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Capitolo 45

Una sirena della polizia sfrecciò per la strada, suonando con insistenza mentre passava sotto l'appartamento. Non appena si fu allontana, i rumori della strada ripresero simultaneamente. Tuttavia, in confronti a noi sembravano così lontani, mormori bassi che ignorai. Mi limitai piuttosto ad appoggiare la testa sulla spalla di Lucas mentre seduta accanto lui, sistemavo le gambe sulle sue. Era in momenti come questi che mi sembrava inutile vagare, forse per ore, in cerca di una meta che non avrebbe portato a nulla, era quella la mia strada. E, chissà quanti altri, prima di me o magari anche adesso, o domani, a piedi, nelle loro auto, in bici, soli, in compagnia, chi lentamente, chi velocemente, stava percorrendo una qualsiasi strada, ma alla fine tutte avrebbero portato laddove desideravo. Sarebbe stato sorprendente scoprire che molti di quei posti, erano terribilmente vicini a noi. Forse era vero, la felicità non bisognava cercarla tanto lontano. La mia, perlomeno, era ad una spalla da me. Strofinai la punta del naso sul suo morbido collo e vidi i suoi occhi allontanarsi dalla televisione, posandosi su di me. Allungò un braccio e mi circondò le spalle, mi accoccolai a lui, quasi come una bambina ma il suo petto era così morbido, le braccia così grandi e le mani così morbide. "Ti piace?"nascosi un piccolo sorriso, non avevo convinto Ian ma alla fine ero riuscita comunque a rivedermi il diario di Bridget Jonas, con un'ospite d'eccezione.
"E' carino ma tu sei molto più bella da guardare"mangiucchiai gli altri popcorn rimasti nella ciotola mentre le sue mani si posarono sulle mie gambe. Accarezzò la superficie della mia coscia, appoggiai la testa sopra il bordo del divano e mi rilassai piacevolmente mentre le sue dita scivolarono sulla mia caviglia. Lentamente mi tolse le scarpe e i calzini. I suoi polpastrelli si soffermarono sul tallone di Achille e iniziò a massaggiarmi tutta la pianta del piede. Reclinai il capo e chiusi gli occhi, perdendomi in quelle calde carezze, piccoli brividi di piacere mi attraversarono il corpo mentre la morbidezza della sua mano mi baciava ogni centimetro di pelle. Dalle mie labbra fuoriuscì un gemito quando fece una leggera pressione alla base. "Marianne, apri gli occhi"percepii il suo respiro a una spanna dal mio viso e il mio stomaco si contrasse meravigliosamente. Anelai a pieni polmoni il suo profumo pungente ma aromatizzato che univa il sandalo, il muschio e ambra, con un lieve retrogusto di lavanda. Socchiusi gli occhi e il mio sguardo venne attratto dalle sue morbide labbra, piene e perfette. Intrecciai le braccia al suo collo e posai piccolo bacio sulla sua bocca. Percepii le sue mani scivolare sulle mie natiche "mi raccomando,Ian non dovrà sapere nulla, sarà il nostro piccolo segreto"annuì, rapita dalla sua voce e schiusi le labbra, quando lui mi morse il labbro inferiore, imprigionandomi con la sua bocca. Nel frattempo, le sue mani fecero scendere il mio pantalone. Le mie invece, fecero saltare i bottini della sua camicia mentre le nostre lingue si muovevano freneticamente così come le nostre mani. La sua bocca era così piena e morbida, al punto che sembrava invitarti a perdersi in quello squisito dolce. Il mio stomaco si deliziò, le farfalle sembrarono prendere il volo. Le sue labbra erano infuocate, bruciavano tutto il mio corpo. Vagai con le dita sul suo petto muscoloso mentre un fremito mi scosse quando mi abbassò le mutandine. Mi sollevai appena in modo da farle scendere fino a terra mentre con movimenti adesso lenti, dominava la mia bocca. Un desiderio struggente mi logorò quando i nostri sguardi si intrecciavano e crebbe a dismisura la forza con la quale affondavo in quel mare color miele, di un magnifico caldo dorato. Lo desideravo da morire, con una necessità impellente. Non appena, ci allontanammo, lo vidi trafficai con la cinta, e deglutii, era così maledettamente sensuale. Mi spinse sul divano e unì i nostri corpi, sistemandosi in mezzo alle mie gambe, afferrò il telecomando "questa non ci serve più"spense la televisione e mi imprigionò con il suo corpo, inchiodando le sue braccia ai lati della testa.Lo guardai, la camicia era sbottonata e mostrava il suo petto glabro che terminava in una robusta V del bacino, il pantalone era aperto, a tal punto che si scorgevano i boxer neri ma soprattutto la sua virilità. Dura come il suo torace mozzafiato. Il suo sguardo ardente, caldo e dorato percorse tutto il mio corpo, che si contrasse, ricoprendomi di eccitazione. Con le mani strinsi i suoi capelli, erano così morbidi e setosi mentre afferrava il preservativo, mi sorrise. Un sorriso che riusciva a far luccicare tutto il suo viso stupendo "questa notte sarai tutta per me"la sua voce si abbassò, rauca e sensuale,annebbiando i miei sensi. Le mie orecchie desideravano di nuovo ascoltare la sua voce così come il mio corpo voleva il suo. Feci scendere i suoi boxer, si infilò il preservativo ed entrò. Ansimai e affondai senza riguardo o con un briciolo di esitazione sulle sue labbra, con lui sarei rimasta per sempre lì su quel divano.

Emily Pov

Feci schioccare le labbra rosse mentre ancheggiai i fianchi. Lanciai uno sguardo all'orologio, ero in ritardo ma d'altronde se bella volevi apparire, un po' di attesa il cavaliere doveva perire e il rossetto rosso sarebbe stata la scintilla per una prospettiva notturna davvero emozionante. Sempre se ci fosse stata una prospettiva notturna. Scrollai le spalle, Chace era attraente dal primo momento in cui l'aveva visto ma dalle poche volte in cui avevo avuto il piacere di parlare, non sembrava il tipo da lasciarsi andare al primo appuntamento. Anche perché mi ci erano voluti 5 mesi per convincerlo a farmi dare il numero, praticamente, i ruoli si erano capovolti. Adesso non era l'uomo a cercare di rimorchiare una bella ragazza ma era la ragazza a corteggiare il tizio carinissimo dietro il bancone. Di questo, sarei dovuta essere felice, perché era proprio il genere di ragazzo ordinario e divertente che stavo cercando ma dopo l'arrivo di Ian, la mia mente aveva bisogno di un attimo di distrazione. A quel nome, il mio corpo sembrò avere un sussulto, serrai le labbra e afferrai il telecomando dello stereo, alzando il volume.
"Emily, abbassa la voce!"ignorai la voce di mia madre e ancheggiai i fianchi mentre la voce di Bruno Mars sembrava invitarmi a muovermi di più e il ritmo vivace ed energico di Uptwon Funk scuoteva le pareti. Era anche una canzone spazzatura, come la chiamava mia madre ma come riuscire a resistere a quel ritmo frenetico?Sembrava entrarti nelle vene. Inoltre, era abbastanza chiassosa per impedire alla mia testa di addentrarsi nell'oscuro e pericoloso mondo di Mr Jack. Era tornato, l'avevo rivisto, l'avevo baciato, capitolo chiuso. Ora era Chace l'uomo dei miei pensieri, o almeno ci speravo sul serio. Dopo gli ultimi risultati di questi tempi, la mia situazione sentimentale era piattissima. Non cercavo una relazione duratura ma anche la mia collezione di spasimanti si era drasticamente ridotta. Pertanto, dovevo rimettermi in carreggiata, se stasera non fosse andata secondo i piani, pazienza, domani sarebbe stato un altro giorno ricco di nuovi incontri. Adoravo le attenzioni degli uomini molto più dei loro sguardi languidi sul mio decolté. Diciamo che adoravo essere corteggiata, vedere con quanta tenacia gli uomini si impegnavano per conquistarmi. Poi, non dovevamo tralasciare la quantità di regali. Era inutile nasconderlo, noi donne impazzivamo per i regali, soprattutto quando riguardavano gioielli oppure dolci, faceva parte del nostro DNA, come desiderare di avere un uomo o più alla nostra mercé. Mi sciacquai il viso e mi pettinai i capelli mentre percepivo la porta sbattere. Abbassai per un attimo il volume dello stereo e aguzzai l'udito, sentendo la chevrolet cruze di mia madre uscire dal vialetto. Alzai il volume, canticchiando, adoravo avere la casa completamente libera, mi dava un senso di assoluta tranquillità e soprattutto era un toccasana per i sensi. Vivere 24 ore su 24 con una neuropsichiatra hippie e poco ortodossa ti mandava letteralmente al manicomio. Mi allontanai dallo specchio e mi diressi in camera, pronta per vestirmi ma qualcos'altro attirò la mia attenzione. Spalancai la bocca e strabuzzai gli occhi quando la mia attenzione si posò su un'essere steso di dorso sul mio letto con un braccio piegato

