Capitolo 14
Ethan avvolse il suo braccio attorno alle mie spalle,stringendomi contro il suo petto in una morsa quasi possessiva mentre scambiava un'occhiata carica di sfida ed avversione nei confronti di Lucas che non la smetteva di fissarci.Scorsi la rabbia in quelle iridi color miele-whisky rivolte verso l'uomo di fronte a lui,incurvò le sopracciglia in una linea rabbiosa e strinse i pugni ,seguii con attenzione ,la mano di Juliet intrecciarsi alla sua . Lo osservai voltarsi verso di lei,tra il sorpreso e l'incredulo , tacendo ed ammirandola a lungo,mentre le sue labbra femminili si schiudevano in un sorriso ,confortandolo. I loro occhi si parlavano,comunicavano con lo sguardo, in un modo così intimo da far scomparire perfino il mondo circostante ,me compresa . Notai i muscoli di Lucas rilassarsi come se quell'indaco avesse il potere di tranquillizzarlo ,come pensavo,il loro legame andava ben oltre la mia immaginazione . "Non pensavo che saresti tornata,Juliet"mi voltai verso l'uomo accanto che a differenza di me li osservava senza nessuno turbamento ,perfino il tono era pacato,per quanto freddo poteva essere
"ho fatto una sorpresa un po' a tutti ,sono ritornata perché mi mancava casa"si accostò ancora di più a Lucas mentre i suoi occhi luccicavano di una felicità immensa "non sapevo che voi due vi conoscevate ,attenta Marianne,Ethan ha la fama di playboy senza scrupoli"sfoggiò una piccola risata stuzzichevole priva di malizia oppure cattiveria . Sarebbe stato meglio provare antipatia verso una persona altezzosa oppure crudele,piuttosto che odiarla per un motivo infondato,senza ragione,eppure non mi aveva fatto niente ,a parte apparire nel momento più sbagliato . Alzai lo sguardo verso 'mio zio' e immediatamente compresi che egli stava pensando alla medesima cosa, ma con uno strano guizzo ,bisognoso
"dipende da qual è la donna con la quale gioco"le labbra di Ethan si incurvarono in un mezzo sorriso mentre ,prendendomi la mano mi trascinava con sé "buon divertimento"li salutò ,conducendomi ,o per meglio dire,strappandomi via da lì . Diedi un ultimo sguardo alle mie spalle spinta da un desiderio più impellente di me,ma le loro figure erano già scomparse dietro quelle porte. Oramai era pomeriggio e le strade dell'incredibile dedalo che componeva lo Skyline ,pullulava di gente ,il sole,invece dalle sfaccettature vermiglie rifletteva la propria luce su quei imponenti grattacieli,per poi posarsi su di noi con un bagliore a dir poco accecante. Mi fermai quando la mia guida mi lasciò la mano ,continuando a camminare "vieni,ti avevo promesso che ti avrei portato in un luogo"si voltò verso di me
"come fai a conoscere Juliet?"lo interruppi ,cercando di rimanere impassibile e così feci,nascondendo tutto in una semplice ed apparente curiosità . Scrollai le spalle ,con un leggero accenno di finto disinteresse quando in realtà logorava dal sapere tutta la storia, non per curiosità o perché fossi una pettegola ma per comprendere il reale motivo della rivalità tra lui e Lucas, che di certo non era soltanto per questioni di affari,c'era di più . Mi avvicinai e lo vidi infilare le mani in tasca continuando a camminare
"Juliet è originaria della California da quello che so, tuttavia quando la conobbi circa tre anni fa,era tornata da un suo viaggio in Europa. Era il periodo,in cui io e Lucas volevamo conquistare i favori d'un grande sponsor ,quindi la rivalità tra di noi era al massimo,ma come ciliegina sulla torta ci fu anche lei. Penso che a spingermi verso di lei era il fatto di non voler rubare solo uno tra gli affari più importanti per lui ma anche la donna di cui si stava innamorando .Così iniziai a corteggiarla ma per quanto mi sforzavo alla fine vinse Lucas mentre io ottenni l'affare. Non ho mai provato infatuazione nei suoi confronti ero solo spinto dall'interessamento,mi domandavo,cosa ci trovasse il grande Hanson in quella donna,tutto qui"le sue sopracciglia si piegarono in un linea arcuata,lanciandomi un'occhiata,cercando di scorgere una mia reazione . Per qualche minuto rimasi zitta,assorta tra i miei pensieri ,finalmente capivo il perché di tutti quegli avvertimenti da parte di Lucas e della sua avversità nei suoi confronti,di certo quello che gli aveva fatto non era accettabile,per di più era dato dal divertimento,una motivazione così dannatamente stupida!
"Hai sbagliato a comportarti in quel modo,sei stato un vero stronzo a giocare con i sentimenti delle persone così deliberatamente ,senza scrupolo,Ethan!"sputai leggermente innervosita ,puntandogli un dito contro ,gli occhi adirati verso di lui ,se c'era una cosa che più odiavo tra tutte era che qualcuno si prendesse gioco delle persone,soprattutto se facevano parte della mia famiglia . Gli voltai le spalle ed inizia a camminare a passo svelto ,immergendomi nel caotico mondo di Mahnattan mentre il vento rasentava il mio volto.Da lontano udivo la voce di Ethan che mi chiamava tra la folla ma mi concentrai soltanto sul rumore delle macchine .D'un tratto mi sentii afferrare per un braccio e mi scontrai contro qualcosa,mi girai di scatto ,incrociando quelle iridi color nocciola mentre il suo braccio mi teneva con forza ,impedendomi di fuggire . I nostri volti si sfioravano ,la mia espressione contrariata opposta alla sua leggermente afflitta
"Ho sbagliato Marianne ,me ne rendo conto ,tuttavia non ho impedito in nessuno modo la relazione di Lucas oppure la sua fine. Quando si sono messi insieme li ho lasciati in pace, inoltre non ho mai ostacolato la sua conquista, era Juliet che doveva scegliere , io in modo pulito cercavo di convincerla a seguire me,ma con le attenzioni che un uomo può fare ad un donna,non l'ho mai costretta "posò il polpastrello sulla mia guancia e iniziò ad accarezzarlo lentamente, mentre mi avvicinava sempre di più al mio viso,non sapevo se erano le sue parole oppure i suoi tocchi ,che mi confondevano ma in quel momento mi sembrò sincero. Contrassi lievemente la schiena , quando venni percorsa da un brivido,i miei occhi alternavano la propria attenzione dalle sue labbra al suo sguardo,improvvisamente magnetico.C'era qualcosa in quel nocciola che stranamente mi attraeva , qualcosa nel suo sguardo ,assolutamente carismatico che ti conquistava. Avanzò verso la mia bocca ,schiusi le labbra per deglutire e fu proprio in quel momento che le prese.Sgranai appena gli occhi quando percepii quelle labbra morbide posarsi sulle mie ,accarezzarle con una delicatezza immane,espertamente come se sapesse quali zone toccare,dove volevo che mi toccasse e in che modo.Dopodiché affondo in modo più violento, intrecciandosi con la mia lingua ed avvolsi le braccia intorno al suo collo
"vieni ti porti in un posto"sorrise tra le mie labbra mentre ero ancora intorpidita da quel bacio ,strinse la mia mano ,fiducioso e mi condusse dinanzi ad un vecchio teatro ,chiuso ormai da tanto,delle catene di ferro tenevano le porte in un groviglio .Alzai lo sguardo,scrutando i vetri scuriti ,alcuni dei quali anche scheggiati,in bella vista, si poteva decifrare a caratteri cubitali ,la scritta 'Visions',L'intera struttura -a parte la ruggine sulle porte oppure su altre zone - si conservava piuttosto bene per essere stata abbandonata da chissà quanti anni, era però pervasa da quell'alone quasi vetusto ,longevo ,aveva -infatti-un aspetto retrò.Mi voltai verso Ethan che stava cercando di allentare l'entrata,facendo pressione sulle catene dalle sfumature ramate a causa della ruggine "sicuro che possiamo entrare?"mi rivolse una di quelle occhiate tra il fiducioso e il seducente ,allo stesso tempo stuzzichevole,come se mi stesse sfidando proprio quando la porta con un cigolio sordo ,si aprii
"è un vecchio cinema degli anni 70 ,chiuso circa una decina di anni fa, non era molto conosciuto dato che è situato in periferia ma quando ero piccolo mio nonno mi portava tutta le domeniche . "Mise le mani sui fianchi,contemplando con un leggero guizzo di malinconia la sala cinematografica che si apriva a noi "perché mi hai portato qui?"domandai ,il tono che salii di un'ottava per la sorpresa, avanzai verso la platea di poltroncine rosse,situate pian pian sempre più in discesa la cui attenzione era fissa sul grande schermo
"avevo circa 12 anni,un giorno mio nonno come tutte le domeniche mi portò qui.Ci sedevamo sempre lì"con l'indice indicò due poltrone nella fila centrale "misero un vecchio film in bianco e in nero,di cui non ricordo il nome , mi colpii una vecchia 500 ,era uguale a quella che mio nonno aveva in garage ,purtroppo rotta. Mi venne voglia di vedere quella piccola macchina percorre la strada,la vedevo con il suo stile sbarazzino ma elegante che si prendeva beffa delle nuove auto. Appena finito il film tornai a casa ,andai in garage e decisi di aggiustarla ,ci misi tre settimane ma alla fine ero il ragazzino più felice del mondo. Penso che sia nato tutto da qui"rivolse uno sguardo allo schermo " non so neanche io per quale motivo ti ho portato qui ma sentivo il bisogno di farlo"si avvicinò a me con un guizzo particolare negli occhi "se c'é una cosa che ho imparato ,proprio qui é quella che non basta desiderare intensamente una cosa per averla ma di agire affinché la ottieni . Inoltre piú é complicata ottenerla ,maggiormente ti sprona e la voglia di possederla aumenta"posò una mano sul mio collo ad un soffio delle mie labbra " e non sto parlando solo delle macchine.Allora ti piace?"l'estremità della sua bocca ,si piegò in un mezzo sorriso
"si,un bel posto,sul serio" mi allontanai lievemente da lui,contemplando un'ultima volta quel luogo " forse é meglio andare"proposi ed mi incamminai insieme a lui ,quando lo vidi annuire .
Lucas pov
"Cos'é quello sguardo?" feci una smorfia spazientito,osservando come Nick se la rideva silenziosamente ,aspettandomi con le braccia appoggiate al bancone della Hall,forse era che da un pò di tempo a queste parti arrivavo al lavoro sempre di pessimo umore e questa non era un'eccezione . Lo fulminai con lo sguardo quando lo vidi ridacchiare,iniziare la giornata con lui ,quando avevo passato tutta la mattina a sentir parlare di arredamenti per la casa ,cosa per niente entusiasmante,non era il massimo . I progetti di Juliet erano carini ma per quanto cercassi di rispondere a quei pareri con oggettività ,non facevo altro che immaginare come sarebbero stati se fossimo rimasti insieme . Tuttavia non dovevo essere stato di gran aiuto con il mio umore non allegrissimo ,divenuto subito tale alla vista di Ethan e Marianne. Le avevo detto piú volte di stare lontano da lui e invece,puntualmente lei non ascoltava,era peggio di una bambina . Mi avvicinai al bancone "sembri essere appena uscito da una maratona di shopping con la propria ragazza,peccato che tu sia single,la cosa si fa interessante "canzonò per poi virare lo sguardo alla porta del mio ufficio,con un lampo enigmatico e al medesimo tempo divertito, avanzò verso di me,diretto verso il suo ufficio non prima di essersi girato verso di me un'ultima volta "Ethan ti sta aspettando in un ufficio,buon divertimento"sogghignò maliziosamente e scomparve dietro la porta.
"Cosa ci fai qui?"entrai furiosamente nella stanza,notandolo seduto comodamente sul divano, elegante nel suo completo turchese d'Armani,chiusi la porta con un sonoro tonfo ,fregandomene di mostrarmi amichevole, per quanto sembrasse uno dei soliti colloqui che -per mia sfortuna- avvenivano ,sapevo che quell'oggi era qui per un motivo diverso e ciò fece salire la mia rabbia alle stelle "se sei qui per parlare di Juliet allora sei libero di andare,abbiamo concluso quel discorso tre anni fa"le mie scarpe rasentavano il pavimento in un schiocco perentorio e svelto, creando l'unico timbro percettibile nella sala,unito al crepito delle mie nocche che si contraevano per la tensione . Attesi la sua fuoriuscita ma invece rimase lì , fermo mentre il suo sguardo ricadeva su di me, le mie orecchie udirono i suoi movimenti flebili ma secchi, sebbene non volevo vederlo , capivo che si stava alzando,"sono qui per Marianne"la pacatezza con la quale ammise quel nome ,fece contrarre i miei muscoli in preda all'ira che improvvisamente mi ricopriva, bastò quel nome,sentirlo pronunciare dalle sue labbra a farmi imbestialire come mai succedeva da anni. Mi voltai di scatto verso di lui,furibondo,aggrottai le sopracciglia in una linea accigliata ,pericolosamente incazzato ,più lo scrutavo e più le mani mi prudevano dalla voglia di dargli un pugno, una bramosia che avevo da anni,ormai . Era impossibile rimanere tanto imperturbabile a parlare di un argomento simile,soprattutto quando si trattava di lei . Improvvisamente mi sembrò tornare indietro nel passato , anche quella volta eravamo uno di fronte all'altro ed io ribollivo di ira dinanzi a lui con le mani infilate disinvolte nelle tasche e quel suo ghigno beffardo,malizioso sostituito ora dalla sua quiete
"Prova solo a toccarla e giuro che ti uccido,non sto scherzando,Ethan" nell'aria albergava un temibile turbamento che faceva evaporare l'aria rendendo quel posto arido e claustrofobico,per questo mi allentai il colletto della camicia ,con lo sguardo fisso su di lui. Mi aspettavo un ghigno oppure una battuta bastarda per infierire -come suo solito-ma invece ,fece una piccola smorfia ....paziente?Sul serio,mi stava prendendo in giro oppure voleva ragionare? Le sue dita scivolarono sulla superficie della scrivania ,lievemente "Sei suo zio posso capirlo ,per questo sono qui ,per una volta sono da te con la bandiera bianca,senza secondi fini o per affari ,quindi sarò sincero . Marianne mi interessa,non posso dire di essere infatuato o altro,è da poco tempo che la conosco, ma non puoi non rimanere affascinato da lei, ha qualcosa, nei suoi occhi,nel suo viso,nei suoi atteggiamenti che ti rapisce, è una delle poche persone con la quale mi diverte stare . Comprendo ,anche che dopo tutti i dissidi che ci sono stati tra di noi,tu non vuoi vedermi con lei ma io voglio continuarla a vederla ,q-"lo afferrai per la camicia , infuriato, gli occhi sgranati per la collera
"NON VENIRE QUI A PARLARE DI LEI,TU NON LA CONOSCI ,NON PUOI APPREZZARLA MA SOPRATTUTTO NON METTERLA ALLA PARI DELLE TUE PUTTANELLE,TI INTERESSAVANO ANCHE LORO E LE HAI ABBANDONATE TUTTE,NON TI LASCERO' FERIRE ,MARIANNE,MAI E POI MAI!" gli tirai un destro in pieno viso facendo barcollare e cadere all'indietro.Cercai di riprendere fiato,non per mancanza di ossigeno ma per rendermi momentaneamente conto di ciò che avevo fatto ,prima d'ora non avevo mai reagito in questo modo così irrazionale e veemente ,perfino quando si trattava di Juliet. Lo scorsi ,passarsi una mano sulla guancia,accarezzandosi la mandibola ,per fortuna illesa ed alzarsi , i suoi occhi si posavano sui miei in un mix di sorpresa ed ira "sta succedendo di nuovo non è vero...." Inarcai un sopracciglio non capendo " vogliamo entrambi la stessa cosa "mi voltò le spalle con un piccolo ghigno
"Questa volta non ti lascerò vincere,la posta in gioco è troppo alta" mi fece un breve accenno con le dita e scomparve .
Rissa!Rissa!Rissa!Sto scherzando,anche se comprendo che era ciò che volevano molti, tuttavia non pensate che l'incontro tra Lucas ed Ethan termini qui,ci saranno molte altre occasioni ,quindi chissà . Se volete essere a conoscenza di qualche altro particolare sui capitoli,passate sulla pagina fb"le storie di Astrad" e quella di Instragram"le_storie_di__astrad"Grazie a tutti!
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