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Capitolo 30

Sabine Pov

Alcune volte questo era proprio il genere di cose che mi faceva pentire di non aver accettato la promozione, ovvero essere dinanzi a un completo idiota che sedeva sulla una bella poltrona comoda che aspettava a me. Sulla mia scrivania,a godersi una tra le viste migliori di tutto l'edificio,nel mio ufficio. Di nuovo, rimproverai la mia mente, tutto ciò sarebbe potuto essere esclusivamente della sottoscritta ma per quanto cercassi di convincermi,niente avrebbe farmi cambiare idea. Avevo rifiutato quel posto un anno fa e l'avrei fatto negli anni avvenire. Il brivido dell'essere in prima linea,la vera soddisfazione di un articolo,il divertimento di far tremare politici per verità scottanti - mia grandissima specialità- non si provava rimanendo in un ufficio. Come diceva sempre mia nonna, essere una giornalista era un po' come essere un'investigatrice che indagava, per scoprire verità che mai avresti potuto immaginare, con il brivido dell'adrenalina accompagnato al soffio del pericolo, non c'era niente di più emozionante. Tranne,quando eri costretta ad un richiamo soltanto perché in un paese democratico, non avevi la piena libertà di espressione. Che assurdità "Te l'ho detto,non è colpa mia se assumi bamboline incompetenti"Muller diventò rosso di rabbia e si strinse il nodo della cravatta, come se sistemare l'unico abito d'ufficio firmato,in grado di slanciare le sue forme, potesse dimostrare la sua autorità. Respirò profondamente e mi lanciò un'occhiata d'avvertimento, ecco, ora iniziava il suo patetico discorso sulla sensibilità, sul rispetto e altre stronzate sulla moralità al lavoro, sperando che qualcuno lo guardasse come un cagnolino adorante, a tal punto da ubbidirgli immediatamente, grazie alle pessime abilità oratorie.

" Sabine, l'hai chiamata ochetta stridula e barbie svampita, Mrs mascara sbavato"ecco la voce pacata, di chi cercava di farti sentire in colpa, come un padre che provava a mettere sulla dritta via il figlio ribelle. Tuttavia, adoravo di gran lunga il timbro possente,come quando si incazzava all'inizio. Però, dopo un anno, aveva saggiamente gettato la spugna e si era abituato, consapevole che sarebbe stata una battaglia futile. Inoltre, avevo come l'impressione che questi battibecchi,rappresentavano gli unici momenti divertenti della sua giornata - oltre a farsi le nuove stagiste con un quoziente l'intellettivo pari a quello di una formica- ormai facevano parte di una routine che sembrava piacergli...quasi . "Cosa abbiamo già detto,sul moderare il linguaggio?"ruotai gli occhi " sei la migliore,su questo non possibile discutere ma sei troppo dura con i tuoi colleghi, non tutti sono coraggiosi abbastanza da affrontarti oppure sono qui da così tanto che ormai hanno imparato a conoscerti" si passò la mano tra i capelli, cercando di essere virile ma si rivelò perlopiù goffo ma non se ne curò. L'aver conquistato tutte le stagiste più stupide,aveva contribuito a innalzare un'autostima di ferreo. Peccato che la maggior parte,andavano da lui in cerca di qualche promozione e un lavoro,come la sua ultima bambolina,Suzette, che piangeva praticamente per qualsiasi cosa. Perché doveva capitare proprio a me questo genere di cose? " la tua..." blah,blah,blah, la mia mente si era persa già alle battute finali sebbene gli altri giorni ero arrivata anche a sentire più della metà. Un discorso che era sempre lo stesso, con l'unica differenza, rispetto agli altri,costituita dalla lunghezza del contenuto, peccato che quel giorno mi era toccato quello lungo. Afferrai la borsa,mi dispiaceva molto interromperlo ma non aveva tempo da perdere. Battei il palmo sul tavolo, interrompendolo, si zittì all'istante, guardami stranito

"Tu prova a non assumere stupide ragazzine soltanto per le loro performance sessuale e vedrai che queste stressanti sedute,come le definisci tu,termineranno. Ricordati che non mi ci vuole niente per avvertire tua moglie, ho trovato le prove per incastrare i più grandi senatori ora pensi che non posso procurarmi le provi del tuo tradimento?"Impallidì, d'altronde anch'egli sapeva che non mi piaceva parlare a vanvera,odiavo scherzare sul mio lavoro, le mie parole erano assolutamente serie "bene, buona giornata"sbattei la porta dietro le spalle. Immediatamente, vidi Noah, sporgere la testa, gli sorrisi, vittoriosa, esultò

"Visto Bruce,che ti avevo detto?Mai affrontarla!"sollevò i pollici e scossi la testa, sorridendo, tra i miei più sfegatati 'fans' Noah era di sicuro al primo posto. Inizialmente, quando la mia reputazione di donna di ghiaccio iniziava a crescere, mi ero sentita lievemente disorientata. L'essere temuta da tutti,poteva portare a un clima non confortante e non c'era niente di peggio ma alla fine col tempo mi ero rilassata e la cosa aveva iniziato a piacermi, come il mio 'fanclub' "è sbiancato?"

"Ovviamente" Bruce tirò fuori una banconota di 20 dollari che porse con un'aria sconfitta a Noah,gli feci l'occhiolino ma mia ricomposi "Comunque, adesso tornate a lavoro" ordinai,d'altronde avevo una reputazione di strega di difendere . Mi diressi nel mio ufficio, il telefono lampeggiava e premetti sul tasto della segreteria mentre afferravo la tazza di thé alla cannella che Marianne mi aveva portato quando era andata allo starbuck difronte. I giornalisti vivevano di caffé, le migliori entrate della caffetteria erano dovute alle nostre spese e Marianne essendo una tra le nuove arrivate, purtroppo aveva ricevuto questo compito. Prima o poi ci passavano tutti e poteva essere una vera tortura.

"Sabine" la voce di mia madre era tinta di una note metallica che non riuscì a nascondere il timbro,sconsolato e appresso ogni volta che pronunciava il mio nome " quando puoi chiamami?" sapeva bene che non l'avrei fatto. Infatti,la sentii sospirare " è impossibile che per parlare con mia figlia devo chiamare il suo ufficio e sentire la voce di Carly" Carly era la segretaria, ormai, erano diventate così in confidenza, che quando mia madre chiamava le dava del tu,chiedendole della sua giornata mentre bastava vedere il numero, che Carly mi chiamava. "Domani, viene Tiffany, desidera tanto vederti, perché non provi a fare un salto,so che sei impegnata ma lavori tutto il giorno. Hai quasi 30 anni" in realtà ne avevo 28 ma mia madre tendeva a considerarmi già sulla trentina " dovresti staccare un po' ogni tanto e considerare di più la vita privata" cioè significava, implicitamente, quando ti troverai un uomo e metterai su famiglia?Ho 56 anni,voglio dei nipotini. Mi allontanai da quel pensiero. Mi lasciai andare contro la sedia "comunque, spero tu venga,naturalmente puoi portare chiunque,nel caso tu voglia venire, baci" traduzione, spero che ti stai frequentando con qualcuno e che tu lo porti, così da non passare sempre per una donna single troppo esigente per trovare un uomo ,con un futuro da allevatrice di gatti. Sbuffai, erano appena passate le undici e già avevo un'emicrania. Mi massaggiai le tempie e finalmente dedicai spazio al mio thé al ginseng. Molte persone lo trovavano aspro e amaro, ma con pizzico di miele diventava una bontà assoluta. Quel suo calore che scivolava nel mio stomaco ristorava i miei sensi. Chiusi gli occhi,per godermi quei 5 minuti di beatitudine che ogni giorno a quell'ora mi concedevo ma purtroppo potetti usufruire di 3, dato che la porta si aprì, senza nessuno preavviso. Aggrottai le sopracciglia

"Chi è che mi disturba?"sbraitai innervosita, tutti sapevano che dalle 11 alle 11:5 nessuno avrebbe mai dovuto disturbarmi. Ognuno in quell'edificio,si teneva ben lontano dal mio ufficio in quel lasso di tempo, nessuno desiderava essere il capo espiatorio del mio nervosismo, oppure svolgere del lavoro extra. Oh si,ero molto severa per quanto riguardava le punizioni. Chiunque capitava, era costretto a svolgere mansioni odiose e noiose - dalla durata di quasi 3 ore- che nessuno avrebbe mai voluto fare . Aprii gli occhi,vediamo la mia prossima vittima era....