" Sono appena ritornato da una visita al mio padrone di casa, il solo vicino col quale avrò a che fare. Questa è indubbiamente una bella contrada. Credo che in tutta l'Inghilterra non avrei potuto scegliermi un altro posto più lontano dal frastuono della società. È il paradiso del perfetto misantropo; e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per una simile desolazione. Un uomo veramente singolare!"Ian alzò gli occhi dal libro che stava sfogliando, il mio libro!E, mi sorrise prima di chiuderlo "Cime tempestose, non ti credevo amante dei classici inglesi, ti consideravo più una da E.L.James"lo fulminai con lo sguardo, trascurando quella piccola voragine al petto data dalla sua presunzione, per 3 mesi eravamo stati insieme e non conosceva niente di me, anzi non aveva mai cercato di conoscermi, questo faceva senza ombra di dubbio più male. A quel tempo ero stata veramente sciocca, più trascorrevo il tempo e più ogni piccola informazione che sapevo su di lui, per me era come un tesoro mentre lui non aveva mai mostrato il minimo interesse, tranne quello fisico, per me. Mi rabbuiai maggiormente

"da dove sei entrato?"inarcai un sopracciglio, provando a distogliere lo sguardo dal suo volto e a concentrarlo piuttosto sul suo corpo. I suoi occhi erano peggio di un corpo da urlo. La t-shirt a mezze manica e a scollo a V dava una stuzzicante prospettica del suo petto glabro mentre le braccia atletiche erano ricoperte da una leggera peluria castana come i capelli che gli ricadevano sulla fronte. Feci scendere lo sguardo più in basso, dopo il bacino che terminava in una V scolpita, le gambe toniche erano strette da un paio di comodi jeans. Un look da ragazzaccio che l'aveva sempre contraddistinto. Se un tempo l'avessi considerato lievemente trasandato, alla fine avevo ammessa a me stessa la virilità che trasudava da tutti i pori.
"Dalla finestra"la indicò, solitamente chiusa, poiché il freddo e il vento non erano benvenuti, adesso era aperta e la tendina si muoveva appena spinta dalla brezza serale. Lo guardai, con gli occhi che tradivano una certa sorpresa mentre scrollava le spalle e piegava le labbra in un piccolo ghigno arrogante. Continuò a sfogliare il libro con disinvoltura, incrociai le braccia al petto

"2 anni di Parkour e questo è il risultato, intrufolarsi nelle stanze delle signorine?"cercai di usare il tono più sprezzante che potevo, provando a non far trasparire nessun tipo di ammirazione. Avevo sempre adorato gli atleti, erano forti, possenti, agili ma con un fisico asciutto. Pensare che lui saltava sui palazzi come un moderno Spiderman che cercava la sua Mary Jane, l'aveva reso sempre di più l'uomo dei miei sogni. Già, possedeva tutte le qualità sia dal punto di vista fisico che caratteriale. I biondi non mi avevano mai stuzzicato, troppo banali, tuttavia non sdegnavo gli occhi azzurri e adoravo quelli verdi...lui li aveva entrambi. Ian era intelligente, divertente, testardo, deciso, carismatico, un uomo che sapeva sorprendere, stuzzicare, era ambizioso e determinato. In parole povere rispettava tutte i caratteri della mia lista dell'uomo perfetto, tranne la prima: essere innamorato pazzamente e follemente di me. Quindi, avrei fatto bene a distruggere qualsiasi genere di speranze. " Adesso se non vuoi scusarmi devo prepararmi per uscire, quindi ti invito a ritornare da dove sei venuto"gli indicai la finestra e gli chiesi implicitamente di alzarsi dal mio letto. Inarcai un sopracciglio quando mi ignorò " Ian Jack, Santo Cielo!"sentivo di star scoppiando per la rabbia e ringraziai il cielo quando si alzò, sistemando il libro sulla scrivania

" Stavo pensando che ne dici di uscire?"si avvicinò con un piccolo sorriso che conoscevo bene, era uno di quelli accennati ma bellissimi, che usava quando cercare di convivere qualcuno. Scossi la testa
"ho già un appuntamento, se non ti é chiaro"gli diedi le spalle e aprii l'armadio. Fugacemente con la coda dell'occhio, lo seguii mentre usciva dalla stanza, finalmente!. Mi concentrai sui vestiti, solitamente non ero un tipo da lilla ma per quella serata avrei fatto un'eccezione, era scientificamente provato che i colori come il blu, il viola e i loro derivati, avevano un potere rilassante. Prima il nostro caro Chace si metteva a suo agio e meglio sarebbe stato per entrambi. Mi diedi una sistemata ai capelli e afferrai il giubbotto. Avrei potuto anche non portarlo e ciò sarebbe stata una giustificazione in più per avvicinarmi ma nel migliore dei casi, l'avrei tenuto soltanto fino al tragitto verso la macchina. Il mio appuntamento non mi dava l'impressione di un tipo che condivideva facilmente le proprie cose. Uscii dalla stanza e fui in procinto di continuare, se non fosse stato un oggetto fuori posto. Buttai silenziosamente un sospiro frustato e lanciai uno sguardo ad Ian, appoggiato con le mani incrociate contro il muro. Non dovevo farmi distrasse, ero già in ritardo, per questo lo sorpassai

"Chace non c'è"mi bloccai e mi voltai appena verso di lui"hai lasciato il suo numero con il nome sulla scrivania, ho fatto giusto una telefonatina"si allontanò dal muro, afferrò le chiavi dell'auto dalla tasca mentre sentii montare dentro di me un'ondata di intensa rabbia "così adesso non dovrai più preoccuparti del tempo"la sua faccia era da prendere a schiaffi. Avrei dato di tutto per poterlo fare, soltanto per il piacere di fargli provare ciò che mi aveva fatto. Da mille pugni saresti stata in grado di riprenderti ma da un cuore spazzato, mai. Le ferite fisiche si cicatrizzavano ma quelle emotive erano molto più lente. Ti logoravamo lentamente, rendendo il tuo cuore di pezza, un vecchio straccio che serviva soltanto per pulire, senza più valore.

Afferrò la mia mano e mi trascinò con sé. La sua mano era più morbida, grande e calda di quanto ricordassi
"Dove mi stai portando adesso?"sbuffai quando chiuse la portiera dell'auto e incrociai le mani al petto, perentoria, sapevo essere molto assillante quando volevo. Lo incenerì con lo sguardo mentre metteva in moto
"Sono le 9 di sera e ho fame quindi proverò a trovare qualcosa da queste parte, tu non hai un certo languore?"per niente, anche perché il mio stomaco si era ridotto a un buco. Girò a Waverly Place e guidò fino la 5th strada ma per tutto il tragitto non mi rilassai neanche per un minimo. Con Ian accanto tutti i miei muscoli erano all'erta e ciò mi impediva di tranquillizzarmi. Accostò e finalmente scesi. Avrei potuto fuggire ma avrei ottenuto soltanto qualche secondo di vantaggio, prima di essere presa di nuovo e volevo bearmi di quella piccola libertà che possedevo. Lo seguii mentre si avvicinava a un venditore ambulante, uno di quelli in un delizioso furgoncino dai colori vivaci. New York era la patria dei fast food, a parte il colesterolo, quei piccoli venditori ambulanti racchiudevano i sapori della città. Non ti saresti mai potuto vantare di essere stato a New York, senza aver assaggiato una di quelle deliziose. Non c'erano soltanto hot dog ma sandwich, patatine, pizze, hamburger negli incroci e nelle forme più strane. Un vero teatro di sapori. "Vuoi qualcosa?"Ian si avvicinò al bancone, scossi la testa. Non ero una di quelle ragazze schizzinose sul cibo, sebbene tenevo alla mia linea, d'altronde anche il corpo voleva la sua parte. Non avrei potuto lasciare il mio stato di single del gruppo, se non avessi potuto valorizzare un minimo il mio corpo. Purtroppo i bei sogni dove l'uomo ti guardava negli occhi al primo impatto, erano una grandissima cretinata, ti guardava prima il corpo, soffermandosi poi sul seno e solo in seguito alzava gli occhi su di te. "Tieni"mi lanciò una lattina di birra quando si girò con un panino extra-calorico e farcito da ogni leccornia
"Lo sai che questa roba ti farà male?"mi sedetti difronte a lui, attorno a un tavolino di plastica e sembrava che al posto della stomaco avessi avuto un'enorme buco nero.
"Ti stai preoccupando per me?"fece un mezzo sorriso prima di addentare il suo panino. Scossi la testa e aprì la lattina

