Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Sbandati

La Serpe sovrastava la folla del Mako dall'alto del suo posto vip. Non c'era niente di più appagante: migliaia di prede che sbavavano per un frutto succulento.
Chissà quanti di loro avevano comprato e fumato la sua erba. Sicuramente più della metà di quegli agnellini aveva assaggiato il suo veleno.
Andrea Montagnani scrutava la massa di ragazzi che cantavano e spingevano per avvicinarsi al palco. Le luci caleidoscopiche illuminavano l'ambiente e le nubi di fumo inonadavano la discoteca.
Centinaia di ragazze in calore, venute a contemplare e ad ammirare il loro idolo. Ma erano le stesse ragazze che manco lo avrebbero riconosciuto se fosse passato loro davanti per strada. Sul palco era il carismatico, rivoluzionario, talentuoso e affascinante Tedua. Nella vita reale era soltanto Mario.
Il ragazzo era straordinario mentre cantava Per le tue, accompagnandola con un balletto che ricordava tanto le mosse del pugilato. Non aveva paura dell'ambiente soffocante, delle capre impazzite e delle serpi avvelenate.
Sudato e stremato portava avanti le sue rime, lasciando il segno nei cuori degli spettatori.
"Marietto, togliti la maglietta!" Urlò Agnese alle sue spalle, sovrastando la musica. La vipera se ne stava seduta sul divanetto, sorseggiando un Americano. Indossava un vestito rosso abbastanza aderente da far capire che era una donna, ma abbastanza largo da renderla di classe.
Agnese spostò lo sguardo su Andrea. Gli fece l'occhiolino e si passò la lingua sul labbro superiore.
La Serpe fece scorrere il veleno sul mento, come segno di sfida.
Lei non perdeva mai occasione per ricordargli che si era scopata Mario, che era stata lei a prendere la sua verginità. La vipera voleva che lui pensasse costantemente al fatto che sul corpo del cucciolo d'uomo ci sarebbe sempre stato scritto il suo nome.
Agnese mise la cannuccia in bocca con fare sensuale. La strega aveva raccolto il cuore di Mario per poi distruggerlo. Aveva fatto in modo che si aprisse all'amore, che conoscesse la bellezza di quel sentimento, per poi portarglielo via violentemente.
Per questo la gente ha paura d'innamorarsi troppo, perchè quando una cosa ti rende felice, se poi finisce, finisci un pò anche tu.
La Serpe la odiava per questo, odiava il fatto che avesse giocato con il cuore del suo piccolo cucciolo. Ma sapeva che Mario era più forte di quella vipera. Agnese teneva a sé soggiogate le persone con la paura perché era lei stessa ad avere paura, ad avere paura di sembrare debole.
La forza di Mario stava invece nella consapevolezza della sua vulnerabilità.
La vipera credeva di aver vinto sul cucciolo d'uomo, ma non è stato così. Mowgli è cresciuto, mentre Kaa è rimasto nella sua tana, a nascondersi dai nemici.

***
"Mario, sei il loro Dio" Diego l'abbracciò forte, sentendo il cuore dell'amico battere. Era fradicio di sudore, ma a Diego non importava. In un certo senso, quello era anche il suo di sudore. Avevano perso, vinto e lottato assieme. Ciò che avevano conquistato, lo dovevano all'altro.
"Wildbanada sempre, frate" Mario prese il viso dell'amico tra le mani e si misero fronte contro fronte. Anima contro anima. Cuore contro cuore.

"Mowgli, bevi un po' di acqua, datti una rinfrescata e torna in pista. Cenerentola ti aspetta"
Mario si tolse la maglia e andò nel piccolo bagno della vip room. La musica della discoteca sembrava lontana anni luce, era un eco lontano nella sua testa.
Su quel palco si era sentito invincibile, aveva avvertito una forza incontrastabile crescere dentro di lui. Sapeva che tutti i suoi predatori si trovavano nella discoteca. Sapeva che erano pronti a mangiarselo. Ma non aveva avuto paura di loro; per la prima volta, si era sentito il vincitore e non il vinto
Sapete perché?
Mario aveva avvertito la presenza di Linda, mentre cantava annusava il profumo dell'anima della ragazza. Lei era diventata il suo esempio, il suo punto di riferimento e la sua fonte di forza. Il cucciolo d'uomo si era innamorato di una pantera nera. Una pantera spietata e pericolosa, pronta a sbranare chiunque la ostacolasse.
Ma il paradosso dei sopravvissuti è sentirsi sia invincibili che vulnerabili. Sai che ce l'hai fatta, ma hai il terrore che accada ancora.
La giungla era in totale equilibrio.

