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TI PREGO FIDATI

Una settimana prima

Lexie

Sono cosí stufa di tutta questa merda. Non capisco cosa ho fatto di male, anche questo no. Le cose vanno di male in peggio é sempre stato cosí. Poi mi domandano perché sono cosí stronza. La mia vita é un inferno. "Ehi Lexie a cosa pensi?" dice Hunter "Cosa diamine vuoi?" dico. Non dovevo rispondere cosí ma cazzi suoi. "Cosa succede?" domanda "Vediamo...che mi stai facendo perdere tempo?" dico stufa. Si avvicina e sento il mio cuore perdere un battito,non capisco perché quando sto con lui mi succede questo. "Lexie stai male e non ti lascio in pace finché non mi dirai il motivo" dice "Hunter cazzo vattene" lo spintono ma non si sposta di mezzo centimentro "l'hai voluto tu" dice prendendomi in spalla "mettimi giú cazzo Hunter" urlo e noto che la gente ci guarda ma cazzo guardano? Bha. "Urla quanto ti pare ma noi adesso parliamo, é da giorni che sei strana e adesso mi dici il motivo" dice seriamente. Conosco Hunter da un po' di tempo e so che quando si impunta é finita. Mi mette giú e noto che ci troviamo in un vicolo isolato e sbuffo "cosa vuoi?" dico "voglio che mi dici cos'hai" dice dolcemente lo guardo e abbasso la testa. Mi mette due dita sotto il mento e mi alza la testa fino a far scontrare i nostri sguardi per poi far scendere la sua mano sul mio braccio e lí il mio corpo si riempe di brividi. Odio l'effetto che mi fa ed é uno dei motivi principale per cui lo allontano costantemente ma non é affato facile con un tipo come lui,insomma,per quanto lo tratto male non si arrende e forse é una delle cose che amo si lui. Aspetta?! Ho detto 'cose che amo di lui?!' quindi lo amo?
"Lexie.." dice "non qui" mi limito a dire. Il problema principale é che nessuno sa nulla di me e non posso sfogarmi e questo mi porta ad esplodere e...bhe non é una cosa bella. Mi prende la mano e mi tira, dieci minuti dopo siamo nel suo appartamento. "Ecco,parla" dice. "Hunter perché ti importa cosí tanto?" domando "cosa?" dice "di me" dico con un filo di voce abbasando la testa. Me la rialza e stavolta invece dei noatri sguardi si scontrano le nostre labbra. Ho baciato e non solo tanti di quei ragazzi ma con nessuno ho provato questo che provo per Hunter. "É tutto piú chiaro ora?" sussurra facendo sfiorare le nostre labbra. "Un po'" sussurro. "Cosa non ti é chiaro?" chiede guardandomi negli occhi "perché proprio me?" dico e mi guarda come se fossi pazza cosí continuo "insomma ti tratto male in continuazione,ti allontano, ti urlo praticamente contro,non ricordo di averti mai detto una cosa carina,tutti gli altri non mi sopportano e come biasimarli.." dico tutto d'un fiato "perché so che é tutta una maschera. So che dietro questo tuo comportamento c'é un motivo piú che valido. Perché vedo la tristezza nei tuoi occhi ogni santo giorno e vedo come fingi con gli altri,ma a me non mi iganni. So che stai male Lexie,lo so e voglio aiutarti perché come avrai capito io ti amo e sono sicuro di questo" dice senza smettere di guardarmi negli occhi. Lui mi capisce. É l'unica persona che l'ha fatto. Lo bacio e riecco quei brividi per tutto il corpo. Interrompo il bacio e mi butto fra le sue braccie e mi accoglie senza esitazione. Fra le sue braccia mi sento cosí al sicuro,sono come un scudo che mi proteggono da tutte le cose brutte che mi sono successe. Sono stanca di negarlo a me stessa. "Ti amo anch'io Hunter" dico e mi stringe piú forte a se. All'improvviso sento la sua maglia bagnata e mi accorgo che sto piangendo. "Scusa.." dico "Non hai nulla da che scusarti" dice mettendomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio e asciugandomi col pollice una lacrima. "Ti prego fidati" dice semplicemente "Non l'ho mai detto a nessuno" dico "Si ma io sono Hunter" scherza facendomi ridere "sei un idiota" dico "almeno ti ho fatto ridere" dice "Avevo cinque anni quando i miei genitori hanno decido di abbandonarmi, ricordo tutto anche se in modo sfocato ma ricordo. Mi lasciarono fuori a un istituto e mi dissero che sarebbero tornati subito e che non mi sarei dovuta muovere da lí. Cosí feci, quando una signora uscí dall'istituto e mi chiese che ci facevo lí tutta sola anche se probabilemte la risposta la sapeva. Gli dissi che i miei genitori mi dissero di aspettare lí e lei mi portò dentro questo istituto. Non ricordo nemmeno il nome. Ho passato giorni a guardare fuori dalla finestra aspettando i miei genitori, perché ero sicura che sarebbero tornati ma cosí non fu. E man mano che crescevo aumentava la consapevolezza del fatto che mi avevano abbandonata. E crescendo ho dimenticato anche i loro volti,forse é meglio cosí. All'età di dieci anni, mi adottarono, i miei genitori attuali. E si prima che tu possa dire qualcosa mi hanno adottata. All'inizio ero arrabbiata con loro,o meglio cosí credevo, ero arrabbiata con me stessa. Ho cominciato a odiare me stessa, ad odiare la vita. Cosí mi sono chiusa in me stessa e sono diventata questa 'brutta stronza' come mi chiamano tutti. E hanno ragione sonl una stronza che non apprezza le cose che ha. I miei genitori,quelli adottivi intendo, mi hanno semore trattata come una figlia, mi hanno sempre dato tutto e io? Li trattavo male e non gli ho mai detto che li volevo bene e..e soprattutto ringraziarli per quello che hanno fatto con me. E ora? E ora sono morti e io...e io odio ancora di piú me stessa." scoppio a piangere e mi tira a se. "Lex ascolta, hai sbagliato si, ma non hai avuto un'infanzia facile e un po' é comprensibile ma ora non puoi piangerti a dosso. Devi andare avanti e so che ci riuscirai,sei forte Lexie,piú di qualsiasi persona su questa terra e ti ammiro per questo" cerca di consolarmi "tu non capisci Hunt, sono morti e non li ho resi fieri di me" dico tra un singhiozzo e l'altro "io sono sicuro che erano fierissimi di te. Sono sicuro che riuscivano a capirti come ho fatto io se non di piú" continua "Hunter io..io..ho bisogno di te ti prego non mi lasciare anche tu" dico e mi stringe si nuovo a se "non lo farei mai" dice "come é successo?" domanda "stavano tornando a casa,stavano in macchina quando un camion li ha presi in pieno e non ce l'hanno fatta" dico e mi stringe ancora piú forte "é successo ieri,mi ha detto tutto Marcus e come se non bastasse l'ho trattato male" dico "Marcus é tuo fratello giusto?" chiede e annuisco "ascolta non puoi cambiare il passato ma puoi cambiare il futuro" dice "Ti amo Hunt" dico e mi bacia. "Dovrai dirlo agli altri prima o poi" dice e ha pienamente ragione "lo farò ma non adesso" dico e annuisce "allora cosa ti va di fare?" chiede "sembra banale dire che mi basterebbe stare sdraiata quí,su questo letto abbracciata a te?" dico "esci da questo corpo" scherza e non posso fare a meno di ridere. Si stende e fa stendere anche me per poi stringermi fra le sue braccia muscolose e giocando con i miei capelli "sapevo che non eri veramente cosí" dice e sorrido "ma devo dire che preferivo la vecchia te che questa pacifica" scherza "idiota" dico dandogli un piccolo pungo sul petto e scoppia a ridere e lo seguo anche io finché non diventiamo seri,cosí all'improvviso e non facciamo altro se non guardarci negli occhi. Passano ore,minuti o forse anche soltando secondi quando unisce le nostre labbra. É un bacio lento ma carico d'amore da parte di entrambi.

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Ehilà come va? Sono stranamente contenta di questo capitolo. So che ho puntato troppo l'attenzione su Arianna ed Ethan e vorrei cambiare la cosa cosí ho deciso di i fare i punti di vista anche degli altri. Con questo capitolo vi ho raccontato un po' la storia di Lexie e del perché é una 'brutta stronza'. Bhe che dire spero che vi piaccia questo capitolo tanto quanto é piaciuto a me e alla prossima.
-Antonella

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