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Capitolo 27

New York di mattina era stupenda, sembrava volerti inghiottire nei suoi grattacieli e spingerti ad immergerti nella sua vita. New York era disordinata e caotica, incredibilmente rumorosa ma in essa risiedeva la sua bellezza: non era mai silenziosa . Lì, aspirava ogni genere di sfumatura, era un miscuglio che nel suo generale appariva perfettamente strutturato. Di giorno avresti potuto guardare e visitare i posti,i luoghi tipici che la caratterizzavano. Tuttavia,quella città di sera era spettacolare. Invasa da un briciolo di magia. Perché,sembrava che di giorno, dormisse, assorbendo ogni singola energia da tutti coloro che calpestavano le sue strade,per poi svegliarsi di notte. Diventa viva,reale.Il suo fascino ti lasciava completamente a bocca aperta e non potevi dire di aver visto la luce se prima non visitavi New York. Bastava che un singolo,minuscolo e insignificante bagliore scintillava ed improvvisamente, l'intera città si accendeva. Mille luci sfavillanti irradiavano la Grande Mela, facendola brillare come un diamante. Un intero gioiello che con la sua lucentezza si estendeva per chilometri .Era come un faro e sembrava accompagnarti in ogni tua corsa,in ogni tua camminata. Una cascata di luce che sostituiva la luminosità del cielo,quando non lasciava spazio alle stelle. Molti desideravano vederle ma in realtà tutti le ammirano ogni giorno,la toccavano, la sentivano e la vivevano. Inoltre, quei grattacieli alimentavano ancora di più la speranza,di poter toccare,arrivando in cima alle loro punte,il cielo ma alla fine rimanevi soltanto ad ammirare quelle miliardi di luci in terra,perché New York era una stella. Era la salvezza di ogni bambino timoroso della notte e la causa di ogni sospiro estasiato quando rivolgevi lo sguardo a quella meraviglia che ti stava dinanzi. Improvvisamente, sembrava che fossi arrivato nel mondo dei sogni,che si chiudeva ogni mattina, per poi accendersi di nuovo. Fin da bambina mi aveva conquistato e da allora non c'era giorno in cui non aspettavo la notte per vederla illuminarsi pian pian e poi esplodere con i suoi colori. Aveva un fascino raro che ti sarebbe sempre rimasto in mente,come un ricordo indelebile,poteva anche non piacerti ma l'avresti sempre ricordata. Ci doveva essere un motivo per il quale, migliaia di persone decidevano di rimanere lì, a parte per le normali motivazioni,semplicemente ti innamoravi al primo sguardo. Era come un colpo di fulmine e da allora non l'avresti mai più lasciata. Appoggiai una mano sul finestrino mentre schizzavamo così veloci che quelle luci sembravano piccole lucciole già lontane ma che non sparivano mai,dato che andando avanti ,continuavi a vederle,seppur brevemente. Mi sistemai sul sedile incredibilmente morbido,lanciando un'occhiata al mio accompagnatore. Feci scorrere lo sguardo sul suo completo, un'elegante smoking scuro. La camicia grigio perla si ammorbidiva sul suo torace,non nascondendo la piega dei suoi muscoli che apparivano ancora più robusti. La camicia cadeva sulle sue spalle massicce e scendeva sulle sue braccia,aperta mentre i gemelli brillavano insieme al quadrante del suo orologio. Il collo era stretto in un papillon nero che contribuiva a rendere la sua figura ancora più sofistica. Un braccio era appoggiato lascivo sul finestrino mentre l'altro,posato saldamente sul volante,riuscivo a scorgere la leggera peluria chiara del suo polso. Il vento spifferava all'intero della sua auto ma i suoi capelli non risentivano dell'impatto,stirati all'indietro e mantenuti dal gel. Riusciva ad indossare quegli abiti alla perfezione, sembrava che per anni non avesse indossato nient'altro e non avevo mai visto un uomo che trasudava una bellezza tanto virile in smoking. Il suo viso era concentrato sulla strada e su di esso si riflettevano i colori della strada,i fari delle auto,ciò contribuiva a enfatizzare quel nocciola caldo,adesso incredibilmente lucido. Le labbra vermiglie,morbide e piene,restavano ancora schiuse mentre scendevo a percorrere il suo collo,risalendo di nuovo sul suo viso mascolino,ammirando la bellezza dei suoi lineamenti da uomo. Era perfetto. Bellissimo. Tant'era che non mi concentravo a guardare la strada ma lui. L'aria era pervasa dal suo odore dolce che riusciva ad acquietare ogni mio pensiero ma a spingere i miei polmoni, a stringersi,per inebriarsi . Si accorse del mio sguardo e le sue labbra si ampliarono in un sorriso mentre uscivano dalla Columbia Ave per svoltare alla 5th Ave per raggiungere la festa. "Sei bellissima" lodai mentalmente il buon gusto di Emily ,per la scelta del vestito. Aveva letteralmente urlato quando avevo ceduto e provato l'abito color perla,con lo scollo che si apriva leggermente a ventaglio che insistentemente mi aveva fatto indossare. Schiusi le labbra in un piccolo sorriso,tra di noi vi era una complicità particolare ma soprattutto serena,ero completamente a mio agio. Parcheggiò e il portinaio si avvicinò al finestrino,aprendomi galantemente alla porta,scesi dall'auto,scostando i lembi del vestito "Grazie mille,adesso alla signorina ci penso io"Ethan lanciò le chiavi della auto audi R8 gt nera,un gioiello di automobile,con la sua linea accattivante, la sua bellezza spericolata e pericolosa, un lusso che ruggiva a pieni polmoni . Il mio accompagnatore mi prese la mano e alzai uno sguardo verso l'hotel.

Il Plaza era uno tra i più famosi e importanti di New York, a pochi passi dal Central Park,aveva ottenuto la fama internazionale grazie a numerosi contratti cinematografici, era lo scenario di moltissimi film. Con il suo color marmo,le sue punte,gli alti timpani e i soffitti dalle tonalità verde acqua,l'edificio a pianta quadrangolare, era un perfetto miscuglio tra lo stile rinascimentale nord-europeo, con un pizzo di quello francese,tutto racchiuso perfettamente nell'architettura newyorchese,tipica del novecento,quella residenziale. Centinaia erano le finestre e i bovindi che si sviluppavano in altezza; trasudava una classicità regale,veramente spettacolare,appariva - sebbene nelle sue dimensione- quasi come un castello. Mia nonna era stata proprio brava a trovare quel luogo, era la location ideale per un ballo . Tuttavia, se esteriormente rapiva con il suo fascino incantevole e quasi fiabesco dentro era ancora più incredibile,con le sue decorazioni lussuosamente neoclassiche e sfarzose donando al hotel,un 'eleganza non pacchiana,grazie alle sue forme per niente appariscente. Ethan fortificò dolcemente la presa attorno al mio braccio e mi condusse verso la sala,non appena ci avvicinammo, un cameriere,con le braccia dietro la schiena,si spostò accanto ai battenti dell'ingresso, chinando il capo. Quando raddrizzò le spalle,fasciate da una giacca bianca,ci guardò "Signori,dovete indossare queste maschere per entrare" ci indicò un cesto,dove erano sistemate su un telo di seta, varie maschere, allungai ed ne afferrai una . Era ricamata in pizzo nero,tuttavia invece di fermarsi, come le altre sopra agli occhi,proseguiva a coprire anche la fronte,enfatizzando la forma degli occhi e terminando in un paio di orecchie da coniglio,la indossai,girandosi verso di Ethan,sorridendo. Anche la sua maschera era nera,tuttavia l'estremità era più allungata rispetto all'altra, con decorazioni ondulate che la ricoprivano interamente,sottolineando la sua figura."Ti dona,sei incantevole "giocherellò con una piccola ciocca dei miei capelli,mentre involontariamente una mia mano si posò sul suo petto e un brivido mi scosse,quando percepii la durezza dei suoi muscoli,le nostre labbra erano ad un soffio le une delle altre,tant'era che i nostri respiri si baciavano così affannosamente ma nessuno dei due riuscii a muoversi. C'erano troppe persone ed era meglio non dare nell'occhio,soprattutto se c'era lui presente. Come se avesse compreso ciò che stessi pensando,dopo qualche secondo si allontanò da me,accompagnandomi ad entrare nella sala.

Il Palm Court prendeva questo nome dalle palme che decoravano l'enorme stanza, ricreando l'atmosfera di un paradiso naturale, effetto maggiormente accentuato grazie alla bellissima vetrata in vetro che ricopriva il soffitto e che si chiudeva in una piccola cupola al centro.Le pareti erano laccate in oro opaco, per niente vistoso ma che donava sofisticatezza e lucentezza ai muri,ornate da alte finestre a tutto sesto e raffinate colonne,illuminate dalle scintillanti luci. Una serliana trifora ricopriva la parete di fronte, divisa da colonne decorate con statue di uomini greci,raffigurati fino al torace e coperti da veli. Sembrava che con le loro braccia reggevano i capitelli,sulla quale si posava l'architrave che percorreva tutta la stanza. Potevi quasi respirare l'aria signorile e fine del rinascimento. L'intera sala era già gremita di gente,tutti col volto coperte da maschere nere e bianche,era difficile riconoscerli ma dai gioielli che sfoggiavano, anche con vanto,si capiva che appartenevano alla ricca classe degli affaristi ed imprenditori. Per mio nonno,ciò era un bene,il ricevimento sarebbe stato un successo con tutti questi ricchi che per trascorrere una serata piacevole,avrebbero contribuito ad una giusta causa. Da lontano,scorsi Ryan,dirigersi verso il centro della sala, il suo viso era enfatizzato da una semplice maschera bianca. Tossì ed immediatamente ottenne l'attenzione di tutti i presenti,si sistemò il colletto della sua giacca blu scuro,facendo scorrere lo sguardo sui presenti che si girarono verso di lui. "Carissimi ospiti,come Presidente e amministratore delegato della NBC sono felice ma soprattutto grato della vostra presenza,stasera. Ciò dimostra che la radiotelevisione può essere un'importantissimo strumento per queste cause,perché molte volte è anche necessario dare uno sguardo ma soprattutto una voce a quello che rappresenta la cruda realtà,allontanandoci dalla finzioni di centinaia di programma. Ecco perché sono qui, per parlarvi della Emily's House. Questa associazione benefica prende il nome da una giovane ragazza,Emily,originaria della Finlandia che all'età di 8 anni ha iniziato a manifestare i sintomi di una grave malattia che a fine 2003 è stata identificato come la MLD,conosciuta come la leucodistrofia metacromatica che ha portato questa giovane ragazza a non poter camminare,parlare e neppur mangiare. Quest'associazione fondata in suo onore, aiuta le famiglie ma soprattutto i bambini affetti da malattie terminali. Molti di voi,compresi io,non potranno capire cosa ciò comporta, soprattutto il dolore ma possiamo immaginare, sebbene la realtà è cento volte peggio della fantasia.Quindi,vi invito a contribuire per aiutare Emily e tutti quei bambini che potrebbero essere i vostri figli e i vostri nipoti. Anche il Plaza ha deciso di sostenerci,regalandoci per una serata questa meravigliosa sala,quindi godetela e spero che alla fine qualcuno possa partecipare al nostro progetto. In conclusione,vi dico grazie e buon divertimento" non appena smise di parlare, si elevarono centinaia di applausi e mio nonno si mischiò tra la folla che iniziò a sparpagliarsi mentre vassoi ricolmi di champagne accompagnati da tortini di caviale, giravano tra quegli stomachi affamati. Un'arpa risuonò dolce e melodiosa in ogni angolo,mentre , in fondo,vi era un quartetto che aveva cominciato a suonare

"Hai sete?"mi voltai verso Ethan,percependo la gola secca,vedere quei calaci traboccanti, mi avevano portato una certa sete, annui "allora vado a prenderti dello champagne" si girò e scomparve tra la folla,che sembrò inghiottirlo,dato che all'inizio delle danze tutti si divisero in coppie, occupando ogni angolo libero della stanza. Mi allontanai mentre la musica dell'orchestra abbandonava la sua nota dolce,come quella di un sottofondo per alzarsi e accentuare il suo suono,più alto e lievemente più veloce. Uomini e donne cominciarono a danzare, alcuni impegnati in imperfetti valzer e chi invece,compiva piccoli passi, in una lenta danza racchiusa tra quei corpi intrecciati. Il bello di quel ballo era proprio questo, danzare rimanendo abbracciati al proprio partner. Tra la folla,mi era sembrato anche di scorgere mio nonno stringere la mano di Silvia mentre la conduceva accanto alle altre coppie. Ma, nessuna traccia di Lucas, che spinsi in un angolino della mia mente.I camerieri si ritrassero in tal modo da non interferire e iniziando a confluire all'uscita. Un vassoio mi sfiorò il mio viso ed allungai una mano afferrando uno stuzzichino, prima che il cameriere andasse via,mentre con lo sguardo provavo a cercare Ethan che però non riuscivo a scorgere. Mi morsi le labbra spazientita, la maggior parte degli uomini presenti in sala indossavano completi neri e gran parte avevano il viso coperto da maschere del medesimo colore,era come cercare un ago in un pagliaio. Provai a focalizzare la mia attenzione su di loro, camminando accanto al muro ma d'un tratto mi fermai,o meglio,qualcosa di tremendamente duro, mi ostacolò,quando vi andai a sbattere contro . "Dio,che male!" trattenni un grugnito rabbioso,massaggiandomi il naso dolorante,a causa dell'urto, compiendo un passo indietro,alzai gli occhi e il mio sguardo ricadde su due larghe spalle. Su una schiena maschile,incredibilmente robusta,dato il mio setto nasale sofferente, la giacca sembrava sia soffocare a causa della sua statura egemone e al medesimo tempo bramante di stringerlo, disegnando perfettamente la linea delle sue scapole fino alla colonna vertebrale sinuosa. L'uomo si voltò e i suoi occhi mi guardarono ma non riuscivano a capire il loro colore,sebbene sembravano brillare,incastonati dietro la maschera nera,con l'estremità più lunga dell'altra- proprio come quella di Ethan-che sottolineava alla perfezione i suoi lineamenti marcati, levigati. Era più alto di me di un paio di centimetri e la sua altezza lo rendeva ancora più possente mentre il suo sguardo mi appariva così penetrante che per un attimo percepii le gambe molli. La giacca nera si chiudeva, modellando alla perfezione il suo bacino snello, ma era grazie alla camicia bianca che si poteva ammirare il suo petto vigoroso e slanciato, scolpito ad arte. La sua figura trasudava un magnetismo che permetteva ad ogni sguardo di incollarsi ad esso. Riusciva a indossare quel completo con un'assoluta semplicità ma l'effetto era un'eleganza che sembrava distinguerlo dalla massa, sofisticato e al medesimo tempo composto da una virilità che mozzava il fiato.Bellicoso ed affascinante come l'effige di una statua greca. All'improvviso,una coppia mi urtò e prima che potessi accorgermene ero già tra le sue braccia, il suo addome mi accolse, sebbene sembrasse duro,in realtà era caldo e morbido, quel torace era un paradiso. Sollevai lo sguardo,imbarazzata e mi accorsi che aveva le labbra serrate, quella bocca era carnosa ed incredibilmente invitante, scossi il capo,provando ad allontanarmi ma ecco che fu lui ad essere spinto in avanti