Mario prese al volo un'altra maglietta e si scompigliò i capelli bagnati. Si guardò di sfuggita allo specchio e realizzò che l'accenno di barba sulle guance non gli stava male. La verità era che si svegliava sempre troppo tardi per farsela, la puntualità non era il suo forte. La sua concezione di tempo era distorta e confusa, per lui le ore scorrevano in modo diverso. D'altronde il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando.
"Mario, sei bellissima! Però mettiti le scarpe" Ridacchiò Diego, passandogli delle puma bianche.
"Hai sbagliato volutamente genere dell'aggettivo?" Il ragazzo si chinó per allacciare le stringhe. L'acqua colava dai capelli e si era già bagnato la maglia.
"Guardati, frate. Ti bacerei anche io"
Mario notò che anche Diego si era cambiato. Aveva indossato vestiti più eleganti e pareva che si sentisse a suo agio in quegli abiti. La camicetta bianca sembrava fosse stata creata apposta per lui.
Il cucciolo d'uomo sorrise, non poteva non essere fiero del suo compagno di avventure. Diego era sempre stato insicuro, aveva avuto un'infinità di problemi con l'autostima, e vederlo padrone dei suoi vestiti era un regalo straordinario. Mario sapeva che l'amico sarebbe sempre rimasto un po' cervo, ma il compito a cui dobbiamo lavorare, non è di arrivare alla sicurezza, ma di arrivare a tollerare l'insicurezza.
"Diego" La voce rauca riecheggiò nell'ambiente delicato.
"Si?"
"Sono fiero di te"
Il cervo si girò verso la tigre novella, guardandola stupito. Non era abituato a sentirsi dire quelle parole, nella giungla non c'era posto per quelli come lui. Si era sempre lasciato vincere, si era fatto sbranare dai giaguari; spesso senza opporre resistenza.
"Grazie amico" Lasciò cadere la boccetta del profumo sul tavolincino e si avvicinò alla porta sul retro, la soglia che li separava dalla discoteca.
"Là fuori c'è la giungla, lo sai?"
I due ragazzi si trovavano davanti all'imbocco della foresta. Una volta varcati i cancelli, non si poteva più tornare indietro. Là fuori era pieno di bestie e belve, di serpi arrabbiate e di piante carnivore. Eppure si sentivano pronti ad entrare all'inferno, i demoni non facevano poi tanta paura se affrontati in due. Fanculo a tutti, potevano conquistare il mondo insieme.
L'amicizia: due corde intonate che vibrano insieme anche se sono lontane. E se una di loro è toccata, vibra anche l'altra della stessa musica.
"Mario, con te non temo più nulla"
"Diego, basta"
"Cosa basta?"
"Hai le palle abbastanza grandi per poter fare il culo a tutti. Ti sei visto? Quando cammini sembri James Dean a Los Angeles!"
"Effettivamente le mie palle sono molto grandi. Più delle tue"
"Scherzi?"
"Vuoi misurare?"
"No"
"Allora mi tengo il primato"

Diego non se ne era ancora reso conto, ma la realtà era che aveva cessato di essere solo Diego. Da quel momento lui era Diego ed Izi.
Era il timido ragazzo di periferia e il cantante rapper.
Era lo sfigato squattrinato e una della migliore promesse della musica genovese.
Era il cervo e il giaguaro.

"Siamo la prova che dal piangersi addosso non nasce niente" Diego aprì la porta e i ragazzi si lasciarono inghiottire dalla giungla.

Non so perché ho preso questa direzione
Ho guardato il cielo pensando ci fosse la soluzione
I frate' aspettano il treno fumando alla stazione
Viaggiano lontano senza sapere la destinazione
Dov'è? Il mondo che ho letto nei libri dov'è?
Un posto che renda più vivi dov'è?
Se lo conosci è meglio che dici dov'è
Ci andrò a abitare con degli amici

-Sbandati: Tedua, Nader e Ill Rave

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro