7. Fantasmi dal passato
Quelle parole sputate contro di me mi hanno fatto gelare il sangue nelle vene, non credevo che potesse mai dirmi delle cose del genere, sembrava così dolce e io da stupida mi sono illusa di aver trovato degli amici.
Sei stupida Talìta, avevi promesso che non ci saresti ricascata, gli amici non esistono, lo avevi capito, perché ti sei lasciata trasportare da quegli occhi dolci e apparentemente sinceri?
"Ma sei scemo!"- la piccola Rachel apparentemente calma, invece, ha improvvisamente tirato fuori la sua aggressività. Dovrei smettere di ascoltare le mie impressioni.
Il ragazzo alterato ha fatto mutare i suoi occhi in due inferni, fa quasi paura. Dopo tanto tempo provo paura di qualcuno. Cosa ho sbagliato questa volta? Non smette di fissarmi con ribrezzo e comincio a sentirmi di troppo. Anche se so che probabilmente non sono davvero io la causa della sua rabbia ma lui, so anche che è meglio andare via per ora.
Mi alzo di fretta dal mio posto lasciando scivolare rumorosamente i piedi della sedia sul pavimento prima di correre fuori dalla mensa.Credevo fosse una stupidaggine, ma Harry Styles mi sta già creando problemi. Non gli ho mai neanche parlato ed è già sulla mia lista nera.
Cammino ignorando la povera Veronica che mi chiama, ma dopo pochi secondi non la sento più, non so se perché abbia rinunciato o perché sono troppo lontana dalla mensa per sentirla. Voglio stare sola, sola come sempre, è meglio per tutti e anche per me.
Manca l'ultima ora di lezione prima che possa finalmente tornare a casa, se prima ho detto che questa giornata era da ricordare ora voglio dimenticarla a tutti i costi. Ho trovato un posto tranquillo sul retro della scuola dopo che ho camminato per calmarmi per chissà quanto. E' bella questa ala della scuola, è isolata e tranquilla anche se polverosa, deve essere poco usato questo posto. Forse la mia capacità maggiore è quella si somatizzare il dolore e di ritornare quella di prima in pochi minuti. D'altronde non è la prima volta.
Mi siedo su una sedia gettata lì con poca cura mentre comincio a rendermi conto di dove sono. Ci sono cartelli, alberi finti, costumi, di ogni genere, impolverati e posso immaginare che prima le paillette fuxia di quell'abito scintillassero mentre ora sono ricoperte di strati di polvere. Ma quello che mi fa capire tutto è il grande telo in stoffa rosso mogano che separa questa stanza da qualcos'altro. Curiosa come non mai scosto la tenda che schiudendosi apre una grande sala da teatro, ma che a quanto pare usano di rado. Spettacolare, se non sapessi che è una scuola forse immaginerei che sia un vero e proprio teatro moderno all'interno di qualche antico monumento in centro città. Un po' come il Royal Albert Hall a Londra.
Mi inginocchio proprio al centro del palco sentendomi un po' stupida come una di quelle attrici drammatiche che tentano di morire per recitare la loro parte, ma io invece apro la mia tracolla tirandone fuori il portafogli e da lì una foto, la sua foto che ho sempre con me.
"Perché te ne sei andata? Sarebbe stato tutto più facile se fossi ancora con me."
Bella come sempre, mia madre mi guarda da quella foto, forse l'unica foto di lei che posseggo da quando avevo dieci anni. Ha capelli castani come i miei, occhi azzurri come i miei, quelle labbra rosse in quel suo vestito colorato di rosso, viola, giallo e oro tipico indiano. Mi manca l'India, e mi manca lei.
***
<< I vertebrati sono un subphylum dei cordati (facenti parte degli animali), caratterizzato (tra le altre cose) dal possedere una struttura scheletrica ossea e/o di cartilagine.
Attualmente, escluse cioè le specie fossili, sono rappresentati da circa 50.000 specie di cui la metà sono pesci (agnati, condritti e osteitti). Gli uccelli sono invece il secondo gruppo tassonomico con 9.000 specie circa, seguono i rettili con circa 8.000, gli anfibi con quasi 6.000 specie e i mammiferi con 5.000.
Il tessuto osseo è evolutivamente anteriore a quello cartilagineo. >>
"Tal?"
Ma è possibile che non si può neanche studiare in pace? la giornata è già stata disastrosa, almeno il pomeriggio vorrei recuperare facendo i miei compiti e poi oziare sul divano come la tipica zitella appassionata di soap-opera.
"Che c'è papà?"- chiedo alzando di mala voglia il naso dal libro in camera mia in quell'appartamento di pochi metri quadrati.
"La signora Anne vuole parlarti."
______________
Ecco il capitolo sette. Non so se questa storia stia interessando molte ma spero che almeno sia decente. Non so, fatemi sapere se vi va, non mangio nessuno :)
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro