Capitolo 19
Lucas Pov
Alcune gocce rimaste sulla superficie del rubinetto scivolarono nel lavabo,andando a generare un suono quasi impercettibile che si univa alle lancette dell'orologio,le quale sembravano rendere i minuti,ore interminabili . Le mie parole rimbombarono nel vuoto ,tra le mie braccia percepii Juliet irrigidirsi e mi resi conto di ciò che avevo detto. Quelle parole erano fuoriuscite dalla mia bocca , con un'assoluta semplicità ,spontanee ,senza ostacoli e incredibilmente prorompenti , con un sospiro,dolce come il miele. Mi sorpresi io stesso, sia per il modo in cui l'avevo detto, sia per ciò che avevo pronunciato. Il mio riflesso, a causa del sole, colpii il vetro della finestra e potei osservare lo stupore del mio sguardo ma ben presto la mia attenzione ricadde sulla figura di spalle, stretta al mio corpo. Si poteva scorgere soltanto -però- lievemente il suo profilo ,in ombra e la mia mente sembrò giocarmi un brutto scherzo. Improvvisamente, mi parve di vedere una figura più esile e lievemente più slanciata, il volto come il suo era coperto ma potevo riconoscere bene quelle ciocche castane ,nelle quale adesso il bagliore del sole sembrava addentrarsi . Di nuovo lei . Scossi la testa con irruenza, ricevendo un'occhiata stranita da Juliet "scusami, Juliet" lasciai di scatto il suo corpo . Cazzo,dovevo allontanarla dalla mia mente !. Mi avvicina al lavabo ,ripetendomi che ero soltanto leggermente frastornato a causa della stanchezza ,niente di che. Aprii la fontana e mi bagnai il capo, percependo il tocco rinfrescante dell'acqua che scivolava sulla mia nuca ,lasciandomi una piacevole sensazione di refrigero . Afferra uno strofinaccio e mi asciugai il volto "sei preoccupato per Marianne?"mi girai verso Juliet mentre facevo scorrere il panno dietro il collo, il colletto della camicia era ormai bagnato a causa dell'acqua che gocciolavano dai miei capelli . Sospirai,buttandomi sul divano . Preoccupato era a dir poco. Era un completo miscuglio di emozioni in subbuglio a cui non riuscivo a dare una risposta . Era mia nipote ed era normale che volessi proteggerla ma da un lato trovavo questa mia premura verso di lei,era una lama a doppio senso. Era troppo asfissiante e a finale, risultava influire anche su di me, rendendomi incredibilmente nervoso, senza un autocontrollo,cosa mai successa prima d'ora . Juliet si chinò verso di me ,scostandomi alcuni capelli dalla fronte, aveva il tocco leggero , così vellutato che sembrava quello di una mamma ad un figlio "si tratta di Ethan?Qualche tempo fa, li vedemmo insieme ,uscire dal suo appartamento . Non ti piace il fatto che esca con lui "ricordare quell'episodio, mi innervosii . Il mio corpo si irrigidii e aggrottai la fronte, ancora tutt'ora mi chiedevo cosa Marianne ci faceva con lui,per giunta a casa sua
"non voglio che esca con lui,sai che non mi piace"mormorai mentre pian pian il suo tocco cominciava a rilassarmi , le sue mani portarono i miei capelli all'indietro, e mi fecero rimembrare le mille volte in cui li aveva stretti nello stesso modo, con la stessa intensità .Come volevo rimanere così per sempre senza pensare a niente. "Marianne è grandicella, non è più una bambina, e mi sembra anche molto consenziente delle proprie scelte, inoltre non so, ho come il presentimento che Ethan non stia soltanto giocando, è diverso da come si è comportato con me . Forse perché fin dal primo momento avevo scelto te "le sue dita afferrarono i miei capelli ,stringendoli ,in uno tocco che mi sembrò ... passionale . Aprii gli occhi e la notai guardarmi , la sua mano scivolò nella mia , il suo sguardo ricadde sulle mie labbra . Mi avvicinò ma distolsi il mio e mi alzai,prima di compiere un'azione di cui poi mi sarei pentito. Tutti sostenevano che lei oramai fosse grande ma diamine!Non trovarsi un ragazzo della sua età?
"Non voglio che esca con Ethan,giuro che se la sfiora soltanto lo uccido!"tuonai iroso, Juliet trasalii al mio tono di voce ma non potevo controllarmi, cazzo,ero arrabbiato .Nessuno avrebbe dovuto toccarla... nessuno.
Marianne Pov
Corsi sempre più velocemente verso il 4 piano, mentre le lancette dell'orologio da polso risuonavano acuti e rimbombanti in modo asfissiante nelle mie orecchie . In mano reggevo alcuni fogli, che combattevano gli uni con gli altri a causa del vento che li molestava,agitandoli furiosamente. Senza la minima delicatezza ma con assoluta fretta li sistemai , oltraggiando ancora di più il loro aspetto,ora sembrano delle bozze sgualcite,dannazione!Ci avevo impiegato l'intero pomeriggio per svolgerli. Ma,adesso avevo altro a cui pensare,Dio,ero in ritardo!.Tuttavia Lodai il cielo,quando scorsi le porte dell'ascensore, spalancarsi.Non appena entrai, mi accostai alla parete con gli occhi chiusi e il respiro ansimante. Sabine mi aveva contatta quel pomeriggio , senza troppe formalità e preavvisi ma ingiungendo perentoriamente -tipico del mio capo- di arrivare entro 15 minuti. L'ordine era stato così improvviso che avevo fatto delle corse impressionanti per giungere in tempo, e ciò si poteva comprendere anche dal mio aspetto molto poco professionale - oggetto delle occhiate dei colleghi- . Alcune ciocche si ribellarono all'elastico dello chignon disordinato e mi sfioravano la fronte, alzai il capo e vi soffia sopra con l'intento di allontanarle ma erano tenaci . Mi aggiustai le spalle della maglia che copriva il petto, una semplice maglia che non essendo attillata ,non ostacolava la mia ripresa di ossigeno . Non appena le porte si aprirono, uscii ,guardandomi attorno e andando ad incontrare ogni tanto, i vari sguardi che incrociavo con la speranza di trovare Sabine.Alcuni erano cordiali, altri curiosi, nella maggior parte scorgevo l'indifferenza con un leggero guizzo antipatico,a cui non badai in quanto la mia mente era concentrata a trovare un modo per impedire il richiamo del mio capo-che aveva brutta fama per queste cose- se mai fossi giunta in ritardo . D'un tratto ,notai i dipendenti girarsi verso il ticchettio deciso di un paio di tacchi che battevano con forza sul pavimento, in seguito,tutti distolsero lo sguardo dinanzi al nervosismo e all'irritazione che trasudava quell'andatura. Rabbrividii, la persona in questione doveva essere proprio di cattivo umore stamattina , e causa della spaventosa velocità dei suoi passi,il campanello di pericolo della mia mente, squillò incessantemente .Deglutii e animata di coraggio ,mi voltai . Sabine ancheggiava ,ma sebbene il bacino si muoveva con la consueta femminilità , si capiva benissimo quanto in realtà fosse frustata ed irritata, i suoi occhi marroni ,incredibilmente taglienti potevano trafiggerti con il loro lampo iroso ,segno della poca pazienza e sopportazione . Perfino le ciocche vermiglie accese sembravano muoversi con rabbia . Quella temibile donna appariva come se potesse scatenare una tempesta funesta da cui tutti cercavano di tenersi a debita distanza. Dietro la mia schiena percepivo le loro pesanti occhiate di incitamento dei miei colleghi come se volessero sostenermi quando in realtà mi stavano gettando nella bocca del mostro, che idioti.
"Sabine,scusa il ritardo, ho avuto un contrattempo e..."sapevo che le giustificazioni con lei erano vane ma mai gettare la speranza. Una volta,avevo sentito dire- i tipici pettegolezzi di corridoio- che aveva licenziato in seduta stante un uomo per il clamoroso ritardo di un 'ora ,dovuto alla figlia ammaliata . Gesto assurdo, ma normale quando si parlava di lei,naturalmente ,Sabine poteva essere anche una donna cinica, maniaca del controllo e senza cuore -forse- ma non avrebbe mai licenziato un dipendente solo per il suo temperamento . Quindi avrà avuto delle adeguate motivazione per farlo . Chiusi istintivamente gli occhi quando fu abbastanza vicina,tanto da sentire il suo alito di menta estremamente vicino ma con mia grande sorpresa, non parlò , mi sfiorò soltanto e mi oltrepassò,aggrottando la fronte. Stupita e stranita la seguii con gli occhi mentre si allontanava
"Ho detto di andartene!"digrignò tra i denti ,agitando la mano in un gesto solenne . Era la prima volta che vedevo Sabine in un atteggiamento non pienamente professionale ,tanto da ignorare chiunque la stesse cercando ,un comportamento molto raro anche per gli altri . La scorsi ,sedersi a gambe accavallate dentro l'ufficio ,incrociando le braccia al petto e sbuffando spazientita . Alzò lo sguardo e mi gelò con lo sguardo ,invitandomi ad avvicinarmi ,avanzai,ricevendo -di nuovo- gli sguardi compassionevoli di molti ,a cui risposi con una smorfia, naturalmente non erano loro che dovevano subire l'ira del loro capo. Titubante ,bussai alla porta e non appena fece segno di avvicinarmi,la richiusi alle mie spalle.