"dobbiamo uscire da qui"grugnì infastidito,il suo timbro era profondo e rauco,appariva come se fosse in grado di far rabbrividire un corpo, prima che potessi ribattere,mi afferrò bruscamente la mano,spingendomi verso la pista. Non era tanto delicato di maniere,a quanto vedevo,quindi strattonai il gomito sul suo petto. Mi lanciò un'occhiataccia ma tacque. Lo spazio era così ristretto che i nostri petti erano incollati,l'odore pungente della sua colonia, che sembrava essere imperniata dalla sua essenza mascolina,mi invase mentre il suo sguardo ricadde sui miei passi,non potevamo muoverci liberamente e ciò implicava lo scontro dei passi non sincronizzati,col rischio di inciampare "segui i miei passi,altrimenti finirai per cadere, dobbiamo essere coordinati, penso che dovremmo ballare per allontanarci da qui" . I nostri sguardi si incontrarono e il suo corpo si irrigidii ,tant'era che i suoi bicipiti apparirono quasi nerboruti, afferrò entrambe le mie mani,spingendomi contro di lui,malvolentieri fui costretta a posare una mano sulla sua scapola. La musica continuò e cominciò a condurmi,rimasi dinanzi ai suoi movimenti, erano così fluidi che mi sembrava di star ballando, invece di cercar di evadere da lì. Questo era il nostro obiettivo, nient'altro,non dovevo farmi strane idee. Tuttavia, era sbagliato pensare che tra i nostri corpi infervorava una sincronia perfetta?Non c'era altro intorno a noi,soltanto quello sguardo che non la smetteva di far cadere la propria attenzione su di me. Improvvisamente,ogni singola persona in quella stanza scomparve, tutte i mormorii cessarono e soltanto la musica circondò i nostri corpi, che come da comando la seguivano,come se fossero ipnotizzata ad essa. I passi venivano spontanei, i miei piedi si muovevano come se sapessero esattamente cosa dovevano fare e tutto perché lui guidava magnificamente,l'abilità con la quale stava ballando, continuava a stupirmi. Tanto da rimanervi affascinata. Tra di noi scoppiò un'alchimia elettrica,un magnetismo vibrante che accaldava i nostri corpi,allacciandoli. Malvolentieri,ero pericolosamente attratta da quello sguardo che scintillava e brillava con quella sua luce indecifrabile. E, questo era dannatamente sbagliato!. Alzò il braccio,le nostre mani, erano intrecciate lievemente, e mi fece volteggiare,brevemente i capelli si sollevano dalle spalle. Per un secondo,mi abbandonai ad essi, ma d'un tratto qualcuno afferrò il mio braccio destro,spingendomi contro di sé

"non ti dispiace se ti rubo la dama,vero?"sollevai l'attenzione verso di colui che ci aveva interrotti , notando i suoi occhi fissi sull'altro, per poi scendere sulla sua mano che mi legava ancora a lui. D'un tratto, i loro corpi sembravano essere avvolti da un'accesa tensione quasi palpabile,soltanto a me appariva come se l'aria si caricasse di sfida?. I loro sguardi erano infervorati da una sorte di forte avversità reciproca,una pericolosa rivalità che infiammava le loro espressione arcigne. Non sapevo neanche se colui che mi aveva appena afferrato era Ethan, oppure... . Scacciai via quel nome, era impossibile, non mi avrebbe mai presa con tanta gelosia, avrebbe riempito Juliet di attenzioni,piuttosto. L'uomo sconosciuto mi tirò verso il suo petto, allontanandomi dal calore rovente dell'altra mano. Posò una mano sull'altezza della mia scapola e lanciando uno sguardo al suo 'avversario' un'occhiata avversa e superbia, mosse il piede sinistro in avanti,trascinandomi in un'inaspettata danza.Tutto il mio corpo sembrò rilassarsi dinanzi a quell'ardore famigliare mentre assecondavo i suoi passi . Percepivo le sue dita,scivolare sulla mia colonna, picchiettando sopra lente, in perfetta sincronia con i battiti del ritmo della danza. Non aveva nessuna rassomiglianza con l'altro, questo ballo era dolce,leggiadro e romantico, l'altro ,invece, sembrava più una guerra passionale. Tuttavia, sentivo ancora il suo sguardo su di me, non lo guardavo ma lo percepivo,sapevo che era ancora fermo ad osservarci e ciò non faceva altro che disorientarmi, distraendomi. La mia pelle era completamente logorata dalle fiamme dovute al suo sguardo,mentre dentro di me risiedeva il caos più totale, una confusione che combatteva contro il miscuglio esplosivo che si dibatteva nel mio stomaco. " Vorrei che quegli occhi fossero per me"schiusi le labbra,portando la mia mente a concentrarsi sull'uomo che mi stava dinanzi, avrei dovuto abbandonarmi a quel corpo rassicurante. Adagio mi fece girare ma non riuscii neanche a finirlo che il mio braccio venne preso di nuovo. Questa volta fu l'altro uomo a spingermi contro di sè,rudemente e a farmi volteggiare. Li guardai entrambi. Non sapevo chi erano ma il mio corpo appariva come se li conoscesse molto bene, si elettrizzava al tocco torrido del primo e si ammorbidiva alla dolcezza del secondo. Ero come imprigionava in un vortice di fervore, vivo e palpitante, contesa tra due uomini bellissimi, profondi e assolutamente affascinanti. Entrambi con la loro sensualità dominante, mi attraevano inesorabilmente. L'aria era elettrica, carezzevole ed ipnotica. Erotica. Osservavo i loro sguardi ed ero completamente soggiogata dalla loro bellezza penetrante . Sembravano darsi battaglia. Ognuno mi stringeva con possesso,trascinandomi nel bilico dei loro petti,dei loro respiri,delle loro carezze . Ognuno a modo suo riusciva a far accelerare il ritmo del mio cuore. Mi sentivo,inaspettatamente bendata. In balia delle sensazioni più intense e struggenti che ti annebbiava completamente. La mente si spegnava e la bramosia di scoprirli aumentava sempre di più. Ero divisa, indecisa tra quei volti che a modo proprio sembravano leggermi l'anima. Perfino,i loro profumi si mescolavano attraverso il mio olfatto ma conservavano il loro tratto distintivo,entrambi incredibilmente afrodisiaci, un'unione agrodolce : pungente e forte, leggero e mascolino. Inebriante. Era come scegliere tra la sublimità del paradiso oppure la tentazione dell'inferno. Scegliere se rimanere accecati oppure bruciati.

La musica terminò ma quelle note si erano già spente da tempo,diventando impercettibile al mio udito mentre i miei occhi non avevano la forza di cessare quegli scambi di sguardi,tremendamente eccitanti. Fin quando uno dei due non decise di lasciarmi, cessando quella magia e interrompendo il turbine dei miei pensieri. Lo seguii mentre si infilava una mano in tasca,stringendo i pugni mentre l'effetto della sua penetrante acqua di colonia ,svaniva. Lanciò un'occhiata all'uomo dietro di me e grugnì con rabbia. Mi stava cedendo. Sembrò essere ritornato di nuovo lucido e aver compreso l'idiozia che stava commettendo. Si voltò e si allontanò,uscendo dalla sala,con i suoi passi che lenti ma decisi risuonavano sul pavimento. Provai ad allontanare quella fastidiosa sensazione allo stomaco, lo conoscevo appena ma c'era qualcosa. Qualcosa che mi invogliava ad inseguirlo. Istintivamente, con la mente che mi gridava di fermarmi,corsi da lui mentre dietro di me,percepivo il mio nome essere chiamato a gran voce ma lo ignorai. Volevo sapere. Sapere chi era. Era sciocco ma era così. Da lontano lo scorsi imboccare le scale ed entrare in una stanza,mi precipitai nella sua direzione. La porta era aperta e lo vidi . Era di spalle,con soltanto una dannata maschera che donava ombra sul suo viso ma ciò lo rendeva ancora più accattivante

"Ci conosciamo?"speravo vivamente che dalle labbra uscisse un nome, uno qualsiasi,bastava che non era ... .

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Amami Odiandomi di ariana02grande

Spero che la prima settimana di scuola sia passata liscia come l'olio per tutti, soltanto a me hanno già riempito di compiti?Neanche un respiro!Comunque,scusate la confusione di questo capitolo,volevo che i due uomini restassero completamente nell'anonimato,per questo non ho descritto i loro capelli oppure rivelato il colore dei loro occhi. Attenzione, non precipitatevi a dire che sono Ethan e Lucas... chissà, magari Marianne balla soltanto con uno dei due e l'altro è un perfetto sconosciuto,boh. Per chi non ha capito,l'uomo che se ne va è quello con il quale,Marianne ha "ballato "per primo. Per scoprire chi era e chi era l'altro,dovete aspettare il prossimo capitolo oppure leggere gli anticipi che posticiperò sulle mie pagine "Le storie di Astrad" -fb- e "le_storie_di__astrad"- instagram". Grazie mille a tutti e fatemi sapere le vostre opinioni su questi uomini mascherati.

Saluti di Astrad <3 <3


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