"per me ti potresti anche affogare non cambia nulla, spero solo che tu ti renda conto che se continui così non avrai un futuro tanto roseo, i grassi non piacciono alle donne"e nemmeno gli egocentrici come lui. Accavallai le gambe e sorseggiai la birra mentre viravo lo sguardo altrove. C'erano persone che riuscivano a mantenere la calma in tutte le situazioni e io non ero tra quelle. Mi sentivo esplodere, al punto da cambiare spesso posizione delle gambe. Vedevo coppie camminare vicini sui marciapiedi, sotto le luci sfavillanti dei cartelloni e dei lampioni che sembrava accompagnarli nella loro avventura. Invece, sopra di me c'era solo un nube tempestosa e nera. Se in passato mi avessero detto, che mi sarei innamorata di Ian Jack, l'uomo più stupido e odioso sulla faccia della terra, gli avrei riso in faccio. Mentre, se mi avessero detto che avrei pianto per lui, gli avrei fatto il medio. Ora invece, avrei dato di tutto per cacciarlo via. Non riuscivo proprio a sopportare quell'odioso ghigno che gli decorava la faccia, come se l'avessi divertito in qualche modo. Era davvero irritante e quella notte per i miei gusti sembrava davvero troppo lunga
"tanto, ti piacerei comunque"diventai paonazza, non tanto per l'imbarazzo ma per la rabbia, si pulì gli angolo dell'angolo, mostrando una dentatura sempre e comunque perfetta. Mi alzai, non ero per niente una ragazza paziente e la mia sopportazione stava iniziando a scarseggiare, mi aveva proprio rotto, ero stanca, lui meno tra tutti era a conoscenza di ciò che avevo provato in questi due anni. Di cosa significava vedere i propri sentimenti calpestati senza un minimo di ritegno.

"Ian Jack, ricordati queste parole"furiosa battei la mano sopra il tavolino che traballò e lo incenerì con lo sguardo "vai a 'fanculo" gli voltai le spalle, allontanandomi il più in fretta possibile. Sebbene era estate, sentivo uno strano senso di vuoto e il gelo infilarsi sotto i miei vestiti, rendendo così difficoltoso ogni passo in più. Percepivo le braccia indolenzite e le gambe pesanti, con un macigno che mi schiacciava il petto mentre mi convincevo di aver fatto la cosa giusta. Ian era soltanto un'arrogante sbruffone, un donnaiolo, era cosciente della sua bellezza e dell'incredibilmente ascendente che aveva sulle donne. L'unico problema erano i suoi bellissimi occhi da un demone che risaltavano la sua finta natura di angelo. Era l'imperfezione che si nascondeva dietro la perfezione, il mostro dietro un'apparente principe. Era il ciclone dopo la quiete. Mi morsi il labbro, un tempo i miei occhi sarebbero stati abbagliati dal suo viso mascherato, sarei stata cieca. Adesso, invece mi ero svegliata, sebbene nel peggiore dei modi, e non ero più il suo cagnolino ubbidiente e fedele ma potevo fare tutto ciò che volevo. Mi feci largo tra i passanti mentre via via che camminavo i clacson si facevano più insistente, come se c'è l'avessero avuta con me, invogliandomi a fermarmi. Improvvisamente, una mano si posò attorno al mio fianco mentre l'altra afferrò il mio polso, trascinandomi in un piccolo vicolo deserto, prima che potessi protestare. Conoscevo molto bene a chi appartenevano queste mani, che né approfittarono per palparmi appena. Sarei stata molto più contenta se al suo posto ci fosse stato un vero e proprio aggressore, perlomeno lui si sarebbe accontentato dei soldi. Quando mi lasciò, aggrottai la fronte, accigliata "ma sei stupido?"inveii

"sei tu quella che si altera senza motivo e volta le spalle, che cavolo ti prende?"i suoi occhi mi trafissero con un'intensità tale da lasciarmi per un minuto senza fiato, non mi ero mai sentita tanto nuda e questo mi faceva incazzare. Odiavo il suo sguardo, il suo atteggiamento. Odiavo il modo in cui mi faceva sentire. Odiavo tutto di lui.
"Succede che sono stanca"inarcò un sopracciglio "Pensi sia tutto così facile?Vieni qui e ci divertiamo?Non è così. Sono diversa dalla ragazza che conoscevi, sono cambiata, in peggio. Io non so che farmene della mia vita, voglio un futuro ma non so neanche quale. Sono stanca di tutto questo, stanca di vivere con una madre pazza,che cerca di controllare la mia vita. Stanca di vivere in una famiglia sbagliata, dove sembra essere tutto fuori posto. Voglio poter andare all'università, trovarmi un lavoro e trasferirmi. Voglio innamorarmi, Ian,voglio avere un ragazzo che mi ami, mi rispetti e mi sia fedele, una di quelle stupide relazioni da film, quell'amore romantico, noioso e sdolcinato, quello che mi fa tramare le gambe e mi faccia sentire le farfalle nello stomaco. Voglio un'amore folle, complicato che mi travolga e distrugga, voglio un'amore eterno, ecco cosa voglio!"urlai con rabbia, buttando fuori tutto che tenevo dentro da anni, come un vulcano in eruzione ma contrariamente agli altri, non provai quella gradevole sensazione di tristezza ma soltanto di vuoto. Sentii le lacrime addensarsi sul ciglio dell'occhio ma provai a scacciarle. Lui rimase immobile e in silenzioso...era una risposta più che sufficiente. Ian Jack non era pronto per amare. Lo sentii grugnire e sorrisi senza ilarità, lasciarlo a bocca era già una piccola soddisfazione. Prima per odio, poi per amore, in ogni caso non ero mai riuscita a controbatterlo, o ad avere l'ultima parola su qualcosa "quindi è meglio, se finiamo con questa pagliacciata"mossi un passo "io non posso darti quello che vuoi e tu non mi puoi d-"con un grugnito mi interruppe e in meno di un secondo, si slanciò verso di me. Posò le mani sul viso e catturò le mie labbra, in un assalto improvviso. Inizialmente, tentennai ma ogni mia resistenza cadde quando mi invogliò, accarezzandomi con le sue labbra morbide. Le mie mani si posano sulle sue spalle e diventai una gelatina contro il suo corpo. Schiusi le labbra e gli permisi di invadermi, di dominare la mia mente ed il mio cuore. Ero combattuta e rinata allo stesso tempo. Sentivo il dolore della sua vicinanza e il piacere del suo tocco. Volevo che continuasse a baciarmi fino a spegnere la mente, fino a farmi sanguinare, logorandomi le ossa. Percepivo la sofferenza bruciante che aveva lo stesso gusto dell'amore, un amore, purtroppo, ancora non finito.

Perdonate questo ritardo clamoroso, mi dispiace davvero tanto avervi fatto aspettare così a lungo ma spero possiate perdonarmi. Mentre Lucas e Marianne si danno alla pazza gioia XD anche Emily e Ian non scherzano. Secondo voi, come finirà tra queste coppie?Lo scoprirete presto, per anticipi, potete andare sulle mie pagine di fb e Instagram "Le Storie di Astrad" e "le_storie_di__astrad"

Grazie mille, a tutti!

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