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Prologo

Era lì.. Freddo.. Le mani poggiate sull'addome rigido per il dolore lancinante che proveniva dal braccio rotto e dal buco nel petto, all'altezza del cuore, fin troppo debole per seguire un ritmo regolare.
Gli occhi del figlio di Lilith erano fissi su di lui, mentre ogni centimetro del suo corpo sembrava abbandonarsi sotto peso opprimente che gli provocava ogni respiro.

-Alec, ti prego, resta con me- implorava lo stregone, ormai privato di qualsiasi magia ereditata da suo padre.

Non si era mai sentito così.. Debole.. Completamente inerme al fato che così tante volte aveva ingannato con uno schiocco di dita.
Avrebbe voluto salvarlo, avrebbe voluto almeno  alleviare il dolore che stava provando il suo ragazzo davanti ai suoi occhi vitrei, scuri, come quelli di un qualsiasi mortale, come quelli di un qualsiasi mondano, anche se, lui, non lo era mai stato.
Sedeva lì, impotente, a guardare l'amore della sua lunga vita di ex-stregone contorcere il volto che aveva amato fin dal primo momento, mentre le parole annegavano nel sangue che lentamente gli saliva in gola.

-Alexander !- lo chiamò più forte, sperando che il corvino, sentendolo, potesse mostrare di nuovo quelle due gemme d'ambra antica, incupite dal trascorrere del tempo.. Che potesse mostrare di essere ancora vivo. - Non lasciarmi..- Supplicava con voce tremante e le lacrime prigioniere tra le sue palpebre, le quali, gli offuscavano la vista.

La runa di guarigione che prontamente aveva ripassato Jace sul suo braccio non stava agendo abbastanza in fretta.

Un braccio e qualche costola rotta, un paio di lesioni interne e un buco nel cuore non sono facili per nessuno da rattoppare, neanche per il Sommo Stregone di Brooklyn!
Non è mica una questione da cerotto e via!

È questo che avrebbe detto appena un mese prima, probabilmente scherzando anche sul cocktail da prescrivere come "cura" al povero malcapitato, dopo aver mosso agilmente le dita, in una mossa simile ad una danza, sistemando ogni cosa come faceva sempre.
Ma non adesso.. Non con lui...

-Mag..nu-us- si sforzó di dire Alec, schiudendo le palpebre, giusto appena da  vedere il lungo soprabito carminio del suo amante e il foulard ricamato che gli pendeva dal collo, senza riuscire a distinguere bene i contorni del volto e (per l'angelo!), quanto detestava tutto ciò.

-Sono qui.. Sono qui, andrà tutto bene- ripeteva Magnus come un mantra, ma senza più quella sicurezza che la sua magia gli infondeva in queste situazioni- Devo togliere freccia, altrimenti non riuscirai a guarire, ma per farlo ho bisogno che tu sia sveglio- cercò di spiegare con una mano che stringeva quella di Alec e l'altra che agilmente scioglieva il nodo del suo foulard, portandolo alla base dell'arma lunga e sottile, nel punto più vicino alla carne.

-Fallo- soffocò in un colpo di tosse, avvertendo chiaramente il sapore metallico del sangue che gli pervadeva la bocca.

Magnus guardò Alec ancora per un momento prima di spostare la mano intrecciata con le dita fredde e pallide del corvino sulla stecca di legno della freccia, mentre con l'altra applicava ancora più pressione alla base della ferita.
Il figlio di Nephilim lo fissava con occhi languidi, assenti, che ogni tanto si serravano per sopportare le fitte di dolore che gli pervadevano la cassa toracica. Non sapeva per quale motivo l'effetto anestetizzante della runa non stesse facendo il proprio dovere, ma, sinceramente, non gli importava. L'unico pensiero che riusciva a tenerlo vigile era che Magnus fosse tornato, che fosse lì a sostenerlo.

"In salute e in malattia... Sarebbe stato bello pronunciare immediatamente quelle parole su quell'altare"

Pensò il corvino, mentre Magnus posava le sue labbra sulle sue in un bacio leggero, colorito dal sangue adesso gli colava fino al mento, per poi far incontrare le loro fronti, obbligando le loro iridi a fissarsi.

-Ti amo Alexander Lightwood- una lacrima cadde proprio sulle ciglia della altro, il quale, non riuscendo più  a trovare il fiato per rispondere, annuì timidamente ingoiando a vuoto.

Un ultimo secondo e la mano dell'ex-stregone si mosse veloce come la zampa di un felino estraendo prima la freccia e poi tamponando la ferita con il fazzoletto francese il quale, lentamente, si dipinse di liquido cremisi.

Chissà cosa avrebbe detto la regina Carolina vedendo che fine aveva fatto il suo prezioso foulard.

-AAaah!!-imprecò lo Shadowhunters ansimando, cercando e trovando disperatamente conforto nelle dita del suo amato, il quale a stento riusciva a trattenere le lacrime davanti a quella sofferenza tanto atroce.

-Resisti, tra poco starai bene- Tentava di rassicurarlo accarezzandogli i capelli bagnati e la tempia imperlata di sudore, mentre il corvino riacquistava gradualmente colore e il suo petto riprendeva a muoversi con movimenti più regolari.

-Non ti lascerò mai più Alec Lightwood- sussurrò lo stregone prima di vedere il suo amato abbandonarsi sotto di lui, come corpo morto cade.

...

Commenti autrice

Salve a tutti sono tornata con una nuova storia, questa volta su Shadowhunters (una serie tv, wow, mi meraviglio anch'io).
Comunque volevo dire che la storia seguirà gli eventi della serie tv e alcuni di quello dei libri (per quanto mi è possibile dato che hanno fanno un mischia francesca impressionante >^<) e che ci saranno un po' tutte le ship (Clace*coff coff* SIZZY *coff coff*)
Spero vi piaccia, mataneee🐈!

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