"Mi dispiace, hai detto che dovevo portati al più presto le bozze dell'articolo giornaliero e i risultati dei test ambientali che abbiamo fatto" Marianne si morse il labbro impaziente, quella luce speranzosa e dispiaciuta al medesimo tempo significava che era stata avvertita ma che sognava, comunque, una clemenza da parte mia. Quella ragazza era qui da più di 4 mesi ed era la miglior stagista che avessi mai avuto. Sveglia, energica, lievemente impertinente, con una grandissima voglia di lavorare. Amava questo lavoro e ciò si notava dal luccichio dei suoi occhi, lo stesso che molte persone sostenevano che io avessi. Ormai, sembrava che tutti l'avessero accolta a braccia aperte e perfino io mi ero affezionata a lei, a tal punto da decidere di risparmiarla dalla mia punizione. Stavo diventando dolce come il miele. "Avevi ragione, hanno alternato i dati dell'emissione dei gas, dai risultati si evince un' emissione del 10% superiore alla norma"mi porse i dati, un'azienda privata per lo smaltimento del gas naturale e del petrolio, stava manomettendo i dati,sull'effettiva quantità dell'emissione di gas nocivi nell'atmosfera. Infatti, in quella zona, densamente abitata, negli ultimi anni era triplicato il numero di malattie respiratorie e dei soggetti affetti di cancro. Quella notizia sarebbe dovuta uscire in prima pagina il mattino successivo e avrebbe comportato uno scandalo di enormi portate.

"Bene, uscirà domani mattina in prima pagina" le consegnai di nuovo la bozza "Comunque, la prossima volta non disturbarmi a quest'ora" la vidi sorride, non potevo di certo permettere che la notizia di un'improvvisa bontà potesse espandersi... tuttavia ricambiai il suo sorriso. "Ultimamente ti vedo più serena, Ethan Mcluhan fa davvero questo effetto?"i suoi occhi cristallini scintillarono, da quanto avevo capito, lei e uno dei pezzi più grossi del settore automobilistico, si stavano frequentando da molto, tuttavia ancora non ero pienamente convinta che la loro si potesse considerare una storia a tutti gli effetti. Annui e sventolai la mano per invitarla ad andare, ero contenta per lei, d'altronde era così giovane, meritava un po' di felicità. Una stretta allo stomaco mi colpii ma la cancellai immediatamente

"Ah,un'altra cosa, c'è Nick,che ti aspetta, lo mando via oppure?" il suo sorriso diventò impertinente e la sua espressione si fece più divertita. A sentire quel nome il sangue cominciò a bollire nel mio corpo e la mia espressione cadde in un baleno. Serrai le labbra, ancora!Erano settimane che quell'uomo continua a importunarmi,perfino al lavoro. A tal punto che tutti gli uomini in ufficio,l'avevano presto in custodia, per proteggerlo dalle mie grinfie ed istruirlo su di me, ' l'uomo che può sciogliere il cuore di ghiaccio' così l'avevano chiamato. Peccato che il suo interesse non era neanche sincero, dato che quel gigolò da strapazzo, si intratteneva ogni sera con altre donne, decisamente più giovani e carine. Un'altra fitta.

"No,adesso ci penso io"la sentii ridacchiare " tu torna al lavoro" con la mano mi vivacizzai i capelli ma mi bloccai all'istante, quando percepii il risolino malizioso di Marianne. Tossi " avanti,altrimenti, ti raddoppio il carico di lavoro" scrollò le spalle,per niente intimidita, proprio come credevo. Uscì e la seguii a ruota. Nick era appoggiato al bancone, le gambe accavallate e il capo chino verso lo schermo del computer. Mi avvicinai "smettila di importunare chi lavora, Nick"gelai con lo sguardo l'uomo che insieme ad lui,stava guardando i risultati delle corse dei cavalli. Non appena si giro, farfugliò alcune scuse,imbarazzato e torno immediatamente al lavoro. Il suo 'socio' si raddrizzò. Non ero mai stata una donna bassa, con 1 m e 82 centimetri ma non mi ero mai sentita così piccola se con lui. Nick era un gigante, una montagna che ti avrebbe portato verso l'Eden. Un formicolio percorse la schiena quando i suoi occhi si posarono su di me, perfino con gli occhiali, riuscivano lo stesso a farmi tremare le gambe. Con un movimento assolutamente virile, se li tolse,sistemandoseli sul capo. I capelli neri vennero spinti all'indietro, non permettendo a nessuna ciocca di oscurare il suo volto. Nick era attraente, molto attraente, con quel sorriso enigmatico e quegli occhi dalla sensualità maliziosa. Il suo corpo era un feromone puro, irresistibile e per questo avrei fatto bene a tenermi alla larga, non mi sarei di nuovo bruciata dinanzi a quel fuoco tentatore. Lo fulminai con lo sguardo,provando vanamente a distogliere la mia attenzione dalle sue carnose e morbide labbra, mi vergognavo io stessa ad ammettere che quella bocca era stata per giorni l'oggetto preferito dei miei sogni. Dio... " Principessa Rossa" mi sorrise, odiavo quel nomignolo, mi sembrava troppo zuccherino e ciò mi obbligava a pensare a tutti le donne a cui affibbiava un soprannome del genere.

