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Capitolo 23

Un'ambulanza passò per la nostra strada e il suono acuto della sirena si estese per tutta la casa,sovrastando tutti gli alti rumore ma quando si allontanò ,il mormorio diventò sempre più flebile, cominciò il silenzio.D'un tratto,sotto le mie dita sentii Lucas, irrigidirsi, deglutii, alzando lo sguardo verso di lui. Digrignò i denti,le sue labbra si serrarono come se cercasse di non aggiungere altro e voltò di scatto il capo,scostando bruscamente il braccio. Non parlai ma mi limitai ad osservare la linea tirata della sua mascella,il suo profilo contrarsi teso ma soprattutto i suoi occhi, improvvisamente inespressivi e vitrei. Il suo sguardo fissò sulla finestra,sebbene sembrava scrutare fuori in realtà era assorto nei suoi pensieri. "Vuoi..."chinai di nuovo lo sguardo sul suo braccio e lo avvolsi in una benda, le mie orecchie percepirono un sospiro affranto seguito dal rumore impercettibile delle sue labbra che si increspavano "Non voglio parlare" si alzò non appena finii di bendarlo. Con la coda dell'occhio lo seguii mentre si avvicinava alla finestra,una braccio piegato sopra di essa,il suo sguardo sembrava indecifrabile, potevo osservare il riflesso della città nei suoi occhi.Scorgevo il lampeggiare flaccido dei lampioni che sembravano piccoli brillanti opachi,il bagliore fugace dei fari delle auto che rendevano le sue iridi come un miscuglio di colori per pian pian diventava sempre più flebile,lasciando il suo colore primario, quel miele ora spento. Era taciturno, tanto che non lo riconoscevo,perché il Lucas che vedevo ogni giorno non si mostrava mai così abbattuto .Mi avvicinai,accostandomi accanto a lui,appoggiai la testa sulla parete accanto alla finestra con la mano sul cardine, riuscivo a scorgere soltanto un occhio,l'altro era completamente oscurato come gran parte del suo corpo ma mi bastava uno sguardo per comprendere la scia turbolenta dei suoi pensieri,quel suo silenzio era rabbioso,quell'argomento lo indispettiva , lo rendeva irrequieto ma al medesimo tempo frustrato,combattuto ed infine iroso.

"Quell'aria affranta non ti sta bene,preferisco la tua aria scorbutica,sai?"allungai un dito e giocherellai con la piega della sua fronte,mi fulminò con lo sguardo ma ciò mi spinse a continuare ,fin quando non mi afferrò la mano,in una stretta incredibilmente ferrea-che tuttavia non mi procurava nessun dolore- girandosi a guardarmi.Non appena ottenni il suo sguardo sul mio,inclinai il capo,sorridendogli "ti fidi di me?"inarcò un sopracciglio tra il sospettoso e l'interrogativo,gli feci l'occhiolino "non vuoi parlare di questo argomento ho capito ma stare qui,a demoralizzarti non serve,dovresti pensare a divertirti"il suo sguardo cominciò a diventare sempre più scettico "oh,andiamo, dov'è finito lo scontroso, burbero ed antipatico Lucas che conosco?"i suoi occhi mi osservavano stralunati,procurandomi un leggero risolino

"scontroso,burbero e antipatico?E' così che mi descrivi?"finalmente abbozzò ad un piccolo sorriso che si estese su tutto il suo viso "dovrò farti cambiare idea,allora" schiusi le labbra divertita, mi scostai dalla finestra,percependo il suo sguardo incuriosito seguire ogni mio movimento "allora comincia a darmi le chiavi della tua auto".

***************

"Non capisco come ho fatto a farmi trascinare in questa situazione"risi a quell'affermazione e mi lasciai andare con la schiena sul sedile mentre con un occhio osservavo il vento che entrava dal suo finestrino, abbassato,pronto per frustare e molestare le sua ciocche color miele ma alle fine sembrava che quella vampata non riusciva a vincere nel suo intento perché invece di scompigliare i suoi capelli essi cadevano sulla sua fronte rendendo il suo aspetto ancora più avvenente. Alcuni spifferi invece si addentravano sotto il suo aderente giubbotto nero per ottenere la rivincita sul suo corpo,il quale restava completamente immune,soltanto la sua t-shirt bianca risentiva di quell'invasione,stringendosi attorno al suo petto.Entrambe le sue mani erano sul volante e i pollici solleticarono appena il telaio per percepire sotto i suoi polpastrelli la gomma prima di stringerlo con più forza.Una mano scivolò sul cambio marcia,mi lanciò un'occhiata complice prima di alzare lo sguardo concentrandosi sulla sua strada,i suoi occhi si accesero incredibilmente seri,le labbra si incurvano in un sorriso di compiacimento,da amanti del rischio non appena si percepii il rombo del motore. L'adrenalina sembrò scorrere nelle sue vene mentre padroneggiava la strada,come se volesse sfidarla. La sua guida era spregiudicata, spericolata ma sicura come se egli riuscisse a controllare la velocità,a dominarla. Era eccitante,perché percepivi quell'energia rapida,rovente e stimolante che ti attanagliava.Sentivi l'abbraccio del vento e il sangue che pompava nelle tue vene,con una carica che avrebbe potuto mettere il mondo sotto i tuoi piedi. Dominavi la strada e non esisteva una sensazione migliore in grado di farti sentire cosí euforica. Eri intossicata dal senso di libertà e dal gusto trionfante della vittoria. Perché sebbene era una strada quella era tua strada.
Agitai le gambe,ridendo sotto gli spasmi dell'esaltazione per quel piccolo trofeo che per un poco era stato nostro.Eravamo noi,il vento e la strada.Sembrava che niente avrebbe potuto ostacolarci. Ti sentivi come se quella struggente e irrefrenabile sensazione ,che ti accartocciava la pelle, ti avesse appena posseduta .Ti percepivi pullula di vitalità,con quella forza giovanile che ti faceva urlare.Con l'ebbrezza di essere per un pó padroni di qualcosa.Mi girai e scorsi Lucas sorridermi "ti stai divertendo?" annui ,sfoggiò un ghigno. Con audacia,superò l'auto dinanzi a noi ed accelerò ancora,lanciai un piccolo grido di euforia sotto il suo sorriso.Rincasai con la schiena contro i morbidi sedili dell'auto con sorriso allegro che mi rendeva una bambina di 5 anni. Avevo provato a farmi dare le chiavi della sua auto,la seconda che usava, una stupenda Maserati Gancabrio bianca,avevo sempre adorato quell'auto, il designer elegante ma non troppo accattivante come le altre auto ma comunque era sportiva.Ma,a quanto pare il signore non era stato d'accordo, da gran cultore delle automobili,aveva trovato la mia proposta incredibilmente assurda con la conseguenza di ricevere il mio sguardo accigliato per po'.

"Io sarei riuscita a farlo"ironizzai,perché sebbene non ero malissimo alla guida, non sarei riuscita mai a destreggiarmi come lui,inoltre era veramente divertente vederlo guidare. Lo vedi schiudere le labbra in un risolino di schermo "ehi!"incrociai le braccia al petto ma non riuscii a trattenere la mia contentezza quando da lontano scorsi le sfavillanti e luminose luci,di ogni colore, che rappresentava il Coney Island Luna Park di Brooklyn "accosta,siamo arrivati" fin da quando l'avevo trascinato fuori dalla stanza non avevo minimamente menzionato la mia idea, ero stata piuttosto vaga,affermando soltanto che la nostra destinazione fosse il più popolso borough di New York.Scettico,accostò e scesi dall'auto percependo le urla euforiche dei bambini che vi entravano,sui loro volti era dipinta l'esuberanza nel vedere tutte quelle giostre,a tal punto che non stavano più nella pelle,erano indomabili,trascinavano i genitori. Udivo anche i loro mormorii nella maggior parte,allegri erano come i loro figli e i suoni di alcuni attrazioni come il tea party oppure tickler. Mi girai verso Lucas che mi raggiunse "era questo quello che avevi in mente?"indicò il parco giochi con un'aria piuttosto diffidente

"Oh andiamo,so che non ci sei andato da quel giorno"in fondo essere per un giorno bambini non guastava a nessuno. Gli ferrai la mano e mi precipitai all'ingresso,correndo come se fossi anch'io una di quei bambini elettrizzate che non vedevano l'ora di provare ogni singola giostra, era così. L'ultima che ci entrai fu 9 anni fa,anche allora come adesso,ero con lui,l'epoca avevo 9 anni mentre lui 15,un po' grandicello per questi posti ma ricordavo ancora il suo sorriso spensierato quando insieme ci scontravamo sui Go-Kart,il nostro divertimento consisteva nell'essere il primo ad andare contro l'altro . Non appena entrai,fui investita dall'odore zuccherato lievemente pungente di mele caramellate,zucchero filato e noccioline mentre il parco pullulava di famiglie "Un giro soltanto, sarà divertente, soltanto perché hai 24 anni nessuno ti vieta di passare una giornata al Luna Park,Lucas" con occhi febbrile passavo in rassegna ogni genere di attrazione mentre dietro di me percepivo i suoi passi

"e va bene"sospirò "dove vorresti andare?"si guardò intorno,grattandosi lievemente il capo indeciso " c'è il Broklyn Flyer,lo Slingshot e lo Zenobio che sembrano particolarmente divertenti da provare"constatò ma io ero già diretta verso il Bazooka Blast pronta per conquistare con un colpo di fucile quell'enorme cane color champagne che con i suoi occhietti neri mi invogliava a prenderlo "sul serio vuoi giocare a quello?Hai sempre avuto una pessima mira anche da bambina"lo ignorai

"sono migliorata!"incrociò le braccia al petto,intrecciando le gambe,guardandomi con un sopracciglio alzato tra il gradasso e il perplesso,un ciuffo di capelli scese sulla sua fronte,venendo solleticato dal vento.Lo fulminai con lo sguardo e mi affrettai a colpire ma purtroppo mancai di poco la lattina,strinsi le labbra,accigliandomi sotto la sua risata "sai che sei veramente antipatico?".Fece ricadere le mani sui fianchi e si fermò dietro di me,a quella vicinanza rabbrividii "cosa stai facendo?".Allungò entrambe le braccia,posando le sue mani sulle mie,in tal modo da controllare le mie movenze,una scarica elettrica sembrò pervadermi per tutto il corpo

"ti mostro come si fa"la sua voce accarezzò la mia calda e vellutata con quel suo timbro lievemente roco, era così vicino che la sua bocca solleticava il mio lobo,infiammando tutto il mio corpo.Sussultai quando la mia schiena si scontrò contro il suo petto,ma non lo diedi a vedere,dietro di me percepivo la linea solida dei suoi bicipiti,il torace sinuoso che si contraeva contro la mia colonna vertebrale,il suo addome robusto che si piegava sulle mie scapole.Deglutii mentre le sue dita strinsero le mie e lentamente piegò il mio braccio,chinandosi appena su di me, mostrandomi come si impugnava correttamente il fucile di plastica. Il suo sguardo era concentrato verso le lattine in alluminio disposte una sopra l'altra come una piramide mentre i suoi occhi si soffermavano a scorgere il suo viso,infatti non mi accorsi neanche della sua pressione sul mio dito,che teneva il grilletto ed un colpo partì,mandando giù la piramide. Fu il suono stridulo accompagnato dal lampeggiare delle lampadine della scritta 'Win' a destarmi.Pian pian ,Lucas mi lasciò ed io ne approfittai per buttarmi letteralmente tra le sue braccia,mentre egli mi sorrideva mentre mi teneva stretta "abbiamo vinto!"esultai.

Allacciai le braccia al suo collo,sollevando le gambe all'indietro ed urlando,una famiglia si voltò verso di noi,divertita dalla nostra banale euforia. Mio zio barcollò all'indietro ma riuscii a reggermi e finalmente sulle sue labbra osservai un meraviglioso sorriso,uno di quelli luminosi,spensierati che non vedevo da tempo.Questa era il potere dei Luna Park.Questa era la magia di tornare bambini. Dolcemente mi mise giù,voltandosi verso di nuovo verso la bancarella "allora che peluche desideri portare a casa?"divertita gli indicai il cagnolina ed egli si avvicinò per prenderlo. Con la sera che cominciava ad oscurarsi sempre di più,costellate di stelle ero contenta di aver cancellato quell'espressione tesa dal suo viso.Finalmente sembrava essere tornato il mio Lucas. Era così che lo ricordavo e così che volevo ma soprattutto speravo di vederlo "adesso su quale attrazione ti piacerebbe andare?"alzai lo sguardo a guardarmi intorno, c'erano un sacco di posti divertenti dove poter andare ma adocchiai immediatamente una in particolare.Assottigliai le sopracciglia lievemente maliziosa

"che ne dici dei go-kart?"corsi verso la biglietteria,dietro di me, l'enorme testa del peluche ciondolava sul petto di Lucas che un braccio lo teneva sulla sua spalla,il suo sguardo si posò dapprima sull'appariscente insegna ed in seguito sulle persone che popolavano la pista,per poi lanciarmi uno sguardo carico di sfida "sarai anche bravo a guidare ma questa è tutta un'altra storia" .

