Capitolo 64 (Ultimo)
L'aria era mite, piuttosto secca nonostante il quasi arrivo dell'inverno. Una corona di alberi dai caldi colori autunnali circondava l'Indianapolis Motor Speedway, uno tra i più famosi circuiti ovali al mondo, situato nel sobborgo di Speedway nell'Indiana, che estendeva per circa 4 km. La bandiera degli Stati Uniti si muoveva, claudicante, ogni volta che uno spiraglio di vento, soffiava ma dalla torre di controllo continuava a troneggiare sulla pista. Il circuito ad anello era composto da quattro rettilinei con 4 curve a 90°,circondato da tribune che aspettavano soltanto di essere riempite da tutti gli spettatori in visita quest'anno per assistere alle 500 miglia di Indianapolis. L'aria portava con sé i mormorii degli addetti e il suono prodotto dalla frizione tra l'asfalto e il battistrada. Chiunque poteva partecipare, bastava iscriversi e possedere un auto, rigorosamente monoposto, che avesse specifici requisiti: il telaio, Dallara DW12, un motore Chrevrolet o Honda e i pneumatici, Firestone, poi eri libero di partecipare alla selezione. La qualificazione era composto da diverse fasi. C'era la Rookie orientation training, ovvero le cosiddette prove libere, dove i piloti esordienti, per essere ammessi, dovevano superare 4 fasi da 10 giri ciascuno. Nella prima fase, dovevi percorrere 10 giri a più di 200 mph, nella seconda fase, 10 giri tra le 205 e le 210 mph, nella terza, 10 giri tra le 210 e le 215 mph e infine 10 giri a più di 215 mph. Successivamente c'erano tre giorni per decidere la posizione di ogni autovettura. Nel Pole day: venivano assegnati i primi undici posti. Nella Second day qualifing: dalla dodicesima alla ventiduesima, cioè la seconda sezione e infine nella Third day qualifing: dalla ventitreesima alla trentatreesima posizione, dunque l'ultima sezione di griglia. La corsa era composta da 200 giri e assumeva validità solo al centunesimo giro.
Mancavano ancora due settimane alla gara ma l'aria era intrinseca di competizione. C'era una sottile e brulicante attesa che animava il viso di tutti, un'eccitazione euforica che aspettava soltanto quel momento per trasformarsi in quell'energia, grintosa come un ruggito. Percepivo l'odore del motore, della gomma che strideva sull'asfalto, alzando una nuvola di sabbia e terreno che si dissolveva tutt'intorno. Scattai alcune foto, cercando di cogliere ogni elemento nella sua perfetta angolazione, tenendo conto del modo in cui la luce naturale si posava su di essa, facendo risaltare ogni punto, della saturazione dei colori, all'ombreggiatura. Desideravo cogliere quel posto così come mi si presentava agli occhi: un'arena in stato di profonda quiescenza. Ogni volta che l'auto compiva un giro, era come se una scarica elettrica si sprigionasse nel terreno e ti salisse addosso.
Da lontano, giù in pista, scorgevo la figura di Nick mentre parlava con il team con cui aveva preso accordati, il Chip Ganassi Racing. Gesticolava mentre la loro attenzione si rivolgeva alla pista, una folata di vento scosse i miei capelli quando l'auto sterzò in curva, accostandosi appena contro il muro delle tribune, dove mi trovavo. Provai a scattare qualche foto ma l'obiettivo non riusciva a prenderlo, data la sua velocità. Non appena tagliò di nuovo il traguardo, il dieci lampeggiò sulla torretta di controllo posta al centro del circuito. L'auto iniziò a rallentare, fino a fermarsi accanto a loro e scesi dalle tribune. Lucas uscì dall'auto e si levò il casco, lasciando prendere finalmente aria ai suoi capelli che scompigliati ricaddero sulla fronte. Il sole aveva reso la sua pelle di una leggera tonalità più scura, d'un meraviglioso bronzeo. Il sudore gli imperlata la fronte e piccole ciocche color miele si attaccarono alla superficie. Il colletto della tuta era sbottonato e mostrava la linea del suo collo, gli occhi brillavano una tale e feroce determinazione. Alzò lo sguardo su di me e si avvicinò. Mi afferrò per la vita e congiunse le nostre fronti, lanciando un lungo sospiro, beato
"sei andato alla grande, hai superato il Rookie in un solo tentativo, è proprio di questo che stavo parlando con Chip Ganassi, sei il miglior esordiente che abbia mai visto"Nick attraversò la pista, aggiustandosi gli occhiali da sole sopra i capelli, con un sorriso che splendeva più del sole, e appoggiò una mano sulla sua spalla "ora non ti resta altro che aggiudicarti una tra le prime posizioni e vincere la gara"bisognava ancora stabilire le posizioni di tutti i partecipanti e assistere al pre-gara. "Mi dispiace non poter esserci in questi giorni ma farò di tutto per essere presente all'inizio della gara"come nuovo presidente non poteva assentarsi per due settimane, quindi aveva fatto il possibile per accompagnarci in questi due giorni per poi ritornare di nuovo a New York. A me, invece, era stato concesso di fare un reportage completo e di seguire tutto svolgimento della grande corsa di Indianapolis, era un evento molto atteso. Lucas sorrise e fu strano vederlo, aveva sempre sorriso ma questa volta, quel sorriso aveva qualcosa di speciale, era più largo e smagliante che mai. Aveva il sorriso infantile di un bambino ed era come se finalmente tornasse a vivere. Tutto intorno lui, era brulicante di una strana energia.
"Vado a cambiarmi e ti accompagno all'aeroporto"strinse la presa intorno al casco bianco dalle strisce rosse e si diresse verso i box, da lontano scorsi il suo viso stendersi e le labbra muoversi mentre parlava con il suo team.
Durante le giornate di prova per determinare la posizione,i tentativi di qualifica iniziavano di solito alla fine di due giri di lancio e solo al termine del secondo, quando veniva esposta una bandiera verde, si cominciava a rilevare il tempo. I tempi migliori determinavano le posizione e nel Pole Day, venivano assegnati i primi undici posti. Lucas si era aggiudicato il quinto, posto dietro a Chaves, Davison, Munoz e Newgarden, ciò significava che quando sarebbe iniziata la gara, avrebbe avuto un gran vantaggio che doveva sfruttare al massimo se voleva tagliare il traguardo. Alle fine dei tre giorni, vennero stabilite tutte le posizioni e in questo frangente ebbi l'opportunità di intervistare non soltanto i piloti ma anche gli stessi organizzatori delle 500 miglia. Questi giorni erano stati molto frenetici, al punto che io e soprattutto Lucas eravamo stati impegnati fino a pomeriggio inoltrato. Eravamo liberi soltanto quando il sole iniziava a calare e il tramonto a stendere la sua ragnatela di colori. La sera era il nostro momento che trascorrevamo in giro per la città, sperando che si avvicinava la notte; quella, la dedicavamo soltanto a noi.
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Agitai la mano, chiamando a gran voce il nome di mio fratello e di Emily che salivano le scalinate insieme a Nick, Sabine, i miei genitori e al resto della nostra famiglia. Le tribune erano affollatissime, gremite di gente, approssimativamente c'erano circa 400.000 in febbrile attesa per una delle corse più antiche e affascinanti del mondo automobilistico.
Le Indianapolis erano ufficialmente iniziate.
L'aria sapeva di hot dog, popcorn, carne grigliata che si mischiava a quello dei fumi e della gomma che strisciava sull'asfalto. La bandiere svolazzavano e tutti si preparavano ad assistere alla gara che si sarebbe svolta tra 10 minuti. Il giorno prima si era tenuta "Last row party" una festa per 'prendere in giro' coloro che si erano aggiudicati gli ultimi posti mentre alle 5 di questa mattina era stato sparato il consueto colpo di cannone.
"Che caldo che fa qui, quasi peggio del Texas"Emily si sventolò il foulard e agitò la mano quando presero posto accanto a me
"Wow, è incredibile, questo circuito è immenso"Ian diede un largo sguardo in giro, concordando con mio padre, la pista con le sue numerose curve poteva mettere in serie difficoltà il pilota
"dov'è Lucas?"domandò Sabine e indicai verso il traguardo, dove si stendevano undici file di auto da tre piloti ciascuno, Lucas era secondo della seconda fila. Il lucido telaio nero con rifiniture rosse mentre il numero 12 brillava sopra insieme ai loghi degli sponsor. La voce di Jim Nabors mentre cantava la canzone 'Back Home Again in Indian', alla sua ultima performance, risuonava lungo la pista. Prima di lui, Florence Anderson aveva cantato 'God Bless Americ', seguito dall'inno nazionale statunitense. Come ogni anno, da tradizione, centinaia di palloncini colorati vennero liberati e sommersero la pista e il cielo con i loro colori. I bambini esultarono, abbagliati da quell'arcobaleno mobile che accompagnava l'ingresso di Patrick Dempsey, alla sua seconda presenza, che apriva ufficialmente la gara nella sua Indycar. Quando completò il giro della pista, dagli altoparlanti si sentì una voce che gridava la tradizionale frase
"Signore e signori, avviate i vostri motori"la trepidazione plasmava l'aria. Si percepì il rombo del motori che si accedevano, le luci lampeggiarono seguite dal suono di uno sparo di una pistola. La bandiera ondeggiò e finalmente venne dato il via alla gara. In un nanosecondo, le auto scattarono, le ruote striderono e si alzò una nuvola di fumo. Tutte le autovetture si precipitarono sulla pista, oltrepassando la linea di partenza. Lucas partì, senza perdere tempo ma Newgarden continuava a primeggiare, rimanendo in testa. Le auto sfrecciarono l'una dietro l'altro, creando un mormorio assordante, sembravano centinaia di lampi che venivano scagliavano contro il cielo. Nel giro di qualche minuto avevano già percorso metà del terzo giro, i rombi tuonavano e le auto si fronteggiavano con grande aggressività, si sfidavano, si sfioravano e cercavano di superare l'altro. Sembrava quasi una danza in cui i ritmi diventavano sempre più tesi e stridenti, sprofondando alla fine in un acuto tonfo. Lucas si teneva tra i primi 10 posti ma dalla sua posizione era retrocesso alla settimana, a causa di due auto che l'avevano accerchiato e superato in curva.
"Non ho mai assistito a qualcosa di così spettacolare"Nick accanto a me, seguiva ogni singolo movimento mentre teneva Sabine stretta. Le pupille nei suoi occhi si muovevano rapidamente a destra e a sinistra, seguendo l'andamento della gara. All'improvviso, a causa di un sorpasso inaspettato, un auto, tra le ultime, si avvicinò pericolosamente al muro. La fiancata sinistra dell'auto si scontrò contro la parete, distruggendosi e provocando piccole scintille e una rumorosa frizione, prima di perdere il controllo. Si schianto contro la parete e la nuvola di polvere dell'incidente sommerse perfino le tribune. Dall'altoparlante venne pronunciato il nome di Brian Clauson mentre la gara veniva temporaneamente neutralizzata e i soccorsi accorrevano per tirare fuori il pilota che per fortuna sembrava non essere in gravi situazioni. Ai piloti fu permesso di tornare ai boxer mentre il corpo veniva trasportato. Finalmente, la bandiera verde sbandierò di nuovo e la gara ripartì. Lucas riuscì a sfruttare questo vantaggio e arrivò ad occupare la terza posizione, provando a tenere a denti stretti quel posto. Sembrava una sfida non soltanto tra i singoli piloti ma anche tra i loro team. Molte auto, infatti, venivano attaccate da due appartenenti all'altro team, come il Penske. La gente urlava con voga, ognuno gridando il nome del proprio preferito. Non eravamo semplici spettatori ma partecipanti in quell'agguerrita contesa, con tutte le sue vive esortazioni. Venne 'inaugurato' il novantesimo giro con un fervore sempre crescente. Lucas continuava a detenere la sua posizione, cercando di superare i suoi avversari ma senza riuscita.
"Dovrebbe sorpassarlo sulla destra ma così potrebbe essere stretto contro il muro e terminare la gara, è troppo rischioso"Nick aveva ragione, per ora non poteva fare nulla. I giri si susseguirono rapidi e non appena si arrivò al centunesimo, la gara sembrò destarsi. Un pilota era stato espulso e purtroppo un altro aveva dovuto porre al termine la propria, a causa di un altro incidente, in cui erano stati coinvolti altri due auto. Era in questo momento che la competizione entrava nel vivo, dove si contendevano i primi posti. I miei occhi erano incollati alla sua auto e seguivano ogni più piccolo mormorio.
"Vai che c'è la fa!"Ian esultò quando Lucas tentò di superare Munoz, davanti a lui, sfruttando la curva del circuito e quando finalmente ci riuscì, gridai insieme agli altri. Lucas passò al secondo posto e riuscì a tenere quella posizione fino agli ultimi giri. Qualsiasi tentativo di sorpassarlo, risultò vano mentre cercava di tenere testa a Newgarden. Lucas si fermò per un rapidissimo pit stop, è in un baleno recuperò lo svantaggio, lanciandosi in un acceso inseguimento per il primo posto. Il distacco si riducesse a 8 secondi e negli quattro giri, addirittura a meno 3 secondi. Mancavano meno di tre giri e il cuore sembra esplodermi in petto. Più si avvicinava la fine e più l'attesa diventava snervante, sentivo l'adrenalina scorrermi nelle vene mentre gridavo il suo nome che sperai potesse raggiungerlo. Lucas cercò il punto migliore per sorpassarlo e sembrò anche riuscirsi ma Newgarden a causa della sua vasta esperienza, lo spinse nel punto in cui c'era poco aderenza, costringendolo ad accodarsi. Iniziò l'ultimo giro, Lucas accelerò e la gara si trasformò in un testa a testa. I due sfrecciarono e l'auto di Lucas cercò di superarlo quando... il tempo sembrò fermarsi e mi sembrò di vedere la scena al rallentare...Newgarden tagliò il traguardo. Il fischio finale suonò e la gara finalmente finì. Con un distacco di 12 centesimi di secondo, Lucas arrivò secondo, seguito poi da tutte le altre.
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I box erano impazziti, gremiti di gente e fotografi mentre esultavano e festeggiavano. Si percepivano risate, urla e tappi di bottiglia che venivano strappati. Una folla di persone circondavano il vincitore, Carlos Newgarden mentre i giornalisti lo assediavano, affermando che questa era stata una delle edizioni più aggressive ed avvincenti, ricca di sorprese. Lucas era poco distante e parlava con il team ma non c'era nessun di dolore o rimorso sul suo viso, i suoi occhi color miele non brillavano rassegnati, anzi avevano conservato quel luccichio iniziale. Quando alzò lo sguardo, notando me e gli altri, si scusò con gli altri e si avvicinò
"una delle gare più belle a cui abbia mai assistito, complimenti"mio padre si congratulò con Lucas, si scambiarono un sorriso
"sei stato mitico, fratello, non posso crederci"Nolan piegò il braccio e lo avvolse intorno al collo di Lucas, scompigliandogli i capelli, lui non protestò, anzi dalla sua bocca fuoriuscì una profonda risata
"è stata sul serio una gara fantastica, hai gareggiato alla grande"Ian batté la mano sulla sua spalla
"non si vedeva un tempo così da anni!"James Ryan esultò, con un tempo di 2:03:850, era uno dei migliori tempi mai fatti.
"James Ryan,ha ragione,i tuoi tempi sono stati ottimi e hai dato il meglio, sapevo che non mi avresti deluso " Nick sorride con soddisfazione mentre si diedero il cinque.