"Cosa ci fai qui?" la mia voce salì di un'ottava, irritata, a tal punto che molti si girano incuriositi. Altra cosa fastidiosa, dar spettacolo al lavoro. Gli afferrai il braccio e lo trascinai con me verso l'ingresso. La sua pelle profumava, un'aroma floreale ma decisamente maschile, un mix inebriante e incantevole che assorbii il più possibile prima di lasciarlo. Percepivo la morbidezza della sua pelle,sotto il tessuto della sua camicia e a quel contatto rabbrividii. Tuttavia, mi feci coraggio e lo lasciai andare

"Sono venuto a trovarti,principessa" incrociai le braccia al petto con più forza "non hai risposto alle mie chiamate, quindi sono venuto a vedere come stavi" questo era uno dei motivi che mi spingevano a non accendere mai il telefono, oltre a mia madre. Improvvisamente, mi piombò nella mente la sua voce che mi ricordava dell'incontro con Tiffany. Se sarei andata, avrei dovuto restare seduta a un tavolo, assistendo ai trionfi della vita del circolo delle Ereditiere Disperate - nome personalmente scelto- ai successi lavorativi - di cui non mi lamentavo- e quelli privati - il gran problema- . Tuttavia, se non ci fosse andata, avrei ulteriormente confermato l'etichetta di maniaca del lavoro e la prospettiva mi disgustava . Alzai lo sguardo verso Nick

" Oh,sul serio?" i suoi occhi brillarono divertiti,dinanzi al mio tono,falsamente dispiaciuto, lievemente civettuolo, mi immaginavo quante giovane senza cervello avevano utilizzato quel timbro per farlo cadere nella loro trappola, quanto in realtà era lui che si lasciava imprigionare,soltanto per vedere a che punto si spingevano. Nick era un'abile calcolatore,di questo ne ero certa,per questo bisognava tenersi ben lontane da lui " non hai pensato che non volessi sentirti,invece?"

"Principessa così non potrai mai diventare una regina" si infilò le mani in tasca "le regine per essere tali hanno bisogna di una corona e soltanto un re può donarle ciò, se continui così non avrai mai un re" il suo sguardo scivolò sul mio corpo come miele bollente ed involontariamente arrossì, un fremito mi scosse, nello scorgere le tacite promesse di quel tono così carezzevole e vellutato. Basta,avrei dovuto finirla. Forse mia madre aveva ragione, da troppo tempo non avevo un uomo e ciò stava iniziando a stressarmi, a tal punto da mandare in tilt le pulsioni del mio corpo ma non ero attratta da Nick, per niente. La mia reazione era dovuto soltanto ad un'astinenza, niente di più. Lui non rappresentava per niente il mio prototipo di uomo ideale, serio, dolce e romantico. Quindi avrei dimostrato a me stessa che avevo ragione, a mia madre che potevo facilmente trovarmi un uomo e a lui che non ero la ragazza adatta per una breve serata. Avrei preso 2 piccioni con una fama e risolto tutto i miei problemi

"Hai da fare domani?" un guizzo d'interesse brillò nel suo sguardo e le sue labbra si incurvarono in un sorriso malizioso mentre scuote velocemente la testa " bene, alle 2 dovrai venirmi a prendere, non considerarlo come un appuntamento, infatti non ti darò il mio indirizzo e verrai qui. Consideralo come una cena di lavoro, d'altronde fare il gigolò non è una tra le tue mansioni?" affermai,sprezzante

" Va bene, sarò impeccabile, principessa" si infilò di nuovo gli occhiali e si voltò,con un cenno del capo " penso che tra poco anche tu diventerai una regina, sono quasi pronto a darti la corona che ti aspetta" mi fece l'occhiolino.

