Capitolo 26
Un uomo stava camminando con il telefono sull'orecchio mentre annuiva il capo accompagnato da un piccolo sorriso,come se dall'altra linea qualcuno avesse sul serio potuto vederlo. I suoi occhi non si concentravano su nessuna figura ma si limitavano a guardarsi intorno,soffermandosi su alcuni cartelli stradali. Non conoscevo quell'uomo e neanche lui mi aveva mai vista ma improvvisamente un impulso irragionevole mi assalì. Perché in tutta la nostra vita,capita un momento in cui,anche solo per un secondo, che può non rimanere impresso nella nostra mente, ci fermiamo e scrutiamo le persone. Non i loro gesti ma i loro pensieri. Visi nuovi,volti sconosciuti che con molta probabilità non ricorderemo nemmeno tra qualche minuti ma che vogliamo analizzare. Spinti dalla monotona e viva curiosità, di andare aldilà della semplice percezione e di scoprire effettivamente la realtà degli altri. Perché il mondo interiore,ciò che la gente nasconde, può andare ben oltre la nostra semplice fantasia. Magari quell'uomo, che noi vedevamo semplicemente come un signore che parlava al telefono, stava chiacchierando con l'amante,oppure decidendo di partire e di abbandonare la sua famiglia - se mai ne avesse avuta una-. Poteva essere chiunque : un dipendente precario, un disoccupato, un bugiardo, un ladro . Poteva avere centinaia di maschere che noi non avremmo potuto scoprire,potevamo soltanto compiere delle ipotesi che non avrebbero mai trovato risposta. Perfino quella ragazza che stava portando a passeggio il cane con un'espressione cordiale poteva in realtà essere distrutta dentro,quegli occhi potevano essere gli stessi che avevano pianto per interi giorni,eppure per noi sembravano perfettamente normali. Quel ragazzo pieno di tatuaggi, dallo sguardo aggressivo e vestito in giacca di pelle, dall'altra lato della strada, sarebbe potuto essere etichettato da molte persone, magari, come un delinquente all'apparenza, ma in realtà,poteva non aver mai preso in mano un coltello con quell'intento. Forse sarebbe stato proprio lui tra tutti,il primo ad agire e a sventare una rapina in un'ipotetica banca, nessun'altro avrebbe avuto il suo coraggio.Perché eravamo bravi a nascondere, a racchiudere i nostri pensieri nella cassaforte più solide che potessero essere : noi stessi. L'uomo era ingannevole,per questo dovevano andare oltre la semplice apparenza, non fermarci all'immagine che ci veniva data e addentrarci ancora più, con il risultato di rimanere sbalorditi alla fine. Confermando oppure no le nostre supposizioni. Anch'io, all'occhio di qualcun altro avrei potuto dare un'impressione totalmente diversa da come ero. Chissà cosa avrebbero pensato tutte quelle persone che quel giorno popolavano il Morningside Park di Manhattan,al confine tra Harlem e il Morningside Heights. Il parco conservava un'eccezionale fauna di grandi aironi blu, aironi notturni, merli dalle ali rosse, tartarughe dipinte, anatre domestiche grazie ai suoi ampi prati verdi,alla cascata e al lago ornate da foreste di alberi che serpeggiavano lungo tutto il perimetro. Dall'alto apparivano come una folta capigliatura verde che si racchiudeva attorno alla sua linea asimmetrica,proteggendo e circondando quel paradiso naturale, laddove i raggi filtravano in grandi spiragli,illuminando i solidi arbusti,destreggiandosi tra gli astrusi rami pieni di vita. Da lontano si potevano scorgere i campi di basket e baseball gremiti di bambini e di genitori che urlavano a squarciagola
"Odio queste cose"Emily brontolò ancora, rivolgendo un'occhiataccia avversa alla statua di Lafayette e Washington,come se loro fossero stati la causa del suo nervosismo "ti rendi conti di quanti insetti ci siano in questo posto?Se involontariamente calpesto il nido di uno di loro e per vendicarsi la sua famiglia si unisce diventando un gigante,per saltarmi addosso?" il suo volto si contrasse tra il disgustato e il terrorizzato,incrociando le braccia al petto,grugnì " quale madre,ruberebbe la tesi dell'esame di sua figlia,soltanto per partecipare a un volontariato" sbuffò, sua madre era una fiera ambientalista. Convinzione che rimaneva molto ferrea anche al lavoro. Infatti ,uno dei suoi metodi durante le sue sedute di riabilitazione dei pazienti con disturbi mentali si incentrava sull'ascolto e il contatto diritto con l'ambiente. Pratica che aveva cercato di trasmettere anche alla figlia, a tal punto da vietare qualsiasi prodotto preconfezionato e confezionato proveniente da supermercati o peggio,fast food, la causa principale del materialismo che danneggiava continuamente il nostro globo. Secondo Emily, non entrava in un centro commerciale dalla notte dei tempi. Il loro rapporto era come quello tra cane e gatto, Eveline aveva provato per anni a cercare di indirizzare sua figlia verso i suoi ideali, costringendola anche a partecipare in uno dei suoi viaggi in giro per il mondo. L'ultimo fu 5 anni nel Ciad ,in Africa ma l'unica cosa che ottenne fu la fobia di sua figlia per gli insetti,da lì rinunciò completamente. Tuttavia quell'oggi la mia amica aveva dovuto accettare di controvoglia, partecipando agli Amici del Morningside Park,un gruppo di volontari fondato nel 1981 dagli studenti della Columbia University per ripulire il parco. Uno tra i più grandi e bei parchi di New York,risentiva di una pessima reputazione a causa della sua posizione, venendo etichettato tra gli anni 60-70 come una zona molto pericolosa. La mia amica brontolò di nuovo,imprecando con lo sguardo e osservando con nostalgia la sua nuova manicure che senza ombra di dubbio avrebbe preso. Ogni tanto dava un'occhiata alla sua borsa di pelle sintetica - la madre le avrebbe tagliato tutti gli averi e cacciata via di casa se mai avesse anche solo comprato un singolo indumento o accessorio in pelle- fulminando il suo interno,ovvero la cuffietta in polipropilene bianca per proteggersi i capelli. Naturalmente con un paio di guanti abbinati,sospirò arresa "comunque che succede?In quest'ultima settimana sei stata piuttosto assente vaga a causa dei tuoi misteriosi impegni che ti hanno coperto per giorno,inoltre hai un po' la testa tra le nuvole"eclissai la sua domanda con un gesto della mano "quindi va tutto bene?Ma proprio bene bene"il suo sguardo si assottigliò pericoloso e diffidente ma la cosa che mi spaventò di più,facendomi raggelare il sangue, fu il suo sorriso improvviso che sembrava enfatizzare la sua espressione da arpia, lievemente sadica, come quando incontravi il poliziotto cattivo e sapevi di non aver più via di scampo " allora saprai per certo che stai andando nel lato inverso,per di più contro un albero e hai due scarpe di diverso colore"ridacchiò
Trasalii proprio quando sentii la mia schiena scontrarsi con la dura corteccia di un arbusto, percepii la risata di Emily mentre per poco non inciampavo per la scalinata,quando chinai lo sguardo per verificare le sue parole. Stava mentendo, i miei piedi erano fasciati da delle scarpette bianche, con qualche stiratura turchese e con la suola morbida,dato avremmo dovuto camminare sul terreno ma erano perfettamente uguali!. Digrignai i denti,avrei dovuto saperlo ma le sue parole anche se non volessi ammetterlo, erano vere, quindi per un attimo ebbi paura che effettivamente avevo camminato tutto quel tempo in quello stato. Era da due giorni che non sentivo e neanche vedevo Lucas, quel dì dopo aver incontrato Gwen,mi aveva ringraziato per poi riportarmi a casa. Durante tutto il tragitto non aveva fatto parola di nulla e quando finalmente aveva dato vinta alla mia curiosità,chiedendogli come era andata, aveva eclissato tutto con un banale bene. Da allora non avevo avuto più sue notizie, mi ero anche promessa di credere alle sue parole ma invadeva ogni mio pensiero. Era da due giorni che non lo sentivo e da appena due secondi che non lo pensavo. Non sapevo neanche se fosse caduto nello sconforto, magari rinchiudendosi in casa ma ero troppo scombussolata per chiamarlo, quindi alla fine avevo chiesto a Nick,durante una delle sue visite di 'corteggiamento' al mio capo. Lucas stava bene ed era tornato al lavoro,come se niente fosse accaduto. Era la verità?Ero arrivata a un punto in cui mi illudevo anche a vederlo per casa,riempiva ogni singolo spazio e la cosa era diventata così insopportabile che avevo scelto di accompagnare la mia amica, dopo le mille implorazione che mi aveva rivolto. Per lei era stato la convinzione della sua incredibile forza di persuasione, per me un'opportunità di distrazione. "Visto cosa ti avevo detto?"Emily mi sorpassò con i residui del suo sorrisino,stampato in faccia, le lanciò un'occhiata inviperita,alla quale rispose con una linguaccia,poi ero quella infantile? "si tratta di uomini"ammise con un sospiro pessimista,da chi aveva una vasta esperienza in campo, quando aveva avuto una sola storia seria con un ragazzo per me ancora sconosciuto, brevi storielle e innumerevoli flirt ogni giorno "sebbene siano stupidi,sono l'unica cosa che tormentano le donne per giorni...è successo qualcosa con Ethan?". Spalancai appena la bocca,Dio...Ethan!Il senso di colpa mi pervase. In questi giorni mi avevamo inviato molti messaggi,davvero premurosi e mi aveva chiamato un paio di volte ma io ancora non l'avevo risposto,perché invece di dedicarmi a lui,continuo a pensare a un uomo che non mi degnava di questo genere di attenzioni.Quale donna avrebbe mai rifiuto un uomo bello, premuroso, simpatico... sexy, per di più interessato?Nessuna!Ero forse pazza."Mi ha chiamato"inarcai un sopracciglio mentre raggiungevo il suo fianco,aguzzando l'udito " era preoccupato perché non rispondevi,la cosa mi ha sorpreso molto, ma come sempre ti ho parato il didietro, inventano una montagna di scuse sul lavoro, su io che praticamente ti avevo sequestrata per passare del tempo tra 'donne', abbiamo chiacchierato anche della festa in maschera che tuo nonno sta organizzando per beneficenza, da come mi è parso di capire vorrebbe tanto che tu lo invitassi"mi fece l'occhiolino. Ecco un'altra cosa che avevo dimenticato a causa di una certa persona,la serata di beneficenza che mio nonno Ryan,organizzava ogni anno e ogni volta sempre con un tema differenza, per attirare l'attenzione di tutto. Quest'anno si era optato per il ballo in maschera.
"Avete parlato di altro?"scrollai le spalle fingendomi disinteressata,al suo cenno di dissenso mentre ci avvicinavamo al punto d'incontro,laddove vi erano circa una cinquantina e più di persone, di ogni età,perfino bambini con i loro genitori,tutti vestiti comodamente con code di cavallo,scarpette e tute. Tutti con un sorriso amichevole mentre si rivolgevano agli altri volontari. Una signora piuttosto in carne si avvicinò, sistemandosi gli occhiali che scivolavano fastidiosamente sul naso piccolo e portandoseli di nuovo su a evidenziare i suoi occhi castani come la foresta di ricci che copriva le spalle. Il suo viso piccolo e ovale le conferiva una simpatia e una bellezza che distoglieva chiunque dai suoi chili di troppi che per gli altri e per lei non era assolutamente un problema. Sorridendo,si presentò come la responsabile del comitato volontario,spiegandoci i nostri compiti,attentamente e senza fretta mentre Emily rabbrividiva ogni volta che Jana- la responsabile- spiegava di far attenzione agli animali che popolavano il parco,di non spaventarli. Ridacchiai mentre afferravo il sacchetto della plastica, con i guanti che ricoprivano le mie mani, la mia amica invece teneva una paletta e una scopa,era veramente comica, sua madre sarebbe stata fiera di lei. Insieme cominciammo a raccogliere la spazzatura che imbrattava il parco.D'un tratto,notai Emily sussultare quando prese in mano una lattina vuota e i suoi occhi si concentrarono su una piccola cavalletta verde,che a sua volta la guardava. Represse un verso inorridito e si pietrificò all'istante,girandosi verso di me il più lentamente possibile come se avesse paura di destare le azioni di quell'insetto "Pss,Marianne,aiutami"mi implorò con lo sguardo, era la prima che la vedevo tanto terrorizzata e soffocai una risata che tuttavia non le riuscii a nascondere, a tal punto che mi lanciò un'occhiataccia
"Non muoverti,altrimenti ti attacca, ti salta addosso e depone sui tuoi capelli le uova,tra un paio di giorni,ti sveglierai invasa dalle cavallette"riuscì a rimanere in silenzio e a non urlare soltanto perché vide che mi stavo avvicinando,ridacchiai "non muoverti"allungai una mano verso la lattina mentre contraeva il volto per non muoversi "Emily"mi fermai"STA ATTACCANDO!"la spaventai e mi coprii le orecchie quando lanciò un urlo così forte che risuonò per tutto il parco,spaventando perfino i piccioni. Gettò fulminea la lattina via mentre correva come una pazza. Risi così tanto che per poco non stavo piangere,posai le mani sul mio ventre e piegai il busto contorcendomi dalle risate
"Marianne Jack!"gridò inferocita,puntandomi il dito contro e assottigliando pericolosamente lo sguardo,ops... . Velocemente,mi voltai ed iniziai a correre mentre lei mi inseguiva,alcuni bambini si giravano a guardarci ma il mio unico pensiero era quello di sopravvivere piuttosto che nascondermi. Il mio corpo avvertiva il nemico e mi dava maggior spinta per allontanarmi da lei, per una volta lodai le estenuanti corse di jogging a cui Ian mi costringeva a partecipare. Se fossi sopravvissuta l'avrei chiamato,promesso. Infatti non ci volle molto che Emily si stancasse e gettai un sospiro sollevato "te la farò pagare prima o poi!"promise mentre mi allontanavo, per la mia salvaguardia. Uno dei suo 'difetti' era il suo essere vendicativa ma soprattutto spietata nelle sue rivincite ,desiderava far provare agli altri ciò che ella stessa aveva provato. Di questo erano testimoni tutti i suoi ex che avevano deciso di lasciarla per un'altra,oppure semplicemente l'aveva tradita. Non l'avevo mai vista piangere per loro durante quelle situazioni,piuttosto ribolliva di una rabbia feroce. L'ultimo suo ragazzo l'aveva lasciato per una biondina conosciuta al lavoro, erano usciti insieme e solo dopo un mese,lui si era deciso a chiudere con Emily. Ricordo ancora l'idea folle che le venne in mente, si finse incinta e lo sbandierò alla ragazza, quando Jason - la 'vittima'- lo venne a sapere,per poco non sveniva ma alla mia amica non bastava,come ciliegina sulla torta, affermò che il bambino era figlio del fratello di Jason. Fu uno shock per molte persone e il pilastro principale della reputazione temibile di Emily Cooper, ora gli uomini ci pensavano due volte prima di farle qualcosa del genere. Tuttavia,avevo come il presentimento che a le piacesse, che si adoperava affinché i ragazzi la molassero soltanto per il gusto del divertimento che comportava il sapore della vendetta.
Il cellulare cominciò a suonare proprio quando fui abbastanza lontana da non scorgere la sua figura,soltanto quella dei volontari dispersi nelle varie zone del parco,intenti a ripulirlo. Mi sentivo quasi ignobile ad aver sospeso il mio lavoro ma non riuscivo proprio a rifiutare la chiamata "Ethan"sorrisi, appoggiai la schiena contro un albero. Una foglia cadde sui miei capelli mentre la sua folta chioma mi copriva"scusami se non ho risposto alle tue precedenti chiamati ma"misi al lavoro il mio cervello,provando ad inventare una scusa che non riguardava mio zio,neanche lontanamente "colpa dei vari stage di Sabine,mi ha tenuto sott'occhio per tutto il tempo" bugiarda ,sospirai "a te come va con il lavoro?"
"ho appena finito con un'intervista,pensavo che fossi tu ma mi sbagliavo, mi ero anche preparato al meglio"sebbene il telefono rendeva la sua voce metallica,riuscivo a percepire il suo timbro seducente nascosto nella sua risata divertita,arrossii lievemente. Adoravo il modo in cui riusciva ad allontanare ogni pensiero dalla mia mente, mi concedeva il lusso di ottenere il controllo dei miei pensieri, distruggendo ogni disagio. Per un minuto, mi beai di quella sensazione,sfruttando ogni secondo a non nominare il suo nome ma a gustarmi la realtà "Emily,comunque, mi ha avvertito, purtroppo anche noi siamo impegnati col lavoro ma penso di essere libero domani sera e stavo pensando che magari avrei potuto partecipare a un certo ballo di beneficenza"non lo vedevo ma immaginavo il suo sorriso in trepido
"Non pensavo fossi interessato a questo genere di cose"non riuscivo ad immaginarlo ad una serata di beneficenza, non perché non gli piacesse ma piuttosto lo reputavo troppo impegnato per questo genere di cose,forse era grossolano l'espressione sposati con il lavoro ma era il modo ideale per definire i tipi come lui. "Diciamo che se me mi accompagnasse una certa persona, l'evento mi piacerebbe ancora di più"la sua allusione maliziosa mi fece sorride "pensi sia disponibile per le 7 di domani?"in poco tempo,quello che mi sembrava una serata forzata da non poter evitare,si trasformò in una prospettiva incredibilmente piacevole e obbligai la mia mente a farlo diventare un pallino fisso. D'altronde l'aveva fatto con Lucas poteva farlo anche con lui
"Penso che questa cerca persona potrà ritagliare del tempo libero verso le sette,per passarlo con il signor McLuhan".
Lucas pov
Alzai lo sguardo verso il cronometro mentre Nick percorreva gli ultimi giri, le ruote sfrecciavano sull'asfalto della sua Maserati gran turismo,con una buona aderenza sulla pista.Tuttavia,le sue mani erano troppo rigide sul volante e ciò diminuiva il controllo della vettura, non permettendo una guida fluida,al massimo delle prestazioni. Nick mi salutò brevemente e gli lanciai un'occhiata torva, era irritante quando non prendeva seriamente in considerazione queste prove,o forse ero io che in questi ultimi giorni ero diventano troppo irascibile ma avevano un'importanza centrale in questo lavoro. Ormai era tutta la mattinata che mi trovavo in pista,di solito stabilivamo le prove di domenica,in un autodromo molto più adeguato,invece di quello. Però, quel circuito asimmetrico, gremiti di curve era perfetto per sfidare la nuova vettura. Questo era il motivo principale ,o almeno quello che sovrastava il secondario - Marianne- .Avevo bisogno di cambiare aria. Restare tutto il giorno in ufficio stava diventando snervante, quasi soffocante, lì non potevi avere distrazioni,eri spalla e muro con i pensieri. Invece, qui eri libero da qualsiasi cosa, l'unico fattore importante eri tu e l'auto,l'unico obiettivo,farla ruggire ,dominare quella velocità di cui eri il padrone. Vidi Nick ,compiere l'ultimo giro,serpeggiando con velocità,in meno di un secondo ,e fermarsi al pit stop,mi avvicinai,andandogli incontro. Il pilota si tolse il capo,sventolando al vento i suoi capelli neri "allora?"attesi le sue osservazioni,d'altronde eravamo lì per quello"il motore è forte, incredibile,tuttavia ha un ritardo nell'erogazione, il contralbero non funziona bene, dato che non limita molto le vibrazioni e ciò è un problema per la guida. Inoltre lo sterzo è troppo duro, non favorisce bene le prestazioni. Direi di rendere il battistrada ancora più morbido per un maggior attrito, purtroppo dobbiamo trovare un modo per rendere l'inserimento in curva più lineare ,riuscendo comunque a massimizzare l'impronta con l'asfalto "i suoi occhi analizzarono ogni centimetro della vettura,indicando i vari problemi, con il suo tono conciso ed esperto. Non esisteva nessuno che potesse superare la conoscenza di Nick sull'argomento automobile, conosceva ogni singolo meccanismo ma anche ogni singolo pezzo che lo componeva. Con la sua professionalità e la sua conoscenza, riusciva sempre a conquistare gli offerenti,per di più, era bravo anche a farli sentire dei perfetti idioti inesperti. "Comunque,che tempo ho fatto?"le sue labbra si incurvarono in un sorriso trionfante mentre afferravo il cronometro "non è stato il tuo miglior tempo, 1 minuto e 31 secondi, comunque mi dispiace, il mio record è di 1 minuti e 26 secondi"mi lanciò il casco in pieno ventre,scrollando falsamente le spalle indifferente, quanto in realtà gli rodeva il fegato ma era troppo orgoglioso per ammetterlo. Risi,non si era mostrato invidioso ma si era sempre complimentato dei mie successi senza gelosia, anzi molto spesso era lui che mi spingeva a festeggiare. Il suo sguardo si caricò di sfida mentre posava una mano sull'auto
"allora vediamo se riesci a battere il tuo record oppure retrocedi come me o anche peggio" giocherellai con il casco,l'ultima volta che avevo guidato era stato due giorni fa,subito dopo aver incontrato Gwen. Per ore non mi ero mosso da quell'auto ed era stato un toccasana per me,per un attimo era come se fossi rinato. Come se finalmente avessi aperto gli occhi, riuscendo finalmente ad andare avanti,avevo affrontato e chiuso con il passato,ciò mi aveva dato una boccata d'aria immensa . Avevo cancellato tutti i tormenti ,che per una vita da quando avevo scoperto la verità, mi avevano assillato, non mi ero mai sentito meglio di così e di questo avrei dovuto ringraziare anche Marianne. Mi costava ammetterlo ma era anche merito suo, da solo avrei perso le staffe e non sarei riuscito a ragionare lucidamente a differenza di quanto ero con lei. Per due giorni,avevo provato a contattarla, semplicemente per dirle grazie ma chiudevo la chiamata ancora prima di sentire il suo telefono squillare. Codardo. Alla fine ci avevo rinunciato,non l'ero riuscito a fare quel giorno di persona dopo averla accompagnata a casa e da allora non l'avevo più sentita, avrei dovuto farlo di persona
"comunque penso che la gara bisogna rimandarla"alzai lo sguardo verso Nick,scorgendo la sua attenzione dietro le mie spalle,tossì "Buongiorno,Signor Ryan"spalancai lo sguardo e mi voltai sorpreso quando vidi mio padre ,avvicinarsi. Era la prima volta dopo circa 6 anni che lo osservavo camminare in quest'asfalto, ne ero sbigottito, la prima volta fu terribile, perfino la sua camminata era diversa. Questa a differenza dall'altra era molto più tranquilla e lenta, aveva il suo tipico completo da lavoro,ciò rendeva tutto ancora più insolito. Ryan, salutò Nick con un accenno breve della mano, il loro rapporto non era mai stato molto confidenziale. Non rappresentava quel legame che si formava dopo tutta una vita di amicizia, quando cominciavi a considerare quel ragazzo come una specie di figlio, a non sorprenderti più quando lo vedevi a casa, era diventato così quotidiano che non esisteva più tuo figlio ma lui e il suo amico. Dato che la mia amicizia con lui risaliva ai tempi in cui ero già abbastanza maturo da non organizzare più pigiama party e a poter aver un appartamento, non si era creato niente di tutto ciò . Sebbene entrambi si portavano rispetto a vicenda "Ora vado, torno al lavoro,faremo una gara tra qualche giorno" Nick afferrò casco e si allontanò velocemente.
"Come mai sei qui?"domandai,con le mani in tasca i suoi occhi osservano la pista, soffermandosi su ogni particolare attentamente, la mia prima volta non l'aveva guardata così bene, era piuttosto concentrato a portarmi fuori da lì. Dopo quella sera, mi aveva proibito di andarci ma alla fine i suoi ordini si erano rivelarono futili e sebbene continuava a non piacergli ormai intuiva dove andassi durante il mio tempo,soltanto che lo ignorava. Non l'aveva mai accettata, non aveva mai visto di buon occhio tutto ciò che significasse per me questo sport e anche se avesse avuto rispetto per il mio lavoro,non ne era entusiasmato, perché teneva conto ancora conto di ciò che era successo in passato. "Non pensavo che avessi mai rimesso piede in questo posto" commentai mentre con le mani tastavo il battistrada del pneumatico, il quale mi sembrava lievemente sgonfio, Nick aveva ragione, dovevamo utilizzare una miscela più morbida
"Hai incontrato Gwen?"sebbene fosse una domanda aveva l'aria di essere un'affermazione,mi sollevai d terra,pulendomi le mani con uno strofinaccio. Il mio incontro con lei era stato il motivo della nostra ennesima litigata, fino ad allora il nostro rapporto era stato fisso su un'onda piuttosto pacifica composta da pochi scambi di parole,in seguito al periodo tumultuoso degli anni precedenti. Sospirò ed improvvisamente non mi sembrava così in forma, era ancora forte ma si scorgevano dei fili bianchi in quei capelli cioccolati accompagnati da delle rughe sulla fronte,evidenti quando inarcava oppure aggrottava le sopracciglia. Sospira anche più spesso,come se avesse il fiato corto, mi lanciò un'occhiata esperta,di chi a furia di conoscermi aveva preso il mio silenzio per una conferma " ti ha detto tutto"constatò
"Perché non me l'avete detto?Lo sapevate, avete deciso che fossi abbastanza maturo per sapere che fossi stato adottato ma non abbastanza per sapere come fossi nato"non feci niente per nascondere il retrogusto brusco che proveniva dalla mia voce, non potevano lasciare un ragazzo con quella mezza rivelazione e non rispondere alle sue domande ma soprattutto cercare di ostacolarlo mentre provavo a capire chi ero veramente. Si girò a guardarmi, il sole enfatizzava maggiormente i suoi riflessi ambrati in quel castano caldo, uno sguardo che a differenza delle altre volte non conteneva nessun segno di rabbia oppure quella severità paterna che ti faceva soltanto incazzare, perché ti dava prova che ti trattava ancora come un bambino.
"Io e Silvia,abbiamo pensato che fosse meglio così ma non per noi ma per te!Prova a metterti per una volta nei nostri panni,non c'erano parole dolci per dirti che eri figlio di un criminale,che la tua famiglia non voleva avere niente a che fare con te e desiderava tenerti più lontano possibile da sua figlia,dato che eri la conseguenza di uno stupro. "fece una pausa e il suo sguardo si caricò di apprensione "mi dispiace averti tenuto allo scuro di tutto ma tutto ciò che io e tua madre,perché siamo noi i tuoi genitori, abbiamo scelto,l'abbiamo fatto per te. Non puoi rimproverarci perché ti vogliamo bene,Lucas, sei nostro figlio anche se in quelle maledette vene non scorre il mio sangue, sei comunque nostro figlio.So che abbiamo avuto un rapporto conflittuale e sono qui per rimediare, per ricominciare. Ti sostenerò in qualunque scelta tu abbia preso. L'unica cosa di cui mi dispiace è di averci messo tanto per compiere questo passo"i suoi occhi parvero sinceri e anche in pena,come se temessero che fosse troppo tardi,improvvisamente mi sembrò così vulnerabile . Aveva perfettamente ragione, ci aveva messo proprio tanto per compiere questo passo ma la colpa era anche mia, diciamo che entrambi,avevamo reso le cose ancora più complicate
"Sai che mi dovrai accettare,in tutto e per tutto,e ciò implica anche questo"avanzai di un passo e indicai quel vecchio circuito, che pian pian si stava riprendendo con fierezza,schiaffeggiando la propria ripresa al tempo. Era ancora piuttosto malridotto ma quella pista con quelle tribune decadenti,alcune ricoperte da ruggine, boxer mal funzionante e un tabellone delle luci rotto, rappresentava tutto ciò che ero diventato. Lucas Hanson era nato lì, quell' autrodromo era il mio stesso ossigeno, era parte di me e se non fosse stato accettato allora avrebbero rifiutato come me, era ora che lui si arrendeva all'evidenzia "lo so"sospirò " ma ti prego di far attenzione,Lucas" sorrisi. Per la prima volta dopo tanto vidi mio padre sorridermi,come non faceva da tempo.
"Ti serve altro?"non volevo sembrare tanto scorbutico ma ormai si era fatto tardi e dovevo tornare in ufficio "volevo ricordarti che domani c'è il ballo in maschera,dato che penso tu possa trovare un'altra scusa,ho deciso di invitare anche Juliet, è stata molto felice dell'idea,non sapevo fosse tornata ed è stato piacevole risentirla"picchiettò la mano sulla mia spalla,facendomi l'occhiolino. Mio padre aveva sempre adorato Juliet ma del resto aveva conquistato tutta la mia famiglia,per questo era stato un'enorme dispiacere quando avevamo rotto ma interiormente ero cosciente che avevano sperato per una riappacificazione e il suo ritorno sarebbe stato l'occasione ideale. Per questo non avevo fatto parola di nulla, ciò avrebbero portato a speranze inutili, proprio come quella di mio padre . Ora, mi vedevo incastrato in questo dannato evento, dove l'ultima cosa che volevo vedere era Juliet e Marianne. Sospirai ,riluttante
"Va bene,ci saremo..."
Questo capitolo possiamo definirlo di passaggio,sebbene sia molto lungo,forse il più lungo che abbia scritto in Amami,ti prego 2, quindi vedetelo anche come un modo per scusarmi per averci messo tanto,ovvero due settimane (preciso,perché molti dicono un mese e soltanto perché è successo una volta per vari problemi,non vorrei che la prendeste come un segnale,cioè che io pubblico ogni mese), avendo concluso la settimana scorso lo spin-off,spero di pubblicare più spesso. Anche se, la settimana prossima inizierà la scuola- per me è iniziata oggi- e tutti saranno impegnatissimi. Con questo vi voglio augurare un buon rientro scolastico ,andiamo, ragazzi, vinceremo anche quest'anno!. Se per caso non vi dovesse arrivare il prossimo aggiornamento, cancellate e rimettere la storia. Per anticipi e per sapere quando pubblico,andate sulla mia pagina facebook "Le storie di Astrad" e instagram "le_storie_di__astrad". Scusate eventuali errori
Grazie mille a tutti <3
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