"hai tutto?"alzò lo sguardo verso di me, come se mi stesse pericolosamente avvertendo che non era una buona giornata ed era meglio non farla irritare ulteriormente , per questo tacqui e le porsi i documenti,cercando di sistemare i fogli più sgualciti ,lodando che perlomeno erano sopravvissuti alle molestie del vento ,trionfanti . Li presi e iniziò a leggerli " Devi modificare questa parte, tagliare questo paragrafo in basso,qui stai divulgando troppo"segnò tutto con un penna con l'inchiostro rosso" il testo deve essere fluido ma diretto,devi colpire l'attenzione e tenerla fino alla fine, i lettori devono essere a piena conoscenza della notizia,per questo deve essere precisa ,completa ma soprattutto veritiera . Quindi divulgando ,la rendi ambigua nella sua autenticità .Domani voglio la copia autentica e finale ,con tutte le correzioni,questa la considererò una bozza"mi morsi il labbro ma rimasi soddisfatta, non l'aveva completamente bocciata.Mi restituii i documenti ed osservai tutte le cospicue modifiche che mi avrebbero tenuta sveglia tutta la notte . "Un'altra cosa, mi servono 3 stampe di questo documento, l'articolo di Bill e il numero dell'ambasciatore italiano qui negli Stati Uniti, se cominciano a fare storie digli che ti mando io,parleranno "mi feci l'occhiolino ,congedandomi e senza fare ulteriori domande ,mi allontanai.
"Marianne "qualcuno mi chiamò quando chiusi la porta alle mie spalle e mi sorpresi quando riconobbi Nick,passarsi una mano tra i capelli e sorridermi con un lieve interesse dipinto sul volto, accompagnato da uno strano guizzo enigmatico negli occhi . Si mosse per venirmi incontro ,i passi lenti e tranquilli "come mai da queste parti?"domandò, infilando le mani in tasca mentre mi accompagnava verso l'unica scrivania libera,rivolgendo ogni tanto uno sguardo verso l'ufficio di Sabine . Mi lasciai cadere sulla sedia mentre lui si mise difronte,incrociando le gambe "potrei farti la stessa domanda,l'unica differenza è che io una motivazione e tu no . Lavoro qui"
"giusto,Lucas mi aveva accennano a qualcosa , allora come ti stai trovando alla NBC?Non so se te l'hanno detto ma conosco bene questo posto quindi ti dico benvenuta alla NBC,patria degli amanti delle ciambelle e dei capi super sexy"mi sorrise , un sorriso carismatico dalla dentatura perfetta. D'altronde mio nonno era uno dei soci più importante di questa azienda e Lucas,essendo suo figlio, aveva certamente molti rapporti con noi e ciò includeva anche Nick . "Molto bene, capo"ricambiai il sorriso , l'espressione di Nick si estese in un lieve sorrisino malizioso e i suoi occhi eterocromi, si infervorarono sornione quando la sua attenzione si posò su Sabine che si avvicinava , ignorando la sua occhiata . Non sapevo per quale motivo ma avevo come il presentimento che quei due si conoscessero
"Ciao Sabine" più che un saluto , sembrava un chiaro invito, la voce calda e seducente che ti prometteva qualcosa di elettrizzante . Nei suoi occhi brillò un guizzo nuovo, magnetico e ammaliatore verso quella donna che mostrava una tempra di ferro . Nick era chiaramente un uomo di bell'aspetto, e -come avevo già sostenuto- aveva un fascino spregiudicato e carismatico, con quello charme pericoloso a cui molte donne sarebbero cadute, una bellezza molto adulta .
"Non dovresti importunare i miei dipendenti "si girò verso di lui,fulminandolo irosa ma ciò sembrava alimentare ancora di più l'interesse nei suoi confronti " non la sto importunando, sono soltanto passato a salutare Marianne" le rispose con un sorriso risoluto mentre fugacemente mi fece l'occhiolino . Il mio capo alternò lo sguardo da me a lui , mi parve anche di vedere una vene di rabbia comparire sulla sua fronte " vi conoscete?"
"Marianne è nipote di Lucas " un tempo -da bambina- sarei stata emozionata di quell'epiteto ,perché associavo sempre il termine nipote ad un legame speciale ,che soltanto io potevo avere con lui . Adesso mi infastidiva soltanto ,prima perché mi etichettava automaticamente come una bambina ,secondo perché rendeva evidenza la nostra differenza di età -che non sarebbe dovuto importarmi- e terzo... non sapevo neanche io per quale ragione. "Hanson ,giusto, avrei dovuto capirlo. Comunque tu" portò l'attenzione di nuovo verso Nick " è giunta l'ora di salutare, devi andartene e non voglio più vederti qui ad importunare me oppure altre "gli rivolse un'occhiata gelida e ritornò nel suo ufficio . Percepii Nick ridacchiare
"Quella donna è impossibile per questo mi piace,mi raccomando Marianne prova a metterci una buona parola " si allontanò con un sorriso lievemente baldanzoso ,lo chiamai ma egli si limitò a salutarmi con un gesto della mano e scomparve . Non riuscivo ad immaginarmi loro due insieme , entrambi possedevano un temperamento non molto gestibile . Nick si sarebbe trovato buttato fuori a calci,duramente da Sabine,in meno di un mese,tutto a causa del suo atteggiamento da libertino , lui era così ,un dongiovanni . Non appena percepii le porte dell'ascensore ,chiudersi ,smisi di fantasticare e cominciai a svolgere le mansioni affidatemi dal mio capo,che finii in poco tempo. Come da richiesta, avevo chiamato l'ambasciata italiana,la cui sede principale era a Washington . La segretaria apparentemente cordiale,avevano eclissato la mia pretesa con innumerevoli giustificazioni ,dinanzi alla mia insistenza, tra le quali : informazione riservata e non disponibile, tutela della sicurezza e privacy ,non potevo ricevere questa informazione. Tutte scuse che erano magicamente svanite al suo nome ,incredibile .
"Ecco qui tutto ciò che ti serve, boss. Avevi ragione,mi ha detto tutto quando ho fatto il tuo nome,devi insegnarmi a farlo"entrai nel suo ufficio con un sorriso compiaciuto , le sue iride marroni, tendenti -quasi - al nocciola mi osservarono soddisfatti mentre le sue dita afferrarono il materialmente , scrutandolo con acutezza "Grazie,Marianne"le sue labbra, finalmente ,si estesero in un sorriso , che risaltò molto il suo volto, illuminandolo ,come se raramente il suo viso potesse vedere quella luce . "Puoi andare, ci vediamo domani con l'articolo finito"il suo tono si fece più ammorbidito ,peccato che quella dolce nota non durò più di un secondo in quanto ella riprese il tuo atteggiamento autoritario
"ci vediamo domani. A proposito, Nick è veramente un bell'uomo e da come ti guarda non si arrenderà presto "le feci l'occhiolino mentre uscii dal suo ufficio . Imboccai le scale , scendendo con l'ascensore e avvicinandomi all'uscita . Il mio volto venne dolcemente accarezzato dal bagliore del sole , in un tocco vellutato ed incredibilmente piacevole che mi portò a chiudere gli occhi ,per godermi quella semplice beatitudine, le labbra si incurvavano in un piccolo sorriso . Tuttavia ,quando riaprii gli occhi , il mio sorriso svanii non appena misi a fuoco l'immagine di Juliet ,dinanzi a me
"Ciao Marianne,ho bisogno di parlarti".
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Cicatrici nascoste di Annalaura230315
Il capitolo è un po' di passaggio, la storia nel prossimo entrerà nel vivo . Vi dico soltanto che Mariane deve sbrigarsi perché Juliet tirerà fuori le unghie , ed anche Ethan non sarà in disparte . Allora cosa pensate della possibile coppia Nick-Sabine?Vi piace?Fatevi sapere i vostri pensieri ,anche riguardanti miglioramenti che potrei fare . Passate sulle mie pagine : le storie di Astrad -facebook- e le_storie_di__astrad -Instagram- aiutatemi a farle crescere, per favore.
Votate e commentate,
Saluti da Astrad.
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