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Capitolo 32

Sabine Pov

Mi preparai, mentalmente, ad incontrare l'unica donna che avrebbe potuto far fuggire perfino il presidente, a causa della sua parlantina e del suo vizio di sottolineare ogni genere di errore. Eh,già anche la fredda donna di ghiaccio, Sabine Todd, aveva paura di qualcosa e per esperienza , sapevo che contro di lei, era tutto inutile. Malvolentieri, mi sciolsi lo chignon, sicura che se mia madre l'avesse visto, avrebbe storto il naso. Non riusciva proprio a scorgere la sua funzionalità: riusciva a dominare i capelli più ribelli, non dovevi temere che nessun ricciolo ti oscurasse la vista, era veloce da fare e ti donava un look ordinato - le due cose più importanti. Sosteneva, infatti, che fosse una pettinatura troppo rigida e da lavoratrice accanita. Le donne, mi ribadiva continuamente, dovevano mantenere una classe e femminilità in ogni luogo, invece di abbassarsi al rozzo livello degli uomini. Peccato, che il suo desiderio di non trasformarmi in un maschiaccio si era rivelato vana. Era una donna piuttosto tradizionale, manieri impeccabili, una moderata schiettezza e pugno di ferro. D'altronde, se dovevo la mia spiccata abilità di far tremare chiunque, era anche per merito suo. Purtroppo, eravamo all'antitesi su molte cose e alla fine, aveva saggiamente compreso di non poter cambiare la mia indole, dunque, si era arresa, senza però gettare la spugna. Mi vivacizzai i capelli, sarebbe stato divertente scorgere il suo dissenso nei suoi occhi azzurri,nel vedere il mio abbigliamento. Peccato, ma non avevo avuto il tempo di cambiarmi, sebbene non trovassi i miei indumenti troppo professionali. Mi sistemai la giacca blazer di cashmere nera che si intonava con i tacchi e il pantalone, abbinati ad una semplice camicetta bianca dallo scollo a volant. Già immaginavo l'avversione della sua voce quando mi ripeteva per la millesima volta che i pantaloni da ufficio non erano assolutamente adatti per occasioni 'mondane'ma dovessero limitarsi, appunto, solo in ambito lavorativo. Inutili le mie giustificazioni sull'eleganza e la comodità dei tailleur. Per mia sfortuna, quella giornata non sarebbe stata la sola. Tutta una schiera di snob in manicure e con il ventre così piatto che non avresti mai detto che avessero sperimentato una gravidanza; l'avrebbero sostenuta. Sospirai, stavo quasi per rimpiangere le ramanzine di Muller e ciò era davvero grave. A tal punto, che fui così dannatamente tentata di voltare le spalle, un comportamento da codardo che non mi si addiceva per niente. Per questo, alla fine, bussai. Alzai in bella vista la confezione di cartone viola, con sopra la scritta in un vomitevole dorato del logo della pasticceria. Marianne, aveva perso un'ora dinanzi al computer per trovare una pasticceria vicina che vendeva dolci senza glutine per Tiffany e per le altre. Il suo sapore mi era totalmente sconosciuto ma avrebbero fatto bene a non fare commenti. Perlomeno, mi sarei potuta consolare, nel vederle perdere la loro silhouette, tanto non avrebbero potuto rifiutare e quindi, avevo fatto il possibile per scegliere quella con il più alto tasso di grassi. Dato che non era la prima volta a cui partecipavo a ' queste rimpatriate femminili' - quasi da college- la cerchia di membra era sempre la stessa da anni, salvo qualche novizia oppure espulsa, con il tempo, ero riusciva ad affermare una certa autorità anche lì. Sarebbe stato meglio dire, un certo timore che mi rendeva totalmente immune da loro pettegolezzi poco graziosi. Sebbene, ciò non si estendeva anche a domandine maliziose sul mio status sentimentale che, stranamente, diventava per quel giorno il pettegolezzo di punta. D'altronde, non mancavano vanti sui loro mariti perfetti e oggi ero arrivata a due conclusioni: 1)erano dei robot 2) o, avevano una doppia vita, ovvero un'amante. La seconda era quella che mi convincevano di più. Purtroppo, sembrava che la loro pedina sulla fedeltà non era minimamente sporca e ciò non era adatto alla propria autostima, non che io cercassi un uomo. Ero assolutamente fiera della mia indipendenza.

