Capitolo 2
Jace andava a sedersi su quel tetto tutte le sere, al calar del sole, quando la luna raggiungeva il punto più alto, finché non vedeva di nuovo i raggi del gioiello dorato incastonarsi nel cielo. Lo faceva da una settimana ormai e ogni volta portava con sé la matita alla carbonite che Clary teneva sempre sul suo cavalletto.
Non era sicuro del motivo, forse perché gli ricordava la ragazza che aveva appena superato l'ammissione all'accademia di arte, prima che il suo mondo fatto di ombre intaccasse quel cuore fatto di pura luce e beata ingenuità o, forse, perché voleva semplicemente punirsi.
Era colpa sua... Non di Simon, non di Lilith, sua...
"Se fossi morto al lago, nulla di ciò sarebbe mai successo"
Era questo il pensiero che più gli attanagliava il cuore, reso pesante dalla sofferenza che provava il suo parabatai e dal dolore della perdita di Clary.
"Se non mi fossi fatto possedere, se avessi ascoltato prima i consigli di Alec, adesso lui non starebbe in quelle condizioni"
L'immagine di lui, sopra al suo parabatai, con tra le mani la freccia insanguinata che lentamente gli perforava il petto, lo struggeva.
"Se solo fossi stato più forte, se mi fossi liberato prima dall'influenza di Lilith, Clary... Clary... "
Quella frase, no, non riusciva proprio a finirla.
Le lacrime gli inondavano le ibridi chiare al solo pensiero di una vita senza più la "ragazza mondana con la vista''. Come guerriero sapeva che ad ogni guerra conseguono sempre delle perdite ma, allo stesso tempo, come amante, sapeva di non poter sopravvivere un altro minuto senza percepire sulla sua pelle il delicato tocco della rossa, senza poterne avvertire il profumo, senza sentirne la soave voce.
Il sole sorse ancora, puntuale, come ogni mattina, come se nulla di tutto quello che era accaduto sul tetto fosse mai successo. Il biondo guardò un'ultima volta i suoi piedi che prendevano dal cornicione verso il vuoto, prima di alzarsi goffamente e osservare dall'alto gli edifici della città definirsi man mano all'avanzare della luce.
-Lo sai che non potrai continuare a farlo per sempre? -
-Che cosa vuoi Isabel- liquidò seccamente la sorella dietro di lui, mentre con lo stilo ripassava la runa della resistenza.
-Ci servi all'Istituto, dei demoni hanno attaccato dei Mondani in centro questa notte -si affrettò di informare Isabel, giocherellando con suo il bracciale di elettro a forma di serpente.
-Non avevamo eliminato già tutti i demoni evocati da Lilith? -
-Così credevamo, ma con i nostri migliori guerrieri in panchina non è poi così facile stare dietro a tutto ciò che succede nel mondo nascosto - sbuffò la ragazza dai lunghi capelli corvini, nascondendo con sicurezza fittizia la sofferenza che gli provocava il pronunciare quelle parole.
Già... Clary era morta, Isabelle aveva assunto il comando dell'istituto, almeno fino alla fine della convalescenza di Alec e, come se non bastasse, lui non riusciva più neanche ad impugnare un'arma senza pensare ai dolci lineamenti della ragazza dai capelli rossi.
Era bloccato, come a metà tra un incubo da cui non ci si riesce a svegliare e una realtà fin troppo crudele per poter essere accettata.
-Abbiamo bisogno di te Jace.
Io ed Alec abbiamo bisogno di te. -lo pregò avvicinandosi a passo lento verso il fratello, posandogli le braccia sulle spalle e la testa sui muscoli tesi del trapezio in un abbraccio malinconico.
Ormai a parlare non era più il capo dell'istituto, ma la dolce e combattiva Isabelle che, più di ogni altra cosa al mondo, teneva a cuore la sua famiglia.
Jace ingoió a vuoto un paio di volte prima di voltare leggermente il capo a cercare quello della sorella, notando il suo tenue mordersi di labbra colorate con il solito rossetto carminio e la lacrima solitaria che gli percorreva la guancia. In tutto quel tempo non si era mai reso conto di come la perdita di Clary avesse potuto segnare Isabelle, dopotutto, anche lei aveva perso una persona che amava.
-Come sta Alec? - chiese incerto Jace, interrompendo il lungo silenzio creatosi.
-Si sta riprendendo, Magnus ha chiesto aiuto a uno stregone per velocizzare la guarigione, ma ci vorrà ancora un po' di tempo.
Non sei andato a trovarlo nemmeno una volta- lo ammonì la bruna, accarezzando coi pollici la pelle rovinata della giacca nera che indossava Jace, aspettando una spiegazione, che però, non sarebbe mai arrivata- Jace... Non te ne fa una colpa. Eri posseduto, non eri padrone del tuo corpo-
-lo so! - la interruppe bruscamente scostandosi dall'abbraccio e passandosi le dita fra i capelli- lo so... - ripeté quasi sussurrando a sguardo basso-lui mi ha già perdonato per ciò che gli ho fatto-
-E allora perché non vuoi neanche andare a vedere di persona come sta?-
-Perché sono io che non mi sono perdonato!!
Tutto ciò che è successo è stato a causa mia.
Io ho ucciso quelle persone!
Io ho permesso a Lilith di compiere quel rituale!
Io ho ridotto in quelle condizioni Alec!
È stata colpa mia se Clary è morta!- urlò disperato, con occhi vitrei e traboccanti di lacrime trattenute a forza, soprattutto per quelle ultime parole, finalmente rivelando a qualcuno il fardello opprimente che si portava dentro- E se il Conclave non ha fatto ancora niente per punirmi è solo perché è stata Clary a pagare per ciò che ho fatto!
-Per ciò che Lilith ti ha obbligato a fare-lo corresse- Jace, non è stata colpa tua, non potevi farci niente, Lilith ti aveva fatto il lavaggio del cervello!
-Sarei dovuto rimanere morto- sibilò il biondo a denti stretti e mascella serrata, mentre la vena sulla tempia scandiva il battito accelerato del suo cuore, più per la disperazione che per la rabbia.
-Ma non lo sei... Clary ti ha salvato. Ti ha riportato da me, da Alec.
Ti ha riportato in vita perché ti amava, Jace, e sono certa che se avesse saputo a cosa andava incontro salvandoti lo avrebbe rifatto, mille e mille altre volte.
Non buttare via la possibilità che ti ha dato... - Quelle parole colpirono Jace con la stessa intensità delle frecce di Alec in battaglia. Veloci e dirette verso la parte più fragile del suo cuore ferito, completamente inerme alle azioni che sarebbero conseguite.
Jace scostò lo sguardo da quello della sorella, incapace di sostenerlo oltre, e ingoió a vuoto prima di sussurrare un placido "andiamo" mentre si dirigeva verso le scale dell'edificio.
Non era felice di tornare all'istituto, non si sentiva pronto ad affrontare i ricordi che gli avrebbero inondato la mente una volta attraversata quella porta, ma, come aveva detto Isabelle, non poteva gettare via il dono che gli aveva fatto Clary, anche se questo lo avrebbe logorato sempre di più, come una preda intrappolata che muore lentamente, abbandonata perfino dal suo stesso bracconiere.
Commenti autrice
Voilà! Ecco il secondo capitolo con un Jace praticamente distrutto dalla perdita di Clary (non vi preoccupate che l'azione arriverà tra pochissimo, preparatevi ewe). Non ci posso credere che tra poco meno di una settimana uscirà finalmente la nuova stagione di SH, sembra passato un secolo😍.
In ogni caso come ve la passate? Per chi come me si prepara all'esame di stato, quale traccia avete scelto per la simulazione della prima prova 🤔?
Noi ci vediamo la prossima settimana con il nuovo capitolo, forse prima chissà, matanee 🐈!
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro