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Hostibus

Esiste un sentimento peggiore della delusione?

No, perché non si può combattere una cosa che nasce dentro se stessi, che è figlia dei nostri demoni. La delusione non è solamente una speranza delusa, non si riferisce ad una singola esperienza negativa, ma rimanda ad una categoria che può abbracciare un certo atteggiamento nei confronti della vita. Essa infatti è il vuoto esistenziale, il disincanto dal mondo.

Linda non riusciva a far altro che guardarsi i piedi, avvolta in una felpa enorme. Si era delusa e aveva lasciato vincere i mostri che da tempo teneva nascosti. Dalla vergogna avrebbe voluto seppellire la testa sotto la sabbia, ma sapeva che i problemi non si risolvevano così.

Magari fosse stato così facile.

I capelli spettinati, il trucco colato e la faccia stravolta coesistevano con postumi da sbornia. Oltre a farsi schifo, faceva anche schifo. Puzzava così tanto di alcool che non poteva neanche assaporare il profumo fresco del mare.

"Stai tremando" Constatò Mario.

"Anche tu." Rispose Linda acidamente. Il ragazzo teneva le braccia conserte e la pelle era rialzata. Il vento lo faceva rabbrividire e avrebbe tanto voluto una bella coperta calda nella quale avvolgersi. Le sere di aprile a Genova erano sempre fresche e di certo non ti permettevano di stare a maniche corte.

"Ti ho dato la mia felpa, è normale che abbia freddo" Rispose avvicinandosi un poco. Fece un passo alla volta, comportandosi come quando si cerca di non far fuggire un gatto.

"Riprenditela allora" La ragazza si levò il caldo capo nero e lo appoggiò sul tronco.

"Così vai in ipotermia. Non voglio averti sulla coscienza." Mario prese la felpa e si sedette vicino a lei. Il mare era più agitato e sembrava che rispecchiasse l'umore e i sentimenti dei protagonisti.

"La coscienza è un fottuto serial killer" Linda si prese il viso tra le mani e riaffogò nella sua vergogna.

"Ma anche un angelo custode" Disse dolcemente il ragazzo, abbassando il tono di voce. Purtroppo sapeva cosa stava provando la colombiana, a lui accadeva quasi tutti i giorni.

"Da quanto sono qui?" Domandò piano, muovendo pochissimo le labbra. Finalmente alzò la testa e lo guardò: era la prima volta da quando si era svegliata.

Il cuore di Mario pianse quando incrociò il suo sguardo. Dagli occhi di Linda trapelava dolore e delusione, era in overdose di sofferenza. Le iridi erano verdi alla luce lunare e l'occhio destro aveva un colore più intenso del sinistro, questo particolare costringeva il ragazzo a contemplarla.

Perché lui, miei cari lettori, non si limitava a guardarla: l'ammirava. Si concentrava sul minimo particolare del suo viso e del suo corpo, non gli sfuggiva nulla. Ma la cosa che più attirava la sua attenzione era l'anima. Avrebbe fatto sesso con il suo spirito.

"Circa un paio d'ore" Le luci della festa illuminavano l'intera baia di Arenzano e la musica era così forte che il suo suono avrebbe distrutto persino le colonne d'Ercole.

"Cazzo, ci tieni a me" Linda ancora non riusciva a scandire bene le parole e la voce era impastata, la lingua gonfia di alcool. Gli rivolse uno sguardo penetrante e inizialmente scontroso, simile a quello di una pantera che viene avvicinata da una tigre. Poi cambiò e i muscoli si rilassarono, accennò un lieve sorriso.

"Avrei preferito dimostrartelo in un'altra occasione" Mario serrò la mascella e bevve un sorso di acqua. Intanto osservava l'immensità del mare e si chiese come una cosa così bella potesse essere anche così pericolosa. Alla fine, pensò il ragazzo, il mare era identico all'amore.

"Mi esplode la testa, Mario" Lui le offrì l'acqua e la ragazza si scolò quasi tutta la bottiglietta. Necessitava di idratarsi.

"Devi camminare" Lei sgranò gli occhi e scosse la testa, non sembrava felice della proposta. Tuttavia sapeva che era il modo migliore per smaltire gli zuccheri tossici che aveva in corpo.

"Temo che tu abbia ragione"

Platone affermava che all' origine dei tempi gli esseri umani non erano suddivisi per genere e, ciascuno di noi aveva quattro braccia, quattro gambe e due teste. Col tempo gli ermafroditi cominciarono ad essere insolenti nei confronti degli dei e questi, per punizione, li separarono in due parti con un fulmine, creando da ogni essere umano primordiale un uomo e una donna. Come conseguenza, ogni essere umano cerca di ritrovare la propria iniziale completezza cercando la propria metà perduta.

In quel momento due anime si erano appena ritrovate e non avevano intenzione di riallontanarsi di nuovo. Combaciavano perfettamente, come due pezzi di un puzzle. Manco si erano accorti che la barriera si era infranta, che i loro spirti erano uniti e indivisibili. Lui trovava vita e forza negli occhi abbaglianti della ragazza, brillavano come stelle ma erano anche taglienti come diamanti.

La notte non faceva più paura a nessuno dei due, la stavano sfidando insieme e si addentravano nei suoi abissi.

"Un giorno canterai per me?" Domandò Mario.

"L'ho già fatto" Rispose lei.

"Tu hai suonato" Ribatté il ragazzo.

"Puoi venire a sentirmi in un locale" Lo guardò negli occhi e quasi ebbe un fremito. Nelle gemme castane che aveva davanti stava vedendo l'infinito, non riusciva a trovare il fondo. Questo era l'inizio della fine.

"Sai che non è la solita cosa, io voglio avere la tua voce" Le sussurrò, poggiandole le labbra sull'orecchio.

Quella sera Linda non chiuse occhio per colpa del suo cuore, non la smetteva di bussarle nel petto. Aveva messo da parte la delusione e la vergogna, perché ella si trovava in uno stato di accecante dolcezza. Si era messa in prigione con le sue stesse mani.

Spazio autrice: Salve a tutti lettori, oggi voglio dirvi due parole. Innanzitutto grazie per i numeri che avete fatto raggiungere a questa storia: in pochi giorni ha fatto centinaia di visualizzazioni e di voti. Vi ringrazio per i complimenti che mi fate e per le bellissime parole che mi dedicate... Non ho ancora ricevuto una recensione negativa. Siete straordinari e non saprò mai come ringraziarvi.
Volevo poi dirvi che il personaggio di Mario esiste veramente, in arte si chiama Tedua. È un cantante straordinario e la sua storia mi ha ispirato tantissimo. Questa però non è una fan fiction e non lo sarà mai! Ora facciamo un sondaggio: in quanti di voi seguono Tedua?

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