" Oh, Sabine!" la porta si aprii e Tiffany c on la sua nuova messa in piega alla Kate Moss, uscii. I suoi capelli castano ramato non si mossero di un millimetro mentre il suo viso immacolato sembrava essere uscito da un lussuoso centro estetico. Spalancò le braccia e mi strinse, con quell'amorevolezza tipicamente materna, quando in realtà avevamo soltanto due anni differenza. Esatto, aveva 30 anni e sembrava una ventenne. " Come stai?" i suoi occhi scuri mi guardarono, provando a scorgere la risposta nel mio sguardo. Fin da piccola, aveva sempre avuto questo atteggiamento protettivo, e molto spesso, era soffocante

"Bene, comunque, questo è per te" non appena si allontanò, le porsi la confezione e mi sorrise, invitandomi ad entrare. Il suo anello da 2 carati scintillò, brillante come la sua collana di perle. Improvvisamente, tutte le teste che avevano visto le mani professioniste dei più abili parrucchieri, saettarono su di me, scannerizzandomi. Soltanto una, ebbe il coraggio di salutarmi, mia madre. Esmeralda Todd, cognome da nubile Jiménez, era l'esempio della bellezza femminile cinquantenne - più vicina alla sessantina- . Capelli rossi senza nessun pelo bianco e con solo qualche accenno di ruga che tiravano le sopracciglia e le fossette. Aggrottò le sopracciglia quando si accorse del mio abbigliamento ma sospirò, avvicinandosi

" Pensavo quasi che non saresti venuta" ciao, anche mamma, come stai?Ingoiai il rospo e sorrisi "ma sono felice che tu sia venuta" mi abbracciò e questa volta fui ben felice di ricambiare. La strinsi mentre Tiffany provvedeva a chiudere la porta "no, ferma" tentennai" sta arrivando qualcuno..." la fermai e le altre sussultarono proprio quando Nick faceva la tua comparsa. Mi irrigidii dinanzi alle loro espressione, era davvero impossibile rimanere indifferenti dinanzi a quel viso cordiale. Tiffany, trasalì, sorpresa mentre lui si avvicina, afferrando la sua mano e baciandola. La vidi, arrossire e quando alzò il capo i suoi occhi mi lanciarono un'occhiata soddisfatta, sapevo di aver far fatto centro. Ricambiai con un'aria impassibile, trattenendo una smorfia di insensata gelosia, mentre, adesso, 'Rodolfo Valentino' avanzava verso di me, o meglio verso mia madre. Ad ogni movimento la camicia turchese aderiva sempre di più al suo petto che esercitava un'incredibilmente magnetismo, perché tutto a un tratto la temperatura era diventava così calda?.

"Lei deve essere Esmeralda, piacere, sono Nick" le sue labbra si incurvarono in un sorriso ancora più affascinante mentre le rivolgeva il medesimo saluto di Tiffany. Mi madre, apprezzò felicemente, tanto che per la prima volta vidi un sorriso caloroso. Dinanzi al mio ultimo ragazzo, gli aveva rivolto un'espressione di fredda cordialità, sprezzante che a distanza di anni, la trovavo ancora eccessiva, sebbene Dominick fosse il più grande bastardo esistente al mondo. Mia madre alternò lo sguardo da me a lui e il sorriso di Nick si allargò maggiormente, con il suo aspetto, i capelli tirati all'indietro, il collo sbottonato a mostrare la morbidezza della sua gola, avrebbe potuto gareggiare con gli altri mariti per il podio di fidanzato più bello. Mi immaginavo già, mia madre ringraziare il cielo, perché tutti i suoi sogni di farmi sistemare si erano realizzati.