Nick Pov

"Mi sembri una donna in pieno ciclo mestruale, peccato che non sei neanche il mio tipo" buttai giù un altro bicchiere di whisky, ciondolando il piede sullo sgabello. Lanciai un'occhiata al mio compagno mentre mi lanciava un'occhiata fulminea, peccato che fosse soltanto la verità. Schioccai le dita, per attirare l'attenzione del barista " Pat, portarci altri due bicchieri" Lucas scosse il capo ma lo ignorai. Ultimamente era più cupo del solito e una bella sbronza avrebbe potuto aiutarlo per quella notte. "E' dalla sera del ballo di beneficenza che stai così, sicuramente, si tratta di Marianne ma non può essere soltanto quel bacio" si irrigidì maggiormente, avevo toccato un nervo scoperto. Afferrò il bicchiere e lo sgolò in un secondo, proprio quando Pat stava versare ad entrambi un altro goccio. Sebbene fosse in periferia, lontano dal centro cittadino, il pub dove stavamo era gremito di gente, d'altronde distribuiva i miglior alcolici di tutta la città. Inoltre, a parere mio, aveva un ottimo intrattenimento che stava venendo da noi con tanto di labbra rosse e un corpo veramente niente male. Con quella cascata fluente di capelli biondi e quei sensuali occhi azzurri, sembrava rapire l'attenzione di molti uomini in sala. Si avvicinò, posando una mano sulla spalla di Lucas, la sua voce era carica di una sensualità che pochi uomini sarebbero stati in grado di respingere. Purtroppo per lei, il mio amico non era proprio in vena quella sera, come tutte le sere precedenti. Tuttavia, se le altre volte aveva utilizzato un po' di tatto e garbatamente le aveva allontanate, questa volta invece l'aveva scostata bruscamente e ciò non era un buon presagio. La donna per un secondo rimase interdetta, alzando il capo altezzosa ma in seguito i suoi occhi si posarono su di me. Si sedette sul mio ginocchio e il suo pungente odore femminile mi pervase, peccato che non era dolce come quello di una certa principessa. I suoi capelli fulvi emanavano una fragranza di frutti di boschi che la rendevano squisita. Con quel suo temperamento e quella sua stupenda bocca, sembrava una feroce preda che non vedevi l'ora di addomesticare. " Mi dispiace, dolcezza, purtroppo preferisco le rosse naturali" le diedi una leggera pacca sulla gamba e la spinsi via mentre Lucas mi lanciava un'occhiata

"Da quando preferisci le rosse?" giocò con il liquido,facendo roteare il bicchiere , prima di berlo. Finii anche il mio, gettando la testa velocemente all'indietro " da un po' ma eri troppo occupato con i tuoi problemi sentimentali, sto diventando come ex e ti voglio soltanto dire che un altro come me non lo troverai mai" lo avvertì e come risposta ricevetti una spallata, sogghignai.

" Ethan ha baciato Marianne" ammise, lo vidi irrigidirsi e poi sospirare, questa doveva proprio bruciare. Sebbene non l'avesse ammesso, era logorato dalla gelosia, doveva soltanto ammetterlo e ciò era il problema. Conoscevo Lucas e pensava troppo alle conseguenze per lasciarsi andare. La vita era troppo breve per riflettere sul futuro. Inoltre, ciò sarebbe stato una noia mortale, se la vita ti offriva dei regali perché rovinarsi la sorpresa proprio sul più bello? Poi dove stava tutto il piacere dell'attesa. Un'attesa che desideravo subito far finire se il piacere consisteva nell'avvento di domani e se il regalo fosse stato una rossa tutto pepe. " Si stanno frequentando, penso sia normale, non puoi impedirlo"

"Ma non l'accetto!Cioè sai com'è, Ethan,la farà soffrire, lui non può dargli ciò che vuole" strinse il bicchiere accigliato, i suoi occhi pulsavano rabbiosi , era la prima volta che assistevo ad una tale reazione di ira. Con Juliet aveva sofferto ma mai si era mostrato tanto furioso nei confronti di una donna. Mi girai a guardarlo " Lucas dimmi una cosa, sii sincero con te stesso, tu puoi impedirle di non soffrire?Le puoi dare ciò che vuole?".

Allora cosa ne pensate di Sabine e Nick?Ho voluto dedicare questo capitolo a loro due per presentarli meglio. Poiché rappresentano uno delle coppie principali, tuttavia non penso di dedicarmi completamente alla loro storia ma altri due- tre, forse più , più avanti saranno tutti per loro. Dal prossimo prometto che ritorneranno Lucas e Marianne, per leggere cosa accadrà tra di loro,passate sulle mie due pagine "Le storie di Astrad" fb e "le_storie_di__astrad" instgram.

Grazie mille a tutti


















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