"Oggi hai dimostrato molto,Lucas,non ti mai visto così felice come adesso" mia madre lo strinse e lui ricambio la stretta. Mio nonno avanzò e Lucas tornò improvvisamente serio. Tra tutti, lui era quello che faceva più fatica ad accettarlo. L'aria improvvisamente divenne tesa
"avresti potuto dirmelo"Lucas provò a replicare con il rimorso negli occhi ma Ryan lo fermó"ma questo ora non conta, oggi ho compreso molte cose, vederti gareggiare su quella pista, il modo in cui sembravi dominare l'auto, ho capito che sei nato per fare questo e che questa é la tua strada, mi dispiace averti ostacolato. Per anni, ho sempre associato un auto da corsa a qualcosa di pericoloso e non mi sono reso conto che ti stavo strappando da te stesso...sono molto orgoglioso di te " Lucas piegò le labbra in un largo sorriso
"grazie, papà, conta molto per me saperlo" il suo sguardo, poi, si posò su di me e fu come essere avvolta da un'ondata di caldo bollente. Nel suo sguardo c'era di tutto, era come leggere le pagine della sua anima, tutto ciò che provava passava in modo così limpido in quelle iridi
"Lucas Hanson"Lucas si girò "sono Carlos Newgarden, non ci siamo adeguatamente presentati"il vincitore dell'Indianapolis allungò la mano guantata verso di lui, la carnagione era abbronzata e il mento era ricoperto da una barba incolta, nera come i capelli; portava un taglio scalato. Sul suo viso, si scorgevano qualche rughe che dimostrava che aveva superato la quarantina. Lucas gli strinse la mano, ricambiando il saluto "mi complimento per la gara, è da tempo che non mi eccitavo così, grazie a te ho chiuso la mia ultima stagione come pilota al meglio e devo dire che hai un grandissimo potenziale, continua a dare il meglio anche negli altri, sei stato il migliore"il volto di Lucas si estese ancora di più
"grazie, Carlos è stato un'onore gareggiare con te"i flash delle macchine fotografe scattarono, rubando quel momento mentre i giornalisti gridarono di spostare l'attenzione verso di loro
"forse è venuto il momento di salire sul podio"Carlos posò la mano sulla sua spalla e insieme si diressero verso il podio. Newgarden salì nel gradino più alto e poco più giù, Lucas, seguito da Munoz. Carlos, sotto i fischi della gente intorno, strappò la bottiglia di champagne che aveva appena preso. Il tappo volò oltre le nostre spalle e il liquido spumeggiante e dorato fuoriuscì, scivolando sulla testa del vincitore quando l'alzò. Carlo continuò, schizzando lo champagne sul corpo degli altri. Le gocce scivolarono sul viso di Lucas,enfatizzando i contorni squadrati del suo volto. Da lontano qualcuno gridava, esprimendo il suo desiderio di vedere il consueto bacio. Una specie di tradizione non spesso praticata, sempre richiesta dal pubblico, che si praticava tra il vincitore e la sua partner. Carlos scosse scherzosamente la testa e lanciò uno sguardo in direzione di Lucas. Improvvisamente, scese dal podio e si diresse nella mia direzione, Nick e Ian si spostarono, direttamente ai due lati. Lui si avvicinò sempre di più, i battiti del cuore accelerarono e sentivo le gambe tremare. Ad ogni passo, il suo calore mi avvolgeva. Tutto il resto scomparve, nascosto dalle sue larghe spalle. Si fermò a pochi centimetri da me, eravamo così vicini che ero sicura potesse sentire il ritmo frenetico del mio petto e il respiro corto. I occhi apparivano incollati, come due amanti in una danza di sguardi
"sei stato incredibile"
"non mi importa di non aver vinto perché sapevo che in qualunque modo sarei stato un vincitore, perché mi eri accanto. Sei tu non mi fossi stata vicina, a quest'ora non sarei qui, ho dato il massimo perché tu eri lì a guardarmi, a sopportami come hai sempre fatto. Vedi Marianne, le parole non possono descrivere l'amore e la gratitudine che provo nei tuoi confronti. Hai sconvolto il mio mondo, l'hai risistemato e ne hai creato un'altro. Mi hai dato me stesso e una nuova vita. " Posò le mani sulla mia vita e mi spense contro il petto, rubandomi un bacio senza fiato. Ci baciammo a lungo, per un'eternità, davanti a tutti e allo stesso tempo, da soli, sotto l'applauso della gente attorno insieme ai flash delle telecamere.
Siamo arrivate al tanto atteso ultimo capitolo,vi ringrazio per avermi accompagnato in questo percorso, spero che la storia di Lucas e Marianne vi sia piaciuta tanto quanto me, ci vediamo all'epilogo. Baci
-Astrad
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