si irrigidì contro di me, cosa che mi fece ridacchiare.

Come prima, il nostro momento fu interrotto; questa volta, però, da Marlene che strillava. Ci voltammo verso di lei, fissandola confusi mentre brandiva un cellulare, forse di Calum. «TU, brutto stronzo! Ti travesti da angelo e non me lo dici?!».

Alzai un sopracciglio. «Che? Marlene, non l'ho mai fatto».

Marlene mi sbatté il cellulare sul petto. Prendendolo, sgranai gli occhi non appena vidi la foto di un paio di ali d'angelo, che Ashton aveva inviato a Calum. Mi voltai verso Ashton, fissandolo stranito. «Me lo spieghi?».

Ashton arrossì. «È... uhm... volevo regalartele perché volevo mi facessi una sorpresa, ecco», borbottò, mordicchiandosi il labbro inferiore.

Alzai un sopracciglio. «Non ti seguo, spiegati meglio».

«Insomma, Luke, tu ti fai chiamare Angel, no?».

«Sì, ma non vedo come questo c'entri».

«C'entra, perché il mio sogno erotico è vederti vestito di bianco con un paio di ali - cioè, quelle che ho inviato a Calum - sulla schiena», sbottò, arrossendo mentre io sgranavo gli occhi.

Beh, avrei dovuto aspettarmelo, comunque, visto che ho cacciato fuori il lato peggiore di Ashton... ma la cosa mi aveva sconvolto leggermente lo stesso. «Cioè, tu volevi regalarmi un paio di ali?».

«S-sì», mugugnò lui in risposta, imbarazzato.

«È inusuale», commentai, leccandomi le labbra, «Ma si potrebbe fare, sai...».

«Si potrebbe fare? È fantastico! Aspetta che lo dica a Claire, sverrà quando scoprirà che hai intenzione di trasformarti in un angelo», esclamò Marlene, facendomi arrossire.

«È tanto eclatante?», mormorai io, ottenendo un'occhiata sconvolta da parte di Marlene.

«Certo che lo è! Ma ti rendi conto dell'effetto che potresti fare alla gente vestito da angelo?! Sei già un sogno erotico di tuo, figurati con un paio di ali sulla schiena!».

Mi voltai sconvolto verso Ashton, che si limitò ad annuire alle parole di Marlene e a guardarmi languido. «Beh, ha ragione, angelo. Sei il più proibito dei sogni erotici - pensa che solo ad immaginarti mi è venuta un'erezione».

Scossi la testa. «Voi siete pazzi».

«Certo che lo siamo», borbottò Ashton, attirandomi a sé, «Io, soprattutto, sono pazzo di te - ti ho già detto che ti amo?».

Mi ritrovai ad arrossire, alzando la testa per stampare un bacio sulle labbra di Ashton. «Tantissime volte- ma non mi stancherò mai di sentirtelo dire».

Ed era vero. Non mi sarei mai stancato a sentire quelle due parole, che ormai avrebbero dovuto sembrare banali, ma che acquisivano mille significati nuovi ogni volta che le sentivo pronunciate da quell'angelo con i capelli ricci. Perché sì, Angel ero io, ma il vero angelo a parere mio era Ashton. Ashton era, semplicemente, quel pezzo di paradiso che non avrei mai pensato di trovare, una terra promessa. E sì, sarei stato grato ad Angel per tutta la vita, perché me l'aveva fatto trovare.

Fine

❀❀❀

[A/N] Io non ci credo che sia finita. Non me ne capacito, lo giuro. E dire che l'avevo iniziata senza un piano, senza sapere come concluderla, ed essere arrivata fin qui... è un po' surreale insomma AHAHAHA

Ovviamente vorrei che Angel non finisse mai, ma purtroppo tutto ha una sua fine. Quindi vi lascio così, con Luke che sta per partire per l'Università e la promessa di un paio di ali d'angelo che Marlene non dimenticherà facilmente 🌚🌝 (e che neanche io dimenticherò facilmente)

Chiudo l'ultimo author's note - oddio, l'ultimo - ringraziandovi per aver letto questa storia. Sul serio, non pensavo sarebbe piaciuta e vedere dov'è arrivata ora è impressionante, per me. Vi voglio bene dal primo all'ultimo ♥ ah, e un ringraziamento speciale va a fletcherssmile98 per avermi aiutata a trovare cose per Angel - e per avermi dato l'idea delle ali, te se ama ahahahah ♥♥

Alla prossima! ♥♥

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro