Capitolo 21
Alcuni mormorii accarezzarono le mie orecchie,erano flebili e lontani, tanto da giungermi quasi come piccoli sussurri. Riconobbi il timbro caldo di Ethan e quello sconosciuto di una donna,la quale sembrava piuttosto irritata. Non volevo origliare ma non potevo fare altrimenti, o almeno di questo mi convinsi,dato che non riuscivo mai a contenermi dalla curiosità. Sporsi lievemente l'orecchio,tuttavia in buona fede, dopo l'arrivo di Juliet non avrei desiderato ritrovarmi con un'improvvisa ex e dato i precedenti di Ethan, il giudizio che molti avevano su di lui,preoccuparsi era più che normale. Avrei dovuto ammettere che la curiosità era sempre stato un mio difetto, non potevo rimanere a lungo all'oscuro dalle cose che prima o poi le avrei scoperte.Mio padre sosteneva sempre che ero una bramante della verità e che ero davvero brava a scoprirla, affermando che ne dovessi essere fiera, perché in questo modo avrei affrontato i problemi con occhi completamente lucidi,ragionando di conseguenza. Era proprio ciò che mi aveva spinto ad intraprendere la carriera giornalistica,perché erano gli unici a farne la propria arma e a divulgare la verità, senza di essi,il mondo sarebbe stato statico e ...ubbidiente,cibato delle notizie che avevano senza domandarsi se fossero vero oppure false.
Riuscii a comprendere alcune parole che seppur sconnesse,forse,avrebbero potuto aiutarmi a comprendere l'intero discorso,distinsi la voce di Ethan e ciò che desse "Lizzie, ascolta non è il momento"mormorò. Inarcai un sopracciglio,sospettosa mentre un nodo attorcigliava il mio stomaco all'idea che io fossi soltanto una storiella,l'ennesima presa in giro. Provai a respingere il senso di delusione che mi attanagliava perché da quanto l'avevo conosciuto,egli era sempre incredibilmente premuroso,galante con me e sebbene,potevo conoscerlo da poco,percepivo nei suoi confronti un senso di fiducia,come se avessi potuto parlargli di tutto a pari livello.E,non c'era niente di più piacevole che trovare qualcuno in grado di ascoltarti ma soprattutto di comprenderti. Era un qualcosa di -ormai-così incredibilmente raro . "Adesso non è il momento,puoi passare domani?"Ethan continuò, il timbro piuttosto sbrigativo e sembrava lui,adesso,quello irritato, non mi accorsi neanche di stringere i pugni,a tal punto che le nocche divennero bianche. Mi morsi la lingua, mentre percepii questa volta la voce della donna "Non posso parlare domani,quindi ora tu mi ascolti e la smetti di tentare di eclissarmi,staccandomi anche il telefono in faccia"mi avvicinai al divano,dove era appoggiata la mia borsa mente udivo altri sibili a cui però non diedi peso,ormai ,desiderosa di andare via. Afferrai la Hobo - una borsa a forma di luna,concava verso l'alto- e me la sistemai sulla spalla,avvicinandomi alla porta,quando la conversazione terminò, non percependo più alcun brusio. Strinsi la fibbia tra le dita con rabbia mentre avanzavo verso l'ingresso ma mi bloccai quando lo vidi dinanzi a me. Le miei labbra si schiusero sorprese e i miei occhi si soffermarono stupiti non tanto su di lui ma sulla bambina che teneva in braccio,con la testa appisolata sulla sua spalla,la sua mano era appoggiata alla sua schiena,all'altra -invece- sul sedere,per reggerla.Una treccia bionda, scendeva sul suo petto,protetto dalle braccia, le gambe erano piegate e si scorgevano grazie all'abitino rosso in jersey con piccoli merletti sul colletto, la gonna -invece- si apriva svasata, era adorabile, con un vicino così grazioso!.Le labbra color pesca,schiuse permettevano ai sospiri di uscire, le guance era paffute e morbide,la pelle così candida, poteva averla all'incirca 4 anni. Con le nocche,Ethan, le accarezzò i contorni del volto,affettuosamente e le diede un tenero bacio sulla fronte,per poi sistemarla dolcemente sul divano.Quando si alzò ,si girò verso di me, sistemandosi i capelli scompigliati, le quali ciocche lucenti, d'un rosso intenso erano scivolate sulla sua fronte"mi dispiace,non l'avevo programmato,mia sorella è arrivata senza preavviso,chiedendomi,anzi ordinandomi, di badare a Chloe fino a domani mattina, suo marito,Peter, le ha organizzato una sorpresa ed i miei sono in Tennessee per un viaggio"spiegò,mi rilassai "mia sorella è sempre così, arriva all'improvviso come un tornado a chiedermi favori,non le rispondo mai perché so che chiama soltanto per sapere se ci sono oppure no,a casa"abbozzò con le labbra ad un piccolo sorriso e sollevò lo sguardo verso di me,soffermandosi sulle mie dita attorcigliate attorno alla fibbia della borsa "stavi andando via?"avanzò verso di me e posò le mani suoi fianchi.Le sue mani erano così calde,a tal punto da procurarmi alcuni brividi che formicolarono sulla mia schiena,quel contatto era estremamente eccitante. Mi sistemò sul tavolo e potei osservare la linea maschile delle sue spalle possenti che si contorcevano a causa dei suoi movimenti virili,alzai,poi, lo sguardo verso il leggero spiffero della sua camicia,dal quale si intravedeva un petto glabro dalle sfumature bronzee. I suoi occhi mi ammirarono ,imprigionandomi. Quel nocciola era così rovente,penetrante e profondo, quelle iridi così sicure e brillanti . Avvampai a quella vicinanza, emanava una bellezza così sensuale e dominante,tanto da farmi sentire in balia del suo sguardo . Posa le gambe attorno ai suoi fianchi,d'istinto
"Si, avevo frainteso la situazione"sebbene il timbro sembrasse normale,percepivo la gola incredibilmente secca, a tal punto che mi risultò difficile anche respirare.Chiusi gli occhi ed egli sfiorò come le dite il mio viso,accarezzandolo con attenzione, come se riuscisse a assaggiare la morbidezza della mia pelle " mi dispiace"riuscii a mormorare quasi fermezza,esattamente l'opposto che provavo in quel momento. Inclinai il capo e quando riapri le iridi,lo scorsi,osservare intensamente per poi far ricadere lo sguardo sulle mie labbra,bramanti delle sue "non voglio che tu vada via,Marianne per nulla al mondo."Avvicinò il viso e...
"Zio Ethan..."una flebile ed assonnata voce ci interruppe. Ethan si bloccò e si voltò verso la nipote che si stava strofinando gli occhi,sbadigliando,prima che potessi vederci, suo zio, mi mise giù. Mi aggiustai il vestito interamente di merletto bianco, le mie dita si adoperarono per rifare il fiacco del nastro nero che si attorcigliava attorno alla mia vita e sistemai la gonna, ancora scossa, non sapendo se quella interruzione fosse stata una benedizione oppure no. Ethan si allontanò e si avvicinò alla piccola che gli sorrise,con uno sguardo luminoso, mostrando un paio di iridi che non erano nocciola come quelle di suo zio ma erano più scure.Un profondo e brillante nero ancora più caldo.Allungò le braccine e si lasciò prendere nuovamente in braccio "tu chi sei?"domandò,non appena si accorse di me.Arricciò il nasino diffidente e si strinse con possesso allo zio, timorosa che fossi una minaccia.Mi ricordava tanto me alla sua età quando stringevo con lo stesso possesso e la medesima gelosia Lucas, spaventata che qualcuno potesse allontanarmi da lui ed avversa contro tutti quelli che cercavano di averlo. "Questa è un'amica di zio,Chloe "lui mise giù la bambina,sorridendole affettuosamente come se cercasse di rassicurarla .
Mi accovacciai alla sua altezza "ciao,Chloe,io sono Marianne,piacere"sorrisi,provando ad essere il più gentile possibile,al fine di non risultarla antipatica. Chloe mi prese la mano e mi trascinò con sè, inarcai un sopracciglio confusa verso suo zio,osservandolo mentre mi faceva l'occhiolino "non preoccuparti,sei in buone mani"affermò,provai a crederci. Seguii la bambina -non avevo molta scelta- in una pomposa cameretta con tanto di letto a baldacchino, enorme e sforzasi decori a forma di farfalle che predominavano le pareti corallo. Appariva come il paradiso per ogni bambina amante dei giochi e delle bambole, con centinaia di pupazzi-molto dei quali sul letto-tra soffici cuscini delle tonalità tra il beige ed il rosso.
"Sei la fidanzata di zio?"portai la mia attenzione su di lei,vedendola,afferrare un peluche a forma di tenero orso,dai vuoti occhi neri e con una graziosa maglietta con su scritto ' Prince of your heart' con un piccolo cuoricino accanto.Fece scorrere un occhio indagatore su di me, dalle gambe fino al capo, con particolare attenzione verso i miei capelli,lievemente cotonati in cima,stretti con un piccolo fermaglio e ricadenti ondulati sulla spalla "sei carina"commentò ma il suo sguardo si tinse lievemente di tristezza,sfociando in un sospiro affranto, strinse il pupazzo al petto come per consolarsi. Mi addolcì a quella visione,mi sedette sul letto,incredibilmente soffice, potevi sprofondarci a causa della sua morbidezza , ed allungai il braccio per invogliarla a raggiungermi,non appena mi fu dinanzi, la presi in braccio,sistemandola sulle mie gambe.
"Non sono la fidanzata di zio,perché tu sei l'unica,me l'ha detto sai"socchiusi un occhio quasi buffamente "non vuole avere nessuno,a parte Chloe,lei è la sua principessa"i suoi occhi si spalancarono sorpresi e brillarono con gioia,ascoltando le mie parole. Le sorrisi,accarezzandole il capo "Non devi essere gelosa,perché sarai sempre nel suo cuore,adesso ti svelo un segreto"mi sporsi verso di lei,posando la mia fronte sulla sua "Le bambine si innamorano sempre dei loro papà o dei loro zii"
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"Quindi è così"mi girai verso Ethan, sorpresa da quell'insolita esclamazione fuoriuscita dalla sua bocca carnosa e vermiglia,che si muoveva lentamente per rendere quelle parole più fluenti e carezzevoli;così come la sua mano che scivolava sul suo collo,accarezzando quelle seriche ciocche rosso che alla luce apparivano con lievissime spunti dorati. Sullo zigomo prominente e maschile era ancora impresso il marchio delle dolci labbra di Chloe che affettuosamente,la più tenera dimostrazione di amore, gli aveva dato la buonanotte con un bacio,prima di correre nella sua stanza,sebbene sembrava troppo arzilla per addormentarsi.L'unica cosa che appariva in grado di farla addormentare era l'intervento di suo zio,per farla scivolare nei sogni più dolci ed acerbi.Avevamo appena finito di pulire i piatti e sebbene lui galantemente aveva preparato tutto con grandissima cura, con insistenza mi ero offerta di aiutarlo,felice di poter contribuire ma soprattutto ringraziarlo per quella cena. "Le bambine si innamorano sempre degli zii" ripeté,quasi riflessivo,i suoi intensi occhi che potevano sciogliere il ghiaccio più duro con l'ardore di quel nocciola si soffermarono su di me ed inevitabilmente arrossii leggermente, riconoscendo le parole che avevo detto alla piccola Chloe,circa 2 ora prima nella sua stanza.Non credevo che lui avesse sentito, non aveva neanche sospettato della sua presenza sull'uscio della porta- dal quale era entrato un attimo dopo- e quindi,priva di qualsiasi tentennamento,mi ero sentita libera di pronunciare quella frase.Che stupida! Ethan allungò un braccio ,accanto a me, lambendo con le sue dita il bancone in quarzo-sulla quale mi ero appoggiata con la schiena-sporgendo il volto verso di me,alcune ciocche gli caddero sulla sua fronte,scomposte e ribelle,coprendo anche la luce dei suoi occhi che sembrano filtrare come un bagliore,enfatizzando la sua bellezza maschile. Le sue labbra si schiusero con un fascino magnetico che mi spinsero ad osservarle con lo sguardo mentre le mie orecchie erano pronte a percepire le sue parole "sei stata innamorata anche tu di tuo zio,Marianne?"la voce era bassa e penetrante,sebbene non avesse pronunciato nessun nome, era palesemente chiaro che si stesse riferendo a lui,tanto che sussultai a quella domanda.
Avevo quasi la bramosia di voltare lo sguardo,di mostrarmi per una volta debole, pur di non osservare quello sguardo scrutatore ma essere vile, cedere alla supremazia degli altri non mai stato una mia caratteristica.E,sebbene, sarebbe stato molto più sicuro per me, perché con le parole potevi mentire ma non gli occhi non avresti mai potuto farlo, mantenni il contatto visivo,determinata " perché questa domanda?Ho detto ciò soltanto per rendere felice Chloe"incrociai le braccia al petto,incurvando le labbra,lievemente spazientita,non tanto per lui ma perché Lucas sembrava essere un'ombra che spasmodicamente mi seguiva. Mi allontanai,camminando verso il soggiorno, il vestito che svolazzava con piccoli ondeggi che mostrano le morbidezza delle gambe,mentre con un'occhiata fugace, seguivo i suoi movimenti . Spostò il braccio,esso ricadde lascivo sull'anca che circondava il suo bacino robusto mentre l'altra mano era infilata in tasca, ciondolando con gli occhi su di me, come se quelle iridi stessero cercando di scorgere la verità delle mie parole. Anch'egli si allontanò dal bancone
"ho sempre cercato di capire che rapporto legasse te e Lucas" si avvicinò,lentamente,suadente " lui è molto protettivo nei tuoi confronti, è tuo zio e posso capirlo ma sembra che oltre ad essere protettivo sia anche...."mi girai verso di lui,quando per un attimo si interruppe " possessivo". Con la sua altezza troneggiò su di me, imperioso, Lucas era protettivo,lo era sempre stato, con tutti in famiglia ma possessivo mai perché come la vedevo io,possedere era sinonimo di appartenenza ; ed io non gli appartenevo.Distolsi lo sguardo ma le sue dita accarezzarono il mio mento,solleticandolo con piccoli movimenti che mi spinsero ad alzare il volto,desiderosa che scendesse fino al collo. Deglutii,quando lo fece.Il dito percorse la mia giugulare fino alle clavicole,rabbrividii "lui ti turba,sei sempre schiva quando si tratta di lui,tendi a non nominarlo mai ed io vorrei soltanto allontanare ogni tuo turbamento"avvicinò il volto al mio, i respiri che intensi si fondevano e che l'aria bramante assorbiva "fartelo dimenticare per sempre".Si avventò,selvaggio e dominante sulla mia bocca,niente dolcezza,solo furore ed impeto come le nostre lingue che alternavano combattimenti a valzar di riappacificazione .Allaccia le braccia intorno al suo collo, con necessità,perché sentivo la maledetta voglia di dimenticare,di dimostrare che il bacio con Lucas non era stato niente di importante.Di lenire quel nodo allo stomaco, quel disagio che provavo. Lui mi strinse, incredibilmente possessivo ed mi aggrappai alle sue larghe spalle robuste. Anelai tra le sue braccia prima di staccarci e quando mi sorrisi,mi accorsi che il disagio era completamente sparito.
"forse è meglio che torni a casa,comunque è stato tutto perfetto".
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Shadowhunters:città delle parole rubate di frandomcansaveus
Questo capitolo è stato piuttosto faticoso, Wattpad mi ha preso di mira, l'ho dovuto riscrivere da capo perché non mi convinceva e lui che fa,poi?Mi cancella un'intero pezzo!Non sapete il mio nervosismo ma comunque alla fine sono riuscita a pubblicare,spero vi piaccia,molti odiano Ethan ma sono sicura che presto vi starà simpatico,Nel prossimo capitolo,forse,tornerà Lucas,curiose?Per anticipi sul prossimo capitolo passate sulla mia pagina Instagram "le_storie_di__astrad" e quella di facebook "le storie di Astrad"
Grazie mille a tutti,votate e commentate,please! <3
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