Girai il manubrio e scivolai sulla pista, destreggiandomi in tal modo da non scontrarmi con gli altri guidatori che non appena perdevano le speranze si concentravano su gli altri,tranne uno, quello che mi stava seguendo. Gli diedi una fugace occhiata, constatandolo estremamente vicino, gli feci la linguaccia mentre egli abilmente si accostava al mio fianco,tamponandomi "ehi!"con più grinta strinsi il volante e mi spinsi contro di lui,in una specie di testa a testa ma decisi di battere in ritirata. Approfittai di un auto che veniva contro di lui e fuggii via ,sorpassandolo, alzando il pugno al cielo in un segno di vittoria ma Lucas non era il tipo da arrendersi facilmente.Infatti,ben presto me lo ritrovai dinanzi e finimmo per scontrarci frontalmente ,a quell'impatto entrambi venimmo spinti con forza all'indietro. La cintura urtò così forte contro il mio petto che sembrò schiacciarlo per un secondo. Lucas scoppiò a ridere ed io lo seguii a ruota "sei una frana"mi fermai

"Penso che lo stesso,si possa dire di te, Marianne"si slacciò la cinta,alzandosi "ti va un po' di zucchero filato?" annuii,scendendo i due gradini di metallo che ci separano dalla pista,dal quale provenivano le urla degli ultimi rimasti.Urla di grinta, beffarde e di divertimento,grida a squarciagola,che ti avrebbero fatto rimanere sicuramente senza voce ma sebbene esisteva questa consapevolezza,loro la ignoravano,si lasciavano semplicemente andare, allontanando per una volte le conseguenze. Forse l'indomani se ne sarebbero pentiti ma non potevi dire di non esserti divertito la sera prima. "Ecco,tieni"

"Grazie"afferrai lo zucchero filato,scostando le orecchie del pupazzo che oscuravano il suo volto, non appena lo scoprii, osservai i suoi lineamenti squadrati, la leggera barba incolta che ricopriva la sua mascella scolpita,le labbra rosse,sensuali,il profilo maschile e deciso,neanche un peluche come quello avrebbe potuto ridicolizzare la sua figura ."Ti va di andare a fare un giro?"proposi,lo vidi allungare un braccio,sorprendendomi,alzai uno lo sguardo su di lui,arrossendo leggermente dinanzi al suo galante sorriso e alla fine, mi ancorai a lui dolcemente. Il mio stomaco iniziò a formicolare ma ero sicura che non fosse per la fame,avrei dovuto rifiutarmi ed indignarmi dinanzi a quel gesto ma stranamente era una sensazione incredibilmente piacevole,così confortevole

"Ti ringrazio"schiusi le labbra,aggrottando stranita le sopracciglia "per questa serata, era proprio quello di cui avessi bisogno"lo sentii sospirare ed alzare uno sguardo verso il cielo "avevo 16 anni quando Ryan e Silvia mi dissero la verità,ricordo che mi sentii tradito, preso in giro,incazzato . Iniziai ad urlare contro i miei, a tornare tardi a casa,addirittura a non tornare per un giorno o due, fu in quel periodo che mi avvicinai alla corsa.Avevo sempre avuto una passione per le auto,fin da bambino ma niente era come guidare una vera e propria vettura,quanto ero sulla pista,contava soltanto la velocità,la concentrazione,i pensieri andavano via ed era perfetto per scaricare la rabbia che avevo iniziato ad accumulare. Erano corse clandestine che molte volte coinvolgevano scommesse illegali,una volta venni anche sbattuto dentro,fin quando mio padre non pagò la cauzione, ma niente riusciva a fermarmi,non gli dissi neppure grazie. Ryan mi vietò tassativamente di non avvicinarmi più ad una macchina ,per non combinare altri guai e venni anche allontanato dall'unica cosa che mi piaceva.Fu il periodo più brutta della mia vita.Mi sentivo tradito da tutti,perfino da Nolan,Beatrice, Trent che lo appoggiavano. Furono proprio i tuoi genitori a convincermi a trascorrere qualche settimana in Italia, una vacanza che non mi piaceva affatto, odiavo essere trattato come la vittima oppure con compassione quindi,perfino lì mi mostravo scorbutico e burbero con tutti tranne che con te"si girò verso di me "tu avevi quella tua ingenuità che sembrava non lasciar spazio ai problemi, quel sorriso che rendeva ogni cosa più bella,accanto a te, ogni brandello di rabbia andava via e fu allora che compresi che eri la mia ancora, il mio bellissimo acchiappasogni. Sei stata tu a farmi cambiare, a farmi comprendere i miei sbagli,per questo ho deciso di proteggerti,anche se un giorno mi dovessi odiare, ma lo farò ,proprio come tu hai fatto con me".

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Me e Te (noi) di SimoneEvangelista

Sono cosciente che molti si aspettavano che Lucas parlasse di sua madre, ma come ho già ribadito più spesso stiamo ancora all'inizio e non posso sbandierare le mie carte già da ora ;) . Comunque, più andiamo avanti e più ci addentriamo nel passato di Lucas che non sembra tanto legale,ben presto scopriremo anche di più su sua madre,chissà forse, nel prossimo capitolo.Se siete curiosi,leggete i miei anticipi sulle mie due pagine fb-Le storie di Astrad- e instagram-le_storie_di__astrad-

Grazie mille a tutti <3

Saluti da Astrad

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