"Molto lieta" mi sembrò quasi di vederla trattenere un sospiro di gratitudine e la conoscevo abbastanza bene da capire che stesse già organizzando un mio possibile matrimonio. La sua tendenza a programmare e a controllare la mia vita, era stato il motivo per cui avevo deciso di mantenere il più possibile il controllo della mia vita, a tal punto da andare via di casa a 17 anni. Scelta che tutt'ora, con le rispettive conseguenze, era un totale tabù per lei. Non era per niente entusiasta del mio stile di vita, dagli orari che mi impedivano di condurre una vita sociale, per questo desiderava ardentemente qualcuno al mio fianco. Mi aveva perfino convinta a partecipare a una serata di speed date circa 5 anni fa, esperienza che non avrei più ripetuto. Avevo incontrato tizi folli e noiosi dall'alito di drink e rimediato uno stalker che si ero tolto dai piedi dopo una settimana, quando lo minacciai di sbatterlo in galera, di mettere la sua foto sulla prima pagina di ogni quotidiano e trasmettere la notizia ad ogni notiziario. Non era male, se non fosse stato per la calvizia ma era diventato troppo asfissiante, sebbene i fiori che ricevevo ogni giorno, erano davvero belli. Un gesto che Dominick non avrebbe mai fatto." Esmeralda, felice di conoscerti, prego, accomodati, insieme agli altri" feci una smorfia, avrei sperato anche se di minimo, che non venisse accolto così a braccia aperte da tutti. Una famiglia felice era meglio di una addolorata a causa della rottura con il tuo ragazzo. Sarei tornata ad essere la zitella a cui rivolgere la propria compassione. Mi concentrai sulla mia avversione nei miei confronti. Quell'uomo era l'essere più doppiogiochista, enigmatico e casanova che avessi mai conosciuto. Invece, adesso, appariva l'essere il ragazzo ideale per ogni madre e il quarterback più popolare che scambiava pareri sui risultati degli ultimi campionati. Sembrava incredibilmente a suo agio... era un dannato attore, ne ero convinta. A tal punto che lo guardai sospettosa per tutto il tempo mentre ci sedevamo a tavola, cosa di cui si accorse ma si limitò ad ignorarmi.

"Allora, vogliamo sapere, dove vi siete conosciuti?Erano da anni che speravamo che Sabine trovasse un uomo, figurati che c'eravamo perfino preoccupati che morisse zitella, alcune di noi sospettavamo anche che fosse vergine" grazie mille, Bridget per questo dettagliato resoconto della mia vita sentimentale, avrei voluto dirle, provvedendo io stessa a togliere con le mie unghie quel look ' acqua e sapone' sicura che avrei trovato strati di trucco, lì sotto. Strinse la mano ad Erik. Il loro famoso matrimonio in Florida, era stato per settimane l'argomento di gossip preferito dell'alta società. Un brillante avvocato e l'allenatore di una tra le famosa squadre di Rugby statunitense. Roteai gli occhi, Angelina, Betty e Flora, ridacchiarono fastidiosamente, nascondendosi dietro i commenti sulle loro manicure nuove di zecca. Tuttavia, non furono loro a beccarsi la mia occhiata fulminatrice, ma il mio 'dolce fidanzato' quando lo sentii ridere lievemente. Allungai una gamba, sotto il tavolo e gli pestai il piede ma come sempre rimase impassibile. "Allora?Siamo curiose" aggiunse Tiffany, accanto a mia madre e a una sedia vuota, a causa del suo lavoro, Jason- suo marito- non stava quasi mai a casa. Non lo vedevo dal cenone di natale di due anni fa, quando aveva indossato quell'orribile maglione rosso con delle palme a posto degli alberi di natale.

" Ci siamo conosciuti qualche mese fa, durante il lavoro, sono vicepresidente e socio di un'azienda automobilista che lei intervistò" gli uomini se ne uscirono con un ' fico' mentre le donne cinguettarono ammalianti, potevo già sentire i loro pensieri riguardo alla virilità dei piloti " la nostra è una sede piuttosto grande per questo ho subito deciso di scortarla,mi ha colpito subito con quella cascata di capelli rossi" annuii, stava recitando alla perfezione ciò che avevo stabilito, d'altronde ero più che sicura di una domanda del genere. Avevo organizzato tutto, minuziosamente,una storia fasulla perfetta e credibile. Avevo dovuto fare un reportage sull'azienda di Lucas e l'avevo incontrato, avevamo scambiato qualche spiritosa battuta per poi chiedere lì, in seguito, l'avevo incontrato ad una cena tramite amici, ovvero Marianne. Proprio come stavo dicendo. Era così realistico che quasi mi commossi per la sua bravura ma un nodo mi strinse lo stomaco, sembrava l'incontro ideale, quello che non avrei mai potuto avere. "E' stato difficile far breccia nel suo cuore, penso che anche voi sappiate come è testarda,purtroppo è moto diffidente, una esagerata maniaca del controllo, d'altronde, si sa che le rosse sono le più difficile, sono un peperoncino sia dentro che fuori"scambiò un'occhiata con gli uomini, che ricambiarono come se avessero compreso il messaggio sottinteso. Una tacita osservazione chiara a tutti, che non faceva parte del copione, mi incupii

" ma era giusto per metterti alla prova, non è vero, tesoro?" provai a rimediare con la voce più smielata possibile, pizzicandogli la guancia con un sorriso teso, mi innervosivano queste 'effusioni' sdolcinate ma dovevamo pur sempre fingerci una coppia?.Nick, sembrò trattenere un sorriso di gusto, e il mio stomaco si cimentò in una piroetta gioiosa. " Certo, dolcezza" allungò la mano verso di me e la strinse, sentii le guance colorarsi di un lieve rossore a causa del calore della sua mano mentre un senso di piacevolezza mi invase. Era come se avesse compreso la mia preoccupazione e stesse cercando di tranquillizzarmi con risultati molto producenti. " Anche se dovevi dirmelo che eri vergine, così sarei stato un po' più delicato" l'intero tavolo scoppiò in un fraudolenta risata mentre chiudevo gli occhi con rabbia. Era ufficiale: Nick Harvey sarebbe morto. Mi alzai dalla sedia e mia madre mi lanciò un'occhiata piuttosto diffidente ma per niente scossa

" Tesoro, mi seguiresti un secondo?" era inteso un adesso autorevole. Sospirai, come faceva la comune gente a preferire i pranzi famigliari al lavoro?Lì perlomeno eri libera. Avrei tanto desiderato il mio thé per allontanare i primi sentimi della mia solita emicrania che avevo come la netta sensazione, sarebbe stata peggio delle altre volte. Quella giornata era assolutamente da dimenticare. Avanzai verso il corridoio mentre percepivo i suoi passi dietro di me. Quando fummo abbastanza lontani dal resto, mi voltai seria "Cosa stai facendo?"lo incenerii con lo sguardo " hai 3 secondo per giustificarti, cosa impossibile...dato che mi stai rendendo la barzelletta di quel circolo di snob!" era un'umiliazione che non desideravo provare, soprattutto dopo tutto ciò che avevo fatto per tornare ad essere me stessa e padrona della mia vita " non era questo l'accordo, osa solo continuare e te ne pentirai amaramente"lo minacciai, risultato?Nessuno effetto sortito. Assottigliai lo sguardo quando si mosse, quell'aria spensierata e impassibilmente ingenua era tutta una finzione, ne ero consapevole. Qualunque mossa avrebbe fatto, l'avrei fermato. Mossi un piedi indietro, guardinga, mi avrebbe fatto inciampare?Oppure farmela pagare in un altro modo?Strinsi le spalle, come per difendermi, ero pronta ad affrontarlo ma improvvisamente mi bloccai quando le sue labbra sfiorarono le mie, in un veloce bacio. Mi fermai

"sei troppo tesa, lasciati andare, sei più carina quando non usi quella tua testolina, principessa rossa" mi sorrise. Spalancai la bocca, incredula, arrossendo con vigore... Nick Harvey mi aveva appena baciato?.

Lucas pov

Esisteva sempre quel pensiero fisso, quello che non riuscivi mai a toglierti dalla mente. Quel pensiero che sembrava non volesse mai abbandonarti, ma rimanere sempre lì, giorno e notte. Non potevi impedirlo. Sarebbe stato sempre, con tutte le sue conseguenze, nella tua testa, con l'unico risultato che non ti permetteva di concentrati su nulla. Ciò, poteva essere odiosamente snervante, perché per la prima volta ti sentivi pienamente padrone di nulla. Tutto ciò che facevi per scacciarlo era completamente inutile. Soprattutto, quando era qualcosa che desideravi cancellare, come un incubo che avresti voluto dimenticare per sempre.
"Juliet, sta diventando troppo asfissiante, non trovi?" alzai pigramente lo sguardo Nick, seduto sulla mia poltrona con le gambe accavallate sulla superficie della scrivania mentre lanciava un'occhiata al mio cellulare che continuava a vibrare.Ultimamente, era così di buono umore che era incontenibile . Afferrò il telefono" vengo da te, stasera, baci" lesse. Sollevò lo sguardo verso di me e lanciò il cellulare di nuovo sulla scrivania " ultimamente, in questo periodo, sei distratto, da un paio di settimane ti vedo completamente assente, se prima pensavo fosse un momento no, adesso so che non lo è" mi lasciai andare contro lo schienale del divano, premendo la testa contro il muro "come vice-presidente dovrei sbatterti fuori, questi" sventolò dei documenti, indicando gli altri, disordinatamente sparsi ovunque "devono essere urgentemente controllati, insieme agli altri" ovvero per me, il lavoro di tutta una settimana . Sollevai gli occhi al cielo, sentendolo sospirare "tuttavia, come tuo amico, ti direi, cosa diavolo sta succedendo?E ti inviterei a parlare, altrimenti le foto dell'ultimo capodanno andranno in giro per il mondo" la serata più brutta di tutta la mia vita. Verità o obbligo era un gioco molto pericoloso, soprattutto se per punizione avevi dovuto indossare solo dei boxer con la faccia di babbo natale e delle orecchie di renna, e questo fu solo l'inizio. Mi passai una mano tra i capelli, tirandoli con forza e feci un respiro

"sono andato a letto con Juliet" ammisi e gli lanciai un'occhiata, di solito mi avrebbe sorriso come se ciò avesse dovuto rendermi felice, oppure prendendomi in giro, invece, non fece niente di tutto questo. "E' successo quella sera al pub, mi ero completamente dimenticato che avevo organizzato una cena per lei, quindi quando sono tornato, era lì ed ero brillo". Purtroppo, ancora tutt'ora non riuscivo a ricordare quasi assolutamente nulla, le immagini erano confuse.

Picchiettò le dita sulla scrivania " ne sei veramente sicuro, hai detto tu che eri ubriacato?" azzardò, forse cosciente del mio stato, ma era inutile. Quella mattina, la prima cosa di cui mi ero reso conto, oltre alla terribile emicrania, era il corpo di Juliet. Le labbra schiuse e la guancia schiacciata contro il cuscino mentre il lenzuolo che le copriva il petto, lasciando scoperte le spalle, si sollevava ad ogni suo respiro. " Ci siamo baciati, e spinti un po' più avanti, questo me lo ricordo, il giorno dopo, dormiva nel mio letto, con soltanto il reggiseno mentre io ero a petto nudo, non penso che abbiamo giocato a freccette" dondolò lievemente con la poltrona "beh, Lucas, prova a vederla nel lato positivo, avrai altre occasioni per riprovarci e magari riuscirai a ricordarti di questa notte" scherzò

"Non è questo!" la mia voce salì di un'ottava " la cosa che mi più mi hai sconvolto è stato vedere..." respirai"Marianne" premetti con più forza la testa contro la parete,avrei voluto fracassarmela. Serrai le palpebre e strinsi i pugni " non era Juliet quella che desideravo baciare, toccare, era lei, capisci?" ciò era in assoluto la cosa peggiore. Trent mi avrebbe ucciso. Ormai, l'affetto per lei si era trasformato in un desiderio incontenibile. Cazzo!. Percepii un fruscio, i piedi che battevano a terra e quando riaprii gli occhi, Nick era in piedi, appoggiato con le braccia sulla scrivania mentre mi guardava, sospirò " Penso che con questo le tue idee si siano chiarite. Hai capito, adesso?Si vede lontano un miglio che ciò che lega te e Marianne, non è semplice affetto"

Mi accigliai" capito cosa?Sono stanco, Nick, stufo di questa situazione" sbraitai, avrei voluto sul serio spaccarmi la testa . Mi alzai, percepivo il sangue ribollirmi nelle vene e lo strattonai con vigore " questa cosa è malata, completamente senza senso!" chiusi le mani a pugno e provai a calmarmi, o perlomeno a non agitarmi tanto, vanamente. Lo lasciai e mi allontanai, cercando di riacquistare il mio autocontrollo, inalai un bel respiro "settimane fa, mi hai fatto una domanda, bene, eccoti la risposta: io non posso renderla felice"e ciò era la cosa che mi faceva più male.

Dopo le innumerevoli minacce di morte, eccovi il nuovo capitolo. Molti mi hanno chiesto di vedere cosa succedeva tra Sabine e Nick, quindi ho deciso di accontentarvi. Spero vi piaccia, faccio il possibile per soddisfare tutti e scrivere un capitolo bello e piacevole da leggere ma non è sempre facile. Ma, non ho mai gettato la spugna e scrivo sempre con la stessa passione. Naturalmente, all'inizio mi sono concentrata sul rapporto tra Lucas e Marianne mentre adesso la storia si sta evolvendo e non posso più descriverli sempre allo stesso modo. Vi invito ad avere pazienza e a credere in me, ho così tante idee. Tuttavia, se siete curiose potete andare a leggere gli anticipi sulle mie due pagine "Le storie di Astrad" -fb- e "le_storie_di__astrad" - Instagram- . Fatemi sapere cosa ne pensate.

Grazie mille, a